lunedì 29 maggio 2017

Il bullismo dal 2000 ai giorni nostri

Del bullismo avevo scritto ampiamente alcuni anni fa. Gli episodi di bullismo non avvengono solo di nascosto ma, come spesso è accaduto, avvengono in presenza di molte persone.
Un giorno mentre ero con un avvocato assistiamo ad una scena vergognosa. Dei ragazzi stavano picchiando e deridendo un loro coetaneo. Siamo subito intervenute. A dire il vero siamo state le uniche due persone ad intervenire. Gli altri, sebbene avessero figli qualcuno ancora doveva sposarsi, non si è scomposto, come fosse una cosa normale vedere tali scene.
Finisco più tardi il racconto affinché si capisca quanta omertà ci sia attorno a questi gravi fatti ed il motivo principale per cui molta gente non si impiccia.
Ad esempio vedono che a fregarsene per primi sono quelli che devono per legge intervenire e non tirare dritto con la macchina. Questo accadde quel giorno.

Finisco dopo di scrivere questa testimonianza poiché ora vorrei inserirne un altra che invece vede proprio gli adulti usare dei ragazzi, incentivarli alla violenza. È proprio questo è l'evento sul "bullismo" di cui avevo scritto ampiamente nel 2012.
Mandare avanti ragazzi a molestare ed aggredire una persona adulta affinché se la stessa avesse reagito gli adulti che sanno spargere voci false in giro avrebbero potuto dire in giro che era lei ad averli infastiditi.

Utilizzare gruppi di catechesi straordinaria per "caricare" dei giovani è qualcosa che a tutt'oggi il nostro ordinamento non persegue. Anzi. Tutela persino gli aggressori da chi osa denunciarli.
Farei fare dei corsi agli adulti furbetti di cui sopra tipo Schettino che da lezioni di come comportarsi in caso di attacchi di panico su pericolo di nave che affonda.

Dietro atti di bullismo c'è sempre un adulto che non educa i figli.

Segue.

sabato 27 maggio 2017

Cosa fare se un avvocato viola il codice deontologico forense

Tempo fa abbiamo dovuto denunciare una persona assieme ad altri personaggi. I reati riscontrato dai carabinieri sono molti.
C'è un codice deontologico che un avvocato non può non conoscere.
Chiaramente non si tratta del nostro legale ma di quello della parte querelata.

L'articolo 41 del medesimo codice forense riporta espressamente le modalità di comportamento che si possono tenere verso i clienti del collega.

L'avvocato di una persona querelata non può contattare direttamente e senza chiedere prima autorizzazione al collega la parte che ha querelato il suo assistito.

L'avvocato del querelato può solo contattare il legale dell'altra parte. Se necessità di qualcosa può farlo per iscritto e tale richiesta deve essere inviata anche al legale della parte avversa.

Non può trovare giustificazione neppure farlo sulla base di eventuale remissione di querela poiché potrebbe essere scaturita da motivo poco sereni come minacce reiterate, pressioni, ecc. fra parentesi al momento della chiamata il segreto istruttorio è ancora in atto. Ed il fascicolo è ancora in essere.

Specie se alla base vi fosse un documento firmato in cui il querelato non deve più avvicinarsi alla persona offesa ne a persone a lui vicine ne direttamente ne tramite terzi.

Neppure un avvocato dello stesso è svincolato dalla forma in quanto esiste il codice forense proprio a garanzia della tutela del comportamento dello stesso che non può ignorarne il contenuto.

Ebbene questa legale non solo è fisicamente accanto al soggetto che non deve più contattare nessuno delle parti quanto lo stesso spavaldamente compone con il proprio numero di cellulare i numeri di cellulare intestati a Monia Lustri; ma la stessa dopo aver visto il rifiuto della chiamata al suo assistito, si permette di telefonare con il proprio numero di cellulare. Dato il brevissimo stacco tra le due chiamate di meno di un minuto rifiuto anche quel numero poiché sospetto sia collegato al tipo indesiderato.

A questo punto l'avvocato si permette di rintracciare telefonicamente una persona a me vicina facendo si che lo stesso allarmato dalla chiamata di questa avvocatessa mi chiami agitato e mi riferisca chiedendomi di richiamarla per paura che possano ricominciare le minacce e atti persecutori che vedevano aggrsssivita fisica di circa 10 soggetti su 30 portati dietro.

A questo punto sono costretta a richiamare quel cellulare, quando risponde mi dice di essere l'avvocato del tale. Mi impone di darle un documento.

Intanto le dico che non deve contattare noi ma il nostro legale e poi le chiedo quale foglio voglia da noi.

Mi dice di essere in procura davanti al pm (cosa che dubito poiché se un pm volesse un foglio essendo lo stesso emesso dai carabinieri delegati è a loro che il pm si sarebbe rivolto è mai a far chiamare l'avvocato di parte querelata direttamente alla parte querelante).

A questo punto l'avvocatessa alza la voce è mi impone di darle quel foglio. Ripete che sta lì dal pm e se non lo do me lo fa obbligare dal pm stesso.
Le rispondo di nuovo di farselo dare dai carabinieri se possono darlo non sta a me stabilirlo mentre è certo che io non possa darlo a nessuno (noi non possiamo dare documenti coperti da segreto istruttorio, strano che lei da avvocato non sappia queste regole basilari);

La tizia incazzata nera quando le chiedo chi è il pubblico ministero davanti il quale asserisce di stare mi risponde "se lo vada a cercare" e mi sbatte il telefono in faccia.

È a questo punto chiaro che la telefonata non l'ha fatta davanti alcun pubblico ministero, nessun pm lo permetterebbe, anche perché so chi sono i pm che hanno avuto assegnate le querele e non mi serve andarmeli a cercare. So solo che sono le regole del codice forense che possono essere ignare su cittadini ma non ad avvocati e a praticanti. ;)

Cosa fare in un caso del genere?
Informare il proprio legale come se ne ha la possibilita;
Fare istanza all'ordine degli avvocati per chiedere conto di tale comportamento eseguito da un iscritto. Dovrebbe far aprire un procedimento disciplinare interno.
Segnalare alle autorità contatti indesiderati reiterati e diffidare gli autori dei contatti indesiderati dal proseguirli.




martedì 23 maggio 2017

Capitano Scarfato inizia a parlare

❤️

Se un giorno mi vedrai vecchia: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo. Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose…non mi interrompere,ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finche’ non ti addormentavi.

Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare…ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perche’ non volevi fare il bagno. Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc.

Quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso…dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire… la cosa piu’ importante non e’ quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li vicino pronto ad ascoltarmi. Quando le mie povere gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi. Quando dico che vorrei essere morta…non arrabbiarti un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo.

Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive. Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada.Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un pò della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te. Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te.

Ti Amo figlio mio, e ti amerò per sempre…

lunedì 22 maggio 2017

Deposizione testi parte 1 (fa parte del mio libro M. Lustri)

Assolto.

Deposizione del teste 1 -

Il quale viene ammonito ai sensi dell' art. 497 del cpp, da lettura della formula di rito

Giudice: al microfono il suo nome e cognome

Teste 1: Assistente capo della polizia di Stato
 Xxxx xxxx nato a xxxxx
In servizio xxxxxxxxx, Squadra xxxxxxx

Giudice: risponda alle domande del pubblico ministero e del difendore, grazie.

PM: si, allora, bene xxxxxx, xx/xx/xxxx

Teste: posso accedere agli atti a mia firma?

Giudice: si

Pm: ah guardi, intanto sapete già di cosa si parla, è inutile.....

mercoledì 17 maggio 2017

Caso Cucchi

Una mia piccola riflessione fatta ad una utente (amica del carabiniere medesimo) sulla richiesta di rinvio a giudizio di uno dei carabinieri e sul fatto che venga "giudicato" dai media prima di un processo:

Eugenia è così ed avviene puntualmente. Lo si dice e ridice di attendere il passato in giudicato prima di accusare. Chiaramente (e non lo giustifico) gli elementi che si conoscono fanno additare delle persone.
Che il pestaggio sia stato o meno causa della morte, agli occhi nostri, resta un reato comunque gravissimo che non giustifica nessuno ne si giustifica leggendo definire Stefano un venditore di morte o tossico di M. o in migliaia di modi che ho avuto il dispiacere di leggere.
Anche lo stesso Mandolini ha utilizzato verso Cucchi espressioni poco carine.
Nella nostra ricostruzione mentale avviene questo:
Che esistano forme di violenza verso gli arrestati è fatto noto (non sempre ma ci sono stati tantissimi casi); che molte volte alcuni operatori delle ff.oo abbiano arrestato o tentato di arrestare qualcuno con l'accusa più gettonata di oltraggio o resistenza fa curriculum (negativo);
O di evasione quando la persona non è uscita di casa; o che alcuni operatori pretendano di prevaricare le prescrizioni di un magistrato di sorveglianza facendo qualcosa che non compete il loro compito ma anzi andando contro gli stessi per poi accusare falsamente un detenuto di evasione (mai avvenuta); che se si reagisce rispondendo con educazione ma contrastando quelle pretese se la legano al dito (non sono tutti così ma spiace dirlo ci sono e vengono stradifesi);
È tanti tanti altri esempi che potrei citare avendoli visti.
Non sono tutti così ma vi assicuro che a rovinare una persona ne bastano pochi.
Con queste costanti basi che molti di noi si trovano a vivere o vedere, c'è un elemento in più che non ci fa schierare a difesa, ma neppure contro.
Il fatto che ci sono e sono frequenti le situazioni che ho elencato non depongono a favore di chi finisce alla sbarra per fatti di questa portata.
Tutto ciò a differenza di chi non fa parte di quel "mondo" ed invece viene additato dalla stampa come colpevole dopo un teatrino fatto con qualche magistrato meno predisposto alle indagini vere. Non ho citato ad esempio l'alterazione dei tabulati alterazione necessaria a chiedere una misura coercitiva che serviva a fare titoli su tutte le testate giornalistiche per infangare.
Da allora (2013) non si è mai stati neppure dal Gup. Indovinate quale corpo ha partecipato al "servizietto" giornalistico? Erano cc.
Per cui difficile dare solidarietà a persone che su dette persone non ha ad esempio mai fiatato. 😀


Assetati di soldi e potere

Mi chiedo perché la gente (in genere) abbia una voracità folle verso denaro e potere.
Dove girano molti soldi o molto potere esce di tutto. Ma come vi va?! Nell'aldilà che gli raccontano quanto poco è stata vissuta la vita nei suoi valori più importanti?
La vita non è ville, piscine, barche a vela o super barche a motore, aerei, elicotteri, abiti e scarpe di super marca... tanta stima per chi fa crescere il proprio fatturato con i sacrifici senza però sacrificare gli affetti. La vita piena non sono soldi e potere. Sicuramente danno soddisfazione ma non si può diventare degli schiavi di questi abbagli.
Far crescere un'azienda è qualcosa di meraviglioso quando con essa fai crescere le vite di altre famiglie. E non il proprio ed unico arricchimento personale.
Sono ragionamenti così semplici che resto basita quando quotidianamente sentiamo scovare mazzette... ma perché guadagnare lavorando onestamente a sta gente fa così schifo?

Marco Lillo ....

#Consip. La telefonata. #Renzi chiamò papà Tiziano: "Non dire bugie, non ti credo" L' inchiesta - Nel libro di Marco Lillo, l' intercettazione sulla cena tra il padre dell' ex premier e l' imprenditore Romeo. E il genitore replica: "Al ristorante mai, al bar non ricordo". Il Fatto Quotidiano, 16/05/2017 pagina 2

Dal libro "Di padre in figlio" di Marco Lillo (Paper First), giovedì in edicola e in libreria, anticipiamo parte del capitolo 1: "La telefonata". Il 2 marzo 2017 alle 9.45 di mattina Tiziano Renzi parla al telefono con il figlio Matteo. I magistrati lo stanno intercettando nell' ambito dell' inchiesta Consip nella quale il padre dell' ex premier in quel momento è indagato per traffico di influenze con il "facilitatore" e amico Carlo Russo. Si tratta di una vicenda complicata, svelata dal Fatto Quotidiano e ignorata a lungo dalle altre testate, su un presunto caso di corruzione, traffico illecito di influenze e soffiate istituzionali in cui sono coinvolti un imprenditore napoletano, Alfredo Romeo; alcuni dirigenti della società di via Isonzo che si occupa di gran parte degli acquisti della Pubblica amministrazione; lo stesso Tiziano Renzi; alcuni uomini dell' Arma e l' attuale ministro dello Sport, Luca Lotti, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di marcata fede renziana. L' inchiesta ha due filoni principali. Nel primo, Alfredo Romeo, ora in carcere, è accusato di aver corrotto un funzionario Consip. Mentre Carlo Russo e Tiziano Renzi sono accusati perché di concerto, sfruttando le relazioni esistenti tra il padre del neo segretario Pd e Luigi Marroni (amministratore delegato di Consip), si facevano promettere indebitamente da Romeo l' erogazione di somme di denaro mensili, come compenso per la loro mediazione verso Marroni in relazione allo svolgimento delle gare. Nel secondo filone, invece, Lotti è accusato, insieme a degli ufficiali delle forze dell' ordine, di aver rivelato ad alcuni dirigenti della centrale acquisti che c' era un' indagine in corso nei loro confronti. Quel 2 marzo padre e figlio conversano al telefono. Tiziano è stato convocato nella Capitale per il giorno successivo, il 3 marzo. Dovrà recarsi a Piazzale Clodio: alle tre del pomeriggio lo attende una coppia di pm. Paolo Ielo, enfant prodige del pool di Milano ai tempi di Mani Pulite, ora divenuto l' uomo forte della Procura di Roma di Giuseppe Pignatone. Da due mesi il procuratore aggiunto sta svolgendo le indagini sul caso Consip e ha arrestato da poco, con l' accusa di corruzione, proprio Alfredo Romeo. Al fianco di Ielo c' è la pm Celeste Carrano della Procura di Napoli, che ha avviato l' inchiesta e ha raccolto gran parte delle prove con i carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico). Insieme, chi ha costruito l' azione penale e chi l' ha finalizzata, sentiranno la versione di Tiziano Renzi sui suoi rapporti con Romeo, con il "facilitatore" Carlo Russo nonché con l' amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni. Dall' invito a comparire notificatogli due settimane prima, il padre dell' ex premier ha scoperto di essere indagato per traffico illecito di influenze. Il figlio sa bene che per quel reato la pena prevista è molto blanda. La vera posta in gioco non è la reclusione fino a tre anni per il papà ma il destino politico del figlio. Per questo Matteo, dopo la lettura dei giornali, ha un diavolo per capello e quella mattina non ce la fa a trattenersi e chiama il padre, che è intercettato. L' attuale segretario del Pd ha appena letto l' intervista ad Alfredo Mazzei pubblicata su Repubblica. Il titolo annuncia tempesta: "Il teste e la cena nella bettola: 'Il manager parlò di strategie con il padre di Matteo'". La mano freme e si avvicina al cellulare. L' attacco del pezzo gli fa scendere un brivido lungo la schiena: "Una cena segreta. Un tavolo per tre. Tiziano Renzi, Alfredo Romeo e Carlo Russo. In una 'bettola' romana, il padre dell' ex premier, l' imprenditore accusato di una 'sistematica offerta di corruzione' e il rampante 'facilitatore' toscano amico del Giglio magico siedono insieme. E discutono di affari. Romeo li raggiunge 'da un ingresso riservato attraverso il cortile di un palazzo'. L' incontro riservato dunque - scrive quel giorno il quotidiano diretto da Calabresi - ci fu. Un testimone eccellente ora racconta". È troppo. Matteo Renzi picchia le dita sullo schermo del suo iPhone. Se il padre ha incontrato Alfredo Romeo nel periodo in cui l' amico Carlo Russo contrattava un pagamento di 30 mila euro al mese per Tiziano con lo stesso Romeo, la cosa è grave. Matteo vuole capire. Il papà lo ha messo in una situazione che può costare la sua candidatura a premier. Il pezzo è uscito su Repubblica, non sul Fatto Quotidiano. Stavolta il "rottamatore" non può far finta di nulla e le rassegne stampa non possono ignorare la notizia come puntualmente hanno fatto per due mesi e mezzo con gli scoop del nostro giornale sulle indagini relative alle soffiate presunte di Lotti e dei carabinieri o sui pizzini di Romeo a Russo con i 30 mila euro per "T", Tiziano Renzi, secondo gli inquirenti. Stavolta tutti ne parleranno e l' ex premier non può girarsi dall' altra parte. Alfredo Mazzei, il testimone che tira in ballo Tiziano, Matteo lo conosce bene. È l' ex tesoriere del Pd della Campania, in ottimi rapporti con i fedelissimi del neo segretario: l' avvocato Alberto Bianchi e Maria Elena Boschi. Non è, dunque, solo un amico di Alfredo Romeo. Inoltre, quelle cose dette a Repubblica, Mazzei le ha già dette tre mesi prima ai pm. Non c' è da scherzare. È Matteo che chiama al telefono il padre. Sa che rischia di essere intercettato e non a caso dice cose da manuale di educazione civica tipo: "Babbo devi dire tutta la verità ai magistrati". Però qua e là nella conversazione esce fuori l' animo "familista" del leader del Pd. Come quando suggerisce di non rivelare che a un ricevimento con alcuni imprenditori era presente anche sua madre, Laura Bovoli. Durante la chiamata emerge chiaramente la sfiducia di Matteo verso Tiziano: il figlio teme che il padre possa mentire anche a lui. Non solo all' Italia e ai pm. Renzi in quel momento non è più premier né deputato. È solo un figlio infuriato con il padre che rischia di rovinargli la carriera politica. Appena Tiziano risponde al telefono il figlio gli fa: "Non puoi dire che non conosci Mazzei perché lo conosco anche io". Matteo Renzi è terrorizzato dall' interrogatorio che si terrà il giorno dopo a piazzale Clodio. Dice al padre che "è una cosa molto seria" e gli intima: "Devi ricordarti tutti gli incontri e i luoghi, non è più la questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorje". Tiziano, che è devoto alla Madonna e crede nelle sue apparizioni, lo ferma: "Non devi dire così" ma il neo segretario del Pd in quel momento se ne frega del santuario, dell' Erzegovina e dei pellegrinaggi e pensa solo alle conseguenze politiche del caso Consip: "Stai distruggendo un' esperienza", dice. Si capisce che non si fida del padre alla vigilia dell' interrogatorio: "Devi dire nomi e cognomi" gli intima e poi aggiunge che questa storia è delicata per lui perché "Mazzei è l' unico che conosco anche io". Poi Matteo arriva al dunque: "È vero che hai fatto una cena con Romeo?". La risposta non è netta ma sibillina. I carabinieri nel brogliaccio annotano: "Tiziano dice di no e che le cene se le ricorda ma i bar no". Cioè, Tiziano Renzi nega un incontro al ristorante ("la bettola") come è stato riferito ai pm e ai giornali da Mazzei che a sua volta l' aveva appreso da Romeo in persona. Però, se il no sui ristoranti è netto, non lo è altrettanto quello su un possibile incontro con l' imprenditore campano in un bar. La telefonata assume un tono drammatico e quasi edipico. Al figlio che gli ha appena detto che su questa storia rischia di chiudersi la sua esperienza politica, Tiziano non riesce a replicare con voce autorevole da padre: "Matteo ascolta: io non ho mai incontrato Romeo. Fidati". No, Tiziano cincischia e fa davvero tenerezza ascoltare questo nonno di 65 anni con nove nipoti che si trova a rispondere all' interrogatorio del figlio 42enne rifugiandosi in corner nella distinzione tra i bar e i ristoranti. A questo punto Matteo gli dice: "Non ti credo". Il leader Pd lo incalza e i carabinieri annotano: "Matteo gli dice che non crede che non si ricordi di avere incontrato uno come Romeo". Tiziano è all' angolo tiene il punto e insiste: "Non me lo ricordo" poi però aggiunge: "L' unico può essere stato". Matteo lo interrompe e gli ribadisce la sfiducia: "Non ti credo e devi immaginarti cosa può pensare il magistrato. Non è credibile che non ricordi di avere incontrato uno come Romeo, noto a tutti e legato a Rutelli e Bocchino". Allora Tiziano si arrovella pensando al passato e dice che "quando lui ha fatto il ricevimento al Four Season c' erano una serie di imprenditori ma c' era anche Lalla (Laura Bovoli, madre di Matteo Renzi, nda) e siamo andati via subito". Probabilmente Tiziano fa riferimento a un convegno al Four Season con esponenti del mondo delle imprese ai tempi delle primarie di fine 2012 contro Bersani. Ma Matteo non lo fa finire e gli dice: "Non dire che c' era mamma altrimenti interrogano anche lei". () Matteo sa che quella del Four Season comunque non è una situazione legata all' indagine Consip e torna a chiedere: "Hai incontrato Romeo in un' altra situazione?". Tiziano ancora una volta risponde che non ne ha memoria. A quel punto Matteo molla la presa e formula la sua fosca previsione sul destino di entrambi: "Andrai a processo, ci vorranno tre anni e io lascerò le primarie". Tiziano si difende: "Se non me lo ricordo non posso farci nulla". Matteo con tono beffardo gli dice di continuare a dire che è andato da Luigi Marroni per la storia dell' installazione della Madonnina all' ospedale Meyer e che Carlo Russo è solo un padrino di battesimo. Però poi aggiunge freddo: "Io non voglio essere preso in giro e tu devi dire la verità in quanto in passato la verità non l' hai detta a Luca e non farmi aggiungere altro. Devi dire se hai incontrato Romeo una o più volte e devi riferire tutto quello che vi siete detti". Dopo l' invito a non dire della mamma, Matteo torna però istituzionale in chiusura di telefonata: "Non puoi dire bugie o non mi ricordo e devi ricordarti che non è un gioco". Poi chiede a che ora vedrà l' avvocato Bagattini e Tiziano dice "ora". Matteo ribadisce: "Digli tutta la verità". Poi lo saluta e attacca.
Marco Lillo

Renzi figlio - Renzi padre ... intercettazioni

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/la-telefonata-renzi-chiamo-papa-tiziano-non-dire-bugie-non-ti-credo/

Mi viene da dire:
"Chi di giornali ferisce di giornali perisce"
Non si possono pubblicare intercettazioni?
Come non si possono fare articoli su account "oscurati" che in realtà non sono mai stati oscurati (sono stati fatti sia articoli che tv) e di altri recenti esempi ne ho a quintalate.

C.A.R.A. di Capo Rizzuto

Ricordo che nel 2011/2012 scrissi che era finito il tempo di sacrificarsi nel lavoro, che la forza fisica e mentale era finita, era sempre più difficile lavorare nel mondo degli appalti pubblici, per motivi oramai risaputi, e che le disponibilità economiche che si pretendevano stringendo continuamente la cinghia alle ditte era di "pochi" tra di questi molti di dubbia provenienza.

Nel 2012 lo scrivevo, ma si sapeva ed in alcuni casi si subiva da decenni.
Quindi ciò che è emerso sul CARA di Capo Rizzuto onestamente non mi stupisce per niente. Mi stupisce solo che ci sia voluto così tanto tempo per scoprirlo.

Ora, non sarebbe più logico non fare in modo che i grandi numeri diano grandi guadagni?
Cioè, se per fare molto utile serve avere una calca di persone (oltre 100 ho sentito dire perché sotto di quel numero ci fanno poco), non sarebbe più coerente evitare questi grandi numeri e fare un'accoglienza più famigliare? Utilizzare ad esempio gli stessi parametri numerici delle case famiglia? Evitare i catering o mense, le lavanderie esterne, un numero massiccio di personale?
Basterebbe creare luoghi in semi autonomia e mettere in condizione gli immigrati, così come gli italiani in disagio economico, di avere un periodo breve di inserimento, possibilmente, al lavoro ed aiutarli semplicemente con un modello simile alla case famiglia (massimo 6 persone), comunità alloggio (massimo 12 persone) in semi autonomia, che significa semplicemente dividersi le spese dell'alloggio ed al massimo un paio di figure di monitoraggio.
Va distinto da persone con disabilità psichiatrici per i quali dovrebbero applicare le medesime procedure cui sono soggetti gli italiani con tali problemi. La vedo molto dura. Eppure le soluzioni sono così semplici ed economiche che neppure mi chiedo perché permettere tali business. Business talmente esosi in cui la criminalità ci si tuffa a pesce.

Renzi preoccupato...

http://m.huffingtonpost.it/2017/05/16/intercettazioni-renzi-furioso-e-preoccupato-ora-ce-da-aspett_a_22093716/

Mai visto in periodo politico peggiore di quanto in questi ultimi anni... e dire che già stavamo messi male.. a cosa servono più le fiction quando basta accendere la TV ed averne ad ogni ora dall'attualita?
🤔

domenica 14 maggio 2017

La conversione non è sempre BUONA

Si è convertita….era meglio prima…!!!

è questo quello che mi ha detto un marito in pellegrinaggio:
” …Ho pregato tanto per la sua conversione, quella di mia moglie, la mamma dei nostri figli, ed ora non la vediamo quasi più.
La mattina presto prepara il pranzo, cuoce la pasta (pensa cosa mangiano questi ragazzi quando tornano a casa alle 14), altre cosette e poi esce.
Tutto il giorno in Chiesa, quando torno la sera, stanco della lunga giornata di lavoro, devo rifare i letti, ed a volte cucinare e passare l’aspirapolvere,
e così da quando ha cambiato vita..!!!”
La lamentela di questo marino non è l’unica, tante volte sento questi sfoghi, e non solo dai mariti, ma da entrambe le parti.
Ha ragione chi si lamenta, il suo posto non è tutto il giorno in Chiesa, ma vicino alla famiglia, al marito,
ai figli, questa è la missione per cui tanti di noi sono stati chiamati.
In questo caso andare in Chiesa, non è più una cosa buona, ma una GRANDE E GRAVE TENTAZIONE,
famiglie si sono sfasciate per questo.

Come dice la Bibbia, ognuno di noi, ha diversi carismi, il buon Dio ci ha chiamati ognuno per una missione diversa.

Chi da consacrato, Sacerdote o Suora, chi mamma o papà …etc..
Come dice la Madonna onora Dio, lì dove ti ha voluto, con la preghiera del Rosario, la Messa domenicale, la confessione mensile,
la lettura di un piccolo brano della Bibbia giornaliera ma, il tutto, senza trascurare la tua famiglia.
Un Sacerdote ci ha raccontato che aveva una signora che stava sempre in Chiesa da lui, quando un giorno gli ha chiesto
– “…e tuo marito …? ”
lei gli ha risposto
– “…tanto quello sa fare le cose da solo…!!!”  
Sai cosa ha fatto il Sacerdote…l’ha mandata via, a casa dicendo:
– “…IL TUO POSTO E’ VICINO A TUO MARITO..VAI DA LUI…!!!”
ecco di seguito cosa dice San Paolo:

1Timoteo 5,8

Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele.

1Corinzi 12;
4 Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito;
28 Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri;
poi vengono i miracoli, poi i doni di far guarigioni, i doni di assistenza, di governare, delle lingue.
29 Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti operatori di miracoli?
30 Tutti possiedono doni di far guarigioni?
Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?
31 Aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte.

(Fonte: Ecco i Tuoi Bambini)

     

Il buco del santuario divino amore ...

https://www.google.it/amp/www.ilgazzettino.it/AMP/divino_amore_debiti_milioni_documento_riservato-1148040.html

Cosa è cambiato da quando il fascicolo è arrivato in Vaticano?
Da quelle scoperte avvenute qualche tempo prima, alcuni sacerdoti sono stati allontanati e trasferiti in altre parrocchie. Uno su tutti nonostante un immediato trasferimento avuto a settembre 2014, messo a riposo in un convento per un anno, oggi continua a gestire denari e non solo. Continua a prevalere il personalismo motivo per cui ricorre a farsi intervistare, ma le notizie dei media dimenticano di ricordarne in passato e di inserire documentazioni su attività poco idilliache avvenute in questi ultimi recenti anni..
è un vizio tutto italiano credere che i lettori dimentichino le vicende.