martedì 31 marzo 2015

Un Angelo della strada ai due leoni

Un “Angelo della Strada” a Due Leoni

angelo della strada

Monia Lustri e Giovanni Cocco,
volontari dell’associazione, 
presentano la struttura che accoglie circa 20 persone e 
fornisce aiuto e un posto sicuro dove vivere alle persone 
in difficoltà economiche.

Il volontariato si fa col cuore. In un palazzo anonimo del quartiere 
di Due Leoni/ Valle Fiorita, in via San Pietro Patti
 (una traversa di via San Biagio Platani), c’è un luogo dove chi ha 
bisogno può trovare un rifugio sicuro. 

L’associazione “Angelo della Strada” è nata ufficialmente nel 
novembre dello scorso anno, ma lavora stabilmente sul territorio 
già da luglio. 

“La nostra è la prima struttura su Roma aperta 24 ore su 24 – 
racconta Monia Lustri, volontaria del centro -  
Dopo alcune problematiche interne all’associazione, 
avvenute negli scorsi mesi, la struttura ha ripreso colore. 
La casa d’accoglienza offre vitto e alloggio a tutti coloro 
che si trovano in difficoltà, a prezzi modici”.  

Il progetto prevede l’ospitalità delle persone più svantaggiate, 
come ex tossicodipendenti, ex alcolisti, ex detenuti, uomini separati 
o divorziati, costretti a mantenere mensilmente le loro famiglie con 
uno stipendio da fame, persone che hanno perso il lavoro, anziani con 
una pensione irrisoria e a tutti coloro che hanno bisogno d’aiuto. 

“L’obiettivo della nostra azione – spiega Giovanni Cocco, 
Presidente di Angelo della strada – non è solo dare un tetto sopra 
la testa a queste persone. 
Il fine è concedere stabilità, far ritrovare la fiducia in se stessi, 
affrontare la vita nella giusta direzione”. 

Alle circa 20 persone presenti nel centro non è affidata nessuna 
assistenza sociale specifica, ma la cura potrebbe essere e far parte 
di una grande famiglia, dove ognuno ha delle responsabilità. 

La struttura è suddivisa in due piani: due grandi saloni, una cucina, 
bagni, stanze singole o doppie per gli ospiti a cui è concessa una 
certa libertà e privacy. 

Purtroppo i fondi a disposizione sono pochissimi. 
I volontari si sostengono con le quote delle persone 
presenti nella struttura, che non coprono poi tutte le spese. 
Ma non ci si perde d’animo e in mente ci sono già nuovi progetti: 
“Abbiamo intenzione di acquisire un altro palazzo dove creare un 
centro più grande e dove organizzare una grande mensa”. M. R.



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