martedì 25 aprile 2017

A Roma analisi sul sociale di alcuni municipi

In questo post riporto un solo caso avvenuto in un municipio di Roma, lo riporto affinché si faccia una verifica mirata da parte di chi ne ha le relative responsabilità.
L'analisi l'ho effettuata su metà dei municipi, ne mancano ancora molti.
Alcuni operano nel sociale in modo impeccabile, mentre in un paio ho ravvisato qualcosa che non mi quadra.
Spiego:
Seguiamo un utente che ha tutti i requisiti, suo malgrado, per accedere ad un aiuto da parte del municipio di appartenenza.
Gli viene presentato un progetto della durata di un anno. Vi assicuro che ci sono in corso progetti che sfiorano o superano i 10 anni. Questo perché si innesca un circolo vizioso dettato da uno stile di vita che non conduce l'utente all'energia di riaffrontare una vita normale.
Il circuito che si innesca è: dormitorio; mense; docce (tutte finanziate); sovvenzione mensile erogata a posteriori bimestralmente, rinnovabile di anno in anno; una tantum in aggiunta di solito tra Natale e capodanno. Di tutti questi progetti sono curiosa di sapere chi lo ha terminato positivamente.

Dunque un municipio ha invece optato giustamente per terminare il progetto iniziando inserimento al lavoro: borsa lavoro. Questo farebbe si che l'utente si impegni a gestirsi autonomamente e non restare a carico del Comune a lungo termine.
Questo è l'esempio positivo su uno dei municipi di cui sopra.

Vi è invece un altro municipio in cui si presenta con idonea documentazione un utente, chiede borsa lavoro, avendo saputo che sono state riaperte. La borsa lavoro offrirebbe la possibilità di rientrare nel modo del lavoro e quindi mantenersi per proprio impegno.
Chi presenta all'utente il progetto gli dirà che è preferibile un sostegno di un solo anno per aiutarlo a prendere una casina in affitto. Intanto fai questa. L'utente tornerà con una bozza di contratto, ha trovato una casa bilocale, arredata completamente ad euro 400,00 al mese.
Riceve la seguente proposta di progetto: per 12 mesi ti aiutiamo con 450,00 euro al mese più 800,00 per far fronte alla caparra. Solo 1 anno. L'utente dice che preferirebbe la borsa lavoro, gli viene risposto che è uguale, la cifra è la stessa. A seguito dell' insistenza della proposta del l'assistente sociale di non applicare la borsa lavoro, l'utente accetta l'altro progetto.

La matematica non è un opinione 450,00X 12 fa 5400,00 euro più 800,00 fa 6200,00 euro.
In commissione ci va a gennaio 2017. Viene comunicato all'utente che il progetto è stato accolto e che l'erogazione sarebbe avvenuta entro al massimo fine febbraio o i primi di marzo 2017. A fine aprile 2017 non se ne sapeva nulla ma si scopre che sarebbe stata stanziata la somma di euro 2000,00 non 6200,00. Decade per cui ipotesi di prendere una casina. 2000 euro : 12 mesi sono la bellezza di 166,00 euro al mese. A richiesta spiegazioni l'ass. sociale negherà che gli fu chiesta la borsa lavoro e che comunque la somma è la stessa. Non è vero, la borsa lavoro non da 166 euro al mese. Ne da 450,00 al mese per 6 mesi rinnovabile per 12 (un anno).
In ogni caso quel sussidio di euro 2000 non è comunque arrivato. Diranno che la penna della firma digitale non funzionava, per più volte nei mesi. Quando l'utente si sente leggermente preso in giro in quanto un mese prima (metà marzo 2017) gli fu detto che era stata finalmente firmata e che era stata inviata alla ragioneria e poi verso il 20/04/17 gli viene detto dalla medesima persona che c'è stato problema con la firma e non è ancora stata firmata, si reca personalmente al municipio, va al protocollo per protocollare richiesta spiegazioni, il protocollo non funziona; di reca allora dal direttore del municipio e spiega la situazione, pochi minuti dopo convocata dalla direzione arriva miracolosamente tutto firmato e spedito. Se l'utente non avesse informato la dirigenza chissà per quanto medi si sarebbe protratta ancora la storia.
In ogni caso l'utente non ha ancora ricevuto nulla. Domanda presentata ad ottobre 2016. Commissione del 30/01/2017 in cui viene accettato il progetto (se pur di meno di un terzo della somma); e nei mesi sentirsi preso in giro. Ah la bozza del contratto d'affitto non risulta più nel fascicolo.

Se il reddito di inclusione o il reddito di cittadinanza funziona così apriti cielo.
Chi governa dovrebbe monitorare queste situazioni? Anche perché la figuraccia ricade su loro non sugli amministrativi.




1 commento:

Anonimo ha detto...

Sono abituati male. Intanto sul tempo, c'è la tendenza a non snellire; sul contenuto, non c'è mai una certezza neppure dopo che si delibera; quando invece il rapporto è inverso si applicano penali, scadenze, obblighi. Alle Istituzioni Pubbliche mancano ancora le basi. Ad esempio un contributo a persona in stato di difficoltà andrebbe erogato prima o al massimo mensilmente, mai a due mesi posticipati.