sabato 18 febbraio 2017

Ilaria Cucchi

Sono partita da sola, quel pomeriggio, all'obitorio di Roma.
Le urla dei miei genitori nelle orecchie quando hanno visto quella salma protetta da una teca di vetro. Quella visione di fronte a me di quel corpo che non era più Stefano.

La corsa a trovare l'avvocato che avevo visto per
caso in tv battersi per la morte di un ragazzo a Ferrara durante un fermo di polizia.

E poi, e poi sette lunghissimi anni di battaglie per la dignità della vita di un uomo che era stata calpestata, distrutta e negata in tutto quel "disvalore sociale " che le veniva attribuito dalla stessa Giustizia di cui era rimasta vittima calpestata.

Sette anni di lotta all'arroganza del potere, sette anni di ribellione all'ignoranza del populismo e del luogo comune.

Sette anni di ricerca della verità e, soprattutto, dell'umanità nelle aule giudiziarie.
Orbene, in questi sette anni non sono mai stata sola ma circondata dal l'affetto delle persone che lottavano insieme a me.

Dall'affetto della gente che continua a fermarmi per strada, a scrivermi ed a seguirmi sulla mia pagina ufficiale di Facebook. In certi periodi. sono stati con me collegati fino ad oltre 10 milioni.
La voce di tutti era una sola: "Ilaria sei brava! Non ti arrendere! Vai avanti, sei grande! Ilaria sei tutti noi!"

Il calore della gente, l'amore delle persone che ho incontrato mi hanno scaldato il cuore.

Stefano, mio fratello, era morto nell'indifferenza di coloro che avrebbero dovuto proteggere la sua vita e salvaguardare i suoi diritti civili.
Stefano è stato fortunato perché è uscito dall'anonimato di morte della quale doveva essere considerato colpevole. Tanti altri non hanno avuto uguale fortuna. Sono rimaste vittime, anonime, calpestate ed ignorate.

Gli ultimi.
Coloro i cui diritti fondamentali sono tranquillamente considerati sacrificabili nel nome di presunti interessi superiori.

In questi sette anni ho imparato tanto.
Voglio fare qualcosa. Non posso rimanere indifferente a tutto questo indipendentemente dal fatto che potrò forse avere giustizia per mio fratello. La verità l'abbiamo già.
Ma questa vita distrutta e questa mia esperienza non possono avere solo questo significato. No. Non possiamo fermarci qui
Per questo domani ci riuniremo tutti insieme nell'associazione che porterà il nome di mio fratello. Ci siamo

Nessun commento: