venerdì 5 agosto 2016

Il caso sulla parrocchia Santa Edith Stein (Roma) aggiornamenti

In merito alla querela mossa dal prete don Rocco Massimiliano Caliandro e le querele a carico dei fedelissimi parrocchiali, gli aggiornamenti sono i seguenti.
La querela mossa dal suddetto prete è ancora ferma al 2013, e serviva a impedire che le aggressioni che avevo subito dentro e fuori la parrocchia dai suoi "fedelissimi" arrivasse davanti ad un giudice, appunto querela che nonostante "le urgenze" che durante le indagini continuavano a indicare si bloccherà magicamente pensando di volgere alla prescrizione. Non ho ancora sollecitato la questione al procuratore capo che giustamente deve vedere come un tribunale opera.
La richiesta del PM di rinvio a giudizio è nulla verso la mia persona. "Furbi" e predicatori la sintesi dell'italianità media.
In grandi linee la vicenda è simile alla storia che vi ho pubblicato nei post precedenti, dove la tossicodipendente accusava due persone di violenza sessuale e sequestro di persona, quando invece si era solo picchiata con la sua conoscente.

Nel procedimento di cui al caso parrocchia Santa Edith Stein vi sono agli atti notevoli incoerenze.
Basti vedere il riepilogativo di tabulati completamente sbagliato.
Tali riepilogativi fatti dai carabinieri (come da timbro sul primo foglio degli stessi) non è tanto in numero di chiamate imputate malamemte a carico della donna che dati i rapporti intercorsi, specie lavorativi, avallati appunto da mail reciproche, a essere incoerenti ma quelle ridotte al prete. Perche?
Perche la pagina iniziale da cui nasce un ordinanza riporta al prete 38 telefonate alla donna, proprio sul suo cellulare e non in ufficio, mentre i fogli interni ne riportano circa 85.
Queste 85 telefonate sono degli ultimi tre mesi, ossia quando lei non lo chiama più.
Solo dopo le aggressioni che la stessa riceve, ne chiede conto a lui il quale svicola. Il punto è semplice: ed è trattato interamente nel libro.

Non ci sono solo i "tabulati" come argomento da approfondire in udienza, ma c'è quel rapporto di lavoro che va chiarito.

Va poi chiarito il perché all' interrogatorio il prete dice al PM Barba che lo interroga, che la donna lo ha chiamato il giorno dopo, riferendosi al giorno dopo che fu aggredita di notte da alcuni ragazzi del gruppo parrocchiale del prete i quali la accusano che per colpa sua, il loro prete, don Alberto Donai, sarebbe stato mandato via e non quindi aggredita per lui ma per un altro prete imputando alla donna il trasferimento dello stesso. Trasferimento che invece era slittato di un anno e deciso dal vicariato e non per causa di donne ma per scadenza mandato.

Quindi il prete dice al PM che la donna lo ha chiamato il giorno dopo (21 giugno-giorno dopo aggressione subita) ma lui non le risponde.

Risulterà dagli stessi "tabulati" estratti dai suddetti carabinieri che il 21 la donna lo chiama appunto in merito all' aggressione subita avendolo già avvertito via SMS durante la stessa aggressione, e risulta che lui risponde e parlano per almeno 7 minuti. Poi fino al 30 giugno ci sono molte telefonate che il prete fa a lei.
Fino alla lite scatenata dal fatto che la donna andò in chiesa con Domenico Napoleone Orsini, nel giorno di San Pietro e Paolo, e da li al 30 il prete inveisce non solo verso la donna, ma anche verso suoi conoscenti. Il tema fu proprio questo: si cercherà di capire a processo cosa ha scatenato essersi presentata accompagnata.

Ad oggi su quel procedimento non vi è stato alcun passo, essendo fermo al mancato interrogatorio richiesto dalla donna, interrogatorio mai notificato né ai suoi legali, né a lei.
Per cui, manca ancora l' udienza dal GUP che stabilisce il luogo o non luogo a procedere, manca interrogatorio per cui si rende nullo il procedimento fin li e si deve sanare. Poi si tornerà dal GUP dopo sanato interrogatorio mancante richiesto dalla donna secondo legge e secondo o suoi diritti e poi forse il processo inizierà.

Non esiste ancora nessuna sentenza che li da vincenti, il processo deve ancora iniziare e se non inizia non può esistere sentenza che sarà invece emessa dopo il termine del processo in primo gradi, eventuale appello e cassazione.

Al 05/08/2016 tutto è ancora fermo al 2013. Non esistono sentenze, non ha ancora vinto nessuno, perche la vicenda deve ancora essere dibattuta e le udienze non sono state ancora fissate, né vi è alcun rinvio a giudizio verso la donna accusata dal prete.

Per dovere di informazioni e tanto è dovuto. 

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