sabato 13 agosto 2016

Il mio concetto di indagini

Il mio concetto di indagini

Il mio concetto di giustizia è decisamente diverso da quello che sto osservando essere in uso.
Si differenzia nella fase iniziale, nella mia interpretazione, infatti, è indispensabile la verifica degli elementi che attestino la veridicità delle accuse, avviando indagini totali acquisendo anche gli elementi che accertino l’ eventuale menzogna. Invece sì più procedimenti ho visto la ricerca di ciò che possa essere equivocato e che quindi in via interpretativa possa avvicinarsi all’accusa.
Tale atteggiamento, oramai diventato una consuetudine, porta a far iniziare processi molto spesso inutili, porta a far arrestare persone che poi si scoprirà essere innocenti, come può portare archiviazioni a chi invece il reato lo ha compiuto.
Un potere in mano ad un solo uomo non è mai un giusto metodo perché c’è la persona onesta e c’è chi può approfittare.
Chiaramente chi ha tale potete diventa utile a chi delegato in quanto anche il delegato ha un potere in mano su apertura procedimenti o indicazioni di archiviazione.
Sarebbe il caso magari di rivedere questo tipo di metodo?
Usare la legge, gli strumenti per accertare i fatti e non per comporre puzzle, direi che sarebbe la giusta interpretazione di quello che è un lavoro destinato al pubblico.
Tali metodi attualmente in uso possono portare non solo a ingiuste detenzioni o a ingiuste misure coercitive cautelative, ma anche a far casino su responsabilità di taluni. Il caos non consente quindi di applicare l’azione penale in modo preciso sui processi, specie laddove il reato ci fosse ma le indagini sono state svolte in grande confusione, cosa che accade, purtroppo, nella maggioranza dei casi.
Non stiamo vendendo il pesce!


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