martedì 19 dicembre 2017

Parte 2) la Stazione dei Carabinieri del Divino Amore e l' arresto "memorabile" parte 2

Nota: Racconto pubblicato sul blog Monia Lustri e in versione pubblica nell'anno 2015 prima di inviare Istanza al Procuratore Capo di Roma depositata in data 7 giugno 2016.

Siamo arrivati al punto in cui tra l' udienza del 30 aprile e quella del 21 maggio cambiano il PM dal Dott. Carlo Lasperanza al Dott. Roberto Staffa.

Il PM Roberto Staffa sarà arrestato qualche tempo più avanti, per altri motivi, lo si apprende dalla cronaca.

Si parlava di "ecchimosi" la querelante aveva dei lividini sulle gambe (sotto il ginocchio) ed uno sullo zigomo destro.

Bene, dato che le due donne se le diedero di santa ragione ci sta.
Cosi dichiarano anche medici e periti. Viene infatti specificato
che la natura può essere di qualunque motivo non per forza atto sessuale.

Considerando anche che la lite effettivamente avvenuta tra le due donne, non è stata praticamente sfiorata durante il processo.
Per fortuna che ci sono Giudici più obiettivi, in questo caso in Appello.

Mentre veniva escussa la dottoressa che per prima ha visitato la L. Nizzi, risponde in merito alla consulenza da lei avuta quel giorno, dice, quindi, che era difforme da quella che aveva in mano li in udienza.

E dice " no, a memoria, cioè io avevo proprio una consulenza: una consulenza redatta diversamente, non come questa"

Ed essendo "questa" un' altra presunta consulenza richiesta dalla medesima dottoressa, non sfugge che non viene menzionata come eventuale altra consulenza, quindi una consulenza che non ricorda.
Nessuno in udienza chiede di risalire a quella firma indecifrabile senza timbro.
DICIAMO CHE QUESTA CONSULENZA E' STATA SICURAMENTE FATTA DA TERZI IGNOTI E NON PERSEGUITI?

Considerando che è il documento sul quale si basa la condanna di primo grado emessa dal Giudice dott. Sante Spinaci, in cui si evince quanta importanza viene data alla medesima consulenza a firma ignota.

Mentre il documento che esclude la violenza redatta dal ginecologo e dirigente non veniva né acquisito, né menzionato.

Impossibile che possa essere sfuggito in quanto nel passaggio di escussione dell' udienza del 23 giugno (10 mesi in carcere degli imputati) il teste, ginecologo poi rintracciato, riferisce :

"....ma mi fu anche obiettato, dall' agente di pubblica sicurezza (sarebbe uno dei carabinieri) - dottore - ed io ho detto - guardi, mi spiace ma io personalmente...non mi sembra di vedete lesioni in maniera apparente. Abbiamo fatto lo striscio culturale a fresco e vediamo che cosa esce fuori da questi tamponi".
I tamponi sarebbero quelli fatti dalla biologa, quindi un documento che integrava la consulenza del ginecologo, non a se stante.

Trovo singolare che nella comunicazione dei fatti in procura, in nessun punto viene né menzionato, né riportato il parere negativo del ginecologo. Quindi il parere della consulenza principale che poi scomparirà provocando l'arresto di due innocenti.
Ora mi chiedo: chi non ha aperto nessun fascicolo per scoprire come scomparve quella importante documentazione? 

Non era un medico secondario, ma una consulenza principale.

Si farà passare, inviandola in procura, la "consulenza" dei vetrini (tamponi) della biologa, come consulenza ginecologica.

Eppure l' agente di pubblica sicurezza (uno dei carabinieri intervenuti) OBIETTA al ginecologo l' esito, poi nemmeno qualche ora dopo dimentica persino la sua esistenza. Tra parentesi il ginecologo era un uomo, la biologa una donna.
Cioè significa che il carabiniere non è d'accordo con l'esito negativo redatto dal ginecologo. 

Nella trasmissione atti dalla stazione del Divino Amore alla procura verranno spediti solo:

1) Il documento di primo soccorso della dottoressa che la vede per prima che comunque da esito negativo alla violenza;
2) La presunta consulenza chirurgica a firma ignota e priva di timbro che comunque non da alcuna nota di positività alla violenza ma ricordiamo che questo documento non si sa da dove provenga, non di sicuro dall'ospedale - scritto a mano, con firma indecifrabile, senza timbro identificativo del medico e nessuno dei medici interrogati lo riconosce, non serve altro per capire che quel documento andava controllato per scoprirne la provenienza;
3) E l' esito dei vetrini (tamponi) della biologa che chiameranno consulenza ginecologica e che tale non era.

Altro dato fondamentale:
quando il PM Carlo Lasperanza nomina il suo perito, non avvisa le parti accusate, ne il loro legale, cosi la perizia della procura avverrà senza la presenza del perito delle parti accusate.

La perita pare fosse un "tenente colonnello" delle assicurazioni, non si è compreso. Dott.ssa Liviero.

In compenso all' udienza del giudizio direttissimo il 19/08, si legge dalle carte, per decidere in merito alla convalida degli arresti per evasione sarà ascoltato solo l' appuntato Annibale Cicala.

Il Cicala riferisce in detta udienza che il Giuseppe aveva un taglio sul mento (profondo) e che lo portano in ospedale per farlo medicare.
Questo durante l' arresto.

In realtà dalle carte risulterebbero due arresti ed entrambi in casa.
Come se fra un arresto e l'altro fosse rincasato per essere arrestato di nuovo il giorno dopo di sera.
E più perquisizioni in casa.
Lo vediamo nel dettaglio più avanti.

Il Cicala non dice sulla presunta medicazione quale sia l' ospedale e nessuno glielo chiede.

Non indica neppure il giorno della medicazione. Nessuno glielo chiede.

Però gli viene chiesto più volte di essere preciso sulla sera in cui alle 23 erano passati a fare il controllo.

Le date degli arresti riportano dei passaggi poco chiari.

Intanto l' arresto è avvenuto una sola volta, non due.

Quindi si presume il primo arresto del 18 agosto avvenuto di mattina per evasione e qui una serie di caserme stazioni girate, processo per direttissima, ospedale (?), carcere. Nessun ritorno a casa.

Come sarebbe avvenuta la perquisizione del 19 agosto alle 21,30 se alle 22,20 era stato portato in carcere a regina coeli? Son passati prima da casa?
Aveva una licenza fra un arresto e l' altro? 

Il Cicala dice che al momento dell' arresto "erano le 9 e 20 del mattino e ha aperto la "moglie" . Strano ma non dovevano arrestare entrambi?
Ah no, perché nonostante la Nizzi denuncia per violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni la coppia, e mentre l'agente obietta (significa contesta) al ginecologo il parere negativo alla violenza, si arresta il Verdi per evasione intanto lo portiamo dentro.
Il Verdi scoprirà solo in carcere dell'esistenza dell'accusa di violenza, anzi del suo arresto per accusa di violenza e non lo scopre da canali ufficiali. In questo momento non scriverò come viene a saperlo.

Non specifica il giorno in cui avrebbe aperto la moglie. Inutile dire che nessuno glielo chiede. Anche perché la moglie viene arrestata alla stazione termini mentre ci sarebbe nello stesso momento il secondo arresto del Verdi in casa.
Ma perché era in casa qualcuno se lo chiede? A parte il 19 che in casa proprio non era dato che il suo arresto avveniva presumibilmente il 18 mattina e non il 19 sera. Oppure è il 18 che non avviene? delle due l'una. Mistero della nostra giustizia.
Forse perché non poteva camminare neppure negli orari di necessarie esigenze di vita ad esempio.

Riprendendo la nota di trasmissione invece si legge:

"Il G.V. veniva rintracciato presso la propria abitazione mentre la A. P. e' stata rintracciata alla stazione termini.

Interessante passaggio.

Il pubblico ministero infatti si trattiene proprio su questo singolare fatto chiedendo al Cicala se avesse aperto la porta la "moglie" e il Cicala risponde più volte si.

Perfetto, ma che c' erano stati due arresti nelle carte nessuno se ne è accorto?
Nessuno fa indicare date?
Nu cazz.

Ricordiamo che gli arresti avvengono poiché si riporteranno consulenze positive alle accuse della Nizzi.

Chiaramente nessuno dirà che la Nizzi aveva già tentato altre svariate denunce per violenza sessuale altre volte.
La Nizzi era pluripregiudicata per cui nelle famose informative appare strano non esserci questa sua "abitudine".

Ma in udienza 5 mesi dopo gli arresti il Cicala dirà in riferimento agli esiti delle consulenza del 18 agosto
"Si si abbiamo atteso l' esito della ginecologica dove data esito negativo...."
PERCHE' NON LO HA DETTO SUBITO ALLA TRASMISSIONE ATTI AL PM LASPERANZA?
Mi risulta che la trasmissioni atti in procura riporta altro tipo di considerazioni. Leggere sopra è riprodotto.

Inoltre il difensore fa presente che "...gli accertamenti e quanto riferito nell' informativa è difforme dal vero".

Nelle copie del fascicolo presente in appello mancano delle pagine e si nota l' assenza poiché la numerazione è progressiva nonostante alcune pagine non ci sono. Consideriamo che molti documenti sono stati espunti dopo richiesta della difesa in quanto davano indicazioni e non potevano restare agli atti.

Segue il Cicala all' udienza del 07 gennaio dicendo che il ciondolo (chiavi) viene ritrovato in un cofanetto di colore argento posizionato all' interno del soggiorno.
Quando il soggiorno è a vista appena si entra dalla porta di ingresso e le suddette chiavi erano in un piattino argentato, oggetto in cui si ripongono, appunto, oggetti o chiavi, sul mobile del televisore. Proprio appena entrati in casa.

Questa dichiarazione contrasta con quella del 19/08 in cui scrivono che "perquisizione domiciliare esperita consentiva di rinvenire occultate in un cassetto chiavi appartamento...."

Ma la famosa maglietta non la cerca nessuno, ne nessuno chiede alla querelante la descrizione.
La Nizzi si attribuisce la proprietà di scarpe da ginnastica. Per questo il sequestro delle scarpe ha il rifiuto della firma.

Interrogato il carabiniere Pozzuto dice di aver partecipato solo al fermo del Verdi e relativa perquisizione domiciliare. Sembrerebbe appartenere all' arresto del 19. Infatti pure lui non specifica il giorno, ne gli viene chiesto.

Il pubblico ministero rileva di voler sentire il maresciallo Bennici in merito alla presenza del "fantomatico ginecologo" (uso testuali parole).

Quindi il maresciallo Sergio Bennici interrogato dirà "..l' accertamento fondamentale è stato il referto medico, i referti medici anzi, perché ci sono stati due o tre referti medici...."

Poi aggiunge che le famose chiavi, che il Cicala chiama ciondolo, sarebbero state rinvenute dentro la scatola del sale. Addirittura in cucina quindi.

La denuncia della querelante è interessante poiché porta la firma dell' ultimo foglio a oltre 20 centimetri più in basso della fine del rigo.
Di solito la firma va apposta sotto la scritta DENUNCIANTE non a 20 centimetri sotto.

Nella richiesta si convalida del fermo ed emissione ordinanza di custodia cautelare in carcere vi è un grande errore di trascrizione.

Nel far presente al giudice per il processo per direttissima il fine pena, non sarà scritto 1 settembre 2003, ossia pochi giorni dopo, ma scriveranno 1 settembre 2004 quindi a un anno dopo.

Mentre nel foglio indagini delegate la data risulta quella effettiva, 12 giorni dopo il presunto fatto che farà fare 1 anno ed 8 mesi di carcere a Giuseppe ed Antonia.

In appello Giuseppe Verdi sarà assolto con formula piena e passata in giuidicato su entrambi i capi di imputazione:

Capo 1 (concorso e violenza sessuale) perché il fatto non sussiste

Capo 2 (lesioni)
Per non aver commesso il fatto
                                  *******************************************

Mentre Antonia verrà condannata per il capo 2, lesioni
ed assolta per il capo 1) in quanto il fatto non sussiste.

Giuseppe non ha ottenuto alcun risarcimento per ingiusta detenzione di 1 anno ed 8 mesi di carcere a Regina Coeli, non ha avuto alcun risarcimento della pena ingiustamente patita.

Antonia ha ottenuto un risarcimento di euro 50 mila circa, pur avendo a suo carico dei precedenti penali e la condanna per lesioni.

Ad oggi non si è a conoscenza del reale motivo per cui non fu dato al Giuseppe il risarcimento spettante. Alla procura non risulta la motivazione.

Dalle carte invece non vi è alcun interrogatorio (forse era in malattia?) ad uno dei carabinieri presenti a più momenti, l' appuntato Arturo Spedalieri. Magari sa chi era l' operante che ha obiettato il ginecologo? O forse fu proprio lui a ritirare i documenti in ospedale da inviare in procura?
Sarebbe interessante sapere di più.

Per cui torniamo di qualche anno i dietro nel racconto, poiché quando ci fu questa curiosa accusa di violenza sessuale e sequestro di persona da chi aveva a suo carico più denunce dello stesso tipo verso agenti di pubblica sicurezza o guardia di finanza o guardia forestale, era in corso un' altra indagine. 24 anni di indagine. Probabilmente si auspicava la condanna?
A conti fatti sono circa 40 anni di accanimento giudiziario sulla medesima persona. Ma da chi parte? Quale è il motivo per distruggere la vira intera di un essere umano?

Ecco questo processo con assoluzione piena è importante per tre motivi:

1) che molte cose importanti accadute nel processo cadranno nel vuoto, tipo: dopo aver scoperto che la Nizzi ha mentito andava denunciata per calunnia, cosa che non verrà fatta da parte della procura,  E che la tipa era avvezza di questo tipo di denunce era oramai chiaro.

2) che la firma ignota di un documento importante che a questo punto non si sa se fosse vero non verrà attenzionato, motivo per cui non si cercherà il responsabile o l' autore.

3) ed infine si fa notare che nonostante l' assoluzione passata in giudicato e quindi definitiva, le informative delle forze dell' ordine, a tutt' oggi, 2016, continuano a riportare nel nominativo del signor Giuseppe Verdi precedenti quali violenza sessuale e sequestro di persona, nonostante non esistano sui carichi pendenti.

Ma c'è di più,

notare che il rinvio a giudizio dei due capi di imputazione, non riportano affatto il sequestro di persona, in quanto già su questo fatto la tizia non venne creduta.

Quindi come mai le informative riportano tali "precedenti" mentre non riportavano le abitudini della Nzzi di querelare per violenza sessuale persino le "guardie"?


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