domenica 8 febbraio 2015

Un "Angelo della strada" a Valle Fiorita. Noi sempre al passo dei più deboli.

Un “Angelo della Strada” a Due Leoni

Monia Lustri e Giovanni Cocco, presentano la struttura che accoglie circa
20 persone e fornisce aiuto e un posto sicuro dove vivere alle persone in difficoltà economiche.

Il volontariato si fa col cuore. 

In un palazzo anonimo del quartiere di Due Leoni/ Valle Fiorita, (adiacente a Tor Bella Monaca) in via San Pietro Patti (una traversa di via San Biagio Platani), c’è un luogo dove chi ha bisogno può trovare un rifugio sicuro.

L’associazione “Angelo della Strada” O.N.L.U.S è nata ufficialmente nel novembre dello scorso anno, ma lavora stabilmente sul territorio già da luglio. 

“La nostra è la prima struttura su Roma aperta 24 ore su 24 – racconta Monia Lustri, direttrice del centro -  dopo alcune problematiche interne all’associazione, avvenute negli scorsi mesi, la struttura ha ripreso colore. La casa d’accoglienza offre vitto e alloggio a tutti coloro che si trovano in difficoltà, a prezzi modici”. 

Il progetto prevede l’ospitalità delle persone più svantaggiate, spesso segnalate da Assistenti Sociali del Comune, come ex tossicodipendenti, ex alcolisti, ex detenuti, uomini separati o divorziati, costretti a mantenere mensilmente le loro famiglie con uno stipendio misero, persone che hanno perso il lavoro, anziani con una pensione irrisoria e a tutti coloro che hanno bisogno d’aiuto. 

“L’obiettivo della nostra azione – spiega Giovanni Cocco, Presidente di Angelo della strada – non è solo dare un tetto sopra la testa a queste persone, il fine è concedere stabilità, far ritrovare la fiducia in se stessi, affrontare la vita nella giusta direzione”. 

Alle circa 20 persone presenti nel centro non è affidata nessuna assistenza sociale specifica, ma la cura potrebbe essere e far parte di una grande famiglia, dove ognuno ha delle responsabilità. La struttura è suddivisa in due piani: due grandi saloni, una cucina, bagni, stanze singole o doppie per gli ospiti a cui è concessa una certa libertà e privacy. Purtroppo i fondi a disposizione sono pochissimi. I volontari si sostengono con le quote delle persone presenti nella struttura, che non coprono poi tutte le spese. Ma non ci si perde d’animo e in mente ci sono già nuovi progetti: “Abbiamo intenzione di acquisire un altro palazzo dove creare un centro più grande e dove organizzare una grande mensa” per fine 2016 ed inserire una casa anche per le donne.


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