lunedì 9 maggio 2016

Un capitolo di una strana giustizia italiana (estratto dal libro in uscita di M. Lustri)

Estratto del mio libro su varie storie raccolte da varie persone;

La comica sta nel fatto che queste persone sarebbero quelle che devono correggere gli altri, quando i primi da correggere sono essi stessi.
Sono anche coloro a cui i loro errori non inficiano, ne si pagano, e chi lo subisce passa pure per delinquente, poiché al di la dei carichi pendenti, dove non vengono riportate le assoluzioni, resta invece il marchio nei database delle ff.oo che spesso nelle informative riportano come fossero condanne i reati dai quali si viene assolti.
O come spunta in una conversazione che esistano diverse segnalazioni di stato di ebbrezza (non si sa con quali accertamenti mai svolti) a chi non ha mai assunto neppure un goccio di alcol, non solo perché astemio, ma proprio per allergia pesante. Ovvero, laddove un errore di ingerimento di sostanza alcolica, anche contenuta in alimenti può causare il decesso. Insomma, di sviste in un ordinamento così importante, come anche quello medico, ce ne sono un pò troppe per considerarci un paese evoluto ed emancipato.

Se ancora non è chiaro al mondo che tipo di "giustizia" c'è in Italia lo invito a seguire i miei scritti.

Devo necessariamente fare una premessa, il libro è iniziato qualche anno fa, precisamente nel 2011, per diversi motivi la stesura definitiva è stata rinviata, il motivo principale è che in questi anni le situazioni si sono amplificate, sono emerse nuove scoperte sul primo caso che stavo trattando e che mi riguarda direttamente e ad oggi è ancora in pieno sviluppo. Basta infatti pensare quanto la vicenda stia crescendo senza che io faccia neppure la fatica di scriverla, praticamente sono terze persone che nel libro soni protagonisti, a far tutto, io mi limito ad osservare, studiare le carte e riportarle fedelmente nel libro.

Altra premessa, non basterà un solo volume.

In ogni caso voleva essere un libro serio, ma vi assicuro che se non ci fosse da piangere per quanto la giustizia ci costa, le narrazioni fanno ridere.

Vi garantisco che non sono io a riportare i fatti in modo comico, è proprio il sistema.

Dunque, nel libro che ovviamente includerà nomi cognomi e luoghi, al momento nel blog da me censurati, vi è un capitolo dedicato ad un' odissea giudiziaria dai tratti abbastanza tristi e capirete il perché.

Parto da una condanna in primo grado che l' avv. di ufficio non ha neppure appellato (fatto che rientra negli obblighi di un legale assieme all' obbligo etico di contattare il cliente che la procura gli ha assegnato, quantomeno per metterlo a conoscenza di quanto sta subendo), la parte "interessata" non e' mai stata messa a conoscenza che vi fosse un procedimento a suo carico sino al giorno di svariati anni dopo in cui l' unica notifica che perviene è un'ordinanza di arresto.

Si reperisce quindi il fascicolo integrale, ormai passato in giudicato, e si iniziano le macrabe scoperte.

Condanna assurda per una cosa strana, dinamica ai limiti dell' inverosimile. Eppure è passata in giudicato e per quanto assurda la persona se la deve tenere. Almeno fino a prova del contrario che uscirà.

A questo fatto, seguiranno altre notizie di altri procedimenti, ritardate anch' esse di anni, ma fortunatamente appellate.

Ecco, qui inizia a capirsi il tutto. Questi procedimenti sono strettamente collegati alla prima condanna.
Si parla di due fermi o tre, non è chiaro. Veramente il fascicolo riunito è un bordello, a capirlo serve un ingegnere nucleare.
Uno stralcio è stato pubblicato qualche post sotto. Anche quello parte del libro.

Cerco di sintetizzare:
Due fermi o tre e due accuse o tre, due capi di imputazione, uno/due per divieto di dimora non rispettato, uno di un tizio STRANIERO proprietario di un internet point che non aveva i registri dei clienti, questi sono i due capi di imputazione applicati alla medesima persona.

Già come si nota, uno è straniero. Quindi già si capisce non parlare della stessa persona.

Sorvoliamo il "microdettaglio".

Il primo capo d' imputazione riguarda quindi due fermi con sottoscrizione modulo sedicente, che significa che il tale fermato ha dichiarato dei dati e al database a quel nome corrisponde un foglio di via o divieto di dimora, ma come si è letto nella trascrizione del post sotto non è mai stata fatta la comparazione tra il tizio fermato ed il nominativo dato.
Sorvoliamo anche su questo.

Arriviamo alla condanna in primo grado.

La condanna è per furto aggravato di prodotto di euro 9,00.

Mettiamo la ciliegina sulla torta.
Il presunto tizio avrebbe bevuto una bottiglia di sostanza alcolica senza forzare la bottiglia e riposta sullo scaffale. Ok
9 euro o meglio nove euro.

Che la cifra sia irrisoria siamo tutti d'accordo.

Che alla condanna chiedono furto AGGRAVATO ancora non capisco da dove sia stato tirato fuori l' aggravio, ma dolce sin fundo:

La persona condannata in primo grado non può bere e non ha mai bevuto alcolici (provato e dimostrato con carte certe).

Stendendo un velo fra i capi di imputazione in cui non viene contestato alcun furto, come compare una condanna per furto di euro 9?

Tutto ciò avrà l' appello e se necessario la cassazione. Io mi chiedo ancora per quale minkia di motivo paghiamo le tasse se queste sono le persone pagate per tutelare i cittadini e mettere nella gogna persone innocenti a causa di errori giudiziari sempre più inquietanti e costosi.

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