sabato 27 maggio 2017

Cosa fare se un avvocato viola il codice deontologico forense

Tempo fa abbiamo dovuto denunciare una persona assieme ad altri personaggi. I reati riscontrato dai carabinieri sono molti.
C'è un codice deontologico che un avvocato non può non conoscere.
Chiaramente non si tratta del nostro legale ma di quello della parte querelata.

L'articolo 41 del medesimo codice forense riporta espressamente le modalità di comportamento che si possono tenere verso i clienti del collega.

L'avvocato di una persona querelata non può contattare direttamente e senza chiedere prima autorizzazione al collega la parte che ha querelato il suo assistito.

L'avvocato del querelato può solo contattare il legale dell'altra parte. Se necessità di qualcosa può farlo per iscritto e tale richiesta deve essere inviata anche al legale della parte avversa.

Non può trovare giustificazione neppure farlo sulla base di eventuale remissione di querela poiché potrebbe essere scaturita da motivo poco sereni come minacce reiterate, pressioni, ecc. fra parentesi al momento della chiamata il segreto istruttorio è ancora in atto. Ed il fascicolo è ancora in essere.

Specie se alla base vi fosse un documento firmato in cui il querelato non deve più avvicinarsi alla persona offesa ne a persone a lui vicine ne direttamente ne tramite terzi.

Neppure un avvocato dello stesso è svincolato dalla forma in quanto esiste il codice forense proprio a garanzia della tutela del comportamento dello stesso che non può ignorarne il contenuto.

Ebbene questa legale non solo è fisicamente accanto al soggetto che non deve più contattare nessuno delle parti quanto lo stesso spavaldamente compone con il proprio numero di cellulare i numeri di cellulare intestati a Monia Lustri; ma la stessa dopo aver visto il rifiuto della chiamata al suo assistito, si permette di telefonare con il proprio numero di cellulare. Dato il brevissimo stacco tra le due chiamate di meno di un minuto rifiuto anche quel numero poiché sospetto sia collegato al tipo indesiderato.

A questo punto l'avvocato si permette di rintracciare telefonicamente una persona a me vicina facendo si che lo stesso allarmato dalla chiamata di questa avvocatessa mi chiami agitato e mi riferisca chiedendomi di richiamarla per paura che possano ricominciare le minacce e atti persecutori che vedevano aggrsssivita fisica di circa 10 soggetti su 30 portati dietro.

A questo punto sono costretta a richiamare quel cellulare, quando risponde mi dice di essere l'avvocato del tale. Mi impone di darle un documento.

Intanto le dico che non deve contattare noi ma il nostro legale e poi le chiedo quale foglio voglia da noi.

Mi dice di essere in procura davanti al pm (cosa che dubito poiché se un pm volesse un foglio essendo lo stesso emesso dai carabinieri delegati è a loro che il pm si sarebbe rivolto è mai a far chiamare l'avvocato di parte querelata direttamente alla parte querelante).

A questo punto l'avvocatessa alza la voce è mi impone di darle quel foglio. Ripete che sta lì dal pm e se non lo do me lo fa obbligare dal pm stesso.
Le rispondo di nuovo di farselo dare dai carabinieri se possono darlo non sta a me stabilirlo mentre è certo che io non possa darlo a nessuno (noi non possiamo dare documenti coperti da segreto istruttorio, strano che lei da avvocato non sappia queste regole basilari);

La tizia incazzata nera quando le chiedo chi è il pubblico ministero davanti il quale asserisce di stare mi risponde "se lo vada a cercare" e mi sbatte il telefono in faccia.

È a questo punto chiaro che la telefonata non l'ha fatta davanti alcun pubblico ministero, nessun pm lo permetterebbe, anche perché so chi sono i pm che hanno avuto assegnate le querele e non mi serve andarmeli a cercare. So solo che sono le regole del codice forense che possono essere ignare su cittadini ma non ad avvocati e a praticanti. ;)

Cosa fare in un caso del genere?
Informare il proprio legale come se ne ha la possibilita;
Fare istanza all'ordine degli avvocati per chiedere conto di tale comportamento eseguito da un iscritto. Dovrebbe far aprire un procedimento disciplinare interno.
Segnalare alle autorità contatti indesiderati reiterati e diffidare gli autori dei contatti indesiderati dal proseguirli.




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