martedì 15 agosto 2017

Screenshot la giornalista che retwittava sul social chi mi molestava ed avevo querelato 4 volte.









Atti persecutori dopo le 4 querele

Alcuni dati delle ulteriori chiamate fatte dallo stalker che una giornalista di repubblica sul social Twitter retwittava contro me.
Dopo aver depositato 4 querele sono stati attivati i canali necessari alle indagini ma qui vi illustro quelle acquisite dal mio telefono da black list

3669420***
21/10/15 ore 7,59 pm - 8,54 pm - 9,18 pm - 11,51 pm (23,51);
22/10/15 ore 12,34 pm (00,34)  
24/10/15 ore 10,05 am 11,34 pm (23,34)

25/10/15 ore 04,02 am (alba) - 06,04 am- 06,11 am - 07,13 am - 07,43 am - 07,55 am - 09,12 am

02/11/15 ore 01,13 am (notte) - 01,15 am - 01,44 am - 02,51 am - 06,33 am - 06,56 am - 09,05 am

03/11/15 ore 06,35 am      06/11/15 ore 01,46 am 08/11.15 ore 12,51 am (notte)

15/11/15 ore 08,47 am - 11,02 pm - 11,02 pm - 11,03 pm

16/11/15 ore 02,08 am (notte) - 07,16 am - 09,06 am - 11,48 am - 11,49 am - 08,27 pm

17/11/15 ore 12,05 am (notte) - 03,16 am - 04,50 am (notte) - 05,41 am - 07,39 am - 08,26 pm

18/11/15 ore 02,56 am - 03,16 am - 05/06 am (notte) - 07,58 am - 11,00 pm - 11,00 pm - 12,28 pm

19/11/15 ore 02,00 am - 05,51 am - 07,57 am 20/11/15 rilevato con app 3711156*** Ore 04,55 pm - 04, 58 pm  rilevato da app 3933641*** Ore 5,00 pm - 05,01 pm 3663362*** 05,04 pm - 05,39 pm   
21/11/15 09,17 am -> sms tentativo delle ore 03,52)   22/11/15 3669420*** ore 06,59 am

23/11/15 ore 11,20 pm - 12,02 am - 07,02 am - 07,28 pm -> sms - 11,21 pm

24/11/15 rilevato 3663362*** ore 22,00 - ore 00,57 - 4,24 am 25/11/15 ore 02,16 am

26/11/15 visibile 3669420*** ore 07,45 pm  27/11/15 ore 06,53 am  28/11/15 ore 7,37 am

29/11/15 ore 03,26 am - 01,17 pm - 01,18 pm - 08,36 pm Sms ore 01,25 pm

30/11/15 rilevato 3669420*** ore 08,34 pm - 12,10 am - 02,45 am 01/12/15 07,31 am
03/12/15 3346563*** ore 03,19 am - 10,30 am 3933641*** visibile ore 11,10 am

04/12/15 3711156*** visibile ore 06,16 am 05/12:15 3480021*** ore 10,51 am
06/12/15 3711156*** ore 06,51 am 07/12/15 ore 01,28 am 08/12/15 3669420*** ore 06,17 am - 06,17 am
da 3271160***

09/12/15 ore 08,28 am - 08,29 am - 05,23 pm - 10,50 pm

10/12/15 ore 05,07 am - 09,47 am - 09,48 am - 09,54 am - 04,36 pm

11/12/15 ore 02,31 am - 11,02 pm - da 3319787*** 12/12/15 ore 04,59 am da 3271160***

12/12/15 ore 12,50 pm  da 3209786*** 13/12/15 ore 06,14 am da 3271160***  14/12/15 ore 04,13 am
15/12/15 ore 08,57 am da 3669420***  16/12/15 ore 04,31 pm   09,59 sms

17/12/15 ore 07,08 am - 07,09 am -  07,09 sms  18/12/15 ore 12,33 pm sms
Ore 12,34 pm sms - Ore 12,40 pm sms  Ore 12,41 pm sms

19/12/15 04,53 am - 07,17 am  ore 05,20 sms  20/12/15 ore 01,19 am  21/12/15 ore 06,40 am

22/12/15 ore 05,37 rilevato 3711156***  ore 05,39  23/12/15 ore 04,26 am
24/01/16 ore 8,37 da 3389094*** 04,26 am - 04,27 am - 04,27 am - 04,37 am - 04,37 am - 04,37 am - 04,37 am. Ore 09,08 sms

Sms 15/11/15 ore 11,03 16/11/15 ore 01,05 am - 11,48 am

04/01/16 ore 04,41 am - 04,41 am - 04,42 am - 04,42 am. Ore 04,46 sms 04,48 sms
09/01/16 ore 09,59 am - 02,59 am  10/01/16 ore 4,52 am - 04,52 am
12/01/16 ore 05,53 am - 05,53 am  17/01/16 ore 07,03 am - 07,03 am

Parallelamente sui social e via telefono fino ad aprile 2017
.

Consideriamo che la persona che per anni ha avuto modalità ossessive verso la mia persona, ha arrecato timore e notevole attenzione su ogni spostamento. Consideriamo che la scrivente già minacciata in precedenza da membri di un clan, di cui 3 dei 4 arrestati in via cautelativa solo un anno fa, mentre è in corso il processo, su quanto emerso delle attività che portavano avanti, aggredita fisicamente da uno dei 4 e 2 agenti di polizia arrivando in tempo me lo tolsero di dosso, non era stata messa sotto scorta, nonostante tra una vicenda e l'altra le minacce e molestie sono durate dal 2013 al 2017, diventando di nuovo obbiettivo di altri personaggi poco propenso alla legalità, per capire nel 2015 siamo stati oggetto di pressioni, richieste di denaro ( iniziavano da pretendere diecimila euro per lasciarci in pace fino ad arrivare ad ottantamila, chiaramente non dati), questo perché mentre denunci le indagini hanno una durata e in quei tempi queste persone non hanno scrupoli.

Nonostante quindi tutto una giornalista che è invece sotto scorta e per prima doveva capire la gravità della situazione, lo retwitta (consideriamo che retwitta solo ciò che gradisce) e questo lo reputo seriamente grave. 


sabato 12 agosto 2017

2010 serie di accuse false (scambio di persona con più "fermi");
2010 avvovato ufficio 1
2010 avvocato ufficio 2

Il primo non farà alcuna attività di difesa, la persona accusata non saprà di subire un processo, ne sarà a conoscenza dell'esistenza dell'avv d'ufficio 1.

Il secondo farà attività di difesa nonostante

giovedì 10 agosto 2017

Deposizione testi E I NON RICORDO - 2 DATE DIVERSE, 2 FERMI DIVERSI DA AGENTI DI POSTI DIVERSI

Assolto anno 2017

NOTARE I DUE AGENTI INTERROGATI NON APPARTENGONO ALLO STESSO CONTESTO LAVORATIVO NE ALLO STESSO EVENTO, PER CUI SONO DIVERSI FERMI ALLO STESSO UOMO, TUTTI CON LA MEDESIMA DINAMICA. ASSOLTO.

Deposizione del teste 1 -
Il quale viene ammonito ai sensi dell' art. 497 del cpp, da lettura della formula di rito

Giudice: al microfono il suo nome e cognome

Teste 1: Assistente capo della polizia di Stato Xxxx xxxx nato a xxxxx
In servizio xxxxxxxxx, Squadra xxxxxxx

Giudice: risponda alle domande del pubblico ministero e del difendore, grazie.

venerdì 4 agosto 2017

Da un documento ufficiale del DAP (dipartimento amministrazione penitenziaria) emerge che...

Di recente scoperta

Su un documento ufficiale del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria di Regina Coeli non emerge la data dell'arresto del 19 agosto 2003 di cui ai miei articoli che ho sotto riportato.

Sul documento del DAP risulta invece la data di ottobre 2003

giovedì 3 agosto 2017

Maxi processo 24 anni di indagini - imputato assolto (dopo 24 anni per non aver commesso il fatto)

Scritto ad agosto 2016

(In questa anteprima, i nomi sono stati censurati utilizzando dei nomi di fantasia, per evitare che chi già colpito da accuse fantasiose di un pentito, possano subire di nuovo mortificazione dopo aver dovuto subire 24 anni di indagine proprio a causa di certa gente è per capire l' estraneità dai fatti che il tale "pentito" o almeno così si dichiara coinvolgendo un innocente, gli aveva addebitato. La condizione di imputato in questo procedimento, ha distrutto l' intera esistenza dell' uomo ingiustamente coinvolto. Si nota infatti che il "parente" del pentito farà notare che solo il cognome è omonimo ma il nome non corrisponde alla persona accusata dal pentito. Complimenti 24 anni per scoprire omonimia e per scoprire un pentito inaffidabile).


I fatti oggetto del presente capo d'imputazione sono stati descritti dai chiamanti in correità M. I. e U. S. in modo peraltro non convergente quanto alla individuazione dell' odierno imputato (Nome di fantasia: Giiseppe Verdi).

M. I. ha sostenuto di avere conosciuto in carcere "Giuseppe Verdi" nel periodo in cui entrambi erano detenuti nel carcere romano di Rebibbia dove il M. I. aveva conosciuto anche M. P., imputato nel presente procedimento la cui posizione è già definita.

Al M. I.  venne proposto dal "Verdi" e da M.P. di trasportare delle partite di eroina in Sardegna in quanto era imminente la concessione di semilibertà.

Il M. I. accetto' l' incarico che doveva essere eseguito materialmente dal L. A., noto con il soprannome di Suor M., al quale venne consegnata, quale segno di riconoscimento per i fornitori, una fotografia in occasione di alcuni colloqui tenuti dai parenti presso il carcere di Buoncammino di Cagliari.

Mediante la citata fotografia il L. A., si era recato dalla fidanzata del M. P., di origine nuorese e poi era stato messo in contatto con i fornitori che erano di Milano.

Il L. A., aveva fatto alcuni viaggi, talvolta con cadenza settimanale e nell'arco temporale di alcuni mesi, trasportando consistenti partite di eroina anche di due o tre chili per un ammontare complessivo di circa 10-15 chilogrammi che veniva acquistata al prezzo di 40 milioni di lire al chilo.

Parte del ricavato della vendita della eroina era stato diviso tra M. I., "Giuseppe Verdi" ed il M. P. ai quali spettava la somma di 17 milioni di lire per ciascuno.

Poiché erano sorti problemi con i conti relativi al ricavato che aveva fruttato circa 500 milioni di lire, una volta uscito dal carcere "Giuseppe Verdi" aveva chiesto spiegazioni al L.A. il quale non era stato puntuale nel pagamento del ricavato al M. P. ed al "Verdi", nonostante la sostanza stupefacente fosse stata pagata dai fornitori.
                                                          ***
Le dichiarazioni del M. I. hanno trovato una parziale conferma in quelle di U. S. il quale aveva sentito parlare del "Verdi" proprio da M. I.

Il U. S. aveva sentito che il "Verdi" era in contatto con la banda della Magliana a Roma ed aveva avuto parte in un traffico di stupefacenti che il M. I.  aveva posto in essere quando il "Verdi" era ancora detenuto in carcere.

Secondo U. S., il M. I.  aveva acquistato circa due chili di eroina in concorso con il "Verdi" i cui interessi erano curati da xxxxxxxx mentre l' odierno imputato era detenuto.

A quanto appreso dall' U. S., una volta uscito dal carcere il "Verdi" aveva fatto le sue rimostranze in merito al ricavato del traffico di stupefacenti a L. A., noto Suor M, incaricato della vendita della eroina.

Peraltro, in merito alla individuazione del' odierno imputato quale responsabile del traffico in esame, U. S. ha specificato di non avere mai conosciuto personalmente "Giuseppe VERDI" ma di avere sentito parlare dal M. I.  di un certo -MASSIMO VERDI- quale soggetto coinvolto nella vicenda in esame.

Per quanto aveva compreso U. S, doveva trattarsi del cognato di un suo compagno di detenzione a
Buoncammino, certo P. di cui il dichiarante non ha indicato il nome di battesimo ma ha solo
specificato che si trattava di un detenuto che, come U. S., era occupato quale muratore all' interno del carcere di Buoncammino.
                                               ***
Le dichiarazioni di M. I.  sono rimaste isolate in quanto U. S. ha addirittura sostenuto di conoscere un certo MASSIMO VERDI e non GIUSEPPE VERDI.

Non essendovi convergenza nelle dichiarazioni dei dichiaranti circa la individuazione del concorrente del M. P. e del M. I. (le cui dichiarazioni sulla identità del complice non hanno trovato riscontri individualizzanti autonomi), l' odierno imputato deve essere assolto con la formula PER NON AVER COMMESSO IL FATTO

                        PER QUESTI MOTIVI

Visti gli artt. ...... Dichiara
Non doversi procedere contro
M.G. In ordine al reato di cui al capo 4) per essere lo stesso estinto per prescrizione;
Non doversi procedere contro
M.S. In ordine al reato di cui al capo 65) per essere lo stesso estinto per morte dell' imputato;
Assolve
M.G. Dai reati contestati al capo 1,2,36,38,39,40,41 e 42 per non aver commesso il fatto;
A.A. Dal reato di cui al capo 120 per non aver commesso il fatto;
A.L. Dal reato di cui al capo 106 per non aver commesso il fatto;
GIUSEPPE VERDI dal reato di cui al capo 26 per non aver commesso il fatto;
L.R. e S. G. Dai reati di cui ai capi 39 e 41 per non aver commesso il fatto;
F.P. Dal reato di cui al capo 75 per non aver commesso il fatto;

Dichiara M.G. responsabile dei reati contestati ai capi 3,5,6,7 e 37;
A.L. Responsabile del reato di cui al capo 77;
C.V. Responsabile dei reati di cui ai capi 59 e 64;
S.R. Responsabile del reato di cui al capo 120;

Per l'effetto Condanna:

M.G. alla pena anni 14 di reclusione ed euro 60 mila di multa;
A.L. alla pena di anni 8 di reclusione ed euro 30 mila di multa;
C.V. alla pena di anni 12 di reclusione ed euro 50 mila di multa;
S.R. alla pena di anni sei di reclusione ed euro 2 mila di multa;
Condanna M.G., A.L., C.V. e S.R. al pagamento delle spese processuali,
interdizione dai pubblici uffici ed alla interdizione legale durante l' esecuzione della pena.
.......

2009 sentenza definitiva passata in giudicato.
Presidente dott. M. G. Silvestri

Questo processo lungo circa 24 anni pur avendo assolto l' imputato GIUSEPPE VERDI
ha innescato, durante tutti questi anni fini a tutt' oggi (2016) quella che ritengo una persecuzione giudiziaria.

Sarà proprio questo processo, al tempo non ancora definito,  ad aver etichettato in maniera negativa GIUSEPPE VERDI dalla giustizia.
Dopo circa 24 anni di soggiorno obbligato e svariate accuse poi scoperte false come quella di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni nel 2002 con assoluzione piena avvenuta nel 2005 perché il fatto non sussiste (violenza sessuale e sequestro di persona) e non aver commesso il fatto (lesioni) poi scoperte essere infondate e persino calunniose anche se, in modo decisamente singolare tale azione per calunnia non è stata esercitata di ' ufficio, come io reputo avrebbe dovuto essere, sconterà altri carcere per 1 anno ed 8 mesi senza alcun risarcimento del danno ingiusto patito.
Le ripetute accuse poi rivelatesi infondate, specie in un procedimento lungo come quello sopra illustrato, hanno però portato nel tempo, non solo ingiusta carcerazione (data la condizione il Giuseppe Verdi non veniva creduto) ma anche:
 sorveglianza speciale, interdizione, fogli di via, impossibilità ad espatriare persino a recarsi nei paesi europei, insomma a nulla è servita l' assoluzione dal maxi processo del 2009 e quella dalle false accuse del 2005, avendo il continuato sospetto dell' autorità inquirente in genere, nel lunghissimo
periodo di accusa, segnato negativamente la vita di "Giuseppe Verdi".

Oggi, 2016 si spera comprendano che hanno impedito di vivere ad un uomo, prima ragazzo, poi adulto, ora più maturo che ad oggi non conosce ancora cosa sia la LIBERTÀ

In allegato il procedimento parallelo sul traffico di droga Turchia - Sardegna
http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2007/07/31/SL2PO_SL203.html




martedì 1 agosto 2017

Arresto per capi di accusa: violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni. Relazione operante carabiniere Cicala - udienza convalida di arresto.

I capi di imputazione per cui viene chiesto l' arresto sono: violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni in concorso.
La persona accusata verrà assolta su tutti i capi di imputazione in appello:

Per il capo di imputazione relativo a violenza sessuale e sequestro di persona assoluzione piena con la formula : il fatto non sussiste

e per l' accusa di lesioni assolto pienamente con la formula:  non aver commesso il fatto

con sentenza di assoluzione passata in giudicato e relativa scarcerazione, ma per tali squallide accuse ha  scontato 1 anno ed 8 mesi di carcere ingiusto senza avere alcun risarcimento d' ingiusta carcerazione,
che invece la legge stabilisce debba essere data a chi patisce questo tipo di danno.

Infatti l'altra imputata arrestata, nonostante la condanna (una ammenda sui 1000 euro) per lesioni e l' assoluzione su violenza sessuale e sequestro di persona (perché il fatto non sussiste) e l' aver scontato pena in parte in detenzione domiciliare, otterrà un risarcimento del danno che pare si aggiri sugli 80 mila euro,
ne può essere applicata la fungibilità non essendoci condanne da espiare.

Per arrivare a capire il contesto che ha fatto generare l' arresto nell' agosto del 2003 è importante visionare tutti i documenti presenti agli atti.

Fu proprio nella notte del 18/08/2003 tra le ore 05,06 e le ore 7,00 che i medici del pronto soccorso dell' ospedale Sant'Eugenio, dopo aver visitato colei che accusava, acquisite le consulenze ginecologiche e chirurgiche, che dichiaravano negativa la violenza sessuale.

E se, quindi, i pareri erano già ampiamente chiari, come mai ciò non viene redatto negli atti inviati in procura, risultando invece redatte dichiarazioni non proprio attinenti ai fatti, come in effetti sarà svelato con l' assoluzione del processo in Corte di Appello che ne stabilirà l' assoluta inesistenza della violenza sessuale e del sequestro di persona?

Al processo per direttissima per la convalida di arresto, viene ascoltato il carabiniere Annibale Cicala, all' udienza del 19/08/2003 (l' orario non è presente sul documento).

N.b. si fa notare che nel fascicolo su questo interrogatorio risulta carente di una pagina, la numerazione dei fogli passa da 1 a 3 (manca pagina 2) ma la numerazione a penna del tribunale è continuata, come se quel foglio mancasse dall' origine, infatti i numeri scritti a penna hanno sul foglio n.1 il numero a penna 21 e sul n. 3 ha numerazione a penna 22 (nessuno si accorse che mancava pagina 2 delle trascrizioni? Non è dato sapere cosa ci fosse scritto). Non è l' unico foglio che manca.

I commenti in maiuscolo e riportati nelle parentesi sono mie riflessioni).

"(.....)

Il giudice richiama l' operante Cicala Annibale.

Giudice: precisi questa circostanza della visita medica all' arrestato.

Cicala: per quanto riguarda il discorso del 118 si.... Presso il Comando Stazione di xxxxxxx, visto che il taglio era profondo, i nostri colleghi, il giorno dopo, diciamo quando è stato arrestato, nel pomeriggio hanno chiamato l' ambulanza per farlo medicare diciamo.

(NOTO IN QUESTO PASSAGGIO DUE FATTI SINGOLARI:

1- LA PERSONA CHE HANNO ARRESTATO, DALLE STESSE CARTE DEI CARABINIERI, RISULTA ARRESTATO DUE VOLTE,

UNA IL 18 AGOSTO DI MATTINA,

UNA IL 19 AGOSTO DI MATTINA O DI SERA ED IL 19 MATTINA C'E' ANCHE IL PROCESSO PER DIRETTISSIMA, QUESTA CONFUSIONE SI GENERA PROPRIO LEGGENDO L' INTERRIGATORIO DEL CARABINIERR CICALA, QUI IN PARTE RIPORTATO, QUINDI,
QUESTA DESCRIZIONE NON È AFFATTO CHIARA POICHÉ IL CARABINIERE CICALA DICE

"il giorno dopo questo, diciamo quando è stato arrestato... nel pomeriggio hanno chiamato l' ambulanza"

IN TEORIA DICE IL GIORNO DOPO L' ACCUSA, QUANDO VIENE ARRESTATO?

IL GIORNO DOPO È A MIO AVVISO ESPRESSIONE VAGA, ESSENDO CIRCOSTANZIATO IL FATTO MAI AVVENUTO IL 18 NOTTE, SIGNIFICA DOPO LA MEZZANOTTE DEL 17,
ED ESSENDO STATO TRATTO IN ARRESTO IL 18 MATTINA CON IL REATO CONTESTATO DI EVASIONE E NON DI VIOLENZA SESSUALE, SEQUESTRO DI PERSONA E LESIONI.

MA INDICA ANCHE UN RIFERIMENTO TEMPORALE, "nel pomeriggio hanno chiamato" PER CUI L' ARRESTO È AL MATTINO, NON POTENDO ESSERE DI SERA ALLE 21. DEI DUE ARRESTI L' UNICO DI MATTINA RISULTEREBBE QUELLO DEL 18.

POI SPUNTA UN NUOVO ARRESTO (Fermo con prelevamento della persona presso la propria abitazione) IL 19 SERA ALLE ORE 21 CIRCA,

 ARRESTO CHE AVVERREBBE DI NUOVO IN CASA, QUANDO DALLE CARTE RISULTA CHE L' ARRESTATO ERA NELLE CELLE DI SICUREZZA, CON PROCESSO PER DIRETTISSIMA CON CONVALIDA DI ARRESTO PER LA MATTINA DEL 19 E MEDICAZIONE IN UN QUALCHE PRONTO SOCCORSO PER MEDICARE IL PROFONDO TAGLIO NEL POMERIGGIO, MA QUESTO EVENTO NON SI CAPISCE IN QUALE DEI DUE POMERIGGI SI DEBBA COLLOCARE.

DALLA LETTURA DELLE CARTE SEMBREREBBE CHE IL 18 MATTINA VIENE ARRESTATO "ALLA PRESENZA DELLA MOGLIE" E
NONOSTANTE L' ACCUSA DELLA TOSSICODIPENDENTE DI VIOLENZA SESSUALE, SEQUESTRO DI PERSONA E LESIONI IN CONCORSI, AVVENUTA POCHE ORE PRIMA, NON VENGA CONTESTATO NULLA AI DUE TANTO CHE LA "MOGLIE" VERREBBE LASCIATA LIBERA.

DOPO L' ARRESTO PER EVASIONE, PARE L' UOMO VENGA PORTATO NELLE CELLE DI SICUREZZA DI ALTRE STAZIONI.
COME GIA' DETTO QUI NON SI CAPISCE SE LA MEDICAZIONE SAREBBE AVVENUTA IL 18 O IL 19 POMERIGGIO, MENTRE È CHIARO CHE IL 19 MATTINA VIENE PORTATO AL PROCESSO PER DIRETTISSIMA, CHE CONVALIDA L' ARRESTO RELATIVO AI FATTI LEGATI ALLE ACCUSE DI VIOLENZA SESSUALE, ECC E NON AL MOTIVO PER CUI ALL' ARRESTO DEL 18 DI EVASIONE.

2 PROCESSI PARALLELI? INSIEME O SEPARATI?
IO DI DOCUMENTAZIONE DI QUELLO PER EVASIONE NON LA TROVO, FORSE SONO UNITI.
PERÒ UN DATO È CHIARO, IL GIUDICE CONVALIDA L' ARRESTO IL 19 MATTINA PER L' ACCUSA DI VIOLENZA SESSUALE ECC.

"19/08/2003 GIUDICE DOTT.SSA BIANCHI, PM. DOTT. CASCINI
il giudice convalida l' arresto. Richiesta termini difesa. Il giudice sentite le parti rinvia all' udienza del 21 agosto 2003".

SE LA CONVALIDA DI ARRESTO AVESSE STABILITO I DOMICILIARI PERCHÉ ALLA SERA DEL 19 VIENE PORTATO IN CARCERE?

LA MIA IPOTESI CHE LA CONVALIDA DI ARRESTO POTESSE ESSERE STATA DATA CON ARRESTI DOMICILIARI DECADE DAL MOMENTO CHE AGLI ATTI INERENTI È BEN SPECIFICATO: CONVALIDA ORDINANZA CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE E NON A MISURE ALTERNATIVE.

TANTO CHE PROPRIO IL PM NELLA RICHIESTA DI CONVALIDA SCRIVE:

"..... I numerosi precedenti per evasione rendevano e non rendono concepibile la misura goduta degli arresti domiciliari per il xxxxx, misura grazie alla quale ha potuto commettere un ulteriore reato"

RICHIESTA DATATA 21/08/2003 Pervenuto Ufficio Esecuzioni GIP il 21/08/2003 ore 15,15
SI RICORDA CHE ENTRAMBI GLI IMPUTATI ERANO IN CARCERE DAL 19/08/2003 SERA.

ABBIAMO APPURATO INFATTI CON L' ASSOLUZIONE PIENA CHE I SUDDETTI REATI IL SIG. XXXXXX NON LI HA MAI COMPIUTI.

COSA ACCADE DOPO IL PROCESSO PER DIRETTISSIMA NON SI CAPISCE.

LEGGENDO LE CARTE SEMBRA ESSERE STATO RIMANDATO A CASA, EPPURE IL PROCESSO PER DIRETTISSIMA CONVALIDA L' ARRESTO. Processo per direttissima a cui il detenuto non è mai stato condotto. DI SOLITO DOPO CONVALIDA A CASA NON SI TORNA.

TANTO CHE ALLE 22,20 VIENE CONSEGNATO IN CARCERE LUI PRELEVATO DALLA PROPRIA ABITAZIONE ED ANCHE LEI CHE SARÀ INVECE RINTRACCIATA ALLA STAZIONE TERMINI.

MENTRE NELL' INTERROGATORIO SI EVINCE UN POLPETTONE DI ORARI CON NETTA CONFUZIONE DEI GIORNI).

Giudice: mi scusi, lei, quando si è recato nell' abitazione del signore, l' ha trovato in quali condizioni? Mi dica che ore erano e come l' ha trovato.

Op. Cicala: allora, erano le 9 e 20 circa e sta... E c'era un disordine nella casa abbastanza ....(...) era quasi in dormiveglia, diciamo, però era molto più sveglio che ...e riportava, appunto, sa...tracce ... c'erano un po di sangue a terra, non si capiva bene cosa era successo.

Giudice: ma il taglio era solo sul mento?

Op. Cicala: questo taglio che lui riporta adesso, e che è stato medicato, qua. Comunque la moglie, diciamo, nella ma... Nel giorno dell' arresto era presente, non il giorno dell' evasione che...come diceva.

(L' INDICAZIONE DI QUESTA PARTE APPARE DECISAMENTE PIU CHIARA, POICHE',
ESCLUDENDO IL GIORNO DELL' ARRESTO PER EVASIONE ADDEBITATO AL 18,
SI RIFERIREBBE AL FERMO (ARRESTO) DEL 19 TANTO CHE SI CORREGGE QUANDO STA PER DIRE "ma.." (MATTINA?)
È PROPRIO IL FAX DI TRASMISSIONE IN PROCURA PERÒ A DIRCI CHE QUELLA SERA DEL 19 LA "MOGLIE" NON C'ERA POICHÉ LA STESSA, RAGGIUNTA DAL FERMO (ARRESTO) VENIVA RINTRACCIATA ALLA STAZIOBE TERMINI.

IL CARABINIERE CICALA INDICA COME GIORNO IN CUI SI SCOPRE IL TAGLIO PROFONDO SUL MENTO DELL' ARRESTATO DURANTE L' ARRESTO DEL 19 (UNICO TRACCIATO CHE VEDO AGLI ATTI SAREBBE AVVENUTO DI SERA, VERSO LE 21) E QUINDI, SECONDO LE LORO STESSE CARTE, AL SECONDO ARRESTO (IL FERMO DELLE ORE 21 CHE AVEVA PERÒ PARE CONVALIDA DI ARRESTO EMESSA LA STESSA MATTINA AL PROCESSO PER DIRETTISSIMA, RINVIATA AL 21/08/2003).

TRAGGO LA DEDUZIONE CHE QUANDO VENNE ARRESTATO IL 18 IL TAGLIO PROFONDO SI PRESUME NON CI FOSSE?

Op. Cicala: quindi, voglio dire, siamo anche

Giudice: la moglie vi ha riferito qualcosa? Vi ha detto qualcosa?: "sono appena tornata...non c'ero prima...non ci sono stata durante la notte".

Op. Cicala: guardi, questo è quello che, diciamo, in quell' istante ho potuto cogliere io da quell' intervento. Poi, comunque, stiamo... eravamo parecchi colleghi e stiamo anche appurando determinate cose.

Giudice: va bene

P.M. scusi

Giudice: si

P.M. Io non ho capito questo passaggio. La moglie era già in casa quando voi siete arrivati?

<------ nbsp="" p=""> Op. Cicala: al momento dell' arresto si

(ABBIAMO INDIVIDUATO LA DATA A CUI IL CARABINIERE FA RIFERIMENTO, È STATO CHIARO, NON ERA ARRESTO PER EVASIONE MA IL GIORNO DOPO, QUINDI ERA IL 19 AGOSTO.

ORA FACCIO UNA COSA FACILE FACILE, PRENDO LE CARTE DEI CARABINIERI SUGLI ARRESTI DEL 19 AGOSTO E NOTATE BENE COSA EMERGE).

"Fax del 19/08/2003 ore 23,04 messaggio da stazione Divino Amore

Interrogato il teste maresciallo Sergio Bennici - in merito agli arresti su accusa violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni

Questo post, come anche il precedente e i prossimi in pubblicazione, sono una sorta di "dietro le quinte", al fine di capire quelle notizie date dalle testate nazionali e locali e dai telegiornali appena accadono arresti eclatanti, di cui dopo tanto tempo nessun media ci farà sapere come davvero sono andate le cose.

È questo post il seguito del precedente in cui vi ho illustrato alcuni passaggi che portarono in carcere un innocente il quale, nonostante un' aspra ingiusta carcerazione durata 1 anno ed 8 mesi ed un' ignobile accusa poi rivelatasi falsa, non otterrà alcun risarcimento del danno dallo Stato.

Ripartiamo dall' udienza del giorno 07/01/2004 dove vengono escussi i carabinieri Cicala e Pozzuto, quest' ultimo sarà ascoltato al posto dell' appuntato Spedalieri che invierà un certificato medico a giustificazione della sua non presenza a convocazione in udienza.

Proprio in questa udienza del giorno 07/01/2004 che il pubblico ministero Dott. Carlo Lasperanza (PM titolare di questo procedimento) dice al Presidente Dott. Sante Spinaci:

(....)

P.M. : vorrà valutare il Tribunale, siccome l' appuntato ci ha praticamente detto che ha partecipato anche a queste operazioni il Maresciallo Bennici, che è il Comandante della Stazione, se citare ai sensi dell' art. 507 anche lo stesso Maresciallo, che ha coordinato e... E ci potrebbe rispondere anche sulla PRESENZA DI QUESTO FANTOMATICO GINECOLOGO.

(FANTOMATICO GINECOLOGO È IN RIFERIMENTO AL FATTO CHE DURANTE IL DIBATTIMENTO SI INIZIA A SCOPRIRE CHE È SCOMPARSA MISTERIOSAMENTE LA CONSULENZA GINECOLOGICA REDATTA IL GIORNO DELLA VISITA IN OSPEDALE E CON TALE SCOMPARSA, NESSUNO ERA A CONOSCENZA DEL FATTO CHE NON ERA MAI STATO ASCOLTATO LO SRESSO GINECOLOGO E DIRIGENTE DELL' OSPEDALE IN QUANTO DETTA SCOMPARSA NON PERMETTEVA DI ESSERE A CONOSCENZA DELLA SUA ESISTENZA. L' ESPRESSIONE COLORITA DEL PM. INFATTI CHE USA IL TERMINE "FANTOMATICO" È LUNGIMIRANTE).

MA, PERDONATE UN INCISO, CHE STO AGGIUNGENDO A POSTERIORI, DOPO AVER SCRITTO TUTTO CIÒ CHE SEGUE A QUESTE BREVI RIGHE, DEVO RILEGGERE UN ATTIMO TUTTO L' INTERROGATORIO DEL BENNICI IN QUANTO IN MERITO AL "FANTOMATICO" GINECOLOGO NON HO VISTO NULLA, NESSUNA RICHIESTA DI CHIARIMENTI SUL FATTO CHE FOSSE SCOMPARSA, PRATICAMENTE DA SUBITO, LA CONSULENZA GINECOLOGICA, PER CUI PIÙ TARDI INSERIRO' L' ESITO DELLA RILETTURA.

Udienza rinviata al 4 febbraio 2004.

Esame teste Bennici

(...)

Teste Bennici Sergio: (....) quando è tornata in caserma, visto quelli che erano i referti che confermavano quello che lei sostanzialmente sosteneva abbiamo preso la denuncia, ho preso la denuncia, ....

(...)
Perche ovviamente come prima cosa, vista anche la... quello che era la xxxxxx è stato fatto un primo accertamento e ho visto che anche lei aveva avuto dei trascorsi penali e quindi abbiamo fatto una serie di verifiche anche su di lei per valutare l' attendibilità, soprattutto l' attendibilità della denunciante e ci siamo convinti della sua attendibilità.....

Difesa: ricostruzioni del Maresciallo ritengo non siano utili.

Presidente: riferisca su accertamenti concreti.

Teste Bennici: per cui ho fatto.... abbiamo fatto questi primi accertamenti e l' accertamento fondamentale è stato il referto medico, i referti medici anzi, perché ci sono stati due o tre referti medici...

P.M. senta, ci può dire cos'è che avete trovato nella perquisizione a casa del xxxxx? ......

Teste Bennici: durante la perquisizione, a parte che abbiamo trovato un appartamento tutto sottosopra ...... (...) per esempio sul... Nella cucina, sul tavolo della cucina c'erano tre piatti con dei resti di pasta .... e la xxxxx aveva detto che quando erano andati là aveva cucinato .... avevano cucinato della pasta.....

(...)

Teste Bennici: (...) dopo io ho riferito tutti questi fatti e dopodiché abbiamo proceduto al fermo, il giorno successivo, con il Dott. Lasperanza.

Difesa: una precisazione. Scorrendo il suo verbale di fermo del 19 agosto del 2003 le pongo una domanda che già ho posto agli agenti, ai Carabinieri della sua Stazione.

Teste Bennici: si

Difesa: volevo sapere se nel momento in cui redigeva questo verbale, alle ore 22,00, era presente anche un esperto, uno psicologo o uno psichiatra.

Teste Bennici: no

Difesa: non era presente.

Teste Bennici: no

Difesa: chi ha redatto materialmente il verbale, lei?

Teste Bennici: io, certo.

Difesa: lei ha delle specializzazioni in psicologia?

Teste Bennici: no

Difesa: allora volevo sapere il motivo per il quale, se ce lo può spiegare, evidenzia il comportamento, riferendosi alla xxxxxx, "con una chiara inferiorità psichica nei confronti di chicchessia anche se presente nei ragionamenti e consapevole della differenza tra bene e male". Lei ci ha riferito che non la conosceva prima.

Teste Bennici: no, mai vista.

(....)

Difesa: da quanto ce l' aveva di fronte la ragazza, Maresciallo?

Teste Bennici: la ragazza è venuta in... è stata portata in caserma e poi in ospedale ed è rientrata in caserma credo intorno alle 9/ 9,30 più o meno.

Difesa: quindi il verbale è delle 22,00 un' Oretta circa prima della relazione del verbale?

(NOTARE CHE LA DONNA ERA STATA IL 18 IN CASERMA, MENTRE IL VERBALE DELLE ORE 22,00 È DEL 19)

Teste Bennici: no, il verbale è stato redatto il giorno... Il verbale di fermo, è del giorno successivo.

Difesa: del 19 agosto alle ore 22,00

Teste Bennici: la ragazza l' ho avuta in caserma la mattina del 18, del giorno prima.

Difesa: quindi avete redatto il verbale successivamente.

L' osservazione della sig.ra xxxxxx quanto è durata?

Teste Bennici: è stata in Caserma 6/7 ore...

Difesa: grazie non ho altre domande

(...)

Presidente: maresciallo scusi, lei ha detto che il luogo del fatto ipotizzato era?

Teste Bennici: a xxxxxxx

Presidente: nell' appartamento della xxxxxxx?

Teste Bennici: si, nell' appartamento occupato da xxxxxx e xxxxxx

Presidente: in via xxxxxxxxxx n. Xxxx ?

Teste Bennici: esatto

(LA SIGNORA XXXXXX NON VIVEVA CON IL SIG XXXXX MA VIVEVA DA MOLTO TEMPO ALLO STESSO INDIRIZZO, STESSO CIVICO, DIVERSA SCALA E DIVERSO PIANO IL 3 CON UN TALE BEVILACXXXX D. )

Presidente: lei ha fatto riferimento ad una pregressa conoscenza della querelante da parte di chi, chi altro organo di Polizia Giudiziaria.

Teste Bennici: si, i colleghi di Fidxxxx dove abita.

Presidente: per quale motivo la conoscevano?

Teste Bennici: perché lei abita li ed è stata credo anche arrestata da loro, è stata controllata ed il convivente dal xxxxxxx stava agli arresti domiciliari e quindi la conoscevano e vedevano spesso, quasi giornalmente. .......

Presidente: è tossicodipendente la xxxxxx ?

Teste Bennici: si, credo di si, credo che sia ancora tossicodipendente.

Presidente: che atteggiamento aveva, ..... Sempre ricollegando la domanda all' uso di stupefacenti.

Teste Bennici: no, non mi sembra.... Era chiaramente agitata, ma era come in uno stato di torpore. Cioè, parlava, si addormentava sulla sedia e poi si risvegliava......

Presidente: può andare
.....
Dovevano sentire la xxxxxx (accusatrice), vero?

Parte civile: si ma è ricoverata, è ricoverata presso l' ospedale Spallanzani.

Rinvio al 24 marzo 2004

Nota: ho riletto tutto l' interrogatorio richiesto dal P.M Dott. La speranza


P.M. : vorrà valutare il Tribunale, siccome l' appuntato ci ha praticamente detto che ha partecipato anche a queste operazioni il Maresciallo Bennici, che è il Comandante della Stazione, se citare ai sensi dell' art. 507 anche lo stesso Maresciallo, che ha coordinato e... E ci potrebbe rispondere anche sulla PRESENZA DI QUESTO FANTOMATICO GINECOLOGO.

In questo interrogatorio non ho trovato una sola domanda sul "FANTOMATICO GINECOLOGO". Emergerà più avanti quando sarà ascoltata la dottoressa del pronto soccorso che comunque era una ginecologa che per prima visitò la denunciante e che non ravvisò alcuna traccia di violenza sessuale evidente ne meno evidente per cui chiese le consulenze degli specialisti per la ginecologica e chirurgica.









Parte 1) La Stazione dei carabinieri del Divino Amore e l' arresto "memorabile"....parte 1

Ed è proprio la località Divino Amore a ripetersi più volte in vicende collegate alla medesima persona che, in questo racconto chiameremo con un nome di fantasia, Giuseppe Verdi.

Giuseppe Verdi stava scontando 8 mesi di detenzione domiciliare a seguito di un controllo al Sert sbagliato in cui relazionarono di non averlo mai visto

Parte 2) la Stazione dei Carabinieri del Divino Amore e l' arresto "memorabile" parte 2

Siamo arrivati al punto in cui tra l' udienza del 30 aprile e quella del 21 maggio cambiano il PM dal Dott. Carlo Lasperanza al Dott. Roberto Staffa.

Il PM Roberto Staffa sarà arrestato qualche tempo più avanti, per altri motivi, lo si apprende dalla cronaca.

Si parlava di "ecchimosi" la querelante aveva dei lividini sulle gambe (sotto il ginocchio) ed uno sullo zigomo destro.
Bene, dato che le due donne se le diedero di santa ragione ci sta.
Cosi dichiarano anche medici e periti. Viene infatti specificato che la natura può essere di qualunque motivo non per forza atto sessuale.

Considerando anche che la lite effettivamente avvenuta tra le due donne, non è stata praticamente sfiorata durante il processo. Per fortuna che ci sono Giudici più obiettivi, in questo caso in Appello.

Mentre veniva escussa la dottoressa che per prima ha visitato la L. Lizzi (nome di fantasia), risponde in merito alla consulenza da lei avuta quel giorno, dice, quindi, che era difforme da quella che aveva in mano li in udienza.

E dice " no, a memoria, cioè io avevo proprio una consulenza: una consulenza redatta diversamente, non come questa"

Ed essendo "questa" un' altra presunta consulenza richiesta dalla medesima dottoressa, non sfugge che non viene menzionata come eventuale altra consulenza, quindi una consulenza che non ricorda.
Nessuno in udienza chiede di risalire a quella firma indecifrabile senza timbro.

Considerando che è il documento sul quale si basa la condanna di primo grado emessa dal Giudice dott. Sante Spinaci, in cui si evince quanta importanza viene data alla medesima consulenza a firma ignota.
Mentre il documento che esclude la violenza redatta dal ginecologo e dirigente non veniva né acquisito, né menzionato.

Impossibile che possa essere sfuggito in quanto nel passaggio di escussione dell' udienza del 23 giugno (10 mesi in carcere degli imputati) il teste, ginecologo poi rintracciato, riferisce :

"....ma mi fu anche obiettato, dall' agente di pubblica sicurezza - dottore - ed io ho detto - guardi, mi spiace ma io personalmente...non mi sembra di vedete lesioni in maniera apparente. Abbiamo fatto lo striscio culturale a fresco e vediamo che cosa esce fuori da questi tamponi".
I tamponi sarebbero quelli fatti dalla biologa, quindi un documento che integrava la consulenza del ginecologo, non a se stante.

Trovo singolare che nella comunicazione dei fatti in procura, in nessun punto viene né menzionato, né riportato il parere negativo del ginecologo.

Non era un medico secondario, ma una consulenza principale.

Ricordiamo al lettore che la querelante durante il processo alterna violenza vaginale ad anale, mentre al pronto soccorso dopo l' esito negativo vaginale dichiara anale.

Si farà passare, inviandola in procura, la "consulenza" dei vetrini (tamponi) della biologa, come consulenza ginecologica.

Eppure l' agente di pubblica sicurezza OBIETTA al ginecologo l' esito, poi nemmeno qualche ora dopo dimentica persino la sua esistenza. Tra parentesi il ginecologo era un uomo, la biologa una donna.

Nella trasmissione atti dalla stazione del Divino Amore alla procura verranno spediti solo:

Il documento di primo soccorso della dottoressa che la vede per prima;
La presunta consulenza chirurgica a firma ignora e priva di timbro;
E l' esito dei vetrini (tamponi) della biologa che chiameranno consulenza ginecologica e che tale non era.

Altro dato: quando il PM Lasperanza nomina il suo perito, non avvisa le parti accusate, cosi la perizia della procura avverrà senza la presenza del perito delle parti accusate.

La perita pare fosse un "tenente colonnello" delle assicurazioni, non si è compreso. Dott.ssa Liviero.

In compenso all' udienza del giudizio direttissimo il 19/08 per decidere in merito alla convalida degli arresti sarà ascoltato l' appuntato Annibale Cicala.

Riferisce che il Giuseppe aveva un taglio sul mento (profondo) e che lo portano in ospedale per farlo medicare.
Questo durante l' arresto.

In realtà dalle carte risulterebbero due arresti. E più perquisizioni in casa. Lo vediamo nel dettaglio più avanti.

Il Cicala non dice quale sia l' ospedale e nessuno glielo chiede.

Non indica neppure il giorno della medicazione. Nessuno glielo chiede.

Però gli viene chiesto più volte di essere preciso sulla sera in cui alle 23 erano passati a fare il controllo.

Le date degli arresti riportano dei passaggi poco chiari.

Intanto l' arresto è avvenuto una sola volta, non due.

Quindi si presume il primo arresto del 18 agosto per evasione e qui una serie di caserme stazioni girate, processo per direttissima, ospedale, carcere. Nessun ritorno a casa.

Come sarebbe avvenuta la perquisizione del 19 agosto alle 21,30 se alle 22,20 era stato portato in carcere a regina coeli? Son passati prima da casa?
Aveva una licenza fra un arresto e l' altro?

Il Cicala dice che al momento dell' arresto "erano le 9 e 20 e ha aperto la "moglie" .
Non specifica il giorno. Inutile dire che nessuno glielo chiede.

Riprendendo la nota di trasmissione invece si legge:

"Il G.V. veniva rintracciato presso la propria abitazione mentre la A. P. e' stata rintracciata alla stazione termini.

Interessante passaggio.

Il pubblico ministero infatti si trattiene proprio su questo singolare fatto chiedendo al Cicala se avesse aperto la porta la "moglie" e il Cicala risponde più volte si.

Perfetto ma che c' erano stati due arresti nelle carte nessuno se ne è accorto?
Nessuno fa indicare date?

Nu cazz.

Ricordiamo che gli arresti avvengono poiché si riporteranno consulenze positive alle accuse della Lizzi.

Chiaramente nessuno dirà che la Lizzi aveva già tentato altre svariate denunce per violenza sessuale altre volte.
La Lizzi era pluripregiudicata per cui nelle famose informative appare strano non esserci questa sua "abitudine".

Ma in udienza 5 mesi dopo gli arresti il Cicala dirà in riferimento agli esiti delle consulenza del 18 agosto
"Si si abbiamo atteso l' esito della ginecologica dove data esito negativo...."

Non lo ha però dichiarato in sede di convalida arresto.

Il difensore fa presente che "...gli accertamenti e quanto riferito nell' informativa è difforme dal vero".

Nelle copie del fascicolo presente in appello mancano delle pagine e si nota l' assenza poiché la numerazione è progressiva nonostante alcune pagine non ci sono.
A mancare è proprio la pagina in cui il Cicala durante interrogatorio risponde in merito alla perquisizione fatta in casa del sig Verdi.

Si capisce dall' inizio della pagina successiva a quella mancante. Ma non si sa cosa ci sia stato scritto.

Segue il Cicala all' udienza del 07 gennaio dicendo che il ciondolo (chiavi) viene ritrovato in un cofanetto di colore argento posizionato all' interno del soggiorno.
Quando il soggiorno è a vista appena si entra dalla porta di ingresso e le suddette chiavi erano in un piattino argentato, oggetto in cui si ripongono, appunto, oggetti o chiavi, sul mobile del televisore. Proprio appena entrati in casa.

Questa dichiarazione contrasta con quella del 19/08 in cui scrivono che "perquisizione domiciliare esperita consentiva di rinvenire occultate in un cassetto chiavi appartamento...."

Ma la famosa maglietta non la cerca nessuno, ne nessuno chiede alla querelante la descrizione.
La Lizzi si attribuisce la proprietà di scarpe da ginnastica. Per questo il sequestro delle scarpe ha il rifiuto della firma.

Interrogato il carabiniere Pozzuto dice di aver partecipato solo al fermo del Verdi e relativa perquisizione domiciliare. Sembrerebbe appartenere all' arresto del 19. Infatti pure lui non specifica il giorno, ne gli viene chiesto.

Il pubblico ministero rileva di voler sentire il maresciallo Bennici in merito alla presenza del "fantomatico ginecologo" (uso testuali parole).

Quindi il maresciallo Sergio Bennici interrogato dirà "..l' accertamento fondamentale è stato il referto medico, i referti medici anzi, perché ci sono stati due o tre referti medici...."

Poi aggiunge che le famose chiavi, che il Cicala chiama ciondolo, sarebbero state rinvenute dentro la scatola del sale. Addirittura in cucina quindi.

La denuncia della querelante è interessante poiché porta la firma dell' ultimo foglio a oltre 20 centimetri più in basso della fine del rigo. Di solito la firma va apposta sotto la scritta DENUNCIANTE non a 20 centimetri sotto.

Dettagli.

Nella richiesta si convalida del fermo ed emissione ordinanza di custodia cautelare in carcere vi è un grande errore di trascrizione.
Nel far presente al giudice per il processo per direttissima il fine pena, non sarà scritto 1 settembre dell' anno in corso, ossia pochi giorni dopo, ma scriveranno un anno dopo.

Mentre nel foglio indagini delegate la data risulta quella effettiva, 13 giorni dopo il presunto fatto che farà fare 1 anno ed 8 mesi di carcere a Giuseppe ed Antonia.

In appello Giuseppe sarà assolto su entrambi i capi di imputazione:

Capo 1 (concorso e violenza sessuale) perché il fatto non sussiste

Capo 2 (lesioni)
Per non aver commesso il fatto

Mentre Antonia verrà condannata per il capo 2, lesioni ed assolta per il capo 1) in quanto il fatto npm sussiste.

Giuseppe non ha ottenuto alcun risarcimento per ingiusta detenzione di 1 anno ed 8 mesi di carcere a Regina Coeli, non ha avuto alcun risarcimento della pena ingiustamente patita.

Antonia ha ottenuto un risarcimento di euro 80 mila circa, pur avendo a suo carico dei precedenti penali.

Ad oggi non si è a conoscenza del reale motivo per cui non fu dato al Giuseppe il risarcimento spettante. Alla procura non risulta la motivazione.

Dalle carte invece non vi è alcun interrogatorio (forse era in malattia?) ad uno dei carabinieri presenti a più momenti, l' appuntato Arturo Spedalieri. Magari sa chi era l' operante che ha obiettato il ginecologo? O forse fu proprio lui a ritirare i documenti in ospedale da inviare in procura?
Sarebbe interessante sapere di più.

Per cui torniamo di qualche anno i dietro nel racconto, poiché quando ci fu questa curiosa accusa di violenza sessuale e sequestro di persona da chi aveva a suo carico più denunce dello stesso tipo verso agenti di pubblica sicurezza o guardia di finanza o guardia forestale, era in corso un' altra indagine. 24 anni di indagine. Probabilmente si auspicava la condanna?
A conti fatti sono circa 40 anni di accanimento giudiziario sulla medesima persona. Ma da chi parte? Quale è il motivo per distruggere la vira intera di un essere umano?

Ecco questo processo con assoluzione piena è importante per tre motivi:

1) che molte cose importanti accadute nel processo cadranno nel vuoto, tipo: dopo aver scoperto che la Lizzi ha mentito andava denunciata per calunnia, cosa che non verrà fatta da parte della procura, ne lo permetteranno a chi ha patito danno ingiusto avendo applicato l' art. 530 si è impedito di procedere verso la menzognera. E che la tipa era avvezza di questo tipo di denunce era oramai chiaro.

2) che la firma ignota di un documento importante che a questo punto non si sa se fosse vero non verrà attenzionato, motivo per cui non si cercherà il responsabile o l' autore.

3) ed infine si fa notare che nonostante l' assoluzione passata in giudicato e quindi definitiva, le informative delle forze dell' ordine, a tutt' oggi, 2016, continuano a riportare nel nominativo del signor Giuseppe Verdi precedenti quali violenza sessuale e sequestro di persona, nonostante non esistano sui carichi pendenti.
Ma c'è di più, notare che il rinvio a giudizio dei due capi di imputazione, non riportano affatto il sequestro di persona, in quanto già su questo fatto la tizia non venne creduta.
Quindi come mai le informative riportano tali "precedenti" mentre non riportavano le abitudini della Lizzi di querelare per violenza sessuale persino le "guardie".


Le false accuse di una tossicodipendente - udienza 30 aprile 2004 - esame teste dottoressa (ginecologa) del pronto soccorso Sant' Eugenio Roma

Ricordando le pubblicazioni precedenti il p.m. dott. Carlo Lasperanza chiese di ascoltare il maresciallo dei Carabinieri Bennici anche in merito a quello che lo stesso definisce:
"fantomatico ginecologo"
poi, quando ascoltano il Bennici, all' udienza del 04/02/2004, non gli farà alcuna domanda in tal senso.

In data 30/04/2004 viene ascoltata la dottoressa che per prima visitò la denunciante Nizzi che aveva accusato un uomo ed una donna con cui era stata a cena, di essere stata dagli stessi violentata

Esame teste perito Vincenza Liviero nominata dal pubblico ministero - udienza del 23 giugno 2004

Il Pubblico Ministero nomina il perito dell' accusa ma non viene comunicato nulla né agli imputati, né al loro legale di fiducia, per cui non potranno partecipare all' esame.

Richiamiamo il punto riportato in precedenza:

Avv. Difesa: (.....) uno dei testi indicati dall' ufficio del pubblico ministero era consulente tecnico medico legale che ha proceduto a visita della parte offesa solamente 9 giorni dopo i fatti contestati e di questi fatti, che credo debba essere qualificato .... questi fatti debbano essere ... questi accertamenti debbano essere qualificati come accertamenti tecnici irripetibili, non è stato dato alcun avviso al difensore né agli indagati e quindi non hanno potuto partecipare, come avrebbero voluto, all' indagine medico legale. 


Si riportano i punti salienti dell' esame.

In questa udienza non troviamo più il Pubblico Ministero Dott. Carlo Lasperanza ma il Dott Roberto Staffa.

Quindi serve un inciso che le carte non riportano.

All' udienza del 30/04/2004 veniva ascoltata la dottoressa del Pronto

Impedirono di recarsi all' UEPE vietandolo - ma il loro compito era....

Scritto il 2 agosto 2016

Il compito della vigilanza è quello di verificare che le prescrizioni dettate dal magistrato di sorveglianza siano rispettate. Non rientra in questi compiti autorizzare o vietare ciò che le prescrizioni chiaramente dettano (per iscritto e con notifica). A questo primo tentativo di incastrare il detenuto con false accuse prontamente smontate è seguita circa 3 mesi dopo una vera e propria aggressione in casa. Il tutto è nelle mani del Procuratore Capo. Le carte parlano. Specie se gli autori sono i medesimi del medesimo ufficio.

" destinatari:
Commissariato omissis
Tribunale di Sorveglianza omissis

Egr. Sig. Dirigente,
Sono stata informata dalla mia assistita, dott.ssa "omissis", che in data di ieri è stata "esortata" a non recarsi presso l' Ufficio UEPE fuori dall' orario (omissis)
Vorrei richiamare la Sua attenzione per la
attenta lettura del provvedimento di affidamento in prova concesso alla (omissis) dal Tribunale (omissis) - che si allega per facilità - in base al quale la dott.ssa (omissis) è autorizzata ad assentarsi dalla propria abitazione negli orari indicati per "provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita" (punto1), mentre, per recarsi presso l'Ufficio UEPE non deve farlo negli orari indicati ma ha solamente il dovere di avvisare prima di recarvisi (punto3).
Vorrà, pertanto, invitare i preposti dell' Ufficio in intestazione a non fornire erronee indicazioni alla mia assistita circa le prescrizioni imposte dal tribunale di sorveglianza di (omissis), impedendogli, di fatto, di avere contatti con UEPE.
..... Saluti "

Tra qualche tempo tratteremo meglio anche questo capitolo come anteprima.