mercoledì 29 agosto 2018

Domanda per il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Roma dott. Vincenzo Barba

Gentilissimo dott. Vincenzo Barba,
Come saprà non ho nulla di personale sulla sua professionalità, ma arrivati a oltre metà 2018, delle domande mi preme porle. E non sono poche.

Considerando che la questione è ancora completamente  aperta e se non ricordo male Lei su questo caso aveva molta molta molta premura, ma poi non si è più capito che iter abbia preso quel fascicolo.

Ricordiamo tutte le mie denunce capitate al suo ufficio dove sono finite e con quale procedura?
Posso riportarle una per una come ho già fatto in altri post (quindi ci sono già sul blog).

Di cui quelle che sono state improntate su soggetti che poi si sono rivelati per ciò che dicevo, anzi mi correggo, molto peggio di ciò che palesavo io.

Ricordiamo anche una “querela” (se così si può definire) che Lei ricevette via fax (non fatta da me, perché per me non hanno mai fanno i fax per depositare una querela ma si utilizza la via ordinaria, devo quindi comprendere se via fax è un iter che si possa utilizzare poiché le sommarie informazioni sono una cosa, una denuncia trasmessa via fax senza farla passare per la procura è ben altra cosa è non l’avevo mai sentita, nemmeno i giornali così attenti alle veline non ci informano su queste bizzarre singolarità).
Pare sulla stessa non sono mai stati posti il numero primi atti. Interessante almeno per me sapere che esistono anche queste strade.
Un fax diretto ad un pm.

Senza numeri primi atti, mi chiedo, come arrivò dal gdp? E come mai li nessuno se lo è chiesto?
In questi prossimi mesi ho tutto il tempo di togliermi queste curiosità.

Anche qui, infatti, devo fare delle verifiche approfondite essendo collegate alla vicenda in questione. (Ho ritirato la copia integrale).
Per cui il paragone tra oramai svariati casi, mi viene spontaneo.

Cioè per i lettori devo spiegare che la querela di cui parlo è che non è mia sarebbe stata nell’ordine:

- “querela” presentata da un “signore” dai carabinieri, “signore”che io avevo già denunciato per avermi aggredita assieme ad altri;

- i carabinieri avrebbero mandato la stessa via fax al pm (al pm Barba? C’è un numero di fax a cui è diretta e non so se è il suo, però la prende il pm Barba, per cui mi viene spontanea la correlazione), quindi la mandano il Procura a Clodio;
- non viene iscritta a ruolo; non viene indagato nessuno ma se ne va dal giudice di pace e finisce dentro la mia querela. Come ci finisce lì se la Procura non l’ha mai concretamente acquisita?

Sono ancora molte le cose che in questa vicenda hanno bisogno di risposte concrete.

Sono a chiederLe, pubblicamente, se può farmi sapere, per tramite del mio legale, quali tra i 4 indirizzi pubblici a cui l’esposto era indirizzato in data 28/6/2011, sarebbe stato arrestato, secondo dichiarazione resa sotto interrogatorio dal prete “don Rocco”. Presumo abbia fatto la verifica.

E perché mai avrebbe rilasciato tale dichiarazione dato che non mi risulta alcun arresto avvenuto fino al giorno in cui lo dichiara;

Ciò che appare evidente è che qualcuno ha il vizio di:

Prendete un fatto vero,
modificarlo parzialmente, a suo favore tanto da non stravolgere troppo la realtà
ed aggiungerci una cazzata penalmente rilevante a danno altrui.

A questo aggiungo che non era realistica neppure un’altra dichiarazione,
che come l’ho riscontrata io con i documenti agli atti, l’avrà senz’altro fatto Lei.

Il riferimento è, al passaggio in cui le dice che:

“Il giorno dopo mi ha chiamato e non mi ha risposto”*

Si riferiva al giorno dopo dell’aggressione notturna del 20 giugno che avevo subito,
quindi dichiara (sotto giuramento) che il 21 lo chiamo e non risponde.

Peccato che i “tabulati dicano tutt’altro.
Ha notato che i “tabulati” che tali non sono, riportano non solo che lo chiamo e risponde restando in conversazione per circa 7 minuti, ma mi richiama la sera, mi richiama ancora 4 volte il giorno dopo, 22 giugno, è così via fino al 30 e 2 chiamate ANONIME verso novembre?

I “tabulati” svelano l’anonimato pensi che sorpresa quando li ho visti.

Sta tutto nelle Sue carte di accusa.

Da aggiungere i documenti che ho consegnato al gip (parziali).

Sono ad evidenziare queste situazioni in quanto nessun giornale all’epoca si è interessato di dare notizie documentali.

Nell’elenco del “manifesto” vi è:

- Responsabile del Comune di Roma dell’epoca, con nome e cognome; non mi risulta, ne arrestato, ne imputato, ne indagato;

- il presidente del municipio dell’epoca, vi è nome, cognome e non mi risulta essere stato assessore; lo presentai io al don Rocco;

- il comandante dei vigili del municipio VIII dell’epoca oggi VI, oggi capo dei vigili di Roma e di sicuro non era assessore, ne mai arrestato;

- presidente commissione urbanistica dell’epoca, e non mi risulta ne imputato, ne arrestato.

La seconda domanda è:
se ha visto nella documentazione le fatture, le note di credito, le fatture bis, le mail e tutti i mesi (veri si ravvisa dallo scambio mail) interessati a questi contatti.

Dato che non me ho trovato traccia, presumo non ne sapesse nulla neppure Michele Di Stola?

giovedì 23 agosto 2018

Decisione sulla richiesta di giudizio immediato

Art. 455.
Decisione sulla richiesta di giudizio immediato.
1. Il giudice, entro cinque giorni, emette decreto con il quale dispone il giudizio immediato ovvero rigetta la richiesta ordinando la trasmissione degli atti al pubblico ministero.

(Ovviamente è sottointeso l’obbligo di notificare la richiesta all’indagato e non notificarne una - due perché ci fu una dimenticanza immagino - e poi farne una terza senza notificarla, ne a me, ne al mio legale).

Fra pochi giorni sapremo che strada ha realmente preso questo fascicolo nel 2013 e nel 2014.

Voglio visionare tutte le notifiche, una per una.

È fatto risaputo che in quei periodi (da luglio 2013) non ero più residente a Roma e che i carabinieri di dove avevo messo la nuova residenza, per la precisione, il comandante in persona, si sarebbe premurato di avvisarmi.
Da che dovetti cambiare residenza, proprio per questa storia, con il nuovo comandante parlammo subito e questa vicenda la seguivano con attenzione. 
Quindi entro il 14/1/2014 doveva esserci un esito in uno dei due sensi? (“Raf” subentra a fine 2014 e non riceverà, così mi riferisce, alcuna notifica). 
E se non risponde cosa accade? Dovrei tenermi gli esiti e gli effetti screditatori delle indagini? Non ci penso minimamente.
Lo scopriremo a breve.

In sintesi:

- Due notifiche di richiesta rinvio a giudizio (con fissazione udienza dal Gup) notificate 2013, udienza mai fissata;

- ho richiesto, nei termini di legge (2013), di essere sottoposta ad interrogatorio, non è mai stata notificata la risposta del pm ne a me ne ai miei legali;
Quindi non c’è mai stato l’interrogatorio da me richiesto ne mai è stato fissato;

- risulterebbe una terza ed inusuale, perché doppia anzi tripla, richiesta di rinvio a giudizio stavolta immediato (della serie saltiamo proprio il GUP anzi saltiamo pure il giudice si passi direttamente alla cassazione? Anzi saltiamo pure quella?)
Ma anche qui l’interrogatorio è elemento imprescindibile, essere interrogata è un passaggio che manca in ogni caso;

- arriviamo a 5 anni e mezzo dopo e che accade? Pare il mio “urgentissimo” procedimento non è ne più urgente, ne importante ma viene “dimenticato” sotto la polvere?

Poi mi fate sapere chi si è tanto scomodato sul mio nome?
No perché sono davvero curiosa.

Quindi, l’altro dubbio che devo togliermi è se sul serio siano stati emessi due anzi tre diversi tipi di richiesta di rinvio a giudizio (i primi due erano lo stesso notificato due volte, pare avessero dimenticato me o il mio legale, mentre la presunta terza mai saputa) a distanza di tot mesi uno dall’altro. Il primo verso giugno 2013, (notificato), il secondo verso settembre 2013, (notificato), il terzo verso gennaio 2014, (NON notificato) ?
Anche questo lo saprò presto.

*Al momento ho iniziato con richiesta ad alcuni quotidiani on line di cancellazione articoli pubblicati e sono stati celermente rimossi.
Ora voglio vedere dove si attaccano quelli e quelle che per anni hanno usato quegli articoli per screditarmi in rete.
Dal basso dei loro valori. 😉
Ora tocca alle testate più note.

Il Procuratore Capo di Roma lo ha mai visto questo fascicolo? Io direi che è arrivato il momento che lo veda. 

mercoledì 22 agosto 2018

I sopravvissuti e gli attivisti del mondo rispondono alla dichiarazione di Papa Francesco. La cultura dell'abuso è un "meccanismo" che vive nelle strutture e nelle leggi della Chiesa, dice il gruppo mondiale. Le leggi e le strutture della Chiesa devono cambiare, quindi la cultura dell'abuso finirà. Papa Francesco in una dichiarazione odierna, sta riconoscendo che ci sono "un numero significativo di chierici e persone consacrate" che sono stati coinvolti in attività criminali contro i bambini. [ 342 more words ]


http://retelabuso.org/2018/08/21/i-sopravvissuti-e-gli-attivisti-globali-rispondono-alla-dichiarazione-di-papa-francesco/

Il pontefice ha scritto direttamente ai fedeli: "Guardando al passato, non sarà mai abbastanza ciò che si fa per chiedere perdono" RIMINI. "Con vergogna e pentimento, come comunità ecclesiale, ammettiamo che non abbiamo saputo stare dove dovevamo stare, che non abbiamo agito in tempo riconoscendo la dimensione e la gravità del danno che si stava causando in tante vite. Abbiamo trascurato e abbandonato i piccoli". [ 820 more words ]
http://retelabuso.org/2018/08/20/papa-francesco-con-vergogna-e-pentimento-ammettiamo-di-aver-abbandonato-i-piccoli-lettera-del-papa-sulla-pedofilia/

martedì 21 agosto 2018

La scoperta

Mi sa che ho capito chi era il parrocchiano anonimo, c’è una persona che conosco ma con il quale non ci siamo mai scambiato i reciproci numeri di telefono, da alcuni anni è comparso nel mio whatsapp e in tutte le occasioni festive manda gli auguri ed i saluti. Molto informale.
Quando vidi questo numero risposi generica ricambiando gli auguri, poi andai a vedere la foto (whatsapp ha la possibilità di metterci foto) e restai un po’ sorpresa.
Riflettendo mi domandai come avesse il mio numero, tra parentesi non è più quello che avevo prima. Facile: è dal 2014 pubblico per motivi sociali e di lavoro.
Ricordando tutto ciò che scriveva in mio sostegno presumo possa essere proprio lui.
Ovviamente non è una cosa certa che lo sia ma c’è un’alta probabilità.
In ogni caso l’identità di questa persona non sarà svelata, ne ora, ne mai, ne in forma pubblica, ne privata.
Sono certa che fra non più di due anni parleremo e non sarà l’unico che vorrà parlarmi.
Il motivo per cui deduco che in molti lo faranno tra un paio di anni è di facile deduzione.


Su Facebook alcuni “nuovi” utenti che non sapevano nulla della resa nota dalla cronaca querela du pret, giustamente volevano sapere che cosa era lo screenshot in cui qualcuno (nome oscurato) dice che ringraziavo un mio amico assessore che, dice lui, poi hanno arrestato..

Questa la mia risposta (ad un avvocato, un altro avv, diverso dall’avv dello screen postato sul lato sinistro del blog) 

Il pm interroga un prete (parroco) che mi aveva accusata di molestarlo sessualmente (giuro ha dichiarato questo)
E mentre risponde ad una domanda mescola la verità (io in un manifesto ringraziavo qualcuno ed erano il municipio ed il comune, così è scritto sul manifesto) 
lui invece modifica l’evento (pure furbo perché viene sconfessato dalle carte) 
e dice che ringraziavo un mio amico assessore (parzialmente vero, nel senso che nell’esposto presentato da me un anno prima, quando lui non esisteva nella mia zona, veniva mandato l’esposto  all’assessore per conoscenza oltre a tutti gli uffici preposti) 
ed aggiunge che poi è stato arrestato 

Questo mi ha fatto capire con chi era in contatto costante. Un “politico” che ce  l’aveva con me perché ero passata dal centro destra al centro sinistra, e ce l’aveva moltissimo con l’assessore. 

L’assessore non solo non è mai stato arrestato ma neppure mai rinviato a giudizio

L’avv dopo aver letto mi dice, la verità viene sempre fuori, precisamente mi dice “Ottimo, le bugie hanno le gambe corte!”

Gli spiego che io la verità la conosco da anni, ma se il fascicolo resta barricato sotto la polvere, la verità pubblicamente ed ufficialmente non verrà mai fuori. Ed era già tutto calcolato sin dal principio (mio parere), si insisterà 👍

lunedì 20 agosto 2018

Manie di “bipolarismo”?

Una mia risposta su fb ad un amico giornalista dove gli racconto l’anonalia del sistema penale romano, rispetto ad altre città, anche se ho notato che sono più o meno gli stessi problemi in tutta Italia.
Nel mio caso non è riferito a Felicetto “faccia d’angelo” del Brenta, ma ad un comune cittadino a cui è stato fatto passare il concetto che la violenza non viene punita.

Come avviene in milioni di altri casi. Salvo qualche eccezione in cui (politicamente pilotando) ribaltano le situazioni.

Ricordiamo il “politicamente pilotando” perché bene che il responsabile ha già pagato, ma la verità sul suo caso deve ancora essere nota.

“Xxxx io assieme a xxxxx denunciammo un tale (fatti relativi al 2011) per atti intimidatori, fisicamente e con l’uso di telefono, minacce anche di morte (te vengo a da foco, a spara’, domani porto uno con i controcoglioni che ve fa un culo così, ecc) reiterate, appostamenti, ecc,

il pm (quello che disse che Cucchi era morto di fame e di sete) chiese applicazione misura coercitiva e ritiro porto di armi, e fu dal Gip applicata,

ma parallelamente  il pm (soffrendo forse di “bipolarismo”?) smembra gli articoli, li derubrica, si dichiara incompetente e lo manda al gdp dove ricomincia tutto daccapo, passano 7/8 anni per un primo grado, scatta la prescrizione e non si potrà ricorrere in appello.

E da questo fatto che un legale mi disse che in questi reati (612bis) la misura scattava in automatico poi con l’attuale stalker abbiamo appurato che in automatico non scatta proprio niente.

Il tuo caso non mi stupisce” 

domenica 19 agosto 2018

Inerzia che porta a gravi danni umani

Dopo tanti anni di contestazioni verso un modo di fare politica prettamente egoistico, privatistico, personalistico e spesso clientelare, si è giunti al punto in cui i danni apportati da tanti anni di inerzia creano vittime innocenti.
Finché queste vittime erano annualmente create dalla malagiustizia, restava un problema racchiuso in chi aveva la disgrazia di capitarci dentro
Si passa da privazione incauta della libertà di un essere umano

LE “Kiul” EN FACE







NOTA: L’ASSESSORE MENZIONATO DAL “ROSICONE” 
NON E' MAI STATO ARRESTATO. 
E non mi risulta neppure rinviato a giudizio. 

Inoltre mentire alle autorità è un reato serio.

*


Punto 1) quando don Stefano mi chiese di aiutarlo il “rosicone”

sabato 18 agosto 2018

STALKER MOLESTATORE PETULANZA: VIDEO DEL 29 LUGLIO 2018 MINACCE

MINACCE SERIE E IN CRESCENDO. 
RICORDIAMO IL CASO DI FONTANA MARIA ROSA. IO NON LA DIMENTICO. 
MA PARE CHE PURTROPPO LE PROCEDURE SONO TOSTE A CAMBIARE.

L'autore è già stato indagato, chiuse le indagini è stato rinviato a giudizio ed è sotto processo per stalking (612bis) ai miei danni per le pregresse minacce (che hanno inizio a fine 2015) fra le quali di morte, sempre in forma audio ed ascoltate direttamente in caserma dei carabinieri, molestie ossessive e petulanti, ossessività e morbosità manifesta e crescente, arrecando alterazione alle normali mie abitudini di vita e condizionandone ogni quotidiano movimento nel timore per la propria incolumità e di chi mi è accanto.

Nonostante la pericolosità delle minacce e le persecuzioni che durano da quasi 3 anni senza sosta, il molestatore incallito non ha ricevuto ancora alcuna misura cautelare coercitiva.*



Le persecuzioni hanno inizio verso fine 2015 e incessantemente

giovedì 16 agosto 2018

Video con minaccia di rovinarmi la faccia

link per vedere il video in cui si sente il molestatore già sotto processo per stalking a cui non è stata applicata alcuna misura di divieto di avvicinamento e di contatto verso la vittima (io)
Giusto perché si presta attenzione alle violenze sulle donne ed al femminicidio.
Donne che quotidianamente vengono uccise e bruciate con acido e che potevano essere salvate.

Nonostante tutte le vittime che ci sono, ancora si continua a sottovalutare la pericolosità di soggetti realmente stalker, mentre di contro si dà spesso per convenienza di qualcuno, credito ai cazzari (ricordate? Carte alla mano che lo provano)
ne riparleremo a brevissimo con novità interessanti,  in modo molto più approfondito con tutti i nomi ed i fatti.

Una volta che è atto pubblico (ormai lo è per anzianità)  i nomi e cognomi possono essere resi pubblici in chiaro ed anche i contenuti degli atti.

Link con video della minaccia. È originale. —- >  https://youtu.be/owGJMeAYh4A

Pubblicata in data 01/08/2018 ore 23.36

Atti persecutori, stalking, applicazione misure cautelari, stati di ansia e di timore

È legittima la tutelare cautelare, anche in assenza di una verifica medico-legale di stato di disagio, perché non è necessario che la molestia debba sfociare in una patologia conclamata, ed anzi la tutela cautelare deve essere apprestata prima che il disagio sfoci in vera patologia.

La persona che da anni mi molesta, perseguita, diffama è un soggetto che da decenni fa uso di metadone (dato dal Sert); 
È stato per decenni eroinomane;
Abusa di alcol che mescola a farmaci e metadone, nel senso che ci beve sopra; 
È stato (o è ancora) sovvenzionato economicamente dal municipio di competenza del Comune  di Roma come si nota spende molto in acquisto nuove schede telefoniche e connessione internet utilizzate per molestare; non risulta essere dacdecenni occupato in alcuna attività lavorativa;
Allontanato da tutte le strutture per atteggiamenti in contrasto con i regolamenti; atteggiamenti anche violenti verso altri utenti.
Allontanato anche dalla struttura Binario 95 (stazione Termini) per i medesimi motivi.
Le medesime diffamazioni le rivolge a tutte le strutture addirittura utilizzando e medesime accuse (identiche);

Ma come bersaglio essendo donna ed ancora non adeguatamente tutelata dai nostri inquirenti da anni si è accanito e si nota in modo violento e con minacce sempre più gravi verso la mia persona. 

Avendo constatato le problematiche di lentezza e di non applicazione di misure, quindi la sottovalutazione della pericolosità, che come avvenuto alla signora Maria Rosa Fontana abbiamo visto purtroppo come è andata a finire, così come per migliaia di altre donne vessate e non tutelate, ho comunicato ufficialmente ieri al Ministero di competenza  il progetto che ho intenzione di attivare. 
Un progetto che deve essere attivo il più velocemente possibile, che aiuta altre vittime di violenza a denunciare, a monitorare ed a sollecitare gli organi inquirenti. 
Comprendendo la notevole mole di lavoro, reputo che nessuno debba essere lasciato mai indietro. 
Se la mole di lavoro è troppa si incrementino le risorse. 

Le molestie telefoniche in modalità copiosa risalgono a fine 2015. 
In tre mesi ho presentato 4 querele per la reiterazione e la pericolosità che percepivo del soggetto.
A tale proposito vorrei fare un appunto e ricordare un caso di cronaca “Omar Talenti - ucciso presumibilmente dal cugino per un ipotetico debito di 300euro”

Il tizio che mi minaccia viveva con Omar. Notare che usa nelle minaccia che mi rivolge una cifra che coincide con la storia di Omar (dove ricordo che lui viveva). 

Qui l’articolo sull’omicidio di Omar Sodano https://www.google.it/amp/amp.romatoday.it/cronaca/omicidio-omar-sodano-talenti.html

Dopo le 4 denunce da me presentare a fine 2015 sono partite le indagini (appena visiono gli atti saprò dire quali sono state) il pm ha correttamente ritenuti validi gli elementi per chiedere il rinvio a giudizio e si è fissata udienza preliminare dal GUP. Maggio 2017.

Dal Gup ho fatto chiedere il rinvio perché dai documenti il soggetto risultava IRREPERIBILE eppure in quei mesi apparivano foto in rete della struttura in cui era. 

Infatti dopo viene trovato. A questa seconda udienza in Camera di Consiglio dicembre 2017 viene rinviato a giudizio. 

La prima udienza c’è stata a maggio 2018.

In questo tempo ha continuato incessantemente a molestarmi tramite più numeri di telefono (li bloccavo puntualmente scoperto il mittente sia vocale che via sms, whatsapp ovunque) che via internet. 
Fino alla minaccia più grave del 29 luglio 2018.

Trovandosi bloccato il telefono non mi squilla ed è partita la segreteria così quelle minacce che voleva fare sicuramente a voce così che io non potessi provarle le ha fatte in segreteria.

Venga davanti al giudice a rispondere. Il Giudice, il pm, gli avvocati lo aspettano. 

Considerando che sinora non si è mai presentato. 

N.b.
Accanto alla nostra struttura, sita in un palazzo condominiale di due piani, c’era un appartamento ed un box auto di un privato, in vendita. 
Quindi il cartello vendesi era (da anni) sia su un appartamento che nulla ci entrava con le nostre strutture, che sul box auto che sempre lo stesso nuovo proprietario della casa ha acquistato successivamente (credo un anno dopo dall'acquisto dell’appartamento, nel 2017).
Il nuovo proprietario e nostro vicino di casa è entrato a gennaio 2016. 

In merito a una presunta denuncia di molestie con un certo “don Luca” si precisa che l’autore delle minacce del 29/7/18 e già sotto processo per stalking, avendo letto in rete degli articoli di stampa del 2013, confonde gli articoli mescolando le persone. 

Il don Luca nel 2013 e nel 2012 non lo conoscevo.

Il don Luca infatti provvedeva a comunicare al soggetto a me ancora sconosciuto di lasciare la sua struttura in tempi brevi.

Stessa cosa che farò io successivamente a seguito di ripetute violazioni del regolamento e per non arrecare disagi agli altri utenti si è dato tempo al soggetto di trovarsi un altro posto e trasferirsi. Non si utilizzò l’allontanamento immediato ma si diede un mese di tempo per cercare un altro posto e spostarsi assieme alle proprie cose, come appunto fece salvo lasciare dei bustoni contenenti canottiere molto macchiate dicendo “buttate voi tutto a me non me servono” nonostante l’invito a ritirare i bustoni scaduti i giorni concessi in cui non si faceva sentire, iniziava a minacciare e telefonate ripetutamente.
Vennero date tre scadenze per togliere i bustoni e tutte le volte attendeva la scadenza concessa per iniziare a minacciare, 
Non mi risulta alcun carabiniere averlo accompagnato a tal fine, ne avendo il mio cellulare, alcun carabiniere mi contattava. L’unico contatto che ci fu con i carabinieri era stato quando venni avvisata di una tentata irruzione in casa e io chiamavo il 112. Mi fecero fermare dicendomi di non avvicinarmi finché non avessero allontanato il soggetto.
Ne i carabinieri confermano alcuna loro dichiarazioni nei miei confronti.
Il tale già sotto processo asserisce che i carabinieri (di cui non si ha traccia, ho chiesto in caserma) avrebbero usato parole ingiuriose sulla mia persona, 
Avendo constatato le accuse che muove ritengo che alcun carabiniere abbia mai avuto motivo di usare ingiurie ed offese sulla mia persona. Pertanto ritengo l’argomento chiuso e rimesso completamente nelle mani della Competente Autorità Giudiziaria.

*”All’uscita dalle strutture è vietato lasciare qualsiasi bene, che deve obbligatoriamente uscire assieme al soggetto. 
Se viene lasciato qualsivoglia oggetto è da ritenersi abbandonato. Il presente punto fa parte tassativa del regolamento di ingresso e di uscita, che all’ingresso viene accettato dall'utente altrimenti, se non si concorda con il regolamento la persona non può essere ospitata.
Il regolamento è tassativo al fine della civile comune convivenza”.

Pertanto anche perdita di tempo stare a leggere le farneticazioni del soggetto. 

Data pubblicazione 03 agosto 2018 ore 1.48

Minaccia grave: “ minimo la faccia rovinata... minimo”

Oggi 30/07/2018 alle ore 16,55, sono andata a presentare una denuncia in modo urgentissimo. Almeno questa era la mia intenzione dopo aver consultato tutti i miei legali.

Ma in caserma, il piantone mi dice che non hanno tempo e devo tornare un altro giorno, mi da il solito foglio fax simile e mi dice di compilarlo a casa e tornare un altro giorno, non mi dice quando. Nonostante volessi fargli ascoltare il messaggio contenente la minaccia, non lo ha ascoltato
 (Andare a sporgere querela e venire rinviato ad altra data non precisata, è qualcosa che è accaduto ogni singola volta che mi ci sono recata e spesso hai l’impressione concreta di dar fastidio come se le querele si dovessero portarle al supermercato e non li)
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Sbaglio o era in corso la sensibilizza a denunciare casi di violenza sulle donne?
O sono io che me lo sono sognato?
Mi ricordo persino un tour con o camper per tutta Italia. Lezioni nelle scuole? Poi? La realtà è sempre un’altra. Sottovalutare?

Ps. L’autore di questa minaccia arrivata alla segreteria del mio cellulare ieri 29 luglio 2018 di sera alle ore 21, (segreteria perché il numero dal quale proveniva era stato bloccato più di un anno fa, l’ennesimo numero di telefono) è già sotto processo per stalking nei miei confronti con 4 querele, nonostante le indagini prima e il rinvio a giudizio dopo e pare nessuna misura cautelare sia stata applicata, ha continuato incessantemente negli anni.

Ora, iniziato il processo a suo carico a maggio 2018, continua serenamente a minacciare, stavolta accenna a rovinare la faccia.

Consideriamo anche che da un mese e forse anche oltre, la via di casa mia non ha più la pubblica illuminazione e Acea non ci pensa minimamente a ripristinare il guasto.

Per cui è buio pesto.

Per aprire il garage nemmeno la torcia del cellulare è sufficiente.
Non si vedono i buchi della serratura e per farlo sei di spalle e chinata.
Su strada buia.

Pubblicata il 31/07/2018 ore 01.30 

lunedì 13 agosto 2018

La lucciola e il serpente

Racconta la leggenda,
che un serpente inseguiva una lucciola per divorarla.
Il piccolo insetto faceva l'impossibile per fuggire dal serpente.
Per giorni fu una persecuzione intensa. Dopo un po' di tempo, la lucciola stanca ed esausta si fermò e disse al serpente:

Posso farti tre domande?

Il serpente le rispose:
- "Non sono abituato a rispondere a nessuno però siccome ti devo mangiare, puoi chiedere!" -

- "Domanda numero 1: appartengo alla tua catena alimentare?" - chiese la lucciola.

"- No!" - rispose il serpente.

- "Domanda numero 2: Ti ho fatto qualcosa di male?" - disse la lucciola

- "No, assolutamente!" - Tornò a rispondere il serpente.

- "Domanda numero 3: E allora.... perché vuoi mangiarmi?"

- "Perché non sopporto vederti brillare!"

Morale:
In varie occasioni può capitare di incontrare persone che ti criticano, condannano, etichettano, sebbene tu non abbia mai fatto loro qualcosa di male, e malgrado tu ti sia dimostrato gentile con loro. E tutto ciò avviene perché, così come la lucciola, possiedi la tua luce interiore, illumini il tuo cammino e il cammino di molti che camminano nell'oscurità. Brilli più degli altri, come fa la lucciola di notte e questo è difficile da sopportare per alcune persone, perché non hanno quella luce interiore, quel brillìo proprio e soffrono vedendoti brillare.
Sono persone che vivono nell'infelicità. Tu non smettere mai di essere te stesso, di illuminare con quella tua luce, anche se questo dà fastidio a coloro che vivono nella totale penombra.

“I serpenti che mangiano le lucciole non capiscono che rimarranno al buio per sempre.”


Dalla rete

sabato 11 agosto 2018

La giustizia ingiusta può colpire anche te - convegno

La giustizia ingiusta può colpire anche te: convegno a Vittoria il 26 agosto

Giustizia Giusta, dopo il convegno di Catania, alle 17:00 del 26 agosto approda a Vittoria. Il padre nobile di questa serie di appuntamenti, organizzati da Francesco Bongiovanni e dall’ Associazione Siciliana Contribuenti, è l’avvocato Mauro Mellini, ex parlamentare nazionale e membro del Consiglio Superiore della Magistratura.
Si parlerà di errori giudiziari di ogni genere: di aste giudiziarie pilotate, di pignoramenti irregolari, di affidi di minori strappati ingiustamente alle famiglie, delle ingiustizie relative alle confische di beni, di scioglimenti di comuni per delle infiltrazioni mafiose del tutto inventate e delle varie misure antimafia per favorire alcune ben individuate lobby di interesse.
Una prima lista dei partecipanti prevede la presenza dell’ex sindaco di Racalmuto Salvatore Petrotto e dell’imprenditore Luigi Crispino, famoso per avere fondato Air Sicilia, la prima compagnia aerea siciliana.
Saranno inoltre presenti Salvatore Guerino, il generale dei Carabinieri Antonio PappalardoGianfranco Pensavalli e Marco Cassar. Il dottor Antonello Nicosia relazionerà sulla situazione delle Carceri siciliane e sull’attuale situazione della città di Vittoria.
Interverranno in videoconferenza inoltre Carlo PrioloGaetano ImmèAntonio Romano e Francesco Elia De Petris.
Da sempre l’emergenza giustizia in Italia è stata sottovalutata. Sono molti i casi giudiziari che riguardano l’operato di magistrati ed alti esponenti delle forze dell’ordine arrestati perché hanno falsato gli esiti di numerose indagini e processi, in sede civile, amministrativa e penale.
Non si contano più i casi di mala giustizia ed i danni alle persone ed i patrimoni che sono davvero devastanti.
Le vittime della cattiva ed ingiusta amministrazione della giustizia assai spesso non vengono per niente risarcite.
Lo scopo di queste importantissime iniziative è anche quello di fare approvare in Parlamento una norma che modifichi radicalmente la natura del processo che, in Italia, ha ancora caratteristiche prevalentemente accusatorie, considerato che non prevede di fatto alcuna parità tra accusa e difesa.
E’ necessaria l’approvazione di una legge organica che inneschi dei quanto mai necessari automatismi in materia di immediati risarcimenti dei danni subiti, a causa di decisioni errate da parte degli organi inquirenti e giudicanti.
Un nuovo impianto normativo è assolutamente indispensabile per evitare degli estenuanti ed infruttuosi procedimenti in sede civile che, il più delle volte, non sono per niente riparatori rispetto al danno subito.
Le persone ingiustamente indagate od imputate dovrebbero essere risarcite nell’ambito dello stesso procedimento in cui viene evidenziato l’errore giudiziario, senza prevedere i soliti interminabili ricorsi ad altro giudice competente.
La negligenza, o peggio ancora la malafede, il dolo o la colpa grave degli operatori dell’intera macchina della giustizia italiana, intanto continuano a mietere una miriade di vittime incolpevoli, tutte quante stritolate dagli ingranaggi di un sistema giudiziario malato.
Dalla Sicilia parte una crociata a favore di quella giustizia giustatanta cara all’avv. Mauro Mellini che forse è rimasto il solo, in Italia, ad intestarsi queste fondamentali battaglie garantiste, in nome dell’affermazione di un autentico stato di diritto.
Salvatore Petrotto

Fonte Italyflash.it


Accade in Italia

Accade in Italia più spesso di quanto si possa immaginare.
Una raccolta pubblica di tutte le situazioni conosciute (ma anche di quelle non ancora note all’esterno) andrebbe fatta.

Link dalla stampa
Figuriamoci quelle che la stampa non ha reso noto (sfuggendogli la notizia 😆)

https://www.google.it/amp/www.ansa.it/amp/sito/notizie/cronaca/2018/06/27/arrestati-tre-carabinieri-false-accuse-a-immigrato_c581d86a-f987-4afa-a65f-5bcaaeb85992.html

https://www.lacittadisalerno.it/cronaca/false-accuse-a-immigrato-per-ottenere-l-encomio-1.1955229

(Per ottenere l’encomio leggo quindi alla base c’è sempre un tornaconto)

https://www.google.it/amp/s/www.iltempo.it/roma-capitale/2010/04/15/news/patenti-false-ai-transessuali-br-ultima-accusa-ai-carabinieri-740031/amp/

https://www.google.it/amp/s/www.ilfoglio.it/politica/2017/04/10/news/caso-consip-carabiniere-noe-accusato-di-aver-falsificato-le-intercettazioni-su-tiziano-renzi-129653/amp/
Ha copiato male non era in malafede dicono
E Renzi non mi sta simpatico per niente, politicamente parlando, ma quando un politico non lo reputo corretto nel suo dire ed operare per il popolo, l’effetto della poca simpatia va anche sulla persona. Quindi per dire che a mio parere “errore un ca..o” significa che proprio si lavora con i piedi.

http://www.affaritaliani.it/cronache/francesco-tesone220113.html

E tanti altri articoli pensiamo a quanti non vengono fatto sapere. Tantissimi  

giovedì 9 agosto 2018

Aggiornamento sulla querela datata 2012 fatta dal prete “don Rocco” di Sant’Edith Stein in Roma

Dopo tanto tempo, oggi sono riuscita a dedicare parte della giornata alla ricerca di informazioni sulla, molto nota alla cronaca, querela che il prete “don Rocco” della parrocchia di Sant’ Edith Stein fece il 1 settembre 2012.

Prima di aggiornare la situazione, devo premettere che le notifiche a me ed al mio legale pervenute si fermavano a giugno 2013, con comunicazione di chiusura indagini e richiesta di rinvio a giudizio con passaggio dal GUP;
Poi a settembre 2013 arriva la stessa notifica al mio legale evidentemente in precedenza era stata dimenticata.
Viene contestualmente richiesta, sempre dal pm Barba, la proroga della misura che il GIP gli nega e ne cessa ogni effetto.

Qui finivano tutte le informazioni su questo, a parere di qualcuno, urgentissimo caso.

Oggi emerge un dato che è leggermente diverso da quanto a me pervenuto con le notifiche ed emerge qualcosa di mai notificato ne a me, ne al mio legale. Il CSM saprà dirmi cosa avvenne.

Premesso anche che mi viene solo detto a voce da chi visualizza il pc del tribunale.

All’ufficio riunito del GIP
(riunito perché essendo in corso la sospensione feriale molte stanze vengono riunite in una più grande e gestite assieme)
controllando il terminale non risulta nulla su quel procedimento;
Così mi dicono di fare una verifica dal pm.

Dei pm l’unica stanza chiusa è quella che serve a me, uno di una stanza affianco si fa girare pure le balle e mi dice che il comune cittadino non può recarsi dal pm e gli rispondo
“Infatti devo parlare con la segreteria non con il pm”
Alla mia risposta si inalbera ancora di più e stizzito (mentre parlava faceva delle fotocopie) mi dice che deve venire un mio legale a fare le stesse domande che farei io (poi mi documento su questa cosa perché io so che la parte può serenamente fare determinati controllo dato che non vige alcun segreto istruttorio che qualora ci fosse varrebbe anche per il legale non solo per la parte) comunque quando sto per rispondergli, l’uomo mi gira proprio le spalle e si mette a parlare con un suo collega.
Così capisco che l’uomo non ha alcuna intenzione di dialogare  ma solo di dire la sua. Capito questo, sempre mentre attendo davanti la stanza che mi serviva, faccio delle mie telefonate di lavoro. A parte questo signore tutte le altre persone sono state squisite.

Quando dopo un ora e mezza arriva la persona che aspettavo, gentilissima, visiona con me le domande che gli pongo su quel procedimento e inizialmente dice che il tribunale è ingolfato per cui può essere che da 5 anni non ci siano più notizie, poi però gli mostro il procedimento in cui sono parte offesa e faccio notare sia l’iter che i tempi, e resta un po’ basito dato che i fatti e le contestuali querele, del procedimento in cui sono parte offesa, risalgono a fine 2015, vengono espletate le indagini, nonostante lo stalker continua a perseguitarmi, in caserma mi viene detto di non produrre ulteriori querele perche’ ce ne sono già 4 ed essendo gli stessi reati ormai molto chiari, non serve farne altre, invece serve per dimostrare la reiterazione e il fatto che non smette, finite le indagini viene fatta richiesta di rinvio a giudizio è fissata udienza preliminare dal GUP maggio 2017, a maggio 2018 è iniziato il processo e il soggetto ha il capo di imputazione 612bis oltre il continuato,
nonostante ho fatto slittare a dicembre 2017 il Gup chiedendo rinvio per reperire l’indagato, , vista la concretezza mi chiede “di quando è l’altro” riferendosi a quello che invece dovrebbe riguardare me, ed io “è del 2012?”
Più basito di prima, mi manda così in una stanza in cui mi fanno il controllo. Effettivamente qualcosa non quadra.

Ecco, lì risulta una data nuova, 9/1/2014 richiesta rinvio a giudizio diretto.
Questa notifica a me non è mai arrivata tanto è che si attendeva la fissazione dal GUP e mai vista da nessuna parte la richiesta del rinvio a giudizio diretta.
(Rivedere a tal proposito tutti i miei scritti dal 2013 ad oggi) quindi questa notifica è mai stata inviata? Il mio legale sentito telefonicamente poco dopo mi chiede “ma te l’hanno notificata?”
Ed io “a me no” e lui “nemmeno a me”

E ulteriore aggiornamento è quindi che ad agosto 2018 non c’è mai stato nessun rinvio a giudizio.

Notare:
Lo stupore di tutti è stato che da indagata andavo a cercare di capire cosa era successo, perché dopo tutta la palesata urgenza iniziale sia stata “accantonata/dimenticata”  mentre non risulta che a farlo siano stati altri.

È mio interesse (e credo anche del pm, no?) che i testi d’accusa vengano tutti ascoltati a processo ed interrogati (con metodo incrociato).


Avevo promesso che ci sarei andata e a breve sarò di nuovo lì a monitorare e capire cosa avvenuto in questi anni.

Ai fini della richiesta del giudizio immediato:

“NON SIANO TRASCORSI PIU’ DI 90 GIORNI DA QUANDO IL NOME DELL’INDAGATO E’ STATO ISCRITTO NEL REGISTRO DELLE NOTIZIE DI REATO (o R.G.N.R.).”

Data iscrizione 11/09/2012 (N.G.N.R xxxx/2012) (90 giorni dicembre 2012)
Data richiesta 09/01/2014

Giugno 2013 -settembre 2013 notifica chiusura indagini e richiesta rinvio a giudizio con passaggio dal GUP obbligatorio;
Ottobre 2013 sospensione a divinis padre R.
(Chi ne aveva interesse e contatti?
Io di certo no
ed è il secondo caso e in entrambi i casi si trovano i medesimi attori).
Gennaio 2014 modifica di richiesta rinvio a giudizio.
Elementare Watson


Mia nota da tenere a mente per altre verifiche
6+3= 9
Marzo 2013* data importante per articoli che produrranno consequenziali - 3 - giugno 2013).

(Ritengo evidente che qualcuno debba ripetere gli esami di procedura di diritto penale?
 e quel qualcuno non sono io).

Per una mia riflessione:
A proposito: ricordo una frase che anzitempo rispetto alla querela mi fu detta dal querelante quando ancora era in “buona” (sospettavo di essere da tempo dentro un “tranello” preparato sin dall’inizio ed il motivo è racchiuso in una vicenda precedente che riguarda un altro soggetto, costantemente e da più parti/persone provocata, incessantemente, ma non diedi retta al mio istinto e cioè che quando qualcuno e più di qualcuno mi appare falso lo è e di buono ne esce poco e niente, anzi oltre il niente c’è il peggio la falsità pura che non giova mai).
(La vicenda Scafarto insegna a 360gradi più che errori sembrano fortemente abitudini).

“Loro possono tutto”
(al tempo mi domandavo: ma loro chi? Oggi so a chi si riferiva, uno per uno).

La mia risposta fu:
“Non di mentire perché la verità è lenta ma viene sempre a galla”

In ogni caso è strano essere soddisfatti di aver tentato di screditare una donna. Alquanto strano. Non c’è giustificazione che tenga specie rispetto alla propria coscienza.

L’unica cosa grave provocata è stata rendermi bersaglio di svariati “psicopatici” e questo grazie agli articoli pubblicati (unico obiettivo della querela)
ma anche lì c’è tempo e io non mi preoccupo affatto in quanto chi fa cattiverie ad altri si auto punisce.
Chiunque sia, vale pure per i “potenti” o meglio, convinti di essere tali.
Nessuno è “potente” specie se il proprio potere dipende da altri. Una dipendenza non è mai positiva. È l’ABC. La base.

Il vero potere è e rimane, essere onesto verso se stessi e verso chiunque altro e potersi guardare allo specchio con la propria soddisfazione e di chiunque ci sia accanto, nonostante il tentativo di screditamento, ci poteva credere solo chi non conosceva i fatti, (fatto salvo chi partecipe che volutamente li omette)
Davanti un processo non si può né omettere ne mentire ne fare confusione. Differente da rendere dichiarazioni al di fuori di lì. Questo iniziamo ad insegnarlo in giro almeno chi non è esperto capisce la differenza.

Altro dato in senso generico ma che vale sempre è che
chi si comporta male e tenta di fare terra bruciata attorno alla sua “vittima”, poi, la realtà ci illustra in tempi brevi e mette in evidenza a chiunque, che terra bruciata se la fanno loro stessi. Ed è accaduto.

Infine un altro dato importante è: ricordare chi fu portato dentro un certo luogo per mesi. E chi ci ha avuto a che fare sa bene di cosa si tratta. Non serve aggiungere altro. (Rif. Documentale ott 2013).

Alcuni link interessanti

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Iscrizione_della_notizia_di_reato

http://ildubbio.news/ildubbio/2017/12/29/quante-volte-gip-dice-no-al-pm-mai/

https://www.tesionline.it/mobile/appunto/265/59/Il_termine_nel_procedimento_contro_un_indagato

giovedì 2 agosto 2018

Quinta denuncia depositata

Depositata oggi 1 agosto 2018 dai carabinieri  la quinta denuncia querela verso il soggetto autore della gravissima minaccia. 

mercoledì 1 agosto 2018

Minaccia grave parte due - aggiornamento

Intanto ringrazio chi ha fatto ripristinare il guasto della pubblica illuminazione che da circa un mese gravava sulla via di casa mia ed era veramente buio.

Le strade buie per un discorso di sicurezza non sono mai una buona cosa.
Stasera è tornata la luce. Non so chi se ne è occupato dopo la mia pubblica denuncia del post precedente in cui spiegavo ciò che mi è accaduto il 29 luglio ed il 30. Postato sia nel gruppo del municipio ad alcune persone nello specifico, alla mia pagina, via messaggi privati ad altri esponenti politici della Lega e del 5S ed al Ministro Salvini.

L’altro aggiornamento è che quando un soggetto è sotto processo per stalking dovrebbe avere la misura cautelativa coercitiva applicata, che comporta:
il divieto di avvicinamento e di contatto alla vittima ed ai suoi congiunti, attraverso qualsiasi mezzo: telefono, di persona, internet o via terze persone.
La violazione della misura cautelativa coercitiva comporta l’arresto. Ma è qui che mi viene il dubbio?  Dato che alle autorità la violazione la devono comunicare le persone preposte, quindi carabinieri, polizia ecc come mai ieri sono stata rispedita a casa? Come mai non è stato chiamato nessuno degli uffici preposti? Perché la persona che era all’ingresso (oltre senza consenso non si può andare) non ha voluto ascoltare il messaggio volale nonostante gli avessi detto di cosa si trattava e da chi era stato fatto spiegando che era già imputato e sotto processo per stalking con querele sporte proprio in quella stessa sede?
- Il dubbio è che non ci sia alcuna misura preventiva applicata.

Deve essere sfuggito quindi che il tipo tra le indagini e il rinvio a giudizio mi ha continuato a: minacciare, diffamare, molestare, perseguitare.
Attraverso social network con più account anche con nomi falsi e mai censurati, ne oscurati neppure da Facebook e da Twitter, telefoni con numeri sempre differenti; ecc.

Di conseguenza, se queste sono realmente le norme di legge, con il messaggio in segreteria dove mi minaccia di rovinarmi minimo la faccia e troppe donne abbiamo visto subire questo tipo di violenza senza potersi difendere per tempo, il tipo avrebbe violato la misura per cui si dovrebbe procedere all’arresto?

Come avete letto, ieri la querela non è stata presa e sono stata invitata a compilare il foglio a casa e tornare un altro giorno.

Non mi pare assolutamente giusto che sono andata ieri per sporgere querela orale, come si può fare e con me avevo il messaggio sia presente in segreteria che registrato su file da telefono a telefono, con video.
Quella denuncia era urgente come i miei legali mi avevano detto di fare. Dato il tenore e il contenuto della minaccia.
Non era rinviabile dato che comportava una eventuale violazione da parte dell’imputato di una (eventuale) misura coercitiva.
Ed era anche importante non rinviate sia per il pericolo che si protrae che perché era a me il posto più vicino da raggiungere.
La procura riceve querele a tutte le ore?

Avete idea di quanto disti la procura?
Una persona spaventata va a tre minuti di distanza o a un ora e mezza?
Dopo una minaccia del genere  si cerca di raggiungere il posto più vicino possibile. E non viene messo in conto di tornare un altro giorno perché rinviare significa tardate a far sapere alla procura che c’è un pericolo grave presente.

Ciò che mi domando, non avendo ricevuto alcuna notizia nel merito e di solito viene notificata anche alla vittima, la misura cautelativa coercitiva di divieto di avvicinamento e di contatto è stata applicata?
In un processo di stalking non applicarla è un ulteriore rischio per la persona molestata, perseguitata e minacciata.


Qui, con il messaggio in segreteria (perché il numero del chiamante, l’ennesimo numero, lo avevo bloccato ad aprile 2017 quando mi giungeva un messaggio con scritto “SCHIFOSA” e senza voler nemmeno sapere chi fosse lo ho bloccato) non si parla solo di contatto ma di
MINACCIA ESPLICITA GRAVE!!!!!

Trovo giusto da questo momento di iniziare seriamente ad occuparmi in prima persona di problemi inerenti la violenza di genere e la violenza sulle donne e la notevole importanza di poter denunciare celermente.

Grazie per l’attenzione.

Ps. Il video registrato e il messaggio sulla segreteria è integrale con numero del mittente giorno ed orario. Mentre in rete c’è solo il contenuto.

Qui il video con la minaccia —->  https://youtu.be/owGJMeAYh4A