martedì 19 dicembre 2017

Fissata udienza per risarcimento di ingiusta detenzione patita in carcere negli anni 2003/2005

A seguito dell'istanza depositata direttamente al Procuratore capo di Roma nel giugno del 2016 di circa 300 pagine, in cui il Procuratore dott. Pignatone veniva reso edotto di azioni poco chiare avvenute negli anni a partire dal 1990 fino al 2015, riguardanti più procedimenti penali con conseguenti carcerazioni e assoluzioni passate in giudicato e di cui non si sapeva nulla rispetto al risarcimento spettante.
Il risarcimento del danno è obbligatorio verso chiunque subisca l' ingiusta pena patita della carcerazione senza contare l'aspetto morale e psicologico di una persona che viene privato non solo della propria libertà personale, ma anche mentale, è stata fissata, quindi, l'udienza per il risarcimento del danno per l'ingiusta carcerazione patita negli anni 2003/2005

Interrogato il teste maresciallo Sergio Bennici - in merito agli arresti su accusa violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni

Questo post, come anche il precedente e i prossimi in pubblicazione, sono una sorta di "dietro le quinte", al fine di capire quelle notizie date dalle testate nazionali e locali e dai telegiornali appena accadono arresti eclatanti, di cui dopo tanto tempo nessun media ci farà sapere come davvero sono andate le cose.

È questo post il seguito del precedente in cui vi ho illustrato alcuni passaggi che portarono in carcere un innocente il quale, nonostante un' aspra ingiusta carcerazione durata 1 anno ed 8 mesi

Parte 1) La Stazione dei carabinieri del Divino Amore e l' arresto "memorabile"....parte 1

Nota: Racconto pubblicato sul blog Monia Lustri e in versione pubblica nell'anno 2015 prima di inviare Istanza al Procuratore Capo di Roma depositata in data 7 giugno 2016.

Ed è proprio la località Divino Amore a ripetersi più volte in vicende collegate alla medesima persona che, in questo racconto chiameremo con un nome di fantasia, Giuseppe Verdi.

Giuseppe Verdi stava scontando 8 mesi di detenzione domiciliare a seguito di un controllo al Sert sbagliato in cui relazionarono di non averlo mai visto

Parte 2) la Stazione dei Carabinieri del Divino Amore e l' arresto "memorabile" parte 2

Nota: Racconto pubblicato sul blog Monia Lustri e in versione pubblica nell'anno 2015 prima di inviare Istanza al Procuratore Capo di Roma depositata in data 7 giugno 2016.

Siamo arrivati al punto in cui tra l' udienza del 30 aprile e quella del 21 maggio cambiano il PM dal Dott. Carlo Lasperanza al Dott. Roberto Staffa.

Il PM Roberto Staffa sarà arrestato qualche tempo più avanti, per altri motivi, lo si apprende dalla cronaca.

Si parlava di "ecchimosi" la querelante aveva dei lividini sulle gambe (sotto il ginocchio) ed uno sullo zigomo destro.

Bene, dato che le due donne se le diedero di santa ragione ci sta.
Cosi dichiarano anche medici e periti. Viene infatti specificato

Esame teste perito Vincenza Liviero nominata dal pubblico ministero - udienza del 23 giugno 2004

Nota: Racconto pubblicato sul blog Monia Lustri e in versione pubblica nell'anno 2015 prima di inviare Istanza al Procuratore Capo di Roma depositata in data 7 giugno 2016.

Il Pubblico Ministero nomina il perito dell' accusa ma non viene comunicato nulla né agli imputati, né al loro legale di fiducia, per cui non potranno partecipare all' esame.

Richiamiamo il punto riportato in precedenza:

Avv. Difesa: (.....) uno dei testi indicati dall' ufficio del pubblico ministero era consulente tecnico medico legale che ha proceduto a visita della parte offesa solamente 9 giorni dopo i fatti contestati e di questi fatti, che credo debba essere qualificato .... questi fatti debbano essere ... questi accertamenti debbano essere qualificati come accertamenti tecnici irripetibili, non è stato dato alcun avviso al difensore né agli indagati e quindi non hanno potuto partecipare, come avrebbero voluto, all' indagine medico legale. 


Si riportano i punti salienti dell' esame.

In questa udienza non troviamo più il Pubblico Ministero Dott. Carlo Lasperanza ma il Dott Roberto Staffa.

Quindi serve un inciso che le carte non riportano.

All' udienza del 30/04/2004 veniva ascoltata la dottoressa del Pronto

sabato 16 dicembre 2017

Rinviato a giudizio 612bis C.p.

Il Gup ha oggi disposto il rinvio a giudizio della persona che per almeno 2 anni ha tenuto comportamenti molesti, con anche minacce di morte esplicite  ed atti persecutori continuati verso la mia persona. 

lunedì 4 dicembre 2017

Interrogatorio alla denunciante di violenza sessuale

Solo a titolo esemplificativo vi riporto un passaggio dell’interrogatorio di una donna, Nizzi Laura, che aveva denunciato una coppia di averla violentata, picchiata e sequestrata e che fu ritenuta attendibile persino dal giudice di primo grado, nonostante sin dal giorno dell’accusa l’ospedale aveva dichiarato di non esserci stata alcuna violenza sessuale.
Fu proprio quel giorno che scomparve la consulenza ginecologica che dava esito negativo e compariva un documento scritto a mano, con firma indecifrabile senza alcun timbro dell'ospedale e che nessun dirigente e medico della medesima struttura riconoscerà.

Domande relative a dopo la riferita violenza che non c’è mai stata.
Notare che attendibilità aveva la denunciante Nizzi:

Riferito alla ex compagna dell’uomo dice

Nizzi “Improvvisamente cambiava atteggiamento nei miei confronti diventando aggressiva anche nei confronti di Giuseppe”

Poi prosegue il racconto con la parte successiva della riferita violenza.

Difesa: “ha detto - dopo la violenza - prima”

Nizzi “La cena eravamo tranquilli”

Difesa: “signora Nizzi, il tavolo era ancora apparecchiato mentre si svolgeva l’eposodio da lei descritto?”

Nizzi “si”

La Nizzi aveva dichiarato di essere stata violentata sul tavolo da pranzo (l’unico presente in casa), tavolo trovato dai carabinieri ancora apparecchiato.
Immagino che se una viene violentata su un tavolo apparecchiato il tavolo non si scompone minimamente. Geniali.

Difesa “le mani ... lei ha detto che era ricurva sul tavolo e quindi le mani le teneva.....”
“una volta liberata cosa ha fatto?”
“entriamo nella seconda fase, la signora Antonia si era già arrabbiata con lei e con il signor Giuseppe, cosa faceva?

Difesa: “quindi siete rimasti in casa in due, il signor Verdi e lei.

Nizzi “si”

Difesa: “il signor Verdi cosa ha fatto, cosa ha detto è come si è comportato?”

Nizzi “praticamente m’ha Detto stai tranquilla”

Difesa: “poi?”

Nizzi “stai tranquilla e poi ha detto io con questa non c’è la faccio più”

Difesa “era aggressivo nei suoi riguardi?”

Nizzi “no”

Difesa “un passo indietro. Il cellulare stava ancora in tasca ai suoi pantaloni?”

Nizzi “si, grazie a Dio”


Difesa: “certo, grazie a Dio lo diciamo anche noi.... la signora Antonia successivamente è rientrata in casa?”


Il cellulare che stava in tasca sarebbe rimasto lì dopo che questi larghi e morbidi pantaloni le venivano forzosamente calati (dal suo fantasioso racconto) come se un cellulare dopo una azione del genere resta in tasca. La stessa che dimenticando di avere un cellulare dichiara di aver chiamato il 112 da una cabina telefonica che non c’era come riferiranno gli stessi carabinieri.
Persona attendibilissima, come no.


Nizzi “c’ha messo poco a rientrare”. (Riferito ad Antonia)

Difesa: “una volta rientrata in casa cosa ha fatto?”

Nizzi “mi ha assalita, mi ha menato”

Difesa: “e poi cosa ha fatto?”

Nizzi “mi ha gettato fuori”

Difesa: “ha chiuso la porta?”

Nizzi “si, si l’ha chiusa e infatti io sono andata sopra”...


- Violenza non c’è mai stata infatti Giuseppe Verdi viene assolto completamente in appello e passato in giudicato con la formula “perché il fatto non sussiste”.

- Il sequestro di persona come potete leggere non c’è mai stato essendo stata la tipa buttata fuori di casa da Antonia dopo la loro litigata. Denunciare una falsa violenza mi da tanto di vendetta.
Ma leggendo le indagini questo dettaglio veniva escluso, eppure non vedo altre ragioni perché oltre questo mi resta da pensare che la tipa fosse stata mandata in casa del Verdi proprio per farlo arrestare, a 12 giorni dal suo fine pena.

Non sarebbe il primo caso.
Esempio sempre a fine pena qualcuno potrebbe fargli occupare casa per far sì che debba uscire dai domiciliari?
O si accusa uno astemio ed allergico all’alcol di aver bevuto alcol non pagando? Ce lo vedo uno allergico all’alcol bere alcol però eh?

Geniali no? Tanto chi controllava?
E quanti casi simili esistono?

- Lesioni erano le botte tra le due donne.

Giuseppe Verdi sconterà in carcere 1 anno ed 8 mesi INGIUSTAMENTE

RILEGGETELA TUTTA. Poi RILEGGETELA.
Perché nonostante dovremmo essere un paese civilizzato, si riesce ancora a fare errori madornali sulla vita delle persone dando credito a certe donne con attendibilità zero e che lo hanno fatto più volte in precedenza e magari pure dopo... chi lo sa.

E la denuncia per calunnia la procura l'ha fatta alla tipa che ha denunciato falsamente una persona di averla violentata e sequestrata?
No. Non lo hanno fatto
Non farlo fa si che la persona lo rifaccia, come infatti lo aveva già fatto in precedenza impunemente ma nei precedenti casi diceva fossero poliziotti che poi invece erano della guardia di finanza (così dichiara sotto interrogatorio alle domande della difesa, del pm e in presenza del presidente).

Arrestare un uomo adducendo che vi fossero elementi di colpevolezza quando non c’erano?
Che bel paese fa esserne fiero proprio. Ma i genitori, i maestri, i professori, hanno insegnato questi valori? Fortuna che esistono pure i codici etici. Aho’

E questo fu un articolo che racconto’ una storia completamente diversa. Notare che non fa alcun cenno ai due arresti. Non fa cenno al pm che aveva avuto per primo il fascicolo D’Elia Nunzia che poi lo passa al pm Carlo Lasperanza il quale, stranamente, ha un altro fascicolo. Parliamo della medesima accusa e due fascicolo dati a due pm diversi.
Uno, quello alla pm D’Elia viene iscritto subito in data 19/8/2003 mentre agli atti viene indicato come contatto il pm Lasperanza solo in data 19/8 alle ore 13,30 (la denuncia portava dei fatti falsi secondo la Nizzi avvenuti dopo la mezzanotte del 17/8.

Non riporta l’articolo la sparizione della consulenza ginecologica sostituita dall’analisi della biologa (consulenza chirurgica) che sono due documenti completamente diversi e l’analisi veniva richiesta proprio dal ginecologo, un medico uomo, che dagli atti scomparirà subito appena lasciato l’ospedale.

L’articolo non scrive neppure che questa “ povera” donna aveva mentito, anzi leggete come la descrivono. A leggere questo articolo sembra quasi che questa donna fosse una vittima. Vittima di sparare cazzate e far arrestare un innocente.
Questa è la stampa che preferisco non leggere, la stampa per cui spendere anche un solo euro è solo uno spreco. Come se quell’euro lo buttassi nella fogna che trovo per strada.

L’articolo che riporta la storia falsa e che non farà seguire alcuna rettifica.

Nelle carte legali non compare in alcun punto quello che nell’articolo viene menzionato come capitano Collins. Come già segnalato però il fascicolo sebbene richiesto integralmente ha carenza di
molto moltissimo documenti.

Quando ha visto la macchina dei carabinieri passarle davanti, per lei è stata una liberazione. 


Era seduta sul marciapiede, alla fermata del bus, in un quartiere alle porte della città che neanche conosceva, scalza e con quel che rimaneva di un vestitino di cotone addosso. 
Brandelli di stoffa adagiati su un corpo che per una notte intera aveva subito gli abusi sessuali di una coppia di coniugi. «Portatemi in ospedale, vi prego, quei due, moglie e marito, mi hanno violentato per ore~». 
E' iniziata così la denuncia di una giovane donna di 34 anni, romana, proprietaria di una casa nel quartiere San Lorenzo, ma per scelta e per una lunga serie di vicissitudini personali, "residente" soprattutto alla stazione Termini. 
E' stato lì che è iniziato il suo dramma. Erano da poco passate le 21 quando la trentenne è stata avvicinata dalla coppia, che all' inizio si è mostrata molto gentile con lei. 
Una chiacchierata, un panino e una birra, e quella strana confidenza che a volte si viene a creare tra perfetti sconosciuti ha via via cementato la nuova amicizia. 
Poi, all' improvviso, la proposta di moglie e marito di riaccompagnare a casa la giovane donna, in macchina. Non ce n' era bisogno - ha detto lei - avrebbe passato la notte lì, nella stazione, così come aveva fatto tante altre volte. Ma uno sguardo fulmineo tra i due ha bloccato i discorsi della giovane: trascinata per un braccio è stata costretta con la forza a salire sull' auto. L' uomo le ha immobilizzato con una corda le braccia e ha guidato diretto fino a casa sua,nella zona del Divino Amore. Tra le mura dell' appartamento per la trentaquattrenne è iniziato il dramma. «La donna s' è denudata e ha iniziato a spogliare anche me, toccandomi nelle parti intime - ha raccontato la vittima ai carabinieri diretti dal capitano Collins Brait - poi mi ha afferrato le braccia, permettendo così al marito di iniziare a violentarmi e impedendo a me di muovermi. 
Ho cercato in tutti i modi di liberarmi ma l' uomo mi picchiava così forte che alla fine ho perso conoscenza». Sul far del giorno moglie e marito sono crollati in un sonno profondo, complice anche la quantità di alcol di cui avevano fatto uso durante la notte, e la trentenne, senza neanche raccogliere i suoi pochi averi - uno zainetto con dentro le chiavi di casa sua e un paio di scarpe - s' è infilata il vestitino strappato in più punti ed è riuscita a sgattaiolare in strada. 
Quindi l' incontro con i carabinieri della compagnia Pomezia che si sono subito messi al lavoro. 
Le immediate indagini, coordinate dal sostituto procuratore, Carlo Lasperanza, hanno portato alla cattura dei coniugi, sorpresi nel sonno. 
Le prove della notte di violenza erano lì accanto a loro, evidenti: le scarpe della vittima, i suoi oggetti e il denaro. Marito e moglie, entrambi processati per direttissima, sono finiti in carcere (anzi tornati, visto che avevano entrambi vari precedenti) con l' accusa di sequestro di persona e violenza sessuale.
FEDERICA ANGELI


Diciamo al giornale che quando si fanno articolo si scrivono cose vere non racconto di fantasia anche se è la fantasia di qualcuno seguito dal cim che fa uso di metadone ed eroina. Questo nell’articolo non c’è scritto.
Le persone accusate sono state completamente prosciolte PERCHÉ IL FATTO NON SUSSISTE  e la Nizzi aveva inventato sia la violenza che il sequestro. Assoluzione piena passata in giudicato, inoltre il legale ha fatto richiesta di rimozione di questo articolo eppure il potente giornale ignora ancora una volta di rispettare un diritto di cittadini comuni, non lo hanno rimosso nonostante la DIFFIDA.
Che paese di Generali. 

venerdì 1 dicembre 2017

Prete arrestato con accusa di abusi su minori

“....L’inchiesta ha accertato che uno dei ragazzini si era rifiutato di sottostare a questi «riti» e aveva rivelato gli abusi ma per questo motivo era stato isolato dalla comunità dei fedeli, molto devoti al sacerdote. Anzi, quando le voci si sono trasformate in forti sospetti da parte di alcuni genitori pronti a denunciare, padre Pio avrebbe millantato conoscenze nell’ambito della mafia, per intimorirli e farli desistere. Uno di questi genitori però è stato denunciato per favoreggiamento personale perchè, dopo che il figlio era stato sentito dagli investigatori, aveva informato dell’inchiesta il sacerdote....”

Art leggi qui https://www.google.it/amp/www.lastampa.it/2017/12/01/italia/cronache/usava-lolio-santo-per-abusare-dei-ragazzini-prete-pedofilo-arrestato-a-catania-uKpXiMn7zP0c7zOKkWZGJJ/amphtml/pagina.amp.html