giovedì 25 agosto 2016

Piccolo passaggio estratto dal mio nuovo libro - maxi processo 24 anni di indagini - imputato assolto (dopo 24 anni per non aver commesso il fatto)

Un piccolo estratto del mio libro (in questa anteprima, i nomi sono stati censurati utilizzando dei nomi di fantasia, per evitare che chi già colpito da accuse fantasiose di un pentito, possano subire di nuovo mortificazione dopo aver dovuto subire 24 anni di indagine proprio a causa di certa gente è per capire l' estraneità dai fatti che il tale "pentito" o almeno così si dichiara coinvolgendo un innocente, gli aveva addebitato. La condizione di imputato in questo procedimento, ha distrutto l' intera esistenza dell' uomo ingiustamente coinvolto. Si nota infatti che il "parente" del pentito farà notare che solo il cognome è omonimo ma il nome non corrisponde alla persona accusata dal pentito. Complimenti 24 anni per scoprire omonimia e per scoprire un pentito inaffidabile).


I fatti oggetto del presente capo d'imputazione sono stati descritti dai chiamanti in correità M. I. e U. S. in modo peraltro non convergente quanto alla individuazione dell' odierno imputato (Nome di fantasia: Giiseppe Verdi).

M. I. ha sostenuto di avere conosciuto in carcere "Giuseppe Verdi" nel periodo in cui entrambi erano detenuti nel carcere romano di Rebibbia dove il M. I. aveva conosciuto anche M. P., imputato nel presente procedimento la cui posizione è già definita.

Al M. I.  venne proposto dal "Verdi" e da M.P. di trasportare delle partite di eroina in Sardegna in quanto era imminente la concessione di semilibertà.

Il M. I. accetto' l' incarico che doveva essere eseguito materialmente dal L. A., noto con il soprannome di Suor M., al quale venne consegnata, quale segno di riconoscimento per i fornitori, una fotografia in occasione di alcuni colloqui tenuti dai parenti presso il carcere di Buoncammino di Cagliari.

Mediante la citata fotografia il L. A., si era recato dalla fidanzata del M. P., di origine nuorese e poi era stato messo in contatto con i fornitori che erano di Milano.

Il L. A., aveva fatto alcuni viaggi, talvolta con cadenza settimanale e nell'arco temporale di alcuni mesi, trasportando consistenti partite di eroina anche di due o tre chili per un ammontare complessivo di circa 10-15 chilogrammi che veniva acquistata al prezzo di 40 milioni di lire al chilo.

Parte del ricavato della vendita della eroina era stato diviso tra M. I., "Giuseppe Verdi" ed il M. P. ai quali spettava la somma di 17 milioni di lire per ciascuno.

Poiché erano sorti problemi con i conti relativi al ricavato che aveva fruttato circa 500 milioni di lire, una volta uscito dal carcere "Giuseppe Verdi" aveva chiesto spiegazioni al L.A. il quale non era stato puntuale nel pagamento del ricavato al M. P. ed al "Verdi", nonostante la sostanza stupefacente fosse stata pagata dai fornitori.
                                                          ***
Le dichiarazioni del M. I. hanno trovato una parziale conferma in quelle di U. S. il quale aveva sentito parlare del "Verdi" proprio da M. I.

Il U. S. aveva sentito che il "Verdi" era in contatto con la banda della Magliana a Roma ed aveva avuto parte in un traffico di stupefacenti che il M. I.  aveva posto in essere quando il "Verdi" era ancora detenuto in carcere.

Secondo U. S., il M. I.  aveva acquistato circa due chili di eroina in concorso con il "Verdi" i cui interessi erano curati da xxxxxxxx mentre l' odierno imputato era detenuto.

A quanto appreso dall' U. S., una volta uscito dal carcere il "Verdi" aveva fatto le sue rimostranze in merito al ricavato del traffico di stupefacenti a L. A., noto Suor M, incaricato della vendita della eroina.

Peraltro, in merito alla individuazione del' odierno imputato quale responsabile del traffico in esame, U. S. ha specificato di non avere mai conosciuto personalmente "Giuseppe VERDI" ma di avere sentito parlare dal M. I.  di un certo -MASSIMO VERDI- quale soggetto coinvolto nella vicenda in esame.

Per quanto aveva compreso U. S, doveva trattarsi del cognato di un suo compagno di detenzione a
Buoncammino, certo P. di cui il dichiarante non ha indicato il nome di battesimo ma ha solo
specificato che si trattava di un detenuto che, come U. S., era occupato quale muratore all' interno del carcere di Buoncammino.
                                               ***
Le dichiarazioni di M. I.  sono rimaste isolate in quanto U. S. ha addirittura sostenuto di conoscere un certo MASSIMO VERDI e non GIUSEPPE VERDI.

Non essendovi convergenza nelle dichiarazioni dei dichiaranti circa la individuazione del concorrente del M. P. e del M. I. (le cui dichiarazioni sulla identità del complice non hanno trovato riscontri individualizzanti autonomi), l' odierno imputato deve essere assolto con la formula PER NON AVER COMMESSO IL FATTO

                        PER QUESTI MOTIVI

Visti gli artt. ...... Dichiara
Non doversi procedere contro
M.G. In ordine al reato di cui al capo 4) per essere lo stesso estinto per prescrizione;
Non doversi procedere contro
M.S. In ordine al reato di cui al capo 65) per essere lo stesso estinto per morte dell' imputato;
Assolve
M.G. Dai reati contestati al capo 1,2,36,38,39,40,41 e 42 per non aver commesso il fatto;
A.A. Dal reato di cui al capo 120 per non aver commesso il fatto;
A.L. Dal reato di cui al capo 106 per non aver commesso il fatto;
GIUSEPPE VERDI dal reato di cui al capo 26 per non aver commesso il fatto;
L.R. e S. G. Dai reati di cui ai capi 39 e 41 per non aver commesso il fatto;
F.P. Dal reato di cui al capo 75 per non aver commesso il fatto;

Dichiara M.G. responsabile dei reati contestati ai capi 3,5,6,7 e 37;
A.L. Responsabile del reato di cui al capo 77;
C.V. Responsabile dei reati di cui ai capi 59 e 64;
S.R. Responsabile del reato di cui al capo 120;

Per l'effetto Condanna:

M.G. alla pena anni 14 di reclusione ed euro 60 mila di multa;
A.L. alla pena di anni 8 di reclusione ed euro 30 mila di multa;
C.V. alla pena di anni 12 di reclusione ed euro 50 mila di multa;
S.R. alla pena di anni sei di reclusione ed euro 2 mila di multa;
Condanna M.G., A.L., C.V. e S.R. al pagamento delle spese processuali,
interdizione dai pubblici uffici ed alla interdizione legale durante l' esecuzione della pena.
.......

2009 sentenza definitiva passata in giudicato.
Presidente dott. M. G. Silvestri

Questo processo lungo circa 24 anni pur avendo assolto l' imputato GIUSEPPE VERDI
ha innescato, durante tutti questi anni fini a tutt' oggi (2016) quella che ritengo una persecuzione giudiziaria.

Sarà proprio questo processo, al tempo non ancora definito,  ad aver etichettato in maniera negativa GIUSEPPE VERDI dalla giustizia.
Dopo circa 24 anni di soggiorno obbligato e svariate accuse poi scoperte false come quella di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni nel 2002 con assoluzione piena avvenuta nel 2005 perché il fatto non sussiste (violenza sessuale e sequestro di persona) e non aver commesso il fatto (lesioni) poi scoperte essere infondate e persino calunniose anche se, in modo decisamente singolare tale azione per calunnia non è stata esercitata di ' ufficio, come io reputo avrebbe dovuto essere, sconterà altri carcere per 1 anno ed 8 mesi senza alcun risarcimento del danno ingiusto patito.
Le ripetute accuse poi rivelatesi infondate, specie in un procedimento lungo come quello sopra illustrato, hanno però portato nel tempo, non solo ingiusta carcerazione (data la condizione il Giuseppe Verdi non veniva creduto) ma anche:
 sorveglianza speciale, interdizione, fogli di via, impossibilità ad espatriare persino a recarsi nei paesi europei, insomma a nulla è servita l' assoluzione dal maxi processo del 2009 e quella dalle false accuse del 2005, avendo il continuato sospetto dell' autorità inquirente in genere, nel lunghissimo
periodo di accusa, segnato negativamente la vita di "Giuseppe Verdi".

Oggi, 2016 si spera comprendano che hanno impedito di vivere ad un uomo, prima ragazzo, poi adulto, ora più maturo che ad oggi non conosce ancora cosa sia la LIBERTÀ

In allegato il procedimento parallelo sul traffico di droga Turchia - Sardegna
http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2007/07/31/SL2PO_SL203.html




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