sabato 29 luglio 2017

La Procura di Roma ha aperto il fascicolo per occupazione abusiva

Scritto in data 24/10/2016

La Procura di Roma ha aperto il fascicolo su denuncia della parte danneggiata, per l'occupazione abusiva di casa popolare sottratta al legittimo assegnatario durante la sua assenza verso persone identificate (ROM) e con cui ero presente assieme agli agenti di polizia in data 19/09/2016. La notte in cui ero presente con gli agenti fermai un uomo straniero che li non avevo mai visto e che scendeva proprio da quella scala, bloccandolo gli chiedo dove vivesse

sabato 1 luglio 2017

I due arresti del 18 e 19 agosto 2003

Riflessione a voce alta

Perché ritengo non ci siamo stati due arresti presso il domicilio di Giuseppe Verdi ma uno solo e se la situazione è questa mi chiedo perché agli atti ne risultano due e perché durante il processo non sia stato evidenziato.

Ricordiamo che in caso di denuncia per evasione da una detenzione domiciliare, la conseguenza immediata è la traduzione immediata in carcere. Traduzione che scatta subito terminato il processo per direttissima, processo che a tutt’oggi Giuseppe Verdi non ricorda di aver visto. (E qui metto una graffetta).

Ora, mettiamo che l’arresto sia avvenuto il 18/08/2003 mattina, dato che viene dichiarato che apre la porta la “moglie”:

La “moglie” non poteva aprire la porta di prima mattina perché

1) non era la “moglie”;

2) la donna era convivente di un altro uomo in un appartamento in un palazzo li vicino, uomo dalle caratteristiche fisiche simili a Giuseppe Verdi;

3) (questa la verità vera, non quella processuale)
Giuseppe Verdi non poteva camminare era in casa quando si presenta la donna, sua ex e chiede di potersi fermare a cena, era circa mezzanotte e dichiara di aver avuto una discussione con il suo compagno e di non avere le chiavi della propria casa, quella sera si portava dietro una amica, i motivi per cui quella notte si presenta da Giuseppe Verdi e si porta un “amica” restano ancora un mistero;

4) dopo la lite tra le due donne Giuseppe Verdi le fa uscire entrambe e quella che viene chiamatala “moglie” si allontana con la propria auto.
La mattina probabilmente questa donna era in casa propria. Ricordiamo che viveva in una palazzina poco distante.

In una descrizione agli atti infatti risultano essere state raccolte testimonianze sulla “coppia” è il punto singolare è quando dei vicini dicono che la coppia farebbe sesso sulla veranda e gli stessi vicino li vedevano.
Ecco il punto: l’appartamentro del Verdi non ha alcuna veranda; non faceva sesso in pubblico e non stava assieme a questa “compagna”.
Probabilmente dunque o i vicini hanno sparato a casaccio oppure si riferivano ad altri soggetti. Tanto che l’appartamento in cui viveva lei con il suo vero compagno che non è il Verdi aveva una veranda.

Torniamo all’arresto per evasione che come legge insegna non dispone il rientro a casa in quanto se presa per vera l’accusa prevede immediata traduzione in carcere.

Ecco perché secondo la mia personale riflessione non può esistere alcun secondo arresto in casa e di logica tutto il contorno.

E il 18/08 viene arrestato in casa o altro

Da notare che nei documenti agli atti del processo di direttissima avvenuto nella mattina del 19/08/2003 il giudice da il rinvio al 21/08/2003 ma non c’è scritto che disponga il rientro in casa, la sera del 19/08/2003 Giuseppe Verdi verso le ore 22 viene consegnato agli agenti di Regina Coeli.
Il Pm Lasperanza viene avvisato per la prima volta dell’accusa (poi rivelatasi falsa) di violenza, sequestro di persona e lesioni, il 19/08/2003 alle ore 13,30 e lo stesso chiede al Gip la carcerazione motivandola con il fatto che il reato secondo lui compiuto sarebbe stato commesso da persona già in detenzione domiciliare. Non considerando
1) che all’uomo mancavano solo 11 giorni (dal 19 sono 11gg) a terminare la pena;
2) che le consulenze dell’ospedale non ravvisavano alcuna violenza; dando quindi pareri scritto totalmente negativi, tanto che la prova madre della consulenza ginecologica scompare misteriosamente e quindi furono messi in carcere due persone quando le prove davano alla denunciante chiara inattendibilità.
3) che l’uomo stava scontando la detenzione domiciliare per un altro errore sul quale andrà riveduta la condanna patita anche perché era una condanna già scontata 5 anni prima.
4) che la persona era stato mandato ai domiciliari poiché incompatibile con il carcere dove quindi non avrebbe dovuto essere riportato.
Tutte queste situazioni vengono urlate a processo dal Verdi ma si riassume ad essere ingabbiato in tribunale, nessuno quindi durante il processo va a far analizzare responsabilità altrui.
Fino a che anni dopo nel 2017, emergeranno essere accadute all’insapita del Verdi, situazioni ancora più strane. Una in riferimento al 2009, mai comunicata al Verdi, una sull’indulto che si scopre a fine 2017, sarà utilizzato in modo parziale solo per chiudere i conti che il ministero avrebbe invece dovuto risarcire al Verdi per la ingiusta detenzione.
Di tutta questa parte ne riparleremo.

A luglio 2003 risulta un altra denuncia di evasione a Giuseppe Verdi ma non fu convalidato. Poco meno di un mese prima.

Più avanti parleremo carte alla mano di come si è svolta la detenzione domiciliare nel 2015. E della serie infinita di misure ed accuse.
Ps. Dal 2014 tutte intercettate e dalle quali è stato assolto, dopo le assoluzioni piene del 2005 (quella di cui sopra) - del 2009 (processo iniziato nel 1980 circa) e del tritacarne giudiziario che non ha permesso per una vita intera di avere una vita normale.
Il vortice si attiva proprio con le misure detentive e con quelle coercitive.

Ricordiamo anche che ogni ipotetico reato o non reato fa spendere un mare di soldi. Anche quando si viene assolti con formula piena è passata in giudicato non si viene risarciti consideriamo anche che le perizie di parte devi pagarle di tua tasca. E quelle della procura, come mostrato in questo processo illustrato ampliamento più sotto non ha dato informazione alle parti accusate impedendo loro di poter partecipare. Rileggere il pezzo in cui si vede in modo parziale il punto.

La sintesi della mia riflessione sul punto dei due arresti è questa:
Il primo arresto per evasione non comporta un rientro a casa per cui deduco che il 19 sera non poteva essere di nuovo arrestato in casa.
Ricordiamo che la persona non ha alcun ricordo del processo per direttissima e che dopo che fu portato in carcere senza sapere nulla in merito ad una denuncia poi rilevata di mera fantasia la persona non capisce cosa sia accaduto ne il motivo per cui si trovi in carcere quando avrebbe terminato la pena domiciliare solo 12 giorni dopo.
Su come si è generata la pena domiciliare che stava scontando torneremo più avanti. Merita un capitolo a parte e sicuramente la richiesta di revisione del processo. Non solo quello sarà da far revisionare prove alla mano.