martedì 25 aprile 2017

Realtà - social

Girovagando su Twitter, poco fa, mi sono imbattuta in un commento dell'ex presidente dell'ordine dei giornalisti, Iacopino. Scriveva che lasciava il social in quanto ha visto troppa violenza, leoni da tastiera ecc, vi era un link allegato che rimanda a Facebook in cui sicuramente argomentava meglio, non l'ho letto.

Non l'ho letto perché da tempo non ho più alcun interesse verso ciò che scrive, dopo che pubblico' sullo stesso social che critica, una notizia ad effetto "scoop" che molti mesi prima era già stata ampiamente smentita. Quella notizia che fu anzitempo smentita aveva già colpito un gruppo di persone che a mio avviso ne furono diffamate. Ripetere la notizia come fosse vera a distanza di mesi non è sicuramente un comportamento corretto. Specie per chi dice che sul social ci sono persone violente, leoni da tastiera.

Intanto le persone violente ci sono ovunque, anche nel suo ambiente.
In secondo piano c'è da sottolineare un punto, il social è l'unico posto che fa sfogare un popolo che sta soffrendo per mano di una politica e non solo politica, sempre più arrogante.

Mentre loro possono utilizzare la "fama" di personaggio pubblico dove spesso proprio sul social alcuni di loro infamano qualche cittadino, facendo così leggere tali cattiverie ad un pubblico elevato, se l'attacco o la difesa la fa invece il cittadino, si fa intervenire sul social ad esempio una ministra dell'allora governo Renzi. A seguire al post social della ministra segue qualche testata giornalistica (conosciuta o sconosciuta) che riprende la notizia contro il cittadino. È accaduto davvero.
Mi chiedo come mai la ministra non è mai intervenuta a difesa dei cittadini infamati da personaggi più "noti".

Se io vengo infamata da una nota sul social sono libera di rispondere a tono.

Penso che il 2016 abbia segnato il livello più basso di interventi di certe persone "note" e lo stesso Iacopino con quella diffusione ne fece parte.
Per cui a mio parere, la violenza sui social spesso è innescata proprio da tali atteggiamenti.

Ci sono ancora altri esempi di gente che nella vita reale fanno una faccia tutta casa, chiesa e preghiera e dietro sono capaci di 1) raccomandarsi;  2) dichiarate il falso davanti ai carabinieri; 3) mentire per danneggiare qualcuno.
Carte alla mano.

E la violenza sarebbe sul social? Forse il social mette a nudo molte persone quando lanciano il sasso tentando maldestramente di nascondere la mano. Prima infamano poi si scusano, intanto il fango lo hanno fatto girare. Ed è proprio chi conosce come funziona il lavoro di dare notizie, obbligato a testarne la fondatezza, che le sa usare e non può sbagliare dicendo non sapevo fosse una notizia falsa. ;)



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