giovedì 16 agosto 2018

Atti persecutori, stalking, applicazione misure cautelari, stati di ansia e di timore

È legittima la tutelare cautelare, anche in assenza di una verifica medico-legale di stato di disagio, perché non è necessario che la molestia debba sfociare in una patologia conclamata, ed anzi la tutela cautelare deve essere apprestata prima che il disagio sfoci in vera patologia.

La persona che da anni mi molesta, perseguita, diffama è un soggetto che da decenni fa uso di metadone (dato dal Sert); 
È stato per decenni eroinomane;
Abusa di alcol che mescola a farmaci e metadone, nel senso che ci beve sopra; 
È stato (o è ancora) sovvenzionato economicamente dal municipio di competenza del Comune  di Roma come si nota spende molto in acquisto nuove schede telefoniche e connessione internet utilizzate per molestare; non risulta essere dacdecenni occupato in alcuna attività lavorativa;
Allontanato da tutte le strutture per atteggiamenti in contrasto con i regolamenti; atteggiamenti anche violenti verso altri utenti.
Allontanato anche dalla struttura Binario 95 (stazione Termini) per i medesimi motivi.
Le medesime diffamazioni le rivolge a tutte le strutture addirittura utilizzando e medesime accuse (identiche);

Ma come bersaglio essendo donna ed ancora non adeguatamente tutelata dai nostri inquirenti da anni si è accanito e si nota in modo violento e con minacce sempre più gravi verso la mia persona. 

Avendo constatato le problematiche di lentezza e di non applicazione di misure, quindi la sottovalutazione della pericolosità, che come avvenuto alla signora Maria Rosa Fontana abbiamo visto purtroppo come è andata a finire, così come per migliaia di altre donne vessate e non tutelate, ho comunicato ufficialmente ieri al Ministero di competenza  il progetto che ho intenzione di attivare. 
Un progetto che deve essere attivo il più velocemente possibile, che aiuta altre vittime di violenza a denunciare, a monitorare ed a sollecitare gli organi inquirenti. 
Comprendendo la notevole mole di lavoro, reputo che nessuno debba essere lasciato mai indietro. 
Se la mole di lavoro è troppa si incrementino le risorse. 

Le molestie telefoniche in modalità copiosa risalgono a fine 2015. 
In tre mesi ho presentato 4 querele per la reiterazione e la pericolosità che percepivo del soggetto.
A tale proposito vorrei fare un appunto e ricordare un caso di cronaca “Omar Talenti - ucciso presumibilmente dal cugino per un ipotetico debito di 300euro”

Il tizio che mi minaccia viveva con Omar. Notare che usa nelle minaccia che mi rivolge una cifra che coincide con la storia di Omar (dove ricordo che lui viveva). 

Qui l’articolo sull’omicidio di Omar Sodano https://www.google.it/amp/amp.romatoday.it/cronaca/omicidio-omar-sodano-talenti.html

Dopo le 4 denunce da me presentare a fine 2015 sono partite le indagini (appena visiono gli atti saprò dire quali sono state) il pm ha correttamente ritenuti validi gli elementi per chiedere il rinvio a giudizio e si è fissata udienza preliminare dal GUP. Maggio 2017.

Dal Gup ho fatto chiedere il rinvio perché dai documenti il soggetto risultava IRREPERIBILE eppure in quei mesi apparivano foto in rete della struttura in cui era. 

Infatti dopo viene trovato. A questa seconda udienza in Camera di Consiglio dicembre 2017 viene rinviato a giudizio. 

La prima udienza c’è stata a maggio 2018.

In questo tempo ha continuato incessantemente a molestarmi tramite più numeri di telefono (li bloccavo puntualmente scoperto il mittente sia vocale che via sms, whatsapp ovunque) che via internet. 
Fino alla minaccia più grave del 29 luglio 2018.

Trovandosi bloccato il telefono non mi squilla ed è partita la segreteria così quelle minacce che voleva fare sicuramente a voce così che io non potessi provarle le ha fatte in segreteria.

Venga davanti al giudice a rispondere. Il Giudice, il pm, gli avvocati lo aspettano. 

Considerando che sinora non si è mai presentato. 

N.b.
Accanto alla nostra struttura, sita in un palazzo condominiale di due piani, c’era un appartamento ed un box auto di un privato, in vendita. 
Quindi il cartello vendesi era (da anni) sia su un appartamento che nulla ci entrava con le nostre strutture, che sul box auto che sempre lo stesso nuovo proprietario della casa ha acquistato successivamente (credo un anno dopo dall'acquisto dell’appartamento, nel 2017).
Il nuovo proprietario e nostro vicino di casa è entrato a gennaio 2016. 

In merito a una presunta denuncia di molestie con un certo “don Luca” si precisa che l’autore delle minacce del 29/7/18 e già sotto processo per stalking, avendo letto in rete degli articoli di stampa del 2013, confonde gli articoli mescolando le persone. 

Il don Luca nel 2013 e nel 2012 non lo conoscevo.

Il don Luca infatti provvedeva a comunicare al soggetto a me ancora sconosciuto di lasciare la sua struttura in tempi brevi.

Stessa cosa che farò io successivamente a seguito di ripetute violazioni del regolamento e per non arrecare disagi agli altri utenti si è dato tempo al soggetto di trovarsi un altro posto e trasferirsi. Non si utilizzò l’allontanamento immediato ma si diede un mese di tempo per cercare un altro posto e spostarsi assieme alle proprie cose, come appunto fece salvo lasciare dei bustoni contenenti canottiere molto macchiate dicendo “buttate voi tutto a me non me servono” nonostante l’invito a ritirare i bustoni scaduti i giorni concessi in cui non si faceva sentire, iniziava a minacciare e telefonate ripetutamente.
Vennero date tre scadenze per togliere i bustoni e tutte le volte attendeva la scadenza concessa per iniziare a minacciare, 
Non mi risulta alcun carabiniere averlo accompagnato a tal fine, ne avendo il mio cellulare, alcun carabiniere mi contattava. L’unico contatto che ci fu con i carabinieri era stato quando venni avvisata di una tentata irruzione in casa e io chiamavo il 112. Mi fecero fermare dicendomi di non avvicinarmi finché non avessero allontanato il soggetto.
Ne i carabinieri confermano alcuna loro dichiarazioni nei miei confronti.
Il tale già sotto processo asserisce che i carabinieri (di cui non si ha traccia, ho chiesto in caserma) avrebbero usato parole ingiuriose sulla mia persona, 
Avendo constatato le accuse che muove ritengo che alcun carabiniere abbia mai avuto motivo di usare ingiurie ed offese sulla mia persona. Pertanto ritengo l’argomento chiuso e rimesso completamente nelle mani della Competente Autorità Giudiziaria.

*”All’uscita dalle strutture è vietato lasciare qualsiasi bene, che deve obbligatoriamente uscire assieme al soggetto. 
Se viene lasciato qualsivoglia oggetto è da ritenersi abbandonato. Il presente punto fa parte tassativa del regolamento di ingresso e di uscita, che all’ingresso viene accettato dall'utente altrimenti, se non si concorda con il regolamento la persona non può essere ospitata.
Il regolamento è tassativo al fine della civile comune convivenza”.

Pertanto anche perdita di tempo stare a leggere le farneticazioni del soggetto. 

Data pubblicazione 03 agosto 2018 ore 1.48