domenica 24 luglio 2016

Associazione a delinquere con aggravante del metodo mafioso


Reato - Aggravante dell'utilizzo del metodo mafioso - Contestazione o dimostrazione dell'esistenza di un'associazione a delinquere - Necessità - Esclusione.
Ai fini della configurabilità dell'aggravante dell'utilizzazione del "metodo mafioso", prevista dall'art. 7 D.L. 13 n.152 del 1991 non è necessario che sia stata dimostrata o contestata l'esistenza di un'associazione per delinquere, essendo sufficiente che la violenza o la minaccia richiamino alla mente ed alla sensibilità del soggetto passivo la forza intimidatrice tipicamente mafiosa del vincolo associativo.
• Corte di cassazione, sezione II, sentenza 17 aprile 2015 n. 16053.

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Il reato associativo deve avere alcuni connotati imprescindibili: un vincolo stabile e tendenzialmente permanente, un piano criminoso indeterminato, un’organizzazione di mezzi e uomini astrattamente idonea al raggiungimento degli obiettivi, la consapevolezza di ciascuno di contribuire con la propria condotta alla sussistenza dell’associazione (innanzitutto) e (inoltre) al raggiungimento dei suoi obiettivi tramite i reati-scopo che costituiscono la linfa del piano criminoso di cui si accennava. Questa consapevolezza deve essere completata anche dalla coscienza che il proprio contributo sia un tassello dell’associazione, cioè è destinato a combinarsi in maniera conforme con i contributi apportati dagli altri associati (c.d. affectio societatis).

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