domenica 12 maggio 2019

Il processo che non si è mai fatto un giorno ci faremo dire il perché

Pubblicata in data 12/5/2016 su fb versione pubblica

Scritta 12/ 5/2016 (aggiunta del 12/5/2019: processo contro me che non si è mai celebrato, un giorno ci diranno il perché? Timore che uscisse la verità? E i giornali e il tg regionale sarebbero stati tenuti alla rettifica della gogna che mi fecero il 22/3/2013?)
Riferimento alle fantasiose accuse che mi fece quello che a ottobre 2013 diventa il nuovo prete di “Capitano ultimo” il prete precedente a ottobre 2013 la Curia glielo sospende a divinis.

Non mi è chiara una cosa, perché le fatture non sono state consegnate direttamente durante interrogatorio con il GIP? Quando accusarono me in modo fantasioso, in fase di interrogatorio a dimostrazione delle mie affermazioni consegnai preventivi, fatture, note di credito, e-mail intercorse, e fatture emesse in seguito (ossia sempre nel periodo incriminato). Ricordo anche un aspetto che mi fece sorridere, alle presunte persone informate sui fatti, ossia proprio la carrellata dei miei nemici, durante le informative, in un magnifico copia incolla (le risposte dei "testi" erano tutte identiche, cosi come le domande), si chiedeva loro se erano a conoscenza del fatto che avessi avuto dei soldi. La domanda però non era attinente alle fatturazioni poiché nessuno di loro ne è mai stato a conoscenza, nonostante il periodo dal preventivo all'ultima fattura fosse durato 7 mesi. A nessuno è stato mai chiesto dei lavori, questo perché neppure ai cc è stati detto dal querelante che le telefonate di cui alle accuse facessero parte di un rapporto lavorativi terminato con ritardati bonifici, si perché il pagamento totale dei lavori fu da me sollecitato sia con SMS, che su suggerimento del mio commercialista, con due raccomandate di quelle da circa 9 euro l' una.
Almeno su questo sono stati sinceri, nessuno ne era a conoscenza. Nessuno sapeva di soldi. Ma perche fu fatta questa domanda? Ma non fu chiesto l' inverso? Ossia se fossero stati a conoscenza se a me fossero stati chiesti soldi? Lo scopriremo quando inizierà il processo 😉
Ok. Quindi, dato che io produssi tutto (quasi tutto perche mi sono riservata una parte importante da produrre a processo) al GIP, mi chiedo, perché Pino Maniaci non le ha portate subito all' interrogatorio? Essendo un interrogatorio di garanzia si possono produrre documentazioni. Almeno io lo feci e questo ha sicuramente permesso di vedere che le accuse erano decisamente infondate ;)

martedì 7 maggio 2019

Errori giudiziari : 1 ogni 8 ore

OGNI 8 ORE UN ERRORE GIUDIZIARIO.

Gli errori giudiziari sono numerosissimi.
Ogni otto ore nel nostro Paese si produce un errore giudiziario (prof.  Eraldo Stefani).

Cosa aspettiamo ad abbattere la causa prima degli errori-orrori ovvero il fallace processo indiziario? Grazie a questo mostro medioevale spacciato per logica perfetta persone innocenti finiscono in carcere scontando perfino l'ergastolo per delitti che non hanno mai commesso. (Giudice G. F.) 

La revisione dei processi

LA REVISIONE DEI PROCESSI COME NORMALITA' ESPRESSA DALLA COSTITUZIONE E DALLE NORME DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE.PRINCIPIO DELLA CONSERVAZIONE DEI REPERTI AD OLTRANZA

Distruggere i reperti è un atto grave perché di fatto impedisce la revisione del processo. Al riguardo si veda l'articolo 327 /bis/ co. II c.p.p., “la facoltà indicata al comma I – attività investigativa del difensore – può essere attribuita per l’esercizio del diritto di difesa, in ogni stato e grado del procedimento, nell’esecuzione penale e per promuovere il giudizio di revisione” . Soprattutto quell'atto di distruzione sarebbe anticostituzionale ex art. 111 della Cost. secondo il quale, per una reale parità tra le parti, i reperti devono essere messi a disposizione della difesa dal primo atto (vedi nostra tesi del consulente pro noto e pro ignoto) all'ultimo e oltre, dopo la sentenza passata in giudicato ad evitare un atto d'imperio dei giudici su dati che potrebbero portare a diverse conclusioni di un processo. Ciò soprattutto in vista di tecnologie avanzate non presenti all'epoca dei fatti e intervenute anche molti anni dopo. Molti sono stati casi in cui hanno permesso da un lato di incastrare rei sfuggiti alle maglie della legge , dall'altra hanno consentito proprio di riparare a errori giudiziari di gente condannata perfino all'ergastolo In definitiva la revisione va considerata un rimedio naturale che si aggiunge ai gradi di giudizio ordinario tanto più necessario vista la marea di errori giudiziari che inondano le nostre aule. “Ogni otto ore nel nostro Paese si produce un errore giudiziario (prof. Eraldo Stefani)”.

mercoledì 1 maggio 2019

La revisione dei processi

Riporto il post che reputo interessante, di un Giudice che ammiro molto

LA REVISIONE DEI PROCESSI COME NORMALITA' ESPRESSA DALLA COSTITUZIONE E DALLE NORME DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE.PRINCIPIO DELLA CONSERVAZIONE   DEI REPERTI AD OLTRANZA  

Distruggere i reperti è un atto grave perché di fatto impedisce la revisione del processo.

Al riguardo si veda l'articolo 327 /bis/ co. II c.p.p., “la facoltà indicata al comma I – attività investigativa del difensore – può essere attribuita per l’esercizio del diritto di difesa, in ogni stato e grado del procedimento, nell’esecuzione penale e per promuovere il giudizio di revisione” .

Soprattutto quell'atto di distruzione sarebbe anticostituzionale ex art. 111 della Cost. secondo il quale, per una reale parità tra le parti, i reperti devono essere messi a disposizione della difesa dal primo atto (vedi nostra tesi del consulente pro noto e pro  ignoto) all'ultimo e oltre, dopo la sentenza passata in giudicato ad evitare  un atto d'imperio dei giudici su dati che potrebbero portare a scagionare un condannato.

In definitiva la revisione va considerata un rimedio naturale che si aggiunge  ai gradi di giudizio ordinario tanto più necessario vista la marea di errori giudiziari che inondano le nostre aule.

mercoledì 24 aprile 2019

Per gli affitti sono molti a presentare buste paga e cud falsificati forse perche la legge non punisce?

Da un dialogo su fb (vicenda oggetto di denuncia penale) accaduta ai primi di aprile 2019.

Angelo Fiumara per i furbi c’è il processo purtroppo non è detto che possano essere anche condannati. Ma lo scopriremo molto presto. Considera che c’è tanta gente che non si fa scrupoli di infrangere la legge.

Una tizia voleva affittare un mio immobile da 168 mq porta sfacciatamente i documenti richiesti buste paga e cud l’agenzia la rispedisce a casa ma non mi avverte.

Io inizio a ricevere molte telefonate da un ufficiale giudiziario che chiamava per un suo collega che raccomandava questi.

Questa non si sa da dove abbia preso il mio numero (agenzia non glielo ha fornito non può per legge resta ufficiale giudiziario, uno dei due) mi chiama e io non essendo stata avvisata dall’agenzia che già l’aveva mandata via la incontro e mi porta i documenti, andava di fretta asserendo che la casa le serviva subito, quando mettono fretta c’è qualcosa che puzza.

O uno sfratto in corso o una sola o entrambe.

Mi prendo alcuni giorni per verificare i documenti, il giorno dopo scopro che la partita iva della ditta della busta paga è inesistente, il codice fiscale invece esisteva. Telefono al numero riportato in busta paga che doveva essere di uno studio medico del Lazio mi risponde un gestore sala bingo di trieste. Verifico su internet ed effettivamente quel numero era di trieste non del Lazio.

Allora chiamo la ditta il cui numero lo trovo in rete e mi dicono che la tipa è stata licenziata nel 2016. Quindi la busta paga portata il 31 marzo 2019 in agenzia era falsa, anche perché era la busta paga di marzo e prima del 5 aprile i privati non le emettono.
Solo i ministeri le emettono prima.

Per scrupolo controllo quella del marito con un part time al 75% operatore pulizie e vedo un netto in busta paga di 1797,00 al che dico alla signora dove mai lavori il marito dato che se me lo dice vado anche io li, considerando che faccio lo stesso lavoro e quelle cifre sono follia pura.

Nel cud si scordano di taroccate un dato o meglio non ci sono trattenute segno che il cud non supera il reddito minimo quindi altro che 1797,00 in realtà era una busta paga che non arrivava a 500 euro al mese. E l’altra falsa.

Quando glielo ho detto ha continuato ad insistere con il “ma che non ti fidi?”

Cioè abbiamo gente del genere e si spaventano del penale secondo te?

sabato 20 aprile 2019

Il baule

Torno di qualche anno indietro.

Se un dirigente di una municipalizzata ti chiede una cortesia di andargli a ritirare una cosa ordinata e saldare in contanti (totale 5mila euro) tu gli dici “scusa ma te con la tua bella macchina e autista non puoi andarci” e lui “non ho proprio tempo fammi sta cortesia” e te con la metro vai a ritirare sto pacco ingombrante assai, entri nel negozio di fama e ti trattano come un’appestata finché non capiscono per cosa sei entrata e ti stendono i tappeti rossi, ti chiedono se ti possono chiamare un taxi e se vuoi favorire un caffè biscottini ecc (guarda un po’ come cambiano)... esci con sto baule e a piedi vai a consegnarlo al dirigente. Poi ci pensi come i cornuti per anni.  Perché mando’ me?

venerdì 19 aprile 2019

Acea Roma il contatore che si rifiutano di distaccare

A me Acea (energia Roma) si è impuntata a fatturarmi consumi di un contatore, solo che il contatore che dicono non è posizionato sul mio pod.

Dopo 37 bollette non pagate (da giugno 2013) ancora si rifiuta di distaccarmelo.

Premesso quello mio vero è depotenziato a 00,1 dal 2016 ma ancora fatturano letture reali (del contatore non mio) per circa 200 euro a bimestre.

Ora la querela penale.
Sono 6 anni che mi tengono indebitamente bloccata attività commerciale.

Sarebbero la società quotata in borsa che a Roma ha il monopolio della rete e del cambio contatori nella Capitale d’Italia. Pensate in mano a chi siamo.

martedì 16 aprile 2019

Trasparenza: mail inviata ora 16/4/19 ore 13,45 al dipartimento competente in materia del comune di Roma

Per trasparenza si pubblica la mail e l’eventuale risposta che ci potrebbe essere.

Buongiorno dott Xxxxx,
Credo sia abbastanza inutile chiederle se il comune di Roma dopo quasi 3 anni dall’occupazione abusiva abbia proveduto allo sgombero dell’abusiva?

Perché mi chiedo se li il comune paga a società privata indennità di occupazione in quanto il contratto risulta cessato ormai da anni?

È diventato una barzelletta questo comune, mi creda. Avere strumenti e non usarli perché non ci sarebbero fondi per i servizi “sociali” (assistenziali) fa tristemente ridere.

Ridere perché poi si nota che per la politica (assessori e quant’altro) i fondi non mancano mai.
Cordialmente Monia Lustri

Ovviamente si nota anche che per pagare a società privata un affitto (indennità di occupazione) per lasciare dentro occupanti abusivi i fondi non mancano.
La politica e le amministrazioni fanno scelte così “intelligenti” e “logiche” che nemmeno la gallina del mio pollaio farebbe.  

martedì 2 aprile 2019

Sentenza di assoluzione

                                                                                                                                 N. xxxxx/xx Sent.

(nomi e cognomi sono di fantasia)

                                           TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA
                                           IN COMPOSIZIONE MONOCRATICA 
                                                 SEZIONE XXXX PENALE

                                                   REPUBBLICA ITALIANA
                                            IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale di Roma, xxxx Sez penale, in persona del Giudice monocratico dott. xxxxxx, alla pubblica udienza del xx/xx/xxxx ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo, la seguente
                                                                  SENTENZA
nella causa penale di primo grado
                                                                   CONTRO
VERDI GIUSEPPE
difeso di fiducia dall'Avv. Xxxxx Xxxxx
                                                                                                                               Libero presente
                                                                  IMPUTATO
del reato di cui agli artt. 81 comma 1 e 336 cp. perché, nell'ambito di un medesimo contesto temporale di azione, profferendo all'indirizzo dell'assistente Ciccarello Paolettino, appartenente al Commissariato di PS Xxxxxxxx Xxxxx, al fine di impedirgli di compiere atti relativi ai doveri del suo ufficio, le seguenti frasi:
"adesso vi spiego come funziona, vi faccio trasferire d'ufficio perché siete incompetenti… chiamo il magistrato e vedete voi vi denuncio e poi vediamo", cosi facendo usava minaccia nei suoi confronti
In Roma, il xx xxxxxx xxxxx

                                                                 CONCLUSIONI
Pubblico Ministero: assoluzione perché il fatto non costituisce reato.
Difesa: assoluzione perché il fatto non sussiste, ovvero applicazione art. 393 bis cp. ed assoluzione perché il fatto non costituisce reato.

                                                    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO




Con decreto ritualmente notificato VERDI GIUSEPPE è stato tratto in giudizio davanti a questo Giudice per rispondere del reato ascrittogli in epigrafe.
Al dibattimento, è stata acquisita la documentazione prodotta, meglio indicata a verbale, e si è proceduto all'esame dell'assistente capo di PS Ciccarello Paolettino, dell'imputato e della sig.ra Marica Livotti.
All'esito della discussione, il Pubblico Ministero e la Difesa hanno formulato le conclusioni trascritte a verbale.
Le prove acquisite conducono ad un giudizio di assoluzione dell'imputato dal reato lui ascritto per insussistenza del fatto.


(…..)

Sulla scorta delle esposte risultanze, si ritiene di dover pervenire ad un giudizio di assoluzione per insussistenza del fatto.
E' bene premettere che la frase "vi faccio trasferire d'ufficio" riveste astrattamente gli estremi di minaccia, ma non è emersa piena prova che il Verdi l'abbia rivolta ai pubblici ufficiali, essendo stata riferita dall'assistente Ciccarello, negata dall'imputato ed esclusa dalla sig.ra Marika Livotti.

Ad ogni buon conto, a prescindere dalla valutazione sull'attendibilità delle rispettive ricostruzioni, è certo che i pubblici ufficiali si recarono presso il luogo dove era il sig. Verdi per un controllo e non costatarono violazioni di alcun tipo alle prescrizioni imposte, sicché nessun ulteriore atto d'ufficio avrebbero dovuto compiere.

L'assenza tra il nesso tra l'eventuale minaccia e l'atto da compiere non consente dunque di ritenere integrato il reato contestato, che ha la finalità di tutelare la libera formazione della volontà del pubblico ufficiale, proprio perché non vi erano ulteriori atti da compiere, essendo stata constatata la presenza del Verdi.

Ove pure volesse riqualificarsi il fatto sub art. 612 cp in relazione all'espressione "vi faccio trasferire d'ufficio", certamente essa non integrerebbe l'ipotesi grave di cui al secondo comma, tenuto conto dell'obiettivo tenore della stessa e della pronuncia delle parole da parte di un soggetto che non avrebbe avuto potere di far trasferire nessuno; il reato sarebbe dunque perseguibile a querela di parte, nella specie non presentata, avendo l'operante riferito di essersi limitato a redigete un'annotazione di servizio.

Si aggiunga che le espressioni pronunciate dal Verdi all'indirizzo degli operanti appaiono piuttosto una manifestazione di sfogo per le incomprensioni sorte in merito alla natura delle prescrizioni da osservare, cui certamente l'imputato intese attenersi ove si consideri che si recò alla ASL per ritirare i risultati delle analisi e che per ben 12 volte contattò telefonicamente il personale del Commissariato - che nemmeno lo cercava - allo scopo di comunicare il suo rientro.
Alle esposte considerazioni segue l'assoluzione dell'imputato dal reato a lui ascritto con la formula di cui al dispositivo.
                                                                           PQM


visto l'art. 530 cpp.,
assolve VERDI GIUSEPPE dal reato a lui ascritto perché il fatto non sussiste.
Roma xx/xx/xxxx

                                                                                                                                          Il giudice











Iniziamo a raccontare l’azienda acea e la gestione romana di energia elettrica.

La situazione è questa:

1) Il contatore che hanno intestato in bolletta a noi non è quello realmente presente;
2) Il contatore realmente presente secondo loro non esiste e sarebbe stato rottamato dalla società loro appaltatrice che faceva i cambi di contatore;
3) Il contatore che fatturano e che non è da noi istallato serve qualcuno che non paga utenza elettrica da almeno 14 anni, ma Acea di questo non si preoccupa poiché nonostante averglielo mostrato continuava a fatturare a noi come se fosse una cosa normale fatturare il contatore che non c'è e che serve qualche sconosciuto.
4) Fossi stata in Acea per prima cosa sarei andata a verificare nell'immediato e quindi nel 2014 e avrei subito risolto il disagio provocato all'utente; poi avrei aperto una questione con la rete di competenza e la relativa società che doveva cambiare contatori e preteso da questi ben motivate spiegazioni;

La storia viene di seguito descritta:

A luglio 2012 inizio a chiudere l’ufficio e l’azienda per cui tempo di sistemare alcuni documenti e metterli negli archivi, non vi era più motivo di usare il contatore di energia elettrica.

Qualche mese dopo, cessate le operazioni non più quotidiane, il locale non avrà più motivo di essere utilizzato salvo per prelevare qualche documento ancora li presente.

Nel 2013 non avendo ancora disdetto l’utenza arriva la solita bolletta e la pago, arrivava da anni sempre sui 200,00 euro a bimestre.
Non avevo mai notato che il consumo era decisamente esagerato.
Arriva la seconda bolletta del 2013 e la pago, arriva la terza e la pago MA alla quarta ho iniziato a chiedermi quanto mi stessero facendo pagare?

Me lo chiesi poiché erano ormai mesi che non utilizzavo più il locale e quindi il consumo doveva per forza diminuire vertiginosamente EPPURE così non era.

Così non pago quella bolletta anzi per ovvie ragioni non le pago proprio più. Telefono e chiedo spiegazioni ma non si trova una risposta.

Arriva il 2014. La società dove lavoravo ed a cui venivano fatturati quei consumi, non era più in affitto da noi. Cancellazione di affitto comunicata regolarmente all’Agenzia delle Entrate.

Così, quando arriva l’ennesima bolletta con un conto salato, sempre fissa dai 190,00 ai 200,00 a bimestre, richiamo per l’ennesima volta il call center di Acea e chiedo, pretendo spiegazioni, così la signorina mi chiede di verificare assieme e di leggere il contatore.

Il mio contatore riportava un totale lettura di più di 64000
mentre quello in bolletta ne segnava sui 25000.
Beh qualcosa non quadrava.

A quel punto la signorina mi chiede di verificare se quello sia il mio contatore e controllo tutti gli altri, si era il mio quello. Lo stacco per provare e va via la corrente al mio negozio. Assodato è lui.

Così mi chiede di leggerle il numero del misuratore e quando lo leggo anche se il numero gli somiglia non è quello che fatturavano alla società per cui lavoravo.

Assodiamo quindi che il contatore che lei mi dice dovevano installare nel 2004/2005 non è MAI STATO  posizionato al mio negozio.

Quello che hanno lasciato è invece il mio storico contatore che in teoria dovevano togliere e rottamare. Invece era lì e nel 2004/2005 e non era mai stato sostituito.

A quel punto faccio sia la raccomandata ad Acea Energia che ad Acea Distribuzione e faccio anche il deposito al loro protocollo a piazzale Ostiense.


Da questo deposito e dalla raccomandata mi aspettavo da parte di ACEA un celere interessamento e che risolvessero immediatamente il problema che loro stessi mi avevano creato.
Inoltre contestualmente chiedevo di rifarmi tutti i conteggi fra il mio pagato e le reali letture del contatore vero che serviva la mia utenza e rendermi la parte pagata in più.

Non arriverà mai alcuna risposta. Continuo a sollecitare e scrivere. Nulla. (FANNO SEMPRE COSI PURTROPPO)

Nel 2016, improvvisamente, quel mio contatore viene depotenziato ma non mi consentono di fare alcuna voltura disdetta, nulla, quindi già dal 2014 il mio negozio non potrò più ne affittarlo, né venderlo e dopo il depotenziamento nemmeno utilizzarlo.  (SEQUESTRO)

Il mio locale commerciale completamente bloccato per anni dalla loro totale negligenza.
Sollecito e continuo a fotografare il mio contatore, gli invio le foto ma non vengono a visionarlo.

Nulla, eppure io continuo a non pagare dal 2013/2014, ma nonostante tutto fino al 2016 continuano a fatturare circa 200 euro a bimestre fregandosene letteralmente delle molteplici segnalazioni che avevamo inviato.

Il mio contatore nel frattempo non era in uso. Il locale commerciale era chiuso. Fino a che non mi risolvevano il problema.

Nel 2016 depotenziano il mio contatore e mi scoppia tutto, per aprire la serranda essendoci i motori e non funzionando debbiamo aprire in tre la serranda a mano che trancia infili e scoppia tutto.
Chiamo di corda il fabbro e faccio togliere i motori almeno si può aprire a mano e faccio riparare la serranda che per forzarla si era storta.

La sorpresa arriva quando sono costretta a denunciarli sul piano civile e lì scopro che hanno
continuato a fatturare sempre circa 200 a bimestre fino ad almeno l’anno 2018
ma è pacifico che le fatture siano a tutt’oggi in corso,non mi hanno dato risposta a questa domanda

La domanda sorge spontanea: se il mio contatore sta a potenza 0,01 quella corrente a chi la stanno regalando fatturandola a noi? E facendoci danni immani?

Un locale commerciale bloccato/sequestrato illegittimamente da 5 anni, un conto che non ci compete che continuavano a pretendere; ed un disinteressamento a risolvere il problema che fa paura.

Specie quando arriva da una società  che detiene pieno monopolio sulla rete elettrica.


Scoperta la continuazione della fatturazione, ravviso più reati penalmente rilevanti, guardandosi bene da farcelo sapere infatti le bollette dal 2016 non ci arriveranno mai più e lo scopro perché mi viene girata una mail a febbraio 2019 mail datata gennaio 2018  ma che invieranno non alla residenza della sottoscritta ma al locale chiuso dove evidentemente sono certi che nessuno mai la riceverà, quindi ora oltre la denuncia per i danni procedo con la denuncia penale sperando che la procura faccia luce su una situazione che personalmente ritengo oltremodo grave.

Personalmente inizio a vederci molto penale non più solo civile.

Le fatture che ho scoperto ieri 2/4/2019 continuate a emettere a me e non a chi usa la corrente avendo loro sbagliato istallazione da 14 anni (scoperto da me d’accordo 5 anni)

Spunta anche quella datata marzo 2019 per cui utenza nonostante nostra richiesta del 2014 di essere  disattivata continua a servire serenamente qualcun altro per cui mi chiedo se abbiano una difficoltà a togliere la corrente a colui a cui la stanno dando accollandola a noi da ormai decenni?
Qualsiasi romano sa che se non si pagano tre bollette la corrente la staccano e qui non avviene?
Strano no?


Fattura nr. 10118005248815 08/01/2019 176,00 Fattura nr. 10118004223329 02/11/2018 232,09 Fattura nr. 10118003336053 03/09/2018 178,30 Fattura nr. 10118002534708 06/07/2018 178,66 Fattura nr. 10118001532613 02/05/2018 189,50 Fattura nr. 10118000713848 16/03/2018 193,21 Fattura nr. 10117005424196 08/01/2018 178,35 Fattura nr. 10117004652087 13/11/2017 176,97 Fattura nr. 10117003433273 28/08/2017 180,34 Fattura nr. 10117002358918 26/06/2017 178,47 Fattura nr. 10117001555795 02/05/2017 178,53 Fattura nr. 10117000639902 06/03/2017 182,27 Fattura nr. 10116000482129 30/12/2016 188,17 Fattura nr. 2062016004639909 07/11/2016 193,69 Fattura nr. 2062016003670414 07/09/2016 181,05 Fattura nr. 2062016002699221 07/07/2016 185,03 Fattura nr. 2062016001712588 09/05/2016 129,17 Fattura nr. 2062016000704547 09/03/2016 194,82 Fattura nr. 2062015005935594 07/01/2016 189,91 Fattura nr. 2062015004912414 09/11/2015 197,65 Fattura nr. 2062015003910080 31/08/2015 176,86 Fattura nr. 2062015002837100 07/07/2015 186,29 Fattura nr. 2062015001761101 07/05/2015 195,05 Fattura nr. 2062015000687721 06/03/2015 190,45 Fattura nr. 2062014006635677 05/02/2015 72,37 Fattura nr. 2062014005614201 09/12/2014 182,93 Fattura nr. 2062014004544148 17/10/2014 179,16 Fattura nr. 2062014003455797 18/08/2014 160,55 Fattura nr. 2062014002394846 16/06/2014 187,48 Fattura nr. 2062014001277720 07/04/2014 183,99 Fattura nr. 2062014000209068 10/02/2014 190,31 Fattura nr. 2062013004968095 09/12/2013 171,55 Fattura nr. 2062013002924277 16/08/2013 181,58 Fattura nr. 2062013001852135 19/06/2013 181,81
TOTALE PAGAMENTI NON PERVENUTI 6.122,56 euro

Aggiornamento del giorno 2 aprile 2019.

sabato 23 marzo 2019

In merito al rinvio a giudizio

Alcuni ora fa vi ho pubblicato un pezzo sul “Rinvio a Giudizio”, l’ho fatto di fretta, per cui non ho avuto tempo di scrivere i motivi per cui lo avevo postato. Lo spiego ora.

Ricordiamo che ad agosto 2018 mi recai in procura per capire che fine avesse fatto un’accusa del 2012, molto infamante, che mi fu mossa da un prete e da alcuni suoi strettissimi fedelissimi (di cui alcuni ad oggi risulterebbero essere stati “cacciati”).

Scoprirò in procura uno strano rinvio a giudizio fatto tipo in data 8 gennaio 2014 con udienza tipo al 14 gennaio 2014.
Ricordiamo quindi che ne io ne i miei legali dopo settembre 2013 riceveremo più alcuna notifica, meno che mai questa scoperta del 2018.

Faccio allora un passo indietro perché l’unica notifica e l’ultima ricevuta fu la chiusura indagini con la scritta del Gip che diceva al pm che rigettava la sua richiesta di prolungamento misura in quanto non essendo stata rinviata a giudizio nei termini di legge decadeva la stessa misura e ne finiva ogni effetto.

Ora io ero rimasta che dovevano notificarmi l’interrogatorio che io richiedi entro i 20 giorni dalla notifica della chiusura indagini (luglio 2013).
Non fu mai notificata. Così l’interrogatorio non fu fatto nonostante i miei legali lo sollecitarono proprio al pm  dopo luglio 2013. Segui solo la risposta del pm che indicava che dovevano interrogarmi i carabinieri da lui delegati e non in procura da lui con fonoregistrazione che io avrei voluto. Non mi piace che di riassumano le frasi perché possono cambiare il senso. Ed i dettati ancora non li fanno. Comunque pur volendo farlo fare si carabinieri avevo poi cambiato residenza quindi non me lo avrebbe più fatto la prima caserma dove non ero più di competenza territoriale.

Niente nessuna notifica e nessun interrogatorio.

Ecco la sorpresa che scopro ad agosto 2018:
A gennaio 2014 sarebbe stata fatta una richiesta di rinvio a giudizio immediato (MAI NOTIFICATO NE A ME, NE AiI MIEI LEGALI).

Inizialmente mi ero un po’ risentira poi leggendo ho scoperto come ho ho postato più sotto al pezzo “rinvio a giudizio” quello immediato viene chiesto per accuse lievi eppure quelle che mi avevano mosso e il modo con cui fu fatto, addirittura di tutte le prime pagine (TUTTE) delle più note testate giornalistiche in cronaca e al tg regionale tanto lieve non pareva.

Improvvisamente diventa un presunto reato lieve.
Due son le cose:
- O il pm si è reso conto che le accuse non erano proprio cosi reali;
- Oppure ha usato un metodo: senza notifica che ha fatto sì che quel procedimento avesse fatto il suo effetto sui giornali di screditamento verso la mia persona (esattamente lo scopo che volevano raggiungere quelli che hanno partecipato) ma non doveva arrivare assolutamente ad un processo vero. Perché li la verità esce e i plurimi reati di calunnia sono gravi, non lievi.
I motivi li ho spiegati innumerevoli volte in questi anni. C’è ne sono a dozzine.

Premesso che su questa vicenda agito senza ombra di dubbio.
Ha comunque portato a farmi aprire gli occhi su tutto ciò che mai credevo potesse essere fatto in un paese che si definisce civile. Così ho iniziato a seguire tutti gli errori che la stessa procura ha commesso verso altre persone e mai risolti.

La Croce nel sole non era ciò che mi accadde nell’immediato ma dove poi quella vicenda mi ha condotta ✌️👍✌️👍✌️👍 è stata proprio quella vicenda che se non fosse mai avvenuta non mi avrebbe portata a grandissimi successi risolvendo molte situazioni perché ormai le vedevo con occhi completamente diversi avendola vissuta sulla mia persona.
Devo ammettere che i Procura ci sono persone fantastiche, serie e corrette. A partire dal Procuratore Capo ed altri a lui vicini.  ✌️✌️✌️
Spero che chi prenderà il suo posto sarà altrettanto in gamba.

Ed ora la mia partecipazione ai convegni per approfondire le materie a me care: Crinologia dinamica;


mercoledì 20 marzo 2019

Il processo indiziario

Estratto da “il processo indiziario genera mostri”
Fonte in-giustizia.eu

... Il processo indiziario per sua natura crea sempre un ragionevole dubbio. Ergo l'intero meccanismo del processo indiziario è incostituzionale e lo è la carcerazione preventiva su base indiziaria. Bisogna, quindi, eliminare questo pericolosissimo e medioevale istituto che, pur di assicurare colpevoli alla giustizia, da procedura estrema ed eccezionale del nostro sistema diventa regola, al posto del legittimo e primario processo per prove, finendo col mettere dentro tanti innocenti e fondando la bellezza del 90 % delle nostre cause penali! I processi indiziari possono e devono essere fatti ma, se gl'indizi non si trasformano in prove fortissime, non si va a giudizio! Soprattutto le prove fortissime devono fondare la restrizione cautelare ad evitare che si rimanga dentro per mesi se non per anni per poi venire assolti. ...
Il sistema indiziario italiano contrasta, soprattutto per le conseguenze intermedie (carcerazione su base indiziaria), con la presunzione di non colpevolezza (art. 27 Cost.) dell'imputato e col principio della libertà personale inviolabile (art. 13 Cost.). Contrasta di fondo con l'esigenza di certezza del diritto e col principio secondo cui la condanna deve avvenire "al di là di ogni ragionevole dubbio"...

Rinvio a giudizio

RINVIO A GIUDIZIO

Concluse le indagini preliminari il P.M., se non chiede l’archiviazione, fa notificare l’avviso di conclusione indagini (art. 415 bis C.P.P.) all’indagato e al difensore, nonché -per i reati di maltrattamenti e stalking- alla persona offesa e/o al suo difensore, con l’invito all’indagato ad esercitare specifiche facoltà (chiedere interrogatorio, presentare memorie, chiedere nuove indagini, depositare gli atti di
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investigazione difensiva, ecc.).
Trascorsi i termini di cui all’art. 415 bis C.P.P. (20 giorni dalla notifica dell’avviso) il P.M. esercita l’azione penale come segue, a seconda del reato contestato:
1) Per i reati più gravi, di competenza del Tribunale Collegiale o della Corte d’Assise, nonché per gli altri reati che prevedono la celebrazione dell’udienza preliminare, formula l’imputazione e chiede al GIP il rinvio a giudizio dell’indagato, che da questo momento diventa imputato (art. 416 C.P.P.).
2) Per i reati più lievi, cioè contravvenzioni o delitti puniti con pena massima non superiore a 4 anni di reclusione o con la sola multa, nonché per altri reati espressamente indicati dall’art. 550 C.P.P., il P.M. formula l’imputazione e cita direttamente l’imputato in giudizio dinanzi al Tribunale Monocratico.
Con la formulazione dell’imputazione viene esercitata l’azione penale e l’indagato diviene imputato (con formazione del cosiddetto “carico pendente”).
Nella prima ipotesi il Giudice che riceve la richiesta del P.M. ed il fascicolo con gli atti di indagine fissa L’UDIENZA PRELIMINARE, che si tiene in Camera di Consiglio, con la partecipazione di tutte le parti (per la prima volta la parte lesa può costituirsi parte civile, secondo le formalità previste dal Codice).
Nell’udienza preliminare si discute -sulla scorta degli atti di indagine, anche integrati da quelli delle parti private- la fondatezza della notizia di reato in funzione della celebrazione del dibattimento pubblico (idoneità degli elementi di prova acquisiti a sostenere l’accusa in giudizio).
Il Giudice può dare ordine al P.M. di integrare le indagini, se incomplete; può anche disporre d’ufficio l’assunzione di prove decisive al fine di pronunciare una sentenza di non luogo a procedere (proscioglimento).
Nell’udienza preliminare può essere modificata l’imputazione.
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Esaurita la discussione il G.U.P (Giudice dell’udienza preliminare) può:
a) emettere sentenza di non luogo a procedere (art. 425 C.P.P.) perché il reato è già estinto; perché l’imputato non è punibile; perché il fatto non è (più) previsto dalla legge come reato; perché risulta che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso, o che il fatto non costituisce reato. Analogamente se gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l’accusa in giudizio.
La sentenza di non luogo a procedere (N.L.P.) può essere impugnata in Cassazione dalle parti e/o revocata dal G.I.P., su richiesta dal P.M., se sopravvengano o si scoprano successivamente nuove fonti di prova utili per il rinvio a giudizio.
Fino alla conclusione dell’udienza preliminare l’imputato può proporre richiesta di giudizio abbreviato o di patteggiamento.
b) emettere il decreto che dispone il giudizio dinanzi al Tribunale o alla Corte d’Assise (secondo il tipo di reato, che determina la competenza dell’uno o dell’altro organo giudicante).
Al decreto che dispone il giudizio, così come alla citazione diretta a giudizio, segue il dibattimento.
Nel caso di citazione diretta dinanzi al Tribunale Monocratico l’imputato può chiedere il rito abbreviato o il patteggiamento fino all’apertura del dibattimento. N.B. Nel 2014 è stata abrogata la norma che consentiva di giudicare l’imputato in contumacia. Oggi l’imputato che risulti essere a conoscenza del processo e dell’udienza ma non si presenti senza addurre giustificazione, viene dichiarato assente e rappresentato a tutti gli effetti dal difensore.
Per l’imputato che risulti “irreperibile”, invece, il processo viene sospeso e rinviato fino a che lo stesso non venga raggiunto dagli atti necessari per la conoscenza
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dell’imputazione e del giudizio.
Queste regole si applicano fin dall’udienza preliminare.

Fonte: Ordine dei giornalisti . It

Prescrizione

L’istituto della prescrizione nasce, oltre che per la tutela di diritti, anche e soprattutto per evitare che il cittadino venga sottoposto ad un processo penale infinito e che resti in balia della legge per una vita intera. 
Possiamo dire, quindi, che la prescrizione, in campo penale, si prefigge principalmente lo scopo di evitare che l’imputato (colui che è accusato di aver commesso un presunto reato e che per questo sia sottoposto ad un procedimento penale) possa essere sottoposto ad un processo senza limiti di tempo: 
decorso un certo termine, infatti, il reato dovrà essere dichiarato estinto (per intervenuta prescrizione), a prescindere dall’accertamento giudiziale circa la innocenza o la colpevolezza del soggetto processato 

Fonte: la legge per tutti

giovedì 14 marzo 2019

Dato interessante - memoria *

Dunque ad agosto 2018 svolto che a gennaio 2014 il pm avrebbe chiesto il rinvio a giudizio immediato mai notificato ne a me, né ai miei legali, e scompare la precedente richiesta di rinvio a giudizio del 2013 in cui si doveva attendere il passaggio del Gup.
Ricordiamo che fra il mese di luglio e agosto del 2013 venivo chiamata per una notifica che non mi fu però consegnata poiché, dissero che dovevano inviarla ai miei legali (non a me) che però mai la ricevettero. In quella notifica che ebbi modo di leggere al volo, il pm autorizzava l’interrogatorio da me richiesto nei termini di legge, (i miei legali invieranno subito appresso un fax al pm) quindi non notificando quel documento l’interrogatorio non si è mai concretizzato.
Da qui in poi non ci saranno più notifiche di alcun genere. Eppure spuntano altre attività.

* lo scritto è a memoria di punti importanti da approfondire. 

martedì 26 febbraio 2019

Abruzzo Sardegna il gran segnale

Io sono Abruzzese il mio compagno Sardo (rif. ultime regionali)

non molto tempo fa, precisamente verso settembre ed ottobre del 2017, mentre documentavo le bugie dette da chi si credeva al di sopra di tutti e di tutto, spiegavo serenamente che alle future elezioni sarebbe stata la gente stessa a parlare attraverso il voto.
Dato che qualsiasi cosa si dicesse veniva etichettata dai geni del so tutto io come non vera.
Sarà un caso ma prima la regione Abruzzo e subito appresso la regione Sardegna hanno parlato a gran voce.
Come volevasi dimostrare.
Di Maio è riuscito a corrodere il movimento battendo persino quanto era riuscito a fare Renzi. Continuate così avanti tutta. 😁😁😁 #primopartitodopolultimo #nerimarraunosolo

mercoledì 20 febbraio 2019

Dichiarazione universale diritti dell’uomo art 19

  • Art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere

La libertà di espressione è sancita anche dall'art. 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali ratificata dall'Italia con l. 4 agosto 1955, n. 848:
  • 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.

venerdì 1 febbraio 2019

2019 anno delle rivelazioni

Di: Filippo Bertolami

(Copio e incollo)

Il 2019 non sembra iniziato sotto i migliori auspici, soprattutto leggendo le notizie emerse solo nel primo mese. Ma la speranza sarà sempre l’ultima a morire…

“Corruzione, arrestati due magistrati in servizio a Roma. Soldi e diamanti per sentenze aggiustate. Coinvolti imprenditori, avvocati e un ispettore di polizia” (1) “Il richiamo del PG della Cassazione: ‘Troppe toghe sotto inchiesta, così si mina la fiducia dei cittadini’" (2).

“42 indagati per la gestione dei migranti a Gradisca, anche i due ex Prefetti e i loro vice” (3) “Un ammanco per le casse dello Stato superiore ai 5 milioni e mezzo di euro” (4) “Monza, falsi permessi di soggiorno e corruzione: 8 arrestati, tra cui un ispettore della Guardia di finanza, un sovrintendente della Polizia di Stato e un messo comunale” (5).

“Caso Cucchi, l’audio delle intercettazioni: ‘Bisogna avere spirito di corpo e aiutare colleghi in difficoltà’” (6) “E sulla nota di servizio dell'arresto modificata, un maresciallo dice: ‘La cambiai io, me lo hanno ordinato’ (7) “Massa Carrara - Insulti razzisti, botte e omertà: a processo 28 carabinieri” (8).

“Rimini - Ex Questore rinviato a giudizio: tentò di far annullare la multa del figlio - Ad incastrarlo la registrazione fatta con il cellulare da uno degli agenti della Polizia stradale di Rimini, a cui aveva chiesto di ‘modificare’ i fatti: ‘Ve lo chiedo da questore’" (9).

“Roma, 197 indagati per multe cancellate illegalmente per 16 milioni di euro: coinvolti funzionari del Comune, un carabiniere e un poliziotto - Tra i beneficiari anche appartenenti a Presidenza del Consiglio, Senato, Camera, Regioni, Province e Comuni, Prefetture ed Autorità Giudiziarie” (10) “Mobbizzata dai superiori la funzionaria comunale che aveva scoperto e segnalato la truffa 'atti preordinati a vessare e avvilire la dipendente' per costringerla a smettere di denunciare i fatti” (11).

(1) https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/19_gennaio_14/corruzione-arrestati-due-magistrati-servizio-roma-7b15eb28-181c-11e9-bb76-cdaf0ebcabd2.shtml
(2) https://www.huffingtonpost.it/2019/01/25/il-richiamo-del-pg-della-cassazione-ai-magistrati-troppe-toghe-sotto-inchiesta-cosi-si-mina-la-fiducia-dei-cittadini_a_23652389/
(3) http://www.ilfriuli.it/articolo/cronaca/42-indagati-per-la-gestione-dei-migranti-a-gradisca/2/191578
(4) http://www.ilgiornale.it/news/cronache/gorizia-indagati-3-prefetti-ed-onlus-che-gestiva-cie-e-cara-1627940.html
(5) https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/permessi-soggiorno-arresti-1.4392166
(6) https://www.corriere.it/video-articoli/2019/01/21/caso-cucchi-l-audio-intercettazioni-bisogna-avere-spirito-corpo-aiutare-colleghi-difficolta/26308bac-1d82-11e9-bb3d-4c552f39c07c.shtml
(7) https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/01/21/news/cucchi_carabiniere_a_collega_bisogna_avere_spirito_di_corpo_e_aiutarsi_se_si_e_in_difficolta_-217103837/
(8) https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/01/22/insulti-razzisti-e-botte-a-processo-28-carabinieri/4914104/
(9) https://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/antonio-lauriola-processo-1.4415437
(10) https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/28/roma-197-indagati-per-multe-cancellate-illegalmente-tra-loro-anche-lotito/4929746/
(11) https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/19_gennaio_29/emma-fece-partire-denunce-stata-punita-da08601a-233a-11e9-9543-1916afeb08d9.shtml




giovedì 31 gennaio 2019

Su fb si è acceso ragionamento del perché di tanti innocenti in carcere e/o giù di lì

Bene, quando il tema arriva su fb significa che la coscienza popolare si interessa.
Questo argomento finora sembrava distante dal più delle coscienze popolari ma ora non più, poiché i troppi casi di malagiustizia portati alla ribalta dalle trasmissioni televisive stanno facendo riflettere sempre più persone e chiedersi come si è potuti arrivare a questo.
Chi come me fino ad alcuni anni fa (fino a 8 anni fa neppure io mi interessavo) non si interessavanoba questo argomento era perché almeno io avevo fiducia nel lavoro degli inquirenti e quindi di chi atto a fare indagini. Finché non scopri che non è proprio così.

Lo dimostra:
- la malagiustizia perpetrata su Giuseppe Verdi dove molte delle disavventure giudiziarie sono oggetto di questo blog; dove c’è stata anche una detenzione scontata due volte e non motivata (ora che si chiede conto fra le varie cose di questa, scrivono dal tribunale di sorveglianza di aver mandato tutto al macero, ma il provvedimento deve uscire fuori non può andare al macero);
- quella inflitta a Giuseppe Gulotta, con 22 anni di carcere da innocente;
- la morte ed il pestaggio a Stefano Cucchi e 8/9 anni di depistaggi;
- un ergastolo dato a un uomo che poi viene riconosciuto innocente dopo essere stato ristretto per 26 anni, Cosimo Commisso;
E potrei continuare all’infinito.

In tutti questi casi c’è un comune denominatore
1) chi delegato alle indagini
2) chi atto a verificarle
3) chi invece di cercare la verità vera vuole solo una collezione che porti a dama l’accusa;
4) il Gip che di affida troppo al pm perché se sbaglia il primo il secondo convalida errore;
5) il tribunale a cui arriva tutto stravolto quindi con difficoltà a ripristinare la realtà;
6) i giornali che fanno subito da cassa di risonanza a volte senza degnarsi neppure di rettificare ne di rispettare la privacy altrui;

I casi sopra citati ma c’è ne sono ancora a dozzine da poter menzionare dimostrano che determinati metodi sono stati avallati per lunghissimo tempo facendo sì che in questi si insinua anche chi usa la legge per scopi personalistici contro altri.

Bene ora il fulcro è in vista, le vittime e i casi che li hanno riguardato sono sotto gli occhi di tutti, ma ultimamente ho riscontrato che qualcosa è cambiato e chi mente viene bloccato dai giudici e dai pm più giusti. Ecco ho finalmente riscontrato che ci sono anche pm e giudici giusti che inizialmente sono stati forniti solo di una parte di carteggio nonostante esistevano altre carte in mano a parte di autorità che non le ha trasmesse. Poi spiegherò più avanti nel dettaglio. 

mercoledì 30 gennaio 2019

Rifiuto di atti d’ufficio

Il delitto di rifiuto di atti di ufficio si realizza quando:
  • il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio
  • indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio
  • che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità deve essere compiuto senza ritardo [2].
Il reato di rifiuto di atti di ufficio è procedibile di ufficio, pertanto non vi è limite di tempo per sporgere la denuncia. A seguito della denuncia, potrebbe essere disposta la misura della sospensione dal servizio [3]; mentre la sentenza di condanna per il reato in oggetto determinerebbe un’interdizione temporanea dai pubblici uffici.

Fonte: la legge per tutti .it

sabato 26 gennaio 2019

Cosimo Commisso 26 anni di carcere da INNOCENTE

Cosino Commisso ha riavuto la sua libertà dopo che per 26 anni gli è stata strappata via brutalmente.
Lo ho conosciuto alcuni anni fa e abbiamo parlato molto, mi mostrò le carte giudiziarie, erano tantissime, le teneva con cura, cercava di dimostrare la propria innocenza.
Nel leggere le carte mi colpì una cosa, l’accusa era basata su un dubbio o meglio che lui avrebbe commissionato gli omicidi per cui lo condannano all’ergastolo per vendicarsi dell’uccisione del fratello. Mi fermai qui e gli dissi: “ti hanno ucciso un fratello” e lui mi disse “no io non ho alcun fratello ucciso ne con quel nome”. Allora pensai vuoi vedere che hanno condannato lui per omonimia? L’ennesimo caso di errore giudiziario che se chi di dovere si ricordasse che non vende pesce ma ha in mano la vita altrui e facesse più attenzione a valutare le accuse, si eviterebbe di rovinare così tante vite e si inizierebbe (spero) ad aver rispetto anche della vita altrui.

Cosimo Commisso che ha scontato 26 anni in detenzione con condanna all’ergastolo, a gennaio 2029 viene finalmente riconosciuto innocente con la formula PER NON AVER COMMESSO IL FATTO.

Oggi ha 68 anni e dopo 26 anni di stato detentivo l’eta (26 anni di detenzione), condannato 26 anni fa all’ergastolo, tantissimi anni della propria vita che nessuno può restituirgli, deve essere risarcito. Anche se Messina somma restituisce 26 anni sottratti.

Non esiste somma che ti ripaghi una lunga e ingiusta detenzione e tutte le conseguenziali. (A chi tratta questi casi come se vendesse il pesce dico: Fatevi un esame di coscienza... ovviamente se ne avete). 

sabato 19 gennaio 2019

Preti e suore sono stipendiati? Chi paga?

Da: legge uguale per tutti . It

La prima distinzione da fare è tra preti e parroci. Nella nostra parrocchia ad esempio possono esserci anche più preti, ma di parroco (responsabile della parrocchia) c’è ne è uno solo. E i loro stipendi sono diversi. Lo stipendio di un prete si aggira attorno ai 1.000 euro per 12 mensilità, mentre ai parroci spettano circa 1.200 euro al mese.
Ma non è tutto. Non scordiamoci di vescovi, arcivescovi, cardinali e monsignori. Anche quella ecclesiastica è una carriera e nella scala gerarchica la loro posizione e il loro prestigio sono sicuramente più alti, così come la loro anzianità di servizio e i loro stipendi. Per questo le cifre percepite possono arrivare anche a livelli a dir poco astronomici: lo stipendio dei vescovi può raggiungere i 3.000 euro al mese; i cardinali arrivano anche a portarsi a casa 5.000 euro al mese più bonus. Insomma un bel gruzzoletto.
Tornando alla fascia operaia della chiesa, preti e parroci, se questi oltre alla loro attività principale, svolgono anche altri lavori, ad esempio insegnano religione, percepiscono un normale stipendio da insegnamento e poi gli verrà versata solo la parte mancante per arrivare all’intera cifra di reddito prevista per loro.
Le Le retribuzioni nel mondo ecclesiastico vengono pagate dall’Istituto centrale per il sostentamento del clero (Icsc): un organo della Cei il cui compito è appunto quello di gestire tutti gli stipendi di preti, parroci, cardinali, vescovi.
Funziona così:
  • la Cei regola tutta la materia e stabilisce le soglie di reddito che ogni persona che ricopre un ruolo ecclesiastico deve percepire. Al raggiungimento di questa soglia contribuisce ogni entrata (altri lavori, incarichi speciali, ecc) [1]. L’erogazione degli stipendi viene gestita invece dall’Istituto centrale per il sostentamento del clero (Icsc)
  • Ogni diocesi ha come riferimento un istituto locale speciale per il sostentamento del clero, che fa capo a quello centrale.
  • I sacerdoti comunicano ogni anno al proprio Istituto per il sostentamento locale competente tutti questi redditi. Il reddito viene stabilito sulla base di una dichiarazione che il sacerdote fa compilando un modello da consegnare all’Istituto per il sostentamento, in cui dichiara le sue attività e la sua anzianità di servizio
  • L’istituto locale trasmette questi redditi comunicati all’Istituto centrale per il 
  • sostentamento del clero (Icsc), che verifica tutta la situazione reddituale del sacerdote e, se il suo reddito è sotto la soglia stabilita dalla Cei, integra il reddito.
Le suore invece non sono colleghe dei preti, ma dei frati. E per loro non è previsto stipendio, a meno che questi non svolgano altri lavori. Insegnanti, infermieri o altre attività. In questo caso percepiscono uno stipendio normale, derivante dai contratti collettivi di lavoro, esattamente come ogni civile che lavori.
Ovviamente questo Istituto centrale per il sostentamento del clero si basa anche:
  • su donazioni libere dei cittadini
  • e su una percentuale di 8×1000
In pratica, una buona fetta dei proventi della Chiesa cattolica derivanti dall’8×1000 servono a finanziare le attività di questo istituto per il sostentamento del clero. Quindi una parte del nostro 8×1000 in dichiarazione serve a coprire gli stipendi di preti, vescovi e cardinali.

l’Istituto previdenziale dello Stato italiano. La nostra cara vecchia Inps si trova a dover gestire un apposito fondo pensionistico: il Fondo del clero, all’interno del quale confluiscono i contributi previdenziali trattenuti dagli stipendi dei preti e degli altri religiosi. È compito di questo fondo erogare le pensioni ai preti. L’Inps in pratica gestisce e amministra la parte previdenziale dei sostentamenti che la Cei tramite Icsc dà ai suoi ‘dipendenti prelati’.
Anche gli ecclesiastici hanno la loro pensione sociale, il minimo percepito da chi si trova nella parte più bassa della piramide religiosa (ad esempio le suore): la soglia corrisposta si aggira intorno a poco meno di 500 euro.

Fonte: laleggepertutti.it

venerdì 18 gennaio 2019

Competenza e serietà

In questi giorni ho riscontrato che ci sono anche persone serie e competenti.
Quindi, felicissima di aver testato con mano ciò, ritengo che questo paese ha la piena possibilità di tornare ad essere un paese migliore in cui persone poco professionali, poco serie, furbette, saranno allontanate dal poter fare ulteriori danni. Per far sì che ciò avvenga è chi guida il timone della nave che detta le regole e le fa ispettore. Finora è per lunghi anni ciò non è avvenuto facendo sì che chi agiva nel male mascherato da perbene potesse sfruttare soldi e posti pubblici per ledere il prossimo.

martedì 1 gennaio 2019

Buon 2019 a tutti 🥂💫

Auguri 🎉 con un Nuovo Anno che mette i fatti al primo posto. 
L’Anno che segna il Nuovo Inizio. 
Per cui anche io blog riporterà i fatti e non più solo le riflessioni. 🍾🥂