martedì 23 maggio 2017

Capitano Scarfato inizia a parlare

❤️

Se un giorno mi vedrai vecchia: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo. Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose…non mi interrompere,ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finche’ non ti addormentavi.

Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare…ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perche’ non volevi fare il bagno. Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc.

Quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso…dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire… la cosa piu’ importante non e’ quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li vicino pronto ad ascoltarmi. Quando le mie povere gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi. Quando dico che vorrei essere morta…non arrabbiarti un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo.

Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive. Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada.Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un pò della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te. Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te.

Ti Amo figlio mio, e ti amerò per sempre…

lunedì 22 maggio 2017

Deposizione testi parte 1 (fa parte del mio libro M. Lustri)

Assolto.

Deposizione del teste 1 -

Il quale viene ammonito ai sensi dell' art. 497 del cpp, da lettura della formula di rito

Giudice: al microfono il suo nome e cognome

Teste 1: Assistente capo della polizia di Stato
 Xxxx xxxx nato a xxxxx
In servizio xxxxxxxxx, Squadra xxxxxxx

Giudice: risponda alle domande del pubblico ministero e del difendore, grazie.

PM: si, allora, bene xxxxxx, xx/xx/xxxx

Teste: posso accedere agli atti a mia firma?

Giudice: si

Pm: ah guardi, intanto sapete già di cosa si parla, è inutile.....

mercoledì 17 maggio 2017

Caso Cucchi

Una mia piccola riflessione fatta ad una utente (amica del carabiniere medesimo) sulla richiesta di rinvio a giudizio di uno dei carabinieri e sul fatto che venga "giudicato" dai media prima di un processo:

Eugenia è così ed avviene puntualmente. Lo si dice e ridice di attendere il passato in giudicato prima di accusare. Chiaramente (e non lo giustifico) gli elementi che si conoscono fanno additare delle persone.
Che il pestaggio sia stato o meno causa della morte, agli occhi nostri, resta un reato comunque gravissimo che non giustifica nessuno ne si giustifica leggendo definire Stefano un venditore di morte o tossico di M. o in migliaia di modi che ho avuto il dispiacere di leggere.
Anche lo stesso Mandolini ha utilizzato verso Cucchi espressioni poco carine.
Nella nostra ricostruzione mentale avviene questo:
Che esistano forme di violenza verso gli arrestati è fatto noto (non sempre ma ci sono stati tantissimi casi); che molte volte alcuni operatori delle ff.oo abbiano arrestato o tentato di arrestare qualcuno con l'accusa più gettonata di oltraggio o resistenza fa curriculum (negativo);
O di evasione quando la persona non è uscita di casa; o che alcuni operatori pretendano di prevaricare le prescrizioni di un magistrato di sorveglianza facendo qualcosa che non compete il loro compito ma anzi andando contro gli stessi per poi accusare falsamente un detenuto di evasione (mai avvenuta); che se si reagisce rispondendo con educazione ma contrastando quelle pretese se la legano al dito (non sono tutti così ma spiace dirlo ci sono e vengono stradifesi);
È tanti tanti altri esempi che potrei citare avendoli visti.
Non sono tutti così ma vi assicuro che a rovinare una persona ne bastano pochi.
Con queste costanti basi che molti di noi si trovano a vivere o vedere, c'è un elemento in più che non ci fa schierare a difesa, ma neppure contro.
Il fatto che ci sono e sono frequenti le situazioni che ho elencato non depongono a favore di chi finisce alla sbarra per fatti di questa portata.
Tutto ciò a differenza di chi non fa parte di quel "mondo" ed invece viene additato dalla stampa come colpevole dopo un teatrino fatto con qualche magistrato meno predisposto alle indagini vere. Non ho citato ad esempio l'alterazione dei tabulati alterazione necessaria a chiedere una misura coercitiva che serviva a fare titoli su tutte le testate giornalistiche per infangare.
Da allora (2013) non si è mai stati neppure dal Gup. Indovinate quale corpo ha partecipato al "servizietto" giornalistico? Erano cc.
Per cui difficile dare solidarietà a persone che su dette persone non ha ad esempio mai fiatato. 😀


Assetati di soldi e potere

Mi chiedo perché la gente (in genere) abbia una voracità folle verso denaro e potere.
Dove girano molti soldi o molto potere esce di tutto. Ma come vi va?! Nell'aldilà che gli raccontano quanto poco è stata vissuta la vita nei suoi valori più importanti?
La vita non è ville, piscine, barche a vela o super barche a motore, aerei, elicotteri, abiti e scarpe di super marca... tanta stima per chi fa crescere il proprio fatturato con i sacrifici senza però sacrificare gli affetti. La vita piena non sono soldi e potere. Sicuramente danno soddisfazione ma non si può diventare degli schiavi di questi abbagli.
Far crescere un'azienda è qualcosa di meraviglioso quando con essa fai crescere le vite di altre famiglie. E non il proprio ed unico arricchimento personale.
Sono ragionamenti così semplici che resto basita quando quotidianamente sentiamo scovare mazzette... ma perché guadagnare lavorando onestamente a sta gente fa così schifo?

Marco Lillo ....

#Consip. La telefonata. #Renzi chiamò papà Tiziano: "Non dire bugie, non ti credo" L' inchiesta - Nel libro di Marco Lillo, l' intercettazione sulla cena tra il padre dell' ex premier e l' imprenditore Romeo. E il genitore replica: "Al ristorante mai, al bar non ricordo". Il Fatto Quotidiano, 16/05/2017 pagina 2

Dal libro "Di padre in figlio" di Marco Lillo (Paper First), giovedì in edicola e in libreria, anticipiamo parte del capitolo 1: "La telefonata". Il 2 marzo 2017 alle 9.45 di mattina Tiziano Renzi parla al telefono con il figlio Matteo. I magistrati lo stanno intercettando nell' ambito dell' inchiesta Consip nella quale il padre dell' ex premier in quel momento è indagato per traffico di influenze con il "facilitatore" e amico Carlo Russo. Si tratta di una vicenda complicata, svelata dal Fatto Quotidiano e ignorata a lungo dalle altre testate, su un presunto caso di corruzione, traffico illecito di influenze e soffiate istituzionali in cui sono coinvolti un imprenditore napoletano, Alfredo Romeo; alcuni dirigenti della società di via Isonzo che si occupa di gran parte degli acquisti della Pubblica amministrazione; lo stesso Tiziano Renzi; alcuni uomini dell' Arma e l' attuale ministro dello Sport, Luca Lotti, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di marcata fede renziana. L' inchiesta ha due filoni principali. Nel primo, Alfredo Romeo, ora in carcere, è accusato di aver corrotto un funzionario Consip. Mentre Carlo Russo e Tiziano Renzi sono accusati perché di concerto, sfruttando le relazioni esistenti tra il padre del neo segretario Pd e Luigi Marroni (amministratore delegato di Consip), si facevano promettere indebitamente da Romeo l' erogazione di somme di denaro mensili, come compenso per la loro mediazione verso Marroni in relazione allo svolgimento delle gare. Nel secondo filone, invece, Lotti è accusato, insieme a degli ufficiali delle forze dell' ordine, di aver rivelato ad alcuni dirigenti della centrale acquisti che c' era un' indagine in corso nei loro confronti. Quel 2 marzo padre e figlio conversano al telefono. Tiziano è stato convocato nella Capitale per il giorno successivo, il 3 marzo. Dovrà recarsi a Piazzale Clodio: alle tre del pomeriggio lo attende una coppia di pm. Paolo Ielo, enfant prodige del pool di Milano ai tempi di Mani Pulite, ora divenuto l' uomo forte della Procura di Roma di Giuseppe Pignatone. Da due mesi il procuratore aggiunto sta svolgendo le indagini sul caso Consip e ha arrestato da poco, con l' accusa di corruzione, proprio Alfredo Romeo. Al fianco di Ielo c' è la pm Celeste Carrano della Procura di Napoli, che ha avviato l' inchiesta e ha raccolto gran parte delle prove con i carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico). Insieme, chi ha costruito l' azione penale e chi l' ha finalizzata, sentiranno la versione di Tiziano Renzi sui suoi rapporti con Romeo, con il "facilitatore" Carlo Russo nonché con l' amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni. Dall' invito a comparire notificatogli due settimane prima, il padre dell' ex premier ha scoperto di essere indagato per traffico illecito di influenze. Il figlio sa bene che per quel reato la pena prevista è molto blanda. La vera posta in gioco non è la reclusione fino a tre anni per il papà ma il destino politico del figlio. Per questo Matteo, dopo la lettura dei giornali, ha un diavolo per capello e quella mattina non ce la fa a trattenersi e chiama il padre, che è intercettato. L' attuale segretario del Pd ha appena letto l' intervista ad Alfredo Mazzei pubblicata su Repubblica. Il titolo annuncia tempesta: "Il teste e la cena nella bettola: 'Il manager parlò di strategie con il padre di Matteo'". La mano freme e si avvicina al cellulare. L' attacco del pezzo gli fa scendere un brivido lungo la schiena: "Una cena segreta. Un tavolo per tre. Tiziano Renzi, Alfredo Romeo e Carlo Russo. In una 'bettola' romana, il padre dell' ex premier, l' imprenditore accusato di una 'sistematica offerta di corruzione' e il rampante 'facilitatore' toscano amico del Giglio magico siedono insieme. E discutono di affari. Romeo li raggiunge 'da un ingresso riservato attraverso il cortile di un palazzo'. L' incontro riservato dunque - scrive quel giorno il quotidiano diretto da Calabresi - ci fu. Un testimone eccellente ora racconta". È troppo. Matteo Renzi picchia le dita sullo schermo del suo iPhone. Se il padre ha incontrato Alfredo Romeo nel periodo in cui l' amico Carlo Russo contrattava un pagamento di 30 mila euro al mese per Tiziano con lo stesso Romeo, la cosa è grave. Matteo vuole capire. Il papà lo ha messo in una situazione che può costare la sua candidatura a premier. Il pezzo è uscito su Repubblica, non sul Fatto Quotidiano. Stavolta il "rottamatore" non può far finta di nulla e le rassegne stampa non possono ignorare la notizia come puntualmente hanno fatto per due mesi e mezzo con gli scoop del nostro giornale sulle indagini relative alle soffiate presunte di Lotti e dei carabinieri o sui pizzini di Romeo a Russo con i 30 mila euro per "T", Tiziano Renzi, secondo gli inquirenti. Stavolta tutti ne parleranno e l' ex premier non può girarsi dall' altra parte. Alfredo Mazzei, il testimone che tira in ballo Tiziano, Matteo lo conosce bene. È l' ex tesoriere del Pd della Campania, in ottimi rapporti con i fedelissimi del neo segretario: l' avvocato Alberto Bianchi e Maria Elena Boschi. Non è, dunque, solo un amico di Alfredo Romeo. Inoltre, quelle cose dette a Repubblica, Mazzei le ha già dette tre mesi prima ai pm. Non c' è da scherzare. È Matteo che chiama al telefono il padre. Sa che rischia di essere intercettato e non a caso dice cose da manuale di educazione civica tipo: "Babbo devi dire tutta la verità ai magistrati". Però qua e là nella conversazione esce fuori l' animo "familista" del leader del Pd. Come quando suggerisce di non rivelare che a un ricevimento con alcuni imprenditori era presente anche sua madre, Laura Bovoli. Durante la chiamata emerge chiaramente la sfiducia di Matteo verso Tiziano: il figlio teme che il padre possa mentire anche a lui. Non solo all' Italia e ai pm. Renzi in quel momento non è più premier né deputato. È solo un figlio infuriato con il padre che rischia di rovinargli la carriera politica. Appena Tiziano risponde al telefono il figlio gli fa: "Non puoi dire che non conosci Mazzei perché lo conosco anche io". Matteo Renzi è terrorizzato dall' interrogatorio che si terrà il giorno dopo a piazzale Clodio. Dice al padre che "è una cosa molto seria" e gli intima: "Devi ricordarti tutti gli incontri e i luoghi, non è più la questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorje". Tiziano, che è devoto alla Madonna e crede nelle sue apparizioni, lo ferma: "Non devi dire così" ma il neo segretario del Pd in quel momento se ne frega del santuario, dell' Erzegovina e dei pellegrinaggi e pensa solo alle conseguenze politiche del caso Consip: "Stai distruggendo un' esperienza", dice. Si capisce che non si fida del padre alla vigilia dell' interrogatorio: "Devi dire nomi e cognomi" gli intima e poi aggiunge che questa storia è delicata per lui perché "Mazzei è l' unico che conosco anche io". Poi Matteo arriva al dunque: "È vero che hai fatto una cena con Romeo?". La risposta non è netta ma sibillina. I carabinieri nel brogliaccio annotano: "Tiziano dice di no e che le cene se le ricorda ma i bar no". Cioè, Tiziano Renzi nega un incontro al ristorante ("la bettola") come è stato riferito ai pm e ai giornali da Mazzei che a sua volta l' aveva appreso da Romeo in persona. Però, se il no sui ristoranti è netto, non lo è altrettanto quello su un possibile incontro con l' imprenditore campano in un bar. La telefonata assume un tono drammatico e quasi edipico. Al figlio che gli ha appena detto che su questa storia rischia di chiudersi la sua esperienza politica, Tiziano non riesce a replicare con voce autorevole da padre: "Matteo ascolta: io non ho mai incontrato Romeo. Fidati". No, Tiziano cincischia e fa davvero tenerezza ascoltare questo nonno di 65 anni con nove nipoti che si trova a rispondere all' interrogatorio del figlio 42enne rifugiandosi in corner nella distinzione tra i bar e i ristoranti. A questo punto Matteo gli dice: "Non ti credo". Il leader Pd lo incalza e i carabinieri annotano: "Matteo gli dice che non crede che non si ricordi di avere incontrato uno come Romeo". Tiziano è all' angolo tiene il punto e insiste: "Non me lo ricordo" poi però aggiunge: "L' unico può essere stato". Matteo lo interrompe e gli ribadisce la sfiducia: "Non ti credo e devi immaginarti cosa può pensare il magistrato. Non è credibile che non ricordi di avere incontrato uno come Romeo, noto a tutti e legato a Rutelli e Bocchino". Allora Tiziano si arrovella pensando al passato e dice che "quando lui ha fatto il ricevimento al Four Season c' erano una serie di imprenditori ma c' era anche Lalla (Laura Bovoli, madre di Matteo Renzi, nda) e siamo andati via subito". Probabilmente Tiziano fa riferimento a un convegno al Four Season con esponenti del mondo delle imprese ai tempi delle primarie di fine 2012 contro Bersani. Ma Matteo non lo fa finire e gli dice: "Non dire che c' era mamma altrimenti interrogano anche lei". () Matteo sa che quella del Four Season comunque non è una situazione legata all' indagine Consip e torna a chiedere: "Hai incontrato Romeo in un' altra situazione?". Tiziano ancora una volta risponde che non ne ha memoria. A quel punto Matteo molla la presa e formula la sua fosca previsione sul destino di entrambi: "Andrai a processo, ci vorranno tre anni e io lascerò le primarie". Tiziano si difende: "Se non me lo ricordo non posso farci nulla". Matteo con tono beffardo gli dice di continuare a dire che è andato da Luigi Marroni per la storia dell' installazione della Madonnina all' ospedale Meyer e che Carlo Russo è solo un padrino di battesimo. Però poi aggiunge freddo: "Io non voglio essere preso in giro e tu devi dire la verità in quanto in passato la verità non l' hai detta a Luca e non farmi aggiungere altro. Devi dire se hai incontrato Romeo una o più volte e devi riferire tutto quello che vi siete detti". Dopo l' invito a non dire della mamma, Matteo torna però istituzionale in chiusura di telefonata: "Non puoi dire bugie o non mi ricordo e devi ricordarti che non è un gioco". Poi chiede a che ora vedrà l' avvocato Bagattini e Tiziano dice "ora". Matteo ribadisce: "Digli tutta la verità". Poi lo saluta e attacca.
Marco Lillo

Renzi figlio - Renzi padre ... intercettazioni

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/la-telefonata-renzi-chiamo-papa-tiziano-non-dire-bugie-non-ti-credo/

Mi viene da dire:
"Chi di giornali ferisce di giornali perisce"
Non si possono pubblicare intercettazioni?
Come non si possono fare articoli su account "oscurati" che in realtà non sono mai stati oscurati (sono stati fatti sia articoli che tv) e di altri recenti esempi ne ho a quintalate.

C.A.R.A. di Capo Rizzuto

Ricordo che nel 2011/2012 scrissi che era finito il tempo di sacrificarsi nel lavoro, che la forza fisica e mentale era finita, era sempre più difficile lavorare nel mondo degli appalti pubblici, per motivi oramai risaputi, e che le disponibilità economiche che si pretendevano stringendo continuamente la cinghia alle ditte era di "pochi" tra di questi molti di dubbia provenienza.

Nel 2012 lo scrivevo, ma si sapeva ed in alcuni casi si subiva da decenni.
Quindi ciò che è emerso sul CARA di Capo Rizzuto onestamente non mi stupisce per niente. Mi stupisce solo che ci sia voluto così tanto tempo per scoprirlo.

Ora, non sarebbe più logico non fare in modo che i grandi numeri diano grandi guadagni?
Cioè, se per fare molto utile serve avere una calca di persone (oltre 100 ho sentito dire perché sotto di quel numero ci fanno poco), non sarebbe più coerente evitare questi grandi numeri e fare un'accoglienza più famigliare? Utilizzare ad esempio gli stessi parametri numerici delle case famiglia? Evitare i catering o mense, le lavanderie esterne, un numero massiccio di personale?
Basterebbe creare luoghi in semi autonomia e mettere in condizione gli immigrati, così come gli italiani in disagio economico, di avere un periodo breve di inserimento, possibilmente, al lavoro ed aiutarli semplicemente con un modello simile alla case famiglia (massimo 6 persone), comunità alloggio (massimo 12 persone) in semi autonomia, che significa semplicemente dividersi le spese dell'alloggio ed al massimo un paio di figure di monitoraggio.
Va distinto da persone con disabilità psichiatrici per i quali dovrebbero applicare le medesime procedure cui sono soggetti gli italiani con tali problemi. La vedo molto dura. Eppure le soluzioni sono così semplici ed economiche che neppure mi chiedo perché permettere tali business. Business talmente esosi in cui la criminalità ci si tuffa a pesce.

Renzi preoccupato...

http://m.huffingtonpost.it/2017/05/16/intercettazioni-renzi-furioso-e-preoccupato-ora-ce-da-aspett_a_22093716/

Mai visto in periodo politico peggiore di quanto in questi ultimi anni... e dire che già stavamo messi male.. a cosa servono più le fiction quando basta accendere la TV ed averne ad ogni ora dall'attualita?
🤔

domenica 14 maggio 2017

La conversione non è sempre BUONA

Si è convertita….era meglio prima…!!!

è questo quello che mi ha detto un marito in pellegrinaggio:
” …Ho pregato tanto per la sua conversione, quella di mia moglie, la mamma dei nostri figli, ed ora non la vediamo quasi più.
La mattina presto prepara il pranzo, cuoce la pasta (pensa cosa mangiano questi ragazzi quando tornano a casa alle 14), altre cosette e poi esce.
Tutto il giorno in Chiesa, quando torno la sera, stanco della lunga giornata di lavoro, devo rifare i letti, ed a volte cucinare e passare l’aspirapolvere,
e così da quando ha cambiato vita..!!!”
La lamentela di questo marino non è l’unica, tante volte sento questi sfoghi, e non solo dai mariti, ma da entrambe le parti.
Ha ragione chi si lamenta, il suo posto non è tutto il giorno in Chiesa, ma vicino alla famiglia, al marito,
ai figli, questa è la missione per cui tanti di noi sono stati chiamati.
In questo caso andare in Chiesa, non è più una cosa buona, ma una GRANDE E GRAVE TENTAZIONE,
famiglie si sono sfasciate per questo.

Come dice la Bibbia, ognuno di noi, ha diversi carismi, il buon Dio ci ha chiamati ognuno per una missione diversa.

Chi da consacrato, Sacerdote o Suora, chi mamma o papà …etc..
Come dice la Madonna onora Dio, lì dove ti ha voluto, con la preghiera del Rosario, la Messa domenicale, la confessione mensile,
la lettura di un piccolo brano della Bibbia giornaliera ma, il tutto, senza trascurare la tua famiglia.
Un Sacerdote ci ha raccontato che aveva una signora che stava sempre in Chiesa da lui, quando un giorno gli ha chiesto
– “…e tuo marito …? ”
lei gli ha risposto
– “…tanto quello sa fare le cose da solo…!!!”  
Sai cosa ha fatto il Sacerdote…l’ha mandata via, a casa dicendo:
– “…IL TUO POSTO E’ VICINO A TUO MARITO..VAI DA LUI…!!!”
ecco di seguito cosa dice San Paolo:

1Timoteo 5,8

Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele.

1Corinzi 12;
4 Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito;
28 Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri;
poi vengono i miracoli, poi i doni di far guarigioni, i doni di assistenza, di governare, delle lingue.
29 Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti operatori di miracoli?
30 Tutti possiedono doni di far guarigioni?
Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?
31 Aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte.

(Fonte: Ecco i Tuoi Bambini)

     

Il buco del santuario divino amore ...

https://www.google.it/amp/www.ilgazzettino.it/AMP/divino_amore_debiti_milioni_documento_riservato-1148040.html

Cosa è cambiato da quando il fascicolo è arrivato in Vaticano?
Da quelle scoperte avvenute qualche tempo prima, alcuni sacerdoti sono stati allontanati e trasferiti in altre parrocchie. Uno su tutti nonostante un immediato trasferimento avuto a settembre 2014, messo a riposo in un convento per un anno, oggi continua a gestire denari e non solo. Continua a prevalere il personalismo motivo per cui ricorre a farsi intervistare, ma le notizie dei media dimenticano di ricordarne in passato e di inserire documentazioni su attività poco idilliache avvenute in questi ultimi recenti anni..
è un vizio tutto italiano credere che i lettori dimentichino le vicende.

venerdì 28 aprile 2017

Interessante analisi pubblicata da un utente ad una giornalista su pagina pubblica fb. In merito alla storica questione italiana e di tanti perché che oramai tali non sono più. Perché il pesce piccolo? Ora lo sappiamo.

"le grandi famiglie che governano l'italia sono sempre le stesse ,da secoli. purtroppo anche questi giornalisti in buonissima fede non sono a conoscenza di come funzioni il giro di importazione delle sostanze (per esempio l'eroina dall'afghanistan che arriva attraverso aerei militari) ,la distribuzione alle cosche,il controllo del territorio e il giro di liquidità monetaria piu grande che esista in economia. forse in buona fede si illudono che queste operazioni siano finalizzate a un cambio di rotta e invece sono operazioni cicliche che hanno il fine politico di controllare la popolazione e il fine economico di gestire il denaro. i fenomeni che sono diventati scomodi sono stati soppressi dallo stato,come le birgate rosse,quelli comodi vengono rinnovati a cicli. E i fatti di Alatri come quelli di Roma (carminati) e ostia non fanno eccezione. é semplicemente un cambio della guardia. il sistema rimarrà esattamente uguale come lo é da sempre. illudersi che possa avvenire un cambiamento é a dir poco ingenuo. se pensiamo che mezza roma e forse di più é in mano alle cosche e lo sanno i magistrati,lo sanno i giornalisti,lo sanno i cittadini e i negozianti e nessuno fa niente se non piccole operazioni che non mettono mai a repentaglio la struttura del sistema. e non spiegano mai ai cittadini come funziona davvero questo mondo occulto,perché é difficile e scomodo pensare e capire il sistema é nelle mani di chi ha il vero controllo sui grandi flussi di denaro. vertici militari,bancari e compagnia silente. purtroppo per capire bisogna aprire molto gli occhi,studiare molto e darsi delle risposte molto amare su quanto ci viene imbastito da chi dovrebbe proteggerci o informarci o governarci. purtroppo chi ha tentato di disvelare questo velo di illusioni ha sempre fatto una brutta fine ,per esempio valerio verbano. i suoi assassini sono ancora ignoti. eppure un semplice ragazzo aveva scoperto indagando sulle complicità tra politica e mafia nel suo quartiere,con attivisti politici diventati poi criminali e inseriti nei servizi di sicurezza dello stato. pochi mesi fa hanno arrestato un capocosca calabrese sempre in quella zona. sono passati 40 anni e nulla é cambiato." E. B.

martedì 25 aprile 2017

No festa 25 aprile

Quest'anno non farò alcun augurio per questa data. Una data che segna un importante conquista ma che nel 2017 c'è ancora qualcuno privato ingiustamente della propria libertà perché costantemente perseguitato e privato delle proprie cose lasciando gli autori dell'illecito disfarsene, utilizzarli impropriamente.
Ritengo non ci sia proprio nulla di cui festeggiare. A conti fatti si è regrediti.
Non si può far finta che il sistema italiano funzioni quando ogni singolo post che ho reso pubblico dimostra un dramma di proporzioni immense.
Quando le persone non sanno più a quale Santo rivolgersi perché le istituzioni protraggono all'infinito le situazioni anziché risolverle, sistemarle, correggerle.
Un menefreghismo generale della stessa gente che permette che possano essere perpetrati "errori" a danno di altri. Ognuno accovacciato sul proprio orto. Può cadere il mondo che per alcuni conta solo che si salvi il proprio orto.
In tanto decenni gli italiani non hanno imparato a non ignorare. Te li ritrovi a chiedere attenzione quando tocca a loro. Sono decenni che il sistema politico si fa forza proprio grazie a queste pessime abitudini. Si lamentano ma se gli dici di alzare il posteriore dalla poltrona si chiudono a riccio. Però si lamentano di chi è come loro. No, non c'è proprio nulla da festeggiare oggi. 

A Roma analisi sul sociale di alcuni municipi

In questo post riporto un solo caso avvenuto in un municipio di Roma, lo riporto affinché si faccia una verifica mirata da parte di chi ne ha le relative responsabilità.
L'analisi l'ho effettuata su metà dei municipi, ne mancano ancora molti.
Alcuni operano nel sociale in modo impeccabile, mentre in un paio ho ravvisato qualcosa che non mi quadra.
Spiego:
Seguiamo un utente che ha tutti i requisiti, suo malgrado, per accedere ad un aiuto da parte del municipio di appartenenza.
Gli viene presentato un progetto della durata di un anno. Vi assicuro che ci sono in corso progetti che sfiorano o superano i 10 anni. Questo perché si innesca un circolo vizioso dettato da uno stile di vita che non conduce l'utente all'energia di riaffrontare una vita normale.
Il circuito che si innesca è: dormitorio; mense; docce (tutte finanziate); sovvenzione mensile erogata a posteriori bimestralmente, rinnovabile di anno in anno; una tantum in aggiunta di solito tra Natale e capodanno. Di tutti questi progetti sono curiosa di sapere chi lo ha terminato positivamente.

Dunque un municipio ha invece optato giustamente per terminare il progetto iniziando inserimento al lavoro: borsa lavoro. Questo farebbe si che l'utente si impegni a gestirsi autonomamente e non restare a carico del Comune a lungo termine.
Questo è l'esempio positivo su uno dei municipi di cui sopra.

Vi è invece un altro municipio in cui si presenta con idonea documentazione un utente, chiede borsa lavoro, avendo saputo che sono state riaperte. La borsa lavoro offrirebbe la possibilità di rientrare nel modo del lavoro e quindi mantenersi per proprio impegno.
Chi presenta all'utente il progetto gli dirà che è preferibile un sostegno di un solo anno per aiutarlo a prendere una casina in affitto. Intanto fai questa. L'utente tornerà con una bozza di contratto, ha trovato una casa bilocale, arredata completamente ad euro 400,00 al mese.
Riceve la seguente proposta di progetto: per 12 mesi ti aiutiamo con 450,00 euro al mese più 800,00 per far fronte alla caparra. Solo 1 anno. L'utente dice che preferirebbe la borsa lavoro, gli viene risposto che è uguale, la cifra è la stessa. A seguito dell' insistenza della proposta del l'assistente sociale di non applicare la borsa lavoro, l'utente accetta l'altro progetto.

La matematica non è un opinione 450,00X 12 fa 5400,00 euro più 800,00 fa 6200,00 euro.
In commissione ci va a gennaio 2017. Viene comunicato all'utente che il progetto è stato accolto e che l'erogazione sarebbe avvenuta entro al massimo fine febbraio o i primi di marzo 2017. A fine aprile 2017 non se ne sapeva nulla ma si scopre che sarebbe stata stanziata la somma di euro 2000,00 non 6200,00. Decade per cui ipotesi di prendere una casina. 2000 euro : 12 mesi sono la bellezza di 166,00 euro al mese. A richiesta spiegazioni l'ass. sociale negherà che gli fu chiesta la borsa lavoro e che comunque la somma è la stessa. Non è vero, la borsa lavoro non da 166 euro al mese. Ne da 450,00 al mese per 6 mesi rinnovabile per 12 (un anno).
In ogni caso quel sussidio di euro 2000 non è comunque arrivato. Diranno che la penna della firma digitale non funzionava, per più volte nei mesi. Quando l'utente si sente leggermente preso in giro in quanto un mese prima (metà marzo 2017) gli fu detto che era stata finalmente firmata e che era stata inviata alla ragioneria e poi verso il 20/04/17 gli viene detto dalla medesima persona che c'è stato problema con la firma e non è ancora stata firmata, si reca personalmente al municipio, va al protocollo per protocollare richiesta spiegazioni, il protocollo non funziona; di reca allora dal direttore del municipio e spiega la situazione, pochi minuti dopo convocata dalla direzione arriva miracolosamente tutto firmato e spedito. Se l'utente non avesse informato la dirigenza chissà per quanto medi si sarebbe protratta ancora la storia.
In ogni caso l'utente non ha ancora ricevuto nulla. Domanda presentata ad ottobre 2016. Commissione del 30/01/2017 in cui viene accettato il progetto (se pur di meno di un terzo della somma); e nei mesi sentirsi preso in giro. Ah la bozza del contratto d'affitto non risulta più nel fascicolo.

Se il reddito di inclusione o il reddito di cittadinanza funziona così apriti cielo.
Chi governa dovrebbe monitorare queste situazioni? Anche perché la figuraccia ricade su loro non sugli amministrativi.




Realtà - social

Girovagando su Twitter, poco fa, mi sono imbattuta in un commento dell'ex presidente dell'ordine dei giornalisti, Iacopino. Scriveva che lasciava il social in quanto ha visto troppa violenza, leoni da tastiera ecc, vi era un link allegato che rimanda a Facebook in cui sicuramente argomentava meglio, non l'ho letto.

Non l'ho letto perché da tempo non ho più alcun interesse verso ciò che scrive, dopo che pubblico' sullo stesso social che critica, una notizia ad effetto "scoop" che molti mesi prima era già stata ampiamente smentita. Quella notizia che fu anzitempo smentita aveva già colpito un gruppo di persone che a mio avviso ne furono diffamate. Ripetere la notizia come fosse vera a distanza di mesi non è sicuramente un comportamento corretto. Specie per chi dice che sul social ci sono persone violente, leoni da tastiera.

Intanto le persone violente ci sono ovunque, anche nel suo ambiente.
In secondo piano c'è da sottolineare un punto, il social è l'unico posto che fa sfogare un popolo che sta soffrendo per mano di una politica e non solo politica, sempre più arrogante.

Mentre loro possono utilizzare la "fama" di personaggio pubblico dove spesso proprio sul social alcuni di loro infamano qualche cittadino, facendo così leggere tali cattiverie ad un pubblico elevato, se l'attacco o la difesa la fa invece il cittadino, si fa intervenire sul social ad esempio una ministra dell'allora governo Renzi. A seguire al post social della ministra segue qualche testata giornalistica (conosciuta o sconosciuta) che riprende la notizia contro il cittadino. È accaduto davvero.
Mi chiedo come mai la ministra non è mai intervenuta a difesa dei cittadini infamati da personaggi più "noti".

Se io vengo infamata da una nota sul social sono libera di rispondere a tono.

Penso che il 2016 abbia segnato il livello più basso di interventi di certe persone "note" e lo stesso Iacopino con quella diffusione ne fece parte.
Per cui a mio parere, la violenza sui social spesso è innescata proprio da tali atteggiamenti.

Ci sono ancora altri esempi di gente che nella vita reale fanno una faccia tutta casa, chiesa e preghiera e dietro sono capaci di 1) raccomandarsi;  2) dichiarate il falso davanti ai carabinieri; 3) mentire per danneggiare qualcuno.
Carte alla mano.

E la violenza sarebbe sul social? Forse il social mette a nudo molte persone quando lanciano il sasso tentando maldestramente di nascondere la mano. Prima infamano poi si scusano, intanto il fango lo hanno fatto girare. Ed è proprio chi conosce come funziona il lavoro di dare notizie, obbligato a testarne la fondatezza, che le sa usare e non può sbagliare dicendo non sapevo fosse una notizia falsa. ;)



lunedì 24 aprile 2017

Il "senza tetto" costruito ad arte

N.b. Aggiornamento: il 21 aprile 2017 si presentava accesso agli atti per sapere chi avesse fatto richiesta di irreperibilità nel 2015, persona che era oggettivamente reperibile. Il 9 maggio 2017 (notare il tempo intercorso) bisognava ritirare il plico, il fascicolo pare stia facendo una strada lunga, non pervenuto, ma il caso vuole che per controllare si va a fare anche un certificato di residenza e wala' la cancellazione è avvenuta proprio dopo la richiesta di accesso agli atti.
È stata ora presentata denuncia in procura.

Piccolo promemoria:  Prima di venire a conoscenza dei fatti riscontrati tra il 2016 ed il 2017 nell'istanza depositata al Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Roma, basandosi solo sui fatti del 2010 che portavano conseguenze nel 2015, si faceva presente il dubbio che già era abbastanza evidente, ossia che sembrava quasi un modo di far passare una persona normale per senza tetto-alcolista. Quel dubbio è diventato consolidato proprio con tutto ciò che si è ravvisato a seguire. Ossia tutti i fatti sono andati proprio in quella direzione anticipata nella suddetta istanza. Per tale ragione sono convinta che proprio ciò che è stato scoperto ora fa già parte di una indagine più approfondita che la procura potrebbe dover fare. Capire se davvero dietro c'è un disegno stabilito. O se davvero sia solo un immenso giro di casualità derivate da incapacità amministrativa e politica.


"Fingiamo che ci credo che sia solo un caso. Un caso che dura da 6 anzi 7 anni ed ha il medesimo fine. Chiamiamolo pure "caso". Personalmente non credo affatto sia un caso" (mia cit.).

Non è uno scherzo, ma è una situazione davvero imbarazzante, imbarazzante perché con tante cose serie che si devono fare per il paese, c'è invece chi ha tempo da perdere a costruire personaggi inverosimili.

Il 20 novembre 2009 viene depositata in cancelleria la sentenza di assoluzione piena "PER NON AVER COMMESSO IL FATTO" passata in giudicato. Qui si cercava di farlo passare per narcotrafficante di droga quando dopo oltre 20 anni si accorgono che la persona che avrebbero dovuto processare aveva un nome diverso (omonimia di cognome si accusa di un pentito che butta dentro il processo uno al posto di quello vero);

Per oltre 20 Anni questa persona ha dovuto vivere con un marchio stampato addosso. Un marchio che non era suo.
Il pregiudizio giudiziario c'è stato per tutti questi anni fino ad oltre la sentenza di fine 2009.

Quando cambia la linea? Subito dopo l'assoluzione. Anzi le due assoluzioni piene. Perché nel 2003 qualcuno voleva farlo passare per altro ancora. Per formare un quadro giudiziario pesante.

Dopo la sentenza di assoluzione piena (fine 2009) la persona viene trovata in coma riversa sul pavimento in una pozza di sangue. Si dirà essere stata una caduta accidentale.
La persona non sa ancora di essere stata assolta da quell'oceanico processo, lo scoprirà più avanti.
Uscito dall'ospedale dopo circa 3 mesi e un intervento chirurgico decide di lasciare Roma per qualche giorno.

Qui inizia una cosa strana,
un accanimento che verrà scoperto solo nel 2015, quando arriverà in ordinanza di arresto.
Si recuperano le carte e leggendole emergono fatti mai accaduti ma che comporranno delle accuse blande ed inverosimili.

Viene accusato di aver "rubato" alcolici e creme estetiche per una somma ci circa 100 euro, 4 giorni dopo su altri atti compare un altro "furto" di 9 euro, avrebbe bevuto senza pagare un super alcolico. Premesso che l'accusa sara riportata per riferito da ignoto.
Io che sono a conoscenza dell'allergia cronica della persona ad ogni forma alcolica sorriso.
Il mio primo pensiero è "per tappare dei buchi di furti di barboni hanno appioppato ad uno fermato solo per un controllo di documenti a seguito di un iniziale incendio dice era alloggiato. Iniziale incendio causato dalla sigaretta gettata da una giornalista che era al piano superiore.
Lui neppure fuma.

In quel controllo gli fu obbiettato che non poteva uscire da Roma e per questo gli fu fatto un foglio di via e rimpatrio. Ma l'obbligo di soggiorno era cessato 7 anni prima.
La persona senza occhiali non legge ciò che gli viene fatto firmare.
Questa parte sara interessante a seguire, ma per ora non posso scriverne.

Uno pensa che è un caso.
Un errore, anzi due errori che genereranno due processi ed una condanna detentiva.

Due casi. Leggendo le carte riferite a quei due processi la persona viene descritta come un senza tetto, cosa che non era. Ma per non essere doveva mancargli casa, invece l'aveva, assegnazione regolare.

Nel 2011 qualcuno che vuole casa per la nipote tenterà di cancellargli la residenza. Lo scoprirà in tempo e la procedura di cancellazione si interrompe. Dato che ci viveva in modo permanente la richiesta di cancellazione era un vero e proprio abuso. La prima si perdona la seconda si persegue penalmente.

Mentre sconta la detenzione innescata dalla prima accusa dalla quale non ha potuto esercitare la propria difesa, a fine pena, a meno di 1 mese dal fine pena, di notte arriva una telefonata, stanno occupando la casa. Fisicamente lui non può uscire altrimenti rischia evasione.
La cosa buffa fu che nemmeno 5 minuti dopo di questa telefonata, verso le 4 di notte, del 17 settembre 2016, arriva il controllo.

Uno direbbe, il controllo è passato chi controlla due volte?

Invece no, le regole si rispettano, ma la sua mancata presenza sul posto farà dire agli agenti intervenuti "deve esserci il titolare presente, senza non siano autorizzati a sgomberare" alla domanda se lo autorizzano ad uscire rispondono che non possono farlo loro.
Vero, deve farlo il magistrato di sorveglianza dopo istanza.
Ma la presenza del titolare deve essere quella stessa notte altrimenti non sarebbe più fragranza di reato.
Diranno "fate querela e li nomina un delegato domani stesso e lo facciamo"  dopo la querela diranno "non possiamo farlo, ora serve autorizzazione del Gip" che non arriverà mai. A distanza di 8 mesi gli zingari serbi che hanno già in altra casa a pochi metri hanno pure quella. Hanno un mare di parenti da piazzare. Visti tutti uno per uno. Gli stranieri conoscono le falle giudiziarie italiane più di noi e sanno approfittarne. Anche perché gli viene permesso.

Così sia il comune di Roma sia la Procura non consentiranno al legittimo titolare di riprendersi nemmeno i suoi valori.

Nel frattempo ad aprile 2017 si scopre che nel 2015 qualcuno ha tentato di nuovo di fargli togliere la residenza. Chiaramente l'autore sarà perseguito penalmente. Con la speranza che almeno stavolta la giustizia funzioni.

Gli occupanti abusivi sono stati denunciati.

Completato il quadro.
Si passa dal farlo passare per alcolista quando è invece allergico cronico agli alcol persino da contatto; la casa gli è stata occupata impunemente; i suoi valori gli sono stati rubati in quanto mai restituiti; e qualcuno ha tentato di togliergli la residenza per irreperibilità nel 2015 ossia mentre la reperibilità era certificata dalla detenzione in cui ha ricevuto ogni singola notifica ufficiale persino dell'ufficiale giudiziario.

La procedura deve essersi bloccata poiché di solito la cancellazione avviene dopo non oltre 12 mesi, ma dal 2015 al 2017 qualcuno deve essersi accorto che irreperibilità non era veritiera inoltre ci è la querela depositata il 17 settembre 2016 dell'occupazione abusiva della propria casa.

Come si può notare la legge non tutela chi cerca di difendere i propri diritti, non è tempestiva. Questo fa di che personaggi possano mettere le mani abusivamente su più abitazioni e posizionarci parenti. Se non anche venderle.

Ma la detenzione non mi risulta che questa gente l'abbia fatta.
Anzi. Della serie: rifatelo, no? Tanto nababbo dorme.

È più completo il quadro di come si possa trasformare un cittadino normale in un senza tetto senza esserlo?

Personalmente devo ancora capire da quante entità bisogna difendersi in questo ambiguo paese.

Riassumendo: fortunatamente il tentativo di trasformare un uomo per un barbone alcolista con tanto di condanna non è andato in porto. Ma notate quanto tempo fanno perdere?

Sopra ho scritto che il primo è il secondo potevano essere un caso.
In ben 6 anni i casi sono tutti convergenti sulla stessa linea. È davvero solo un caso?

Ricordiamo inoltre che le "informative" riportano più dati falsi, fra di essi ci starebbe ubriachezza, che non c'è mai stata. Ecco che il caso sembra più un montaggio studiato.

Dell'occupazione sono stati per tempo informati tutti coloro che amministrano il comune di Roma. La sindaca Virginia Raggi, le politiche abitative, instituito casa sicura anch'esso del Comune di Roma e in cui nella presentazione vi era scritto che serviva proprio a tutelare e intervenire al recupero della propria legittima casa, alcuni assessori, la direzione generale, ecc poi sono stati informati Alessandro Di Battista affinché girasse a Beppe Grillo il fatto. Non vi è stata nessuna risposta.

Ritengo doveroso diminuire il barbonismo e non aumentarlo nei modi sopra esposti. Dato che il comune coinvolto è il Comune di Roma trovo strano il fatto che non se ne preoccupino. Ne si preoccupino di risolvere tali situazioni.

Infine mi chiedo chi abbia iniziato questa messinscena a partire dalle falsità riportate nelle informative. Tutto è collegato, tutto.

Personalmente inizio ad avere il vomito di essere italiana. Ma proprio il vomito. Perché non si comprende quale sia l'istituzione in grado di far rispettare la legge anche dai proprio uomini. Non si capisce proprio. Come non esistesse. Lacune legislative a gogo?





venerdì 21 aprile 2017

Senza tetto veri; senza tetto "costruiti"

Fare un titolo a questo scritto mi è rimasto complicato, come complicato è raccontare la storia. Farla capire in sintesi.
Nel vari post riportati in questo blog si riesce a ricostruire una storia di persecuzioni giudiziarie che fanno invidia al migliore scenografo produttore di film di alto livello. Purtroppo ciò che racconto è preso da carte legali, carte ufficiali, azioni reiterate, che puntano sempre al medesimo soggetto e al medesimo disegno.
In breve
Un processo che dura oltre 20 anni per accorgersi che la persona aveva un nome diverso da quello di cui dei pentiti parlavano.
Assoluzione piena dopo un processo ventennale perché il fatto non sussiste. Sentenza di assoluzione passata in giudicato depositata nel 2009.
Nel frattempo nel 2003 arriva apparentemente dal nulla ma così non è, una tossicodipendente che prima di infila in casa con un'altra donna, cena con loro, litiga con la donna, si picchiano, l'uomo che sta scontando detenzione domiciliare in casa e quindi non può uscire per evitare la situazione tenta di dividerle. La donna caccia fuori di casa l'altra è questa già avvezza fu denunce fantasiose di violenza sessuale denuncia i due. L'uomo sara arrestato la mattina dopo il presunto fatto in data 18 agosto 2003 a 13 giorni dal suo fine pena, ma non viene arrestato per l'accusa di presunta violenza sessuale bensì per evasione. L'uomo in realtà non era mai uscito da casa, non poteva poiché non poteva camminare, ma durante il processo s'e tenuto l'evasione. Nel complesso delle accuse quella era una bazzecola. Sarebbe stato complicato dimostrare che era in casa quando c'è solo la propria parola.
Sarà infatti la donna ad arrivare con la propria auto portandosi dietro la tossicodipendente presentandosi ed autoinvitandosi a cenare li.
Il mio dubbio è che a mezzanotte una non si porta dietro una tossicodipendente che conosce a malapena se non per qualcosa di poco chiaro.
Ma è un mio dubbio. Chi ha portato quella donna sapendo che non poteva farla entrare in casa in quanto se una persona è in detenzione domiciliare non si può far entrare nessuno con precedenti penali e la tipa li aveva.
Il mio dubbio viene proprio in merito al risarcimento. Come fa ad essere stato dato alla persona condannata per lesioni e non a chi assolto da tutti e tre i capi di imputazione? È questa la grande anomalia. Ed è questo che mi fa pensare sul motivo per cui quella donna fu portata in casa proprio dall'altra donna.
Io da donna non porterei mai a casa di un amico, meno che mai a casa del mio uomo una donna di quel genere con alle spalle 3 false denunce di violenza sessuale. Semplice deduzione.
Negli atti compare un secondo arresto al 19 agosto 2003 di sera in casa, mentre l'uomo in casa dal 18 non è mai rientrato.
Nel processo emerge che è scomparsa la consulenza ginecologica che dava esito negativo a violenza sessuale in zona vulvo perineo anale. Si scoprirà quando i due erano già in carcere da 10 mesi. Me faranno 20 di mesi in carcere. Saranno liberati il giorno stesso in cui all'udienza di appello viene emessa sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste (per violenza e sequestro) e non aver commesso il fatto (per lui) sulle lesioni mentre viene condannata lei per le lesioni.

Siamo quindi al 2005. In corso c'è il processo della durata di oltre 20 anni e molti pensano che lui sarà condannato. Presumo il famigerato pregiudizio.
Nel 2009 viene assolto. Omonimia solo nel cognome mentre il nome era un altro.
Siamo quindi nel 2009, a fine 2009 lui viene trovato riverso sul pavimento in casa con la testa spaccata, in coma. Si dirà essere stata una caduta accidentale. A me la cicatrice non da molto di caduta, sembra più all'altezza della nuca in cui è arrivato un oggetto.
A me da più il sentore di una feroce aggressione. La porta di casa almeno dai racconti si dice fosse aperta. Di certo nessuno ha mai raccontato che fosse stata buttata giù per soccorrerlo. Anche perché se fosse stata chiusa nessuno lo avrebbe mai cercato. Pare se ne fosse accorta una vicina poiché trovando aperto lo vide per terra circondato di sangue.
Quindi siamo a inizio 2010.
Qui inizia un'odissea che verrà alla luce 5 anni dopo (2015).
Arriva un ordinanza di arresto. Per cosa?
C'è scritto solo furto. Non si conosce null'altro.
Si nomina subito un legale, ci si reca in quella procura e si va a estrarre copia degli atti. Chiaramente non ci si può difendere più poiché questa ordinanza è scattata per essere stata emessa una condanna in contumacia senza la presentazione di alcun appello. Si scoprirà che fu nominato un avvocato d'ufficio. Risulta negli atti che c'erano firme di rinuncia a nomina di un legale e rinuncia ad elezione di domicilio. Ciò permette di fare un processo solo con l'avvocato d'ufficio. Ovviamente se l'avv alle udienze si presenta, se attua la difesa.
Qui troviamo un avvocato che in udienza non è mai andato e ad una dove si legge un sostituto questo fa una domanda prettamente inutile alla difesa.
Ma perché questa mia analisi?
Perché inizia a prendere forma un disegno per far passare una persona normale per un barbone.
Un disegno che procede negli anni all'insaputa dell'interessato.

A pochi giorni da questa strana accusa, ne emerge un altra, stavolta vogliono farlo passare per alcolizzato. Ovviamente non sapevano che la persona fosse allergica agli alcol sin da bambino, sia da contatto che peggio ancora da ingerimento. Non poteva dunque aver bevuto alcolici, non poteva aver bevuto "un'intera bottiglia di crema di whisky". Se lo avesse fatto sarebbe andato all'altro mondo.
A dimostrazione che la persona in modo cronico non ha mai fatto ne uso me abusi di alcol ci sono le analisi del sert. Arrestano che a livello cronico la persona non ne fa uso. Cronico significa a lungo termine pregresso non solo temporaneo.

Cosa accade quando arriva la condanna da scontare? Di nuovo 20 mesi.
A soli 5 giorni di inizio detenzione arriva la prima "accusa" di evasione. Dimostrata subito la non veridicità. Nei mesi a seguire "qualcuno" di cui conosco il nome, mi disse che aveva una sfilza di segnalazioni di stato di ebrezza.
Mi venne da sorridere. Io sapevo che era allergico ma non lo dissi, volevo capire quali fossero queste numerosissime segnalazioni. Quando lo avrebbero accertato? Mai.
Non esiste un ricovero in ospedale dove si ravvisa uso l'abuso di alcol nei decenni.

Abbrevio.
Dopo 3 mesi viene accusato di un altro fatto un fatto che spiegheranno e dimostreranno meglio in procura essendo avvenuto in modo diverso da ciò che ho letto. Come avvenuto già 3 mesi prima.

Siamo quindi al 2015.
Nel 2016 persone rom gli occupano casa popolare. Lui era assegnatario regolare. Ne la polizia intervenuta di notte con me, ne i vigili urbani a seguire negli 8 mesi che sono trascorsi, hanno proceduto a sgomberare persone che si sono impossessati non solo di casa dell'uomo, ma anche di mobili, abiti, beni di valore, ecc. tutto. Indisturbati.

La recente scoperta di oggi è che nel 2015 qualcuno ha fatto richiesta per fargli cancellare la residenza, quindi mentre era in detenzione domiciliare reperibile viene presentata al comune di Roma istanza di cancellazione per irreperibilità. Scoperto oggi 20/04/2017. Ora non resta che scoprire chi sta lavorando accanitamente per trasformare una persona normale in un senza tetto facendogli sottrarre impunemente la sua casa ed addirittura un anno prima qualcuno si preoccupa di fargli cancellare la residenza? Era già accaduto nel 2010.
Le date sono significative.
Come era l'Africa? Un paese del terzo mondo?
Roma a me sembra il bronx del peggiore paese del terzo mondo.

Ricapitolando tutto inizia fra il 1980/90 e al 2017 ancora di insiste.

Quindi i senza tetto sono così pochi che bisogna farne altri?
Alcolista, senza tetto, un bel personaggio.

Solo per aver passato un batuffolo di ovatta con lo spirito per fare il prelievo in ospedale hanno dovuto fargli ore di flebo per rischio che stava correndo, di stava gonfiando tutto. Per dire!

Se tutto questo tempo sprecato a creare personaggi fosse impiegato per cose più serie il cittadino che tante cose non le sa, starebbe meglio.
Ora mi chiedo: chi aveva interesse di chiedere una cancellazione di residenza? Chi di far occupate casa? Chi di non sgomberarla?
Di certo non chi ne è stato danneggiato.
Ma fa nulla.
Io dico sempre che la cattiveria non paga mai.
In fondo, diciamolo pure: in quella zona colma di delinquenza, poveraccio chi ci capita. Certo quando toccano le tue cose, casa tua, i tuoi documenti che nessuno ha aiutato a recuperare, ti girano i cosiddetti, ma poi capisci che sei in Italia e nulla di così storto sorprende più.
Sarò sorpresa quando vedrò qualcosa che va secondo coerenza e verità nel prossimo.

Bisogna far si di ridurre I senza tetto non crearne di sana pianta. Se non fosse triste farebbe ridere la situazione.







mercoledì 19 aprile 2017

Tabulati "taroccati" faranno prendere applicazione misura coercitiva - altro fascicolo da porre all'Attenzione del Procuratore capo di Roma

Ed è giunto il momento per sottoporre all'attenzione del Procuratore capo di Roma anche un altro singolare caso. Quello che fu rivolto alla mia persona. Procedimento che si è bloccato magicamente nel 2013 ma che ha al suo interno molto materiale di interesse pubblico in merito alle modalità utilizzare sia per accusarmi di qualcosa di falso, tanto che il processo non vi è mai stato, tanto per le modalità utilizzare per bloccare le querele in cui ero parte offesa arrivando a bloccarne una errata.

Laddove avevo ricevuto nei giorni di Natale Capodanno ecc telefonate moleste notturne dalle ore 3 alle 4 passate e che si presume essere stato compiuto da una persona poi da me querelata per appropriazione indebita e rinviata a giudizio e arrestata per un tentato omicidio.

La mancata indagine del pm titolare di quelle chiamate anonime ha fatto si che quella mia querela venisse archiviata dal Gip che a seguito della mia opposizione alla richiesta di archiviazione ha scritto  che dato il pm non ha effettuato le indagini e dato che i gestori dopo 2 anni non hanno più materiale (tabulati) non si può più acquisire materiale probatorio per verificare l'autore si quelle chiamate di fatto moleste.

Il pm che non ha indagato era colui che in più procedimenti in cui ero parte offesa ha osteggiato la mia posizione. In una compare persino un assurdità dichiarata da un ispettore di polizia il quale stranamente tempo prima mi ritiene importante per determinate notizie su altra questione. Anche questo metodo particolare viene sottoposto all'attenzione del dott. Pignatone per fare piena luce su come noi cittadini ci troviamo nel metterci nelle mani di chi dovrebbe tutelarci a fronte di persone denunciate che vengono arrestate per tentato omicidio. Pare quasi di infastidire alcuni pm (non tutti) quando tocchi certa gente.

In merito alla misura coercitiva applicata e di cui fu chiesta persino proroga che è stata però  rigettata dal gip, si richiede risarcimento del danno morale e di immagine.

In merito ai "tabulati" (fogli exell) "taroccati" sono un dato di fatto e agli atti. L'errore materiale inizia ad essere un qualcosa che sa molto di scusa, poiché se un errore tale fosse almeno uno dei tanti se ne sarebbe accorto per tempo invece che procedere perché li volevano giungere ;) dato che quell'errore ha prodotto una misura coercitiva e tale misura produrrà la richiesta dei danno.
Ed infine non vedere tale evidente errore che compare persino nell'interrogatorio fatto dallo stesso pm al querelante significa che più di 10 persone non sanno leggere? Resta l'ippica.

Il mio modesto parere è che nel 2012 il pm titolare ha preso un grosso ma grosso abbaglio è questo ha fatto si che non venissero perseguiti personaggi molto poco corretti, per fortuna però dopo che sono riuscita a depositare la querela verso il "finto capitano dei carabinieri" in una stazione dei carabinieri che hanno ravvisato importanti reati e dopo che il commissariato nella persona di un ispettore, quanto gli misi la querela sul tavolo, senza leggere nulla oltre il nome del da me querelato mi disse "non ci sono reati", forse dovevo capire al volo? Invece come è mio modo decisamente ingenuo, spontaneamente, di getto, gli dissi "ma se non l'ha ancora letta come fa a sapere se non ci sono?" Quando ho compreso la difficoltà nel presentarla in quel posto gli ho detto "non si preoccupi, me la rileggo a casa, ci penso meglio e poi la riporto. Chiaramente non potevo dirgli che li non l'avrei mai più portata. Lo salutai cordialmente, mi diressi fuori Roma è la depositai altrove. Li non vi fu alcuna discussione poiché dopo averla letta i reati erano evidenti per cui procedettero a metterla in lavorazione. Circa un paio di anni dopo questa persona venne arrestata perché emerse che aveva assoldato un tale in una specie di sala giochi per fargli uccidere un uomo. Fortunatamente l'uomo colpito da diverse coltellate, così riporta la cronaca, riuscì a restare in vita.
Ora, come furono intercettati questi personaggi non è una cosa che io possa sapere, so solo che proprio dalle intercettazioni furono scoperti ed arrestati.
Poi mi arrivò la notifica di conclusioni indagini qualcosa del genere, e lui fu rinviato a giudizio sulla base della mia querela (quella che secondo il primo luogo in cui la presentai non vi erano reati, preveggenza, senza leggerla), chiaramente nel frattempo era stato arrestato, è poi emersa una malattia grave che probabilmente lo aveva già colpito, ma era arrivato allo stadio terminale.
Fece in tempo a farmi arrivare le scuse attraverso una persona, poco tempo dopo è deceduto.
Non è arrivato a nessuno dei due processi ed il mio si chiuse per sopraggiunta morte del reo.
Ecco sicuramente se il pm avesse portato avanti la querela di molestie che era contro ignoti da identificare da una semplicissima acquisizione di tabulati si sarebbe probabilmente evitato altro dolore. Probabilmente non ci sarebbe stato alcun accoltellamento a quell'uomo, ne reclutaggio di personaggi discutibili. Perché?
1) perché quando smisero quelle chiamate moleste avevo informato solo lui di aver presentato denuncia querela; sono cessate il giorno stesso in cui glielo dissi. Perché glielo dissi? Perché credevo realmente fosse capitano dei carabinieri come diceva a chiunque eccome disse ad una mia vicina di casa ex collega di sua madre. Tanto che in mia presenza la vicina gli disse "ah è vero tua madre mi ha detto che fai il carabiniere".
Probabilmente glielo aveva detto prima che venisse allontanato dalla polizia però il giaccone consumato che mi fece vedere era dei carabinieri non della polizia. Quindi quale corpo avesse vestito prima non è dato sapere;
2) se si fosse indagato su quella querela di molestie telefoniche si sarebbe arrivati molto prima a sapere ciò che è emerso quando a qualcuno è costata quasi la vita. Infatti da due anni mi chiedevo cosa volesse questo da me sulla storia del "prete" è perché insisteva nel chiedermi se volevo ci pensasse lui ed io gli risposi "ma da quale parte stai tu???  Sei un carabiniere o stai dall'altra parte?"
Magari sarebbe emerso ciò che io non riuscivo da sola a capire.

Praticamente questa persona poteva essere fermata prima che arrivasse a cercare un tale per uccidere un uomo, fortunatamente il ragazzo non è morto nonostante la gravita dell'aggressione che ha subito e magari la donna che gli ha dato retta non lo avrebbe fatto se il tale fosse stato scoperto quando depositai la querela delle molestie.

Questi sono i rallentamenti della giustizia che poi mettono a rischio delle vite a cui non si fa in tempo a proteggere.

Ecco perché sono certa che quel pm al tempo prese un grande abbaglio, i pregiudizi non fanno bene a chi vuole esercitare il proprio ruolo con efficienza. Tutte queste cose sono in procura. Si rintracciano tutte. Il processo invece sul tentato omicidio mi pare sia attualmente in corso.

sabato 15 aprile 2017

2017 anni

Dopo 2017 anni ancora gli uomini non sono in grado di usare la forza dell'amore.
Lo vediamo in ogni campo, da qualsiasi estrazione, di qualunque cultura.

venerdì 14 aprile 2017

Fissata udienza per risarcimento di ingiusta detenzione patita in carcere negli anni 2003/2005

A seguito dell'istanza depositata direttamente al Procuratore capo di Roma nel giugno del 2016 di circa 300 pagine, in cui il Procuratore dott. Pignatone veniva reso edotto di azioni poco chiare avvenute negli anni a partire dal 1990 fino al 2015, riguardanti più procedimenti penali con conseguenti carcerazioni e assoluzioni passate in giudicato e di cui non si sapeva nulla rispetto al risarcimento spettante.
Il risarcimento del danno è obbligatorio verso chiunque subisca l' ingiusta pena patita della carcerazione senza contare l'aspetto morale e psicologico di una persona che viene privato non solo della propria libertà personale, ma anche mentale, è stata fissata, quindi, l'udienza per il risarcimento del danno per l'ingiusta carcerazione patita negli anni 2003/2005 di cui nessuno 12 anni fa e finora  aveva dato alcuna comunicazione ne scritta ne verbale sul motivo per cui non fu dato.

Sapere il motivo per cui il risarcimento non fu dato alla persona arrestata ingiustamente, avendo assodato con assoluzione in appello passata in giudicato, che le accuse di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni erano assolutamente false, mentre fu risarcita nell'immediato l'altra persona accusata dei medesimi fatti con una somma di circa 80 mila euro è qualcosa che si deve sapere.
In fondo quella donna fu fatta salire in casa proprio dall'altra persona e proprio con la stessa ebbe una lite, tanto che l'unica persona dei due che otterrà il risarcimento è la persona che invece viene condannata per le lesioni. Mentre la persona assolta da tutti i capi di imputazione non otterrà nulla. Meno che mai le scuse.

Quel procedimento è riportato in questo blog in molti dei suoi passaggi ambigui. Tipo la sparizione della consulenza che esclude qualsiasi violenza sessuale subita, e la contestuale sparizione del ginecologo che l'aveva redatta.
Viene sostituito il pm titolare dopo che questo elemento emerge durante una delle udienze a ben 10 mesi di carcere già scontato.
Emergono due date di arresto fatte entrambe in casa della persona quando in realtà l'arresto era stato uno solo e per accollo di evasione non per violenza sessuale.
Nel processo si parla di una medicazione di un taglio al mento, ospedale in cui la persona arrestata non fu mai condotto.
Nel 2015 si viene a conoscenza di un documento del DAP in cui non risulta nessuna data riportante nessuno dei due giorni di quegli arresti ma spunta una data due mesi dopo che in realtà non esiste.

Al momento faccio i miei complimenti al Procuratore capo dott. Pignatone per la celerità di verificare detta istanza con la speranza che si faccia luce anche sul metodo che ha portato in carcere una persona (due) e condannate in primo grado dal giudice Sante Spinaci nonostante era già evidente che l'accusatrice aveva mentito come dimostra appunto l'emissione delle motivazioni di assoluzione piena in appello.
Una parte è screnshottata (foto allegata) sul lato sinistro del mio blog.

Un altro dato importante che è stato posto all'attenzione del Procuratore capo di Roma è la richiesta di comprendere il motivo per cui le "informative delle ff.oo" continuano ancora a tutt'oggi (2016 era il momento in cui fu depositata l'istanza ma temo che dette informative ad oggi non siano state corrette) a riportare reati mai commessi; e dei quali non esistono neppure procedimenti; e dai quali si è stato assolti un decennio prima (esempio quello di cui all'oggetto di questo post).
Inoltre nelle informative risulta un altro dato falso e del quale non si comprende da dove sia stato attinto.
Riportano "ubriachezza" ad una persona che non solo è astemia ma allergica all'alcol sia da contatto che da ingerimento, allergia che ha da quando era bambino. Di questo stralcio parleremo più avanti poiché fa parte della prosecuzione di persecuzione giudiziaria subita dal ben prima del 1990 al 2015/2016/2017.

sabato 8 aprile 2017

Nonostante "Mafia Capitale"....accade davvero....

Quando ero più piccina, credevo che esistesse una parte di gente poco seria e poco incline alle regole, e che potesse contarsi sulle dita di una mano. Ciò che non credevo era invece il numero spaventoso che c'è, pensavo più ad una percentuale (fisiologica) di gente, di quelle che in tutto il mondo ci sono. Gli "irriducibili".
Crescendo invece ho constatato che sulle dita si possono contare invece solo poche e sempre meno persone oneste.

Nonostante si stia celebrando un processo che sulla cronaca è denominato "mafia capitale" mi pare di aver visto e sentito che molte pessime abitudini siano ancora in uso.
Da ciò che ho visto pare essere un diritto acquisito.
Ci sono proprio dei nominativi per cui tanti sanno che ha di prassi bloccare delle domande per poi sbloccarle solo se....
E qui il punto chiave: se queste persone, stranote a tanti ma tanti per il metodo utilizzato, sono ancora lì e nessuno li vede o vuole vedere, può sicuramente creare uno status in cui quel metodo di "ungere gli ingranaggi" che lo stesso inceppa, sia lecito.

Poi riguardo il processo mafia capitale e comprendo che forse il reato non è tanto che ungevano o/e si facevano ungere, a destra e a manca, ma che si parlava di utilizzare violenza, come se solo dare ed avere l'eventuale mazzetta non fosse un reato gravissimo?

Bloccare gli ingranaggi per costringere la gente a ungerti è già violenza. Condizionare, bloccare, è violenza. Di certo ancora nell'ordinamento giuridico penale è di fatto reato. Ricordo che la corruzione non è stata depenalizzata.

Ma qui bisogna fare attenzione ad un dato. Pochi giorni fa è capitato un tale che voleva estorcere denaro ad un anziano. Le forze dell'ordine ne erano a conoscenza poiché vi erano più denunce querele depositate. Queste persone avevano aggredito con violenza l'uomo anziano sempre per pretendere denaro.
Ebbene per mesi si è attesa l'applicazione ai soggetti di una qualche misura che il magistrato avrebbe dovuto richiedere al gip. Nulla.
Il cittadino deve aspettare.
Nonostante le querele questi soggetti continuavano a pressare l'anziano.
Pretendere denaro e ritiro di querele.

Ecco in tutto ciò non ho visto niente di utile fatto dalle autorità. Niente.
Uno disse che è estorsione solo se vi sono minacce gravi, qui ci sono state minacce gravi più aggressione il tutto perché volevano denaro. Iniziamo con una richiesta di 80mila euro ed alla fine ne chiedono poco più di 2 mila e ritiro delle querele, per lasciarlo in pace.
A mio avviso questa è estorsione.
In ogni caso se come penso ci sono reati procedibile d'ufficio sapremo che le Autorità ci sono

Quando si dice che lo Stato non c'è ci si riferisce a fatti concreti ed i fatti concreti in cui non agiscono per tempo sono in crescita.

Un altro esempio più tenue
Ma che rende l'idea di come è assurdo questo Paese:
Un libero professionista che ottiene un mandato di vendita immobile. Si presenta un potenziale acquirente che propone un'affitto con riscatto, il proprietario sottopone all'agenzia la proposta ricevuta e parallelamente gli passa il contatto.
L'agenzia non andrà mai sul posto con il potenziale acquirente. Passa il tempo e non si incontrano. Il potenziale acquirente richiama il proprietario e chiede come deve fare. Il proprietario contatta l'agenzia per capire se hanno avuto questo appuntamento con il potenziale acquirente. Non ancora lo faremo. Volevano che la persona di recasse in agenzia senza fare il primo incontro sul posto.

Il proprietario richiama l'agenzia, il proprietario sta di fatto facendo il lavoro dell'agenzia, e presenta la proposta ricevuta. L'agenzia nella persona di colui che è responsabile di quella vendita  risponde che gli va bene. Al posto di quell'immobile accetteranno di venderne un altro. Viene abbassato il prezzo del secondo immobile proprio per dare modo all'agenzia di poterlo vendere al posto del primo.
Il proprietario per questo passaggio perderà quasi 20 mila euro di potenziale vendita.

Un altro amico del proprietario si presenta per acquistare il secondo. Notare che nessuno di questi contatti avviene per mano dell'agenzia. Entrambi avvengono per il passaparola fatta ad una sola persona dal proprietario.
Contestualmente si presenta anche un altro vicino di immobile interessato ad acquistare, ma oggi sostiene che l'agenzia non lo abbia più richiamato. Il proprietario nonostante lo abbia incontrato non ha stretto accordi, poiché doveva farlo l'agenzia. Così gli fu detto.
Quando si chiuse il primo accordo con tanto di più consultazioni con l'agenzia, a seguire uno dei referenti gli disse che aveva trattato da solo quando invece fu fatto in presenza di testimoni in costante contatto con l'addetto.
Dato che loro non riuscivano ad incontrarsi con il potenziale acquirente che fisicamente stava a pochi metri dall'immobile, per cui recandosi li lo avrebbero trovato tutti i giorni. Così come lo trovava il proprietario.

Alla fine della fiera l'agenzia che nel frattempo doveva pagare dei lavori fatti fare al proprietario, gli scala tutta la somma adducendo che deve prendere la parcella sulla prima trattativa, questo dopo aver ottenuto un abbassamento di prezzo di circa 20 mila euro sul secondo immobile che andava in sostituzione del primo.
A distanza di pochi mesi chiesero un altro servizio nel campo lavorativo del proprietario e quando lo stesso gli dirà: prima si paga e poi viene svolto,
il tizio asserirà che vuole un altro 10% sul primo immobile (avendo abbassato il prezzo del secondo immobile era già quello l'accordo che compensava anche se da compensare in realtà non c'era nulla) per cui non paga il servizio che chiede.
Un 10% che non esiste ne era mai stato menzionato in precedenza, non è dovuto.

Il proprietario formalizza il tutto per iscritto e se il tizio vuole il servizio stavolta lo deve pagare. Vuole beneficiare dello sconto di chi ha contratti dissi mensili senza impegno fisso, ed in più compensare con crediti inventati al momento.
Così come si fa pagare il suo lavoro.
Tranquilli, sapendo di dover pagare prima il lavoro non lo farà più fare. Si dice "c'ha provato".

Dai pochi esempi riportati, vediamo il numero di persone che hanno un concetto stravagante di denaro, lavoro, rispetto, correttezza, etica,ecc sono sempre più evidenti.
Un lavoro di svolge bene quando da ambo i lati ci sono persone che si impegnano per ciò per cui ci si presenta, non si cambiano gli accordi unilateralmente ed in corsa se non per iscritto ed a seguito di una eventuale proposta bilaterale. . Queste cose dovrebbero insegnarle a scuola o al catechismo o/e ai "catechisti"... per dire, ovunque affinché inizino a dare un insegnamento ai più giovani diverso da quello attuale.

Oppure un altro episodio, questo è documentato da sentenza penale.

Un tizio che lavora in un comune denuncia una persona per oltraggio a pubblico ufficiale. Sentenza dice "il fatto non sussiste". Questa persona ora deve risarcire i danni alla persona che aveva accusato. Ma di fatto cosa voleva quel giorno il tizio del Comune? Perché gli fu detto "oggi non è proprio giornata".... ne riparleremo più avanti.

Pochi esempi citati hanno dato un quadro di come viene gestita grande parte del lavoro in Italia, in un paese dove già persino il termine stesso "lavoro" sta scomparendo.
Ma cosa permette a qualcuno di bloccare ingranaggi a chi vuole aprire in attività? La burocrazia macchinosa. Esatto.
Semplificarla ridurrebbe la possibilità a qualcuno di imporre di ungere.
Poi ovviamente non tutti ungono. Vero.
Così invece di aprire nei tempi giusti apri un'attività perdendo mesi e mesi oppure ci rinunci. Fai più giri che non faresti se non ti bloccano.
Facile la soluzione: chi governa dovrebbe eliminare passaggi inutili o monitorarli.

È un discorso talmente sentito e talmente radicato in questo paese che pare persino banale, io invece lo reputo gravissimo.




domenica 2 aprile 2017

La purificazione del tempio

[13]Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. [14]Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. [15]Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, [16]e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». [17]I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora[18]Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». [19]Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». [20]Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». [21]Ma egli parlava del tempio del suo corpo. [22]Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

domenica 19 marzo 2017

Innocente fino al terzo grado di giudizio, ma la realtà non è proprio così

Che l'Italia sia un paese molto strano chi ci vive se ne rende conto ogni giorno.
Che chi occupa gli scettri del potere nelle varie competenze e lascia gli errori senza aver tempo o voglia di correggerli (sulla pelle di altri, a volte raramente persino di loro stessi) è un altra consapevolezza.
Siamo in un paese dove un criminale rischia meno di un innocente che capita nelle maglie della giustizia per caso o per solo di qualcuno.

Un paese che di fatto ha invertito il principio di essere innocenti fino a condanna definitiva passata in giudicato attuando negli errori giudiziari l'esatto inversi. Diventa l'accusato colui che si deve scagionare da accuse false. Nel mentre la vita gli viene rovinata.
Gli errori giudiziari a tutt'oggi noti in Italia sono 1000 ogni anno; in questi non sono contemplate le false accuse con metodi stravaganti tipo costruzione di documentazione che favorivano processi in contumacia senza che l'imputato abbia contezza di essere processato. Poi abbiamo l'azzardo. Il secondo tentativo non ha neppure la costruzione documentale che giustifichi tale rinvio a giudizio e neppure informazione alla parte di essere imputato.


A. M. F. è una tristissima realtà di cui temo chi di competenza non ha alcun interesse a sistemare nonostante si sappia e di riesca a documentare anche chi lo fa con dolo.
Stesso vale per chi ha l'onere di aggiornare i c.d. carichi di polizia, ve ne sono alcuni in cui riportano accuse mai ricevute e delle quali non si è mai stati indagati, reati gravissimi, o quelli dai quali si è stati assolti con formula piena passata in giudicato "il fatto non sussiste" (significa che l'accusa era falsa e il reato in realtà lo aveva fatto chi accusava) resta in carico a chi ne viene assolto. O sempre nei carichi di polizia "ubriachezza" senza un fermo in tale senso a persona non solo astemia ma allergica ad ogni forma alcolica da ingerimento e da contatto.
Già trovare chi ne deve rispondere di questi carichi e correggerli sarebbe un miracolo in questo paese; questi carichi di polizia hanno un valore di pregiudizio sulla persona anche se gli stessi sono falsi. Ecco perché è gravissimo che il nostro stato non faccia nulla per correggersi.

Ritorniamo a dire che in Italia uno che delinque davvero ha più possibilità di cavarsela proprio a causa dei disservizi sopra accennati, mentre si perde tempo a cercare prove verso persone in cui solo dopo anni di scopre essere innocenti.

giovedì 16 marzo 2017

Da un documento ufficiale del DAP (dipartimento amministrazione penitenziaria) emerge che...

Di recente scoperta

Su un documento ufficiale del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria di Regina Coeli non emerge la data dell'arresto del 19 agosto 2003 di cui ai miei articoli che ho sotto riportato.

Sul documento del DAP risulta invece la data di ottobre 2003 (una data che non esiste in nessuna condanna) e non vi è traccia dell'arresto avvenuto il 19 agosto 2003 con l'ingresso effettivo in carcere (di cui al documento con firma di avvenuta consegna dal carabiniere al carcere per la falsa accusa che porterà all'assoluzione piena dopo aver scontato 1 anno ed 8 mesi di ingiusta carcerazione).

Non risulta quindi solo l'errore dei due arresti laddove ce ne fu uno solo;
non risulta nessuna traccia neppure della medicazione del profondo taglio al mento in pronto soccorso riportata agli atti, taglio che dopo anni non riporta alcuna traccia di punti di sutura che dato la profondità sarebbero stati obbligatoriamente messi se vi fosse stata effettivamente una medicazione in pronto soccorso;
e non risulta traccia al DAP della data di arresto essendo invece riportata una data risalente a due mesi dopo (ottobre 2003).
Strano no?

Essendo questo documento ufficiale del DAP presente su un altro anomalo procedimento con ulteriori accuse false, documento che tra l'altro riporta la data di scarcerazione ma si guarda bene dallo scrivere che tale scarcerazione avviene per assoluzione piena da tutti i capi di imputazione,
vizierà e sarà pregiudizievole nel procedimento in cui viene acquisito per affermare una recidiva specifica che invece non esiste.
SEGUIRANNO ulteriori aggiornamenti. 

Parte 3) Stazione carabinieri Divino amore : mar. Bennici Sergio, car. Cicala Annibale, car. Spedalieri Arturo, ecc...

Dopo il racconto sommario dell' arresto verso un innocente, ora un articolo in cui lo stesso racconto tratta caso per caso gli eventi di quella storia.
Già la precedente, nei lettori di FB, ha aperto un serio interrogativo: a chi faceva comodo quell' arresto?

Chi dovevano accontentare? La tossica fu usata o lo fece di sua iniziativa l' accusa?

A me, Monia Lustri, questi interrogativi vengono e non escludo essere molto verosimili, molto poco credo oramai alla storiella dell' errore umano.
Con la storia degli errori umani ci si marcia un po troppo.


Parte 2) la Stazione dei Carabinieri del Divino Amore e l' arresto "memorabile" parte 2

Siamo arrivati al punto in cui tra l' udienza del 30 aprile e quella del 21 maggio cambiano il PM dal Dott. Carlo Lasperanza al Dott. Roberto Staffa.

Il PM Roberto Staffa sarà arrestato qualche tempo più avanti, per altri motivi, lo si apprende dalla cronaca.

Si parlava di "ecchimosi" la querelante aveva dei lividini sulle gambe (sotto il ginocchio) ed uno sullo zigomo destro.
Bene, dato che le due donne se le diedero di santa ragione ci sta.
Cosi dichiarano anche medici e periti. Viene infatti specificato che la natura può essere di qualunque motivo non per forza atto sessuale.

Considerando anche che la lite effettivamente avvenuta tra le due donne, non è stata praticamente sfiorata durante il processo. Per fortuna che ci sono Giudici più obiettivi, in questo caso in Appello.

Mentre veniva escussa la dottoressa che per prima ha visitato la L. Lizzi (nome di fantasia), risponde in merito alla consulenza da lei avuta quel giorno, dice, quindi, che era difforme da quella che aveva in mano li in udienza.

E dice " no, a memoria, cioè io avevo proprio una consulenza: una consulenza redatta diversamente, non come questa"

Ed essendo "questa" un' altra presunta consulenza richiesta dalla medesima dottoressa, non sfugge che non viene menzionata come eventuale altra consulenza, quindi una consulenza che non ricorda.
Nessuno in udienza chiede di risalire a quella firma indecifrabile senza timbro.

Considerando che è il documento sul quale si basa la condanna di primo grado emessa dal Giudice dott. Sante Spinaci, in cui si evince quanta importanza viene data alla medesima consulenza a firma ignota.
Mentre il documento che esclude la violenza redatta dal ginecologo e dirigente non veniva né acquisito, né menzionato.

Impossibile che possa essere sfuggito in quanto nel passaggio di escussione dell' udienza del 23 giugno (10 mesi in carcere degli imputati) il teste, ginecologo poi rintracciato, riferisce :

"....ma mi fu anche obiettato, dall' agente di pubblica sicurezza - dottore - ed io ho detto - guardi, mi spiace ma io personalmente...non mi sembra di vedete lesioni in maniera apparente. Abbiamo fatto lo striscio culturale a fresco e vediamo che cosa esce fuori da questi tamponi".
I tamponi sarebbero quelli fatti dalla biologa, quindi un documento che integrava la consulenza del ginecologo, non a se stante.

Trovo singolare che nella comunicazione dei fatti in procura, in nessun punto viene né menzionato, né riportato il parere negativo del ginecologo.

Non era un medico secondario, ma una consulenza principale.

Ricordiamo al lettore che la querelante durante il processo alterna violenza vaginale ad anale, mentre al pronto soccorso dopo l' esito negativo vaginale dichiara anale.

Si farà passare, inviandola in procura, la "consulenza" dei vetrini (tamponi) della biologa, come consulenza ginecologica.

Eppure l' agente di pubblica sicurezza OBIETTA al ginecologo l' esito, poi nemmeno qualche ora dopo dimentica persino la sua esistenza. Tra parentesi il ginecologo era un uomo, la biologa una donna.

Nella trasmissione atti dalla stazione del Divino Amore alla procura verranno spediti solo:

Il documento di primo soccorso della dottoressa che la vede per prima;
La presunta consulenza chirurgica a firma ignora e priva di timbro;
E l' esito dei vetrini (tamponi) della biologa che chiameranno consulenza ginecologica e che tale non era.

Altro dato: quando il PM Lasperanza nomina il suo perito, non avvisa le parti accusate, cosi la perizia della procura avverrà senza la presenza del perito delle parti accusate.

La perita pare fosse un "tenente colonnello" delle assicurazioni, non si è compreso. Dott.ssa Liviero.

In compenso all' udienza del giudizio direttissimo il 19/08 per decidere in merito alla convalida degli arresti sarà ascoltato l' appuntato Annibale Cicala.

Riferisce che il Giuseppe aveva un taglio sul mento (profondo) e che lo portano in ospedale per farlo medicare.
Questo durante l' arresto.

In realtà dalle carte risulterebbero due arresti. E più perquisizioni in casa. Lo vediamo nel dettaglio più avanti.

Il Cicala non dice quale sia l' ospedale e nessuno glielo chiede.

Non indica neppure il giorno della medicazione. Nessuno glielo chiede.

Però gli viene chiesto più volte di essere preciso sulla sera in cui alle 23 erano passati a fare il controllo.

Le date degli arresti riportano dei passaggi poco chiari.

Intanto l' arresto è avvenuto una sola volta, non due.

Quindi si presume il primo arresto del 18 agosto per evasione e qui una serie di caserme stazioni girate, processo per direttissima, ospedale, carcere. Nessun ritorno a casa.

Come sarebbe avvenuta la perquisizione del 19 agosto alle 21,30 se alle 22,20 era stato portato in carcere a regina coeli? Son passati prima da casa?
Aveva una licenza fra un arresto e l' altro?

Il Cicala dice che al momento dell' arresto "erano le 9 e 20 e ha aperto la "moglie" .
Non specifica il giorno. Inutile dire che nessuno glielo chiede.

Riprendendo la nota di trasmissione invece si legge:

"Il G.V. veniva rintracciato presso la propria abitazione mentre la A. P. e' stata rintracciata alla stazione termini.

Interessante passaggio.

Il pubblico ministero infatti si trattiene proprio su questo singolare fatto chiedendo al Cicala se avesse aperto la porta la "moglie" e il Cicala risponde più volte si.

Perfetto ma che c' erano stati due arresti nelle carte nessuno se ne è accorto?
Nessuno fa indicare date?

Nu cazz.

Ricordiamo che gli arresti avvengono poiché si riporteranno consulenze positive alle accuse della Lizzi.

Chiaramente nessuno dirà che la Lizzi aveva già tentato altre svariate denunce per violenza sessuale altre volte.
La Lizzi era pluripregiudicata per cui nelle famose informative appare strano non esserci questa sua "abitudine".

Ma in udienza 5 mesi dopo gli arresti il Cicala dirà in riferimento agli esiti delle consulenza del 18 agosto
"Si si abbiamo atteso l' esito della ginecologica dove data esito negativo...."

Non lo ha però dichiarato in sede di convalida arresto.

Il difensore fa presente che "...gli accertamenti e quanto riferito nell' informativa è difforme dal vero".

Nelle copie del fascicolo presente in appello mancano delle pagine e si nota l' assenza poiché la numerazione è progressiva nonostante alcune pagine non ci sono.
A mancare è proprio la pagina in cui il Cicala durante interrogatorio risponde in merito alla perquisizione fatta in casa del sig Verdi.

Si capisce dall' inizio della pagina successiva a quella mancante. Ma non si sa cosa ci sia stato scritto.

Segue il Cicala all' udienza del 07 gennaio dicendo che il ciondolo (chiavi) viene ritrovato in un cofanetto di colore argento posizionato all' interno del soggiorno.
Quando il soggiorno è a vista appena si entra dalla porta di ingresso e le suddette chiavi erano in un piattino argentato, oggetto in cui si ripongono, appunto, oggetti o chiavi, sul mobile del televisore. Proprio appena entrati in casa.

Questa dichiarazione contrasta con quella del 19/08 in cui scrivono che "perquisizione domiciliare esperita consentiva di rinvenire occultate in un cassetto chiavi appartamento...."

Ma la famosa maglietta non la cerca nessuno, ne nessuno chiede alla querelante la descrizione.
La Lizzi si attribuisce la proprietà di scarpe da ginnastica. Per questo il sequestro delle scarpe ha il rifiuto della firma.

Interrogato il carabiniere Pozzuto dice di aver partecipato solo al fermo del Verdi e relativa perquisizione domiciliare. Sembrerebbe appartenere all' arresto del 19. Infatti pure lui non specifica il giorno, ne gli viene chiesto.

Il pubblico ministero rileva di voler sentire il maresciallo Bennici in merito alla presenza del "fantomatico ginecologo" (uso testuali parole).

Quindi il maresciallo Sergio Bennici interrogato dirà "..l' accertamento fondamentale è stato il referto medico, i referti medici anzi, perché ci sono stati due o tre referti medici...."

Poi aggiunge che le famose chiavi, che il Cicala chiama ciondolo, sarebbero state rinvenute dentro la scatola del sale. Addirittura in cucina quindi.

La denuncia della querelante è interessante poiché porta la firma dell' ultimo foglio a oltre 20 centimetri più in basso della fine del rigo. Di solito la firma va apposta sotto la scritta DENUNCIANTE non a 20 centimetri sotto.

Dettagli.

Nella richiesta si convalida del fermo ed emissione ordinanza di custodia cautelare in carcere vi è un grande errore di trascrizione.
Nel far presente al giudice per il processo per direttissima il fine pena, non sarà scritto 1 settembre dell' anno in corso, ossia pochi giorni dopo, ma scriveranno un anno dopo.

Mentre nel foglio indagini delegate la data risulta quella effettiva, 13 giorni dopo il presunto fatto che farà fare 1 anno ed 8 mesi di carcere a Giuseppe ed Antonia.

In appello Giuseppe sarà assolto su entrambi i capi di imputazione:

Capo 1 (concorso e violenza sessuale) perché il fatto non sussiste

Capo 2 (lesioni)
Per non aver commesso il fatto

Mentre Antonia verrà condannata per il capo 2, lesioni ed assolta per il capo 1) in quanto il fatto npm sussiste.

Giuseppe non ha ottenuto alcun risarcimento per ingiusta detenzione di 1 anno ed 8 mesi di carcere a Regina Coeli, non ha avuto alcun risarcimento della pena ingiustamente patita.

Antonia ha ottenuto un risarcimento di euro 80 mila circa, pur avendo a suo carico dei precedenti penali.

Ad oggi non si è a conoscenza del reale motivo per cui non fu dato al Giuseppe il risarcimento spettante. Alla procura non risulta la motivazione.

Dalle carte invece non vi è alcun interrogatorio (forse era in malattia?) ad uno dei carabinieri presenti a più momenti, l' appuntato Arturo Spedalieri. Magari sa chi era l' operante che ha obiettato il ginecologo? O forse fu proprio lui a ritirare i documenti in ospedale da inviare in procura?
Sarebbe interessante sapere di più.

Per cui torniamo di qualche anno i dietro nel racconto, poiché quando ci fu questa curiosa accusa di violenza sessuale e sequestro di persona da chi aveva a suo carico più denunce dello stesso tipo verso agenti di pubblica sicurezza o guardia di finanza o guardia forestale, era in corso un' altra indagine. 24 anni di indagine. Probabilmente si auspicava la condanna?
A conti fatti sono circa 40 anni di accanimento giudiziario sulla medesima persona. Ma da chi parte? Quale è il motivo per distruggere la vira intera di un essere umano?

Ecco questo processo con assoluzione piena è importante per tre motivi:

1) che molte cose importanti accadute nel processo cadranno nel vuoto, tipo: dopo aver scoperto che la Lizzi ha mentito andava denunciata per calunnia, cosa che non verrà fatta da parte della procura, ne lo permetteranno a chi ha patito danno ingiusto avendo applicato l' art. 530 si è impedito di procedere verso la menzognera. E che la tipa era avvezza di questo tipo di denunce era oramai chiaro.

2) che la firma ignota di un documento importante che a questo punto non si sa se fosse vero non verrà attenzionato, motivo per cui non si cercherà il responsabile o l' autore.

3) ed infine si fa notare che nonostante l' assoluzione passata in giudicato e quindi definitiva, le informative delle forze dell' ordine, a tutt' oggi, 2016, continuano a riportare nel nominativo del signor Giuseppe Verdi precedenti quali violenza sessuale e sequestro di persona, nonostante non esistano sui carichi pendenti.
Ma c'è di più, notare che il rinvio a giudizio dei due capi di imputazione, non riportano affatto il sequestro di persona, in quanto già su questo fatto la tizia non venne creduta.
Quindi come mai le informative riportano tali "precedenti" mentre non riportavano le abitudini della Lizzi di querelare per violenza sessuale persino le "guardie".