sabato 20 agosto 2016

I tempi della lotta ai crimini

Ieri guardando un Tg ascoltavo le parole di un uomo che indossava una divisa, il tema era sui crimini in genere, mi è rimasto così impresso che non ricordo il tema principale perché la mia attenzione è andata ad una sua frase:

Chiedeva collaborazione dei cittadini con le forze dell'ordine.

Questa è stata la frase che ha colpito la mia attenzione perché ho pensato che avrei voluto rispondergli proprio lì, dove veniva fatta quell' intervista, ma chiaramente non si poteva fare, non essendo fisicamente li al momento del pezzo.

Ora, sicuramente ci sono uomini e donne delle forze dell'ordine che gradiscono la collaborazione del cittadino, purtroppo però, ce ne sono molti altri che ne vengono, invece, infastiditi.
E mi sono capitati.

Quando presento denunce-querele sarebbe buono poter riprendere con video e audio il tutto.

Una lode positiva la faccio alla stazione dei Carabinieri di Frascati, li sono sempre stati seri, scrupolosi ed attenti, non hanno mai tentato di demotivare le denunce che legittimamente chiede la parte lesa, ma non dappertutto avviene così.
(Qualche ora fa ho postato questo pezzo ed alcuni mi hanno confermato che è accaduto anche a loro, quindi non sono casi sporadici ma, piuttosto, frequenti).

Ci sono posti in cui oggi so che non si possono depositare, altro piccolo appunto, quello che oramai evito sono più precisamente i commissariati, (mi riferisco ad uno in particolare), più avanti nel tempo, illustrerò i motivi inserendo la documentazione relativa;

Molto meglio rivolgersi o in procura direttamente, o dai carabinieri.
Mi duole doverlo scrivere, ma la mia esperienza mi ha portata a dover fare questa cernita per capire alcune cose.

Per questo vorrei fossero rese obbligatorie le riprese video ed audio in quei casi.
Perché, ad esempio, se un agente ti dice, senza leggere l'atto, che non ci sono reati, il fatto viene immortalato;

Se poi insisti e gli dici "non lo ha ancora letto"

e il tale ti risponde SCOCCIATO dopo aver letto solo la prima pagina (relativa ai dati), di nuovo:
"Non ci sono reati"
e mancano ancora altre 3 pagine da leggere (dove viene descritta la dinamica e la relativa eventuale documentazione) e te devi ripetergli:

"Prego, prosegua"
già ti scassi il cosiddetto cavolo;

Poi gli dici:
"mi sta dicendo (facendo capire) che non vuole prenderla?"
e ti risponde
"No, ci mancherebbe, non posso non prenderla, però posso dare indicazione al P.M. di archiviare"

Non ti resta che riprendi il plico ed andare altrove.
Lasciarlo lì, non mi pare proprio il caso.

E questo è un solo esempio per rispondere al signore del Tg.

La collaborazione il cittadino la da', cerca anche di tutelare i propri diritti, non sempre, però, trova correttezza da parte di chi dovrebbe essere il tutore dell'ordine pubblico.

Poi c'è un altro fattore, il nuovo numero unico:

Prima, quando si chiamava il 112 la risposta non andava oltre i 2 minuti, se tardavano.
Il 15 luglio ho chiamato e mi sono ascoltata il disco in più lingue almeno 50 volte, ho dovuto richiamare e attendere ascolto di questo stressante disco per almeno 10 minuti.

Fortunatamente non c'era un fatto grave in corso, perché se ci fosse stato il problema non sarebbe più quello di aspettare una volante libera, ma avere il tempo materiale di poter chiamare le forze dell'ordine.

Mi spiego meglio:
Se uno viene minacciato o aggredito e riesce a chiamare al volo, non può certo avere tempo di aspettare il disco.

Oppure, se uno sta fuggendo, tipo la ragazza che hanno bruciato, non avrebbe avuto il tempo di ascoltare il disco, oppure un passante che vede una scena critica, in 10 minuti può essere accaduto di tutto.

Non so se ho spiegato bene il mio parere ma credo di sì.
Se c'è un numero unico lo si faccia funzionare altrimenti c'è da rassegnarsi anche a non poter più far conto su tali chiamate. Non ci stupiamo se poi i cittadini non avvertono se vedono cose importanti. O come accadde a me una volta, per segnalare un tombino aperto alzato quasi in mezzo alla carreggiata di destra su viale di Tor bella monaca, nel punto adiacente il curvone, direzione raccordo, prima avviso il 112 e ok, mi dicono però che devo chiamare i vigili, non mi potevo fermare, avevo appena schivato il coperchio messo di traverso, alzato, del tombino e non potevo accostate essendomi dovuta buttate materialmente sulla corsia di sorpasso per evitarlo appunto.
Dunque, ero lì a tbm mi risposero che ero arrivata a piazzale Flaminio e dissi:
Se nel frattempo non si è schiantato nessuno, un ora fa, c'era ... Ecc ecc
Mi dissero perché non mi ero fermata per avvisare i passanti del problema. Forse perché era impossibile tornare indietro a retromarcia dove lo scorrimento è notevolmente ad alta velocità? O forse perché da sinistra non potevo ritornare sulla destra dato che non c'è neppure lo spazio per sostare? E come lo avrei dovuto segnalare, con il mio corpo? Stavano a pochi chilometri, bastava rispondere al telefono.

Per oltre 30 anni abbiamo subito furti ed abbiamo trovato i ladri per l'80% delle volte sul fatto.
In 30 anni, la media di arrivo delle volanti, è sempre stata di un ora o più.

I cd, più recenti, in cui li abbiamo immortalati, di cui un solo furto fu a volti coperti, tutto il resto è
stato a volti scoperti, in comitiva, non ha mai visto una sola identificazione, ne, dunque, un solo arresto.

Poi però ne vediamo altri in cui non si forniscono le riprese video (obbligatorie che ci sono per assicurazione) ma solo la "testimonianza" di una vigilantes la quale non farà mai una comparazione fra il tipo che accusa e chi invece sarà condannato. Li le riprese dovevano essere acquisite obbligatoriamente sapendo che dopo un certo numero di anni (forse 2) vengono distrutti dai proprietari.
Quel video poteva scagionare un innocente eppure nonostante le telecamere ci sono non vengono acquisiti i video.

Forse è il caso che qualcuno dia prima una linea autorevole alla giustizia ed al suo funzionamento perché altrimenti il cittadino collabora con un circuito alterato, dove incontra persino chi si infastidisce.

Oppure un recente caso in cui presento querela per molestie telefoniche notturne, contro ignoti, perché serve che l'autorità identifichi il numero anonimo.

Il pM (Vincenzo Barba) non predisporrà alcuna verifica e dopo un paio di anni chiede archiviazione che sarà accolta dal gip nonostante opposizione motivandola con un:

dato che a suo tempo il PM (era Vincenzo Barba) non fece identificare il chiamante, e dato che dopo 2 anni i gestori distruggono i dati, non si può estendere le indagini, per cui si archivia. (Non è testuale ma il senso è questo).

Questo stesso signore che qui definivo ignoto essendoci un numero anonimo a chiamare, lo ho poi querelato per un fatto più importante, questa fu la querela per cui al commissariato mi veniva detto "non ci sono reati"
così la portai al Comando dei Carabinieri di Frascati ed i reati infatti c'erano, fu rinviato a giudizio ma  fi arrestato poco tempo prima perché, grazie a delle intercettazioni scaturite dopo un tentato omicidio e dopo il deposito della mia querela in cui facevo notare con prove certe che il tizio si spacciava per capitano dei carabinieri, accedendo persino al sistema (come mi fece vedere motivo che mi fece
credere che davvero fosse capitano dei cc) scoprirono che organizzava omicidio cercando persone che dovevano vendicarsi di qualche torto subito.
Ma per il PM Barba non fu importante accertare identità del molestatore notturno.
Il tipo mi si era messo dietro, continuando a chiedermi se volevo levarmi dei sassi dalle scarpe su un certo personaggio ed io gli risposi che se gli avessi dovuto dare due sberle per le menzogne dette su me, non avevo bisogno di scemi ma le avrei date diretta, dato che non mi sporco le mani con la merda, lascio agire le autorità nonostante non siano certezza di nulla.

Quindi al signore in divisa dico che
Invito le forze dell'ordine e le autorità preposte quali pM gip ecc a collaborare con i cittadini, perché i cittadini già lo fanno!

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