giovedì 23 giugno 2016

Organi di vigilanza in contrasto con prescrizioni di un magistrato?

Questa è una brevissima anteprima di un capitolo che è trattato interamente nel mio libro, in cui parlo di come funziona o non funziona, la giustizia in Italia.

Il documento che segue, in questo contesto, l' ho volutamente censurato.

" destinatari:
Commissariato omissis
Tribunale di Sorveglianza omissis

Egr. Sig. Dirigente,
Sono stata informata dalla mia assistita, dott.ssa "omissis", che in data di ieri è stata "esortata" a non recarsi presso l' Ufficio UEPE fuori dall' orario (omissis)
Vorrei richiamare la Sua attenzione per la
attenta lettura del provvedimento di affidamento in prova concesso alla (omissis) dal Tribunale (omissis) - che si allega per facilità - in base al quale la dott.ssa (omissis) è autorizzata ad assentarsi dalla propria abitazione negli orari indicati per "provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita" (punto1), mentre, per recarsi presso l'Ufficio UEPE non deve farlo negli orari indicati ma ha solamente il dovere di avvisare prima di recarvisi (punto3).
Vorrà, pertanto, invitare i preposti dell' Ufficio in intestazione a non fornire erronee indicazioni alla mia assistita circa le prescrizioni imposte dal tribunale di sorveglianza di (omissis), impedendogli, di fatto, di avere contatti con UEPE.
..... Saluti "

Questa è la diffida immediata inviata appena accaduto il fatto, seguirà una diffida ricevuta dall' assistita da parte del magistrato di sorveglianza senza alcun contenuto e senza motivazione.
Si rinvia al Magistrato un' istanza per capire di cosa si tratta e esponendo tutti i fatti accaduti.

Il magistrato di sorveglianza dopo aver letto l'istanza revoca la diffida all' assistita. Ma nonostante la revoca non si verrà a conoscenza, se non in via indiretta, del contenuto delle "accuse" mosse, su un giorno, tra parentesi, sbagliato.

Il contenuto delle "accuse" che avevano generato la diffida non saranno mai rese note.

Non sarà notificata neppure la revoca, mentre fu notificata di notte la diffida priva di motivazioni.

A seguito della revoca, si entra in possesso di un documento (presumo interno) in cui si legge un' ulteriore accusa: "strumentalizzazione dei permessi" alludendo che i motivi di salute delle uscite fossero una scusa.
Almeno leggendo le carte io vedo questo.

Così mi sono messa a visionare personalmente il fascicolo.

Le uscite erano una ventina in 12 mesi di "trattamento" di cui:

12
per recarsi al sert (prescrizioni imponevano di recarsi al sert per verificare se vi fosse abuso di alcol. L' esito di tutto il trattamento sarà di assoluta negatività all' uso di alcol e droghe, significa che la persona non me fa alcun uso me risulta dalle analisi ne abbia mai fatto. Non si esclude quindi solo l'abuso ma addirittura l'uso. Il trattamento era obbligatorio imposto dal tribunale per la concessione della misura. Significa che se la persona non avesse rispettato queste imposizioni alias prescrizioni andava in carcere). Lo stesso vale per il recarsi all'UEPE (ufficio esecuzione penale esterno a parlare con assistente sociale che assegnano). Parliamo quindi di obblighi dato dal tribunale, non di discoteche, vacanze, o fatti personali.

3 UEPE

1 analisi sert

1 ritiro analisi sert

1 risonanza magnetica (per salute personale)

1 ritiro esito risonanza magnetica (ritiro referto da portare al neurologo in modalità urgente).

1 pronto soccorso (con il 118 per malore cuore)


E mi chiedo:

Dove sarebbero le strumentalizzazioni dei suddetti permessi?

Inoltre le prescrizioni sono in lingua italiana e sono chiare:
dice per motivi di salute, sert e UEPE non hai orari devi solo comunicare orario di uscita e rientro agli addetti alla sorveglianza e chiaramente dove vai, successivamente consegni loro un foglio (si chiama giustificativo) che attesta dove eri e gli orari di inizio e fine.

Altro punto, indica gli orari per le necessarie indispensabili esigenze di vita, standard, sono 4 per tutti i giorni in cui vai dove serve: farmacia, medico, a far la spesa, possibilmente a lavorare ma con 4 ore chi ti prende, non fai in tempo neppure a fare il colloquio se ci si mette il tempo di spostamento.
Nota bene: 4 ore non sono vicine. 2 al mattino, 2 al pomeriggio.

Beh si qualcosa non quadra.

In conclusione non c'è alcun utilizzo strumentalizzato dei permessi dato che, malore a parte, è qualcosa che si preferirebbe non dover avere bisogno (neurologo) il resto degli spostamenti sono stati per sert e UEPE come da prescrizioni imposte del tribunale.

C'è un' altra riflessione che mi viene:
Perché tanto accanimento a 5 giorni dall' inizio pena a impedire alla persona di andare a UEPE? Per poi proseguire a insistere con comunicazioni al magistrato?

Tutto ciò non ha prodotto la revoca della misura perché è stato provato ogni singolo spostamento e l'interessamento al trattamento dettato dal Tribunale.

Se la persona non fosse stata in grado di provare di aver agito in modo impeccabile, sarebbe stata forse in carcere sulla base di una comunicazione che genera una diffida, successiva a quella inviata alla vigilanza dal legale, senza avere notizia dei motivi.

Sul libro il racconto va più avanti e spiega come hanno influito negativamente queste opposizioni alle prescrizioni da parte della vigilanza con le condizioni di salute della persona che si è vista costretta a smettere di farsi curare, per rinviare i controlli al fine pena.

Non è quindi solo una limitazione della libertà dall' individuo ma entra addirittura a contrastare i più elementari diritti della persona, quale quello di potersi curare.

I problemi non ci sono stati solo nel breve periodo in cui l' assistita ha iniziato a inviare fax piuttosto che la sola telefonata.
Fax che un giorno sarà chiesto di far cessare. E qui accadrà un fatto molto più grave (è nel libro).

Ma come si fa in Italia? Ma che comportamento è?
Forse vogliono che tutti noi italiani emigriamo all' estero.
Io ci sto seriamente pensando.
Più passano gli anni, più questo paese perde ogni regola civile. Si predilige la legge del più forte.

Sul libro questa storia è integrale e racconto come è andata.





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