sabato 2 settembre 2017

Fissata udienza per risarcimento di ingiusta detenzione patita in carcere negli anni 2003/2005

A seguito dell'istanza depositata direttamente al Procuratore capo di Roma nel giugno del 2016 di circa 300 pagine, in cui il Procuratore dott. Pignatone veniva reso edotto di azioni poco chiare avvenute negli anni a partire dal 1990 fino al 2015, riguardanti più procedimenti penali con conseguenti carcerazioni e assoluzioni passate in giudicato e di cui non si sapeva nulla rispetto al risarcimento spettante.
Il risarcimento del danno è obbligatorio verso chiunque subisca l' ingiusta pena patita della carcerazione senza contare l'aspetto morale e psicologico di una persona che viene privato non solo della propria libertà personale, ma anche mentale, è stata fissata, quindi, l'udienza per il risarcimento del danno per l'ingiusta carcerazione patita negli anni 2003/2005
di cui nessuno 12 anni fa e finora  aveva dato alcuna comunicazione ne scritta ne verbale sul motivo per cui non fu dato.

Sapere il motivo per cui il risarcimento non fu dato alla persona arrestata ingiustamente, avendo assodato con assoluzione in appello passata in giudicato, che le accuse di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni erano assolutamente false, mentre fu risarcita nell'immediato l'altra persona accusata dei medesimi fatti con una somma di circa 80 mila euro è qualcosa che si deve sapere.
In fondo quella donna fu fatta salire in casa proprio dall'altra persona e proprio con la stessa ebbe una lite, tanto che l'unica persona dei due che otterrà il risarcimento è la persona che invece viene condannata per le lesioni. Mentre la persona assolta da tutti i capi di imputazione non otterrà nulla. Meno che mai le scuse.

Quel procedimento è riportato in questo blog in molti dei suoi passaggi ambigui. Tipo la sparizione della consulenza che esclude qualsiasi violenza sessuale subita, e la contestuale sparizione del ginecologo che l'aveva redatta.
Viene sostituito il pm titolare dopo che questo elemento emerge durante una delle udienze a ben 10 mesi di carcere già scontato.
Emergono due date di arresto fatte entrambe in casa della persona quando in realtà l'arresto era stato uno solo e per accollo di evasione non per violenza sessuale.
Nel processo si parla di una medicazione di un taglio al mento, ospedale in cui la persona arrestata non fu mai condotto.
Nel 2015 si viene a conoscenza di un documento del DAP in cui non risulta nessuna data riportante nessuno dei due giorni di quegli arresti ma spunta una data due mesi dopo che in realtà non esiste.

Al momento faccio i miei complimenti al Procuratore capo dott. Pignatone per la celerità di verificare detta istanza con la speranza che si faccia luce anche sul metodo che ha portato in carcere una persona (due) e condannate in primo grado dal giudice Sante Spinaci nonostante era già evidente che l'accusatrice aveva mentito come dimostra appunto l'emissione delle motivazioni di assoluzione piena in appello.
Una parte è screnshottata (foto allegata) sul lato sinistro del mio blog.

Un altro dato importante che è stato posto all'attenzione del Procuratore capo di Roma è la richiesta di comprendere il motivo per cui le "informative delle ff.oo" continuano ancora a tutt'oggi (2016 era il momento in cui fu depositata l'istanza ma temo che dette informative ad oggi non siano state corrette) a riportare reati mai commessi; e dei quali non esistono neppure procedimenti; e dai quali si è stato assolti un decennio prima (esempio quello di cui all'oggetto di questo post).
Inoltre nelle informative risulta un altro dato falso e del quale non si comprende da dove sia stato attinto.
Riportano "ubriachezza" ad una persona che non solo è astemia ma allergica all'alcol sia da contatto che da ingerimento, allergia che ha da quando era bambino. Di questo stralcio parleremo più avanti poiché fa parte della prosecuzione di persecuzione giudiziaria subita dal ben prima del 1990 al 2015/2016/2017.

1 commento:

Anonimo ha detto...

La legge italiana ed i propri componenti faticano a dare il buon esempio. Certo, meglio tardi che mai.
Il punto è che ci provano di continuo a "risparmiare". Auspichiamo che prima o poi capiranno che i doveri sono importanti ma i diritti sono sacri.
Paolo