giovedì 31 gennaio 2019

Su fb si è acceso ragionamento del perché di tanti innocenti in carcere e/o giù di lì

Bene, quando il tema arriva su fb significa che la coscienza popolare si interessa.
Questo argomento finora sembrava distante dal più delle coscienze popolari ma ora non più, poiché i troppi casi di malagiustizia portati alla ribalta dalle trasmissioni televisive stanno facendo riflettere sempre più persone e chiedersi come si è potuti arrivare a questo.
Chi come me fino ad alcuni anni fa (fino a 8 anni fa neppure io mi interessavo) non si interessavanoba questo argomento era perché almeno io avevo fiducia nel lavoro degli inquirenti e quindi di chi atto a fare indagini. Finché non scopri che non è proprio così.

Lo dimostra:
- la malagiustizia perpetrata su Giuseppe Verdi dove molte delle disavventure giudiziarie sono oggetto di questo blog; dove c’è stata anche una detenzione scontata due volte e non motivata (ora che si chiede conto fra le varie cose di questa, scrivono dal tribunale di sorveglianza di aver mandato tutto al macero, ma il provvedimento deve uscire fuori non può andare al macero);
- quella inflitta a Giuseppe Gulotta, con 22 anni di carcere da innocente;
- la morte ed il pestaggio a Stefano Cucchi e 8/9 anni di depistaggi;
- un ergastolo dato a un uomo che poi viene riconosciuto innocente dopo essere stato ristretto per 26 anni, Cosimo Commisso;
E potrei continuare all’infinito.

In tutti questi casi c’è un comune denominatore
1) chi delegato alle indagini
2) chi atto a verificarle
3) chi invece di cercare la verità vera vuole solo una collezione che porti a dama l’accusa;
4) il Gip che di affida troppo al pm perché se sbaglia il primo il secondo convalida errore;
5) il tribunale a cui arriva tutto stravolto quindi con difficoltà a ripristinare la realtà;
6) i giornali che fanno subito da cassa di risonanza a volte senza degnarsi neppure di rettificare ne di rispettare la privacy altrui;

I casi sopra citati ma c’è ne sono ancora a dozzine da poter menzionare dimostrano che determinati metodi sono stati avallati per lunghissimo tempo facendo sì che in questi si insinua anche chi usa la legge per scopi personalistici contro altri.

Bene ora il fulcro è in vista, le vittime e i casi che li hanno riguardato sono sotto gli occhi di tutti, ma ultimamente ho riscontrato che qualcosa è cambiato e chi mente viene bloccato dai giudici e dai pm più giusti. Ecco ho finalmente riscontrato che ci sono anche pm e giudici giusti che inizialmente sono stati forniti solo di una parte di carteggio nonostante esistevano altre carte in mano a parte di autorità che non le ha trasmesse. Poi spiegherò più avanti nel dettaglio. 

mercoledì 30 gennaio 2019

Rifiuto di atti d’ufficio

Il delitto di rifiuto di atti di ufficio si realizza quando:
  • il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio
  • indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio
  • che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità deve essere compiuto senza ritardo [2].
Il reato di rifiuto di atti di ufficio è procedibile di ufficio, pertanto non vi è limite di tempo per sporgere la denuncia. A seguito della denuncia, potrebbe essere disposta la misura della sospensione dal servizio [3]; mentre la sentenza di condanna per il reato in oggetto determinerebbe un’interdizione temporanea dai pubblici uffici.

Fonte: la legge per tutti .it

sabato 26 gennaio 2019

Cosimo Commisso 26 anni di carcere da INNOCENTE

Cosino Commisso ha riavuto la sua libertà dopo che per 26 anni gli è stata strappata via brutalmente.
Lo ho conosciuto alcuni anni fa e abbiamo parlato molto, mi mostrò le carte giudiziarie, erano tantissime, le teneva con cura, cercava di dimostrare la propria innocenza.
Nel leggere le carte mi colpì una cosa, l’accusa era basata su un dubbio o meglio che lui avrebbe commissionato gli omicidi per cui lo condannano all’ergastolo per vendicarsi dell’uccisione del fratello. Mi fermai qui e gli dissi: “ti hanno ucciso un fratello” e lui mi disse “no io non ho alcun fratello ucciso ne con quel nome”. Allora pensai vuoi vedere che hanno condannato lui per omonimia? L’ennesimo caso di errore giudiziario che se chi di dovere si ricordasse che non vende pesce ma ha in mano la vita altrui e facesse più attenzione a valutare le accuse, si eviterebbe di rovinare così tante vite e si inizierebbe (spero) ad aver rispetto anche della vita altrui.

Cosimo Commisso che ha scontato 26 anni in detenzione con condanna all’ergastolo, a gennaio 2029 viene finalmente riconosciuto innocente con la formula PER NON AVER COMMESSO IL FATTO.

Oggi ha 68 anni e dopo 26 anni di stato detentivo l’eta (26 anni di detenzione), condannato 26 anni fa all’ergastolo, tantissimi anni della propria vita che nessuno può restituirgli, deve essere risarcito. Anche se Messina somma restituisce 26 anni sottratti.

Non esiste somma che ti ripaghi una lunga e ingiusta detenzione e tutte le conseguenziali. (A chi tratta questi casi come se vendesse il pesce dico: Fatevi un esame di coscienza... ovviamente se ne avete). 

sabato 19 gennaio 2019

Preti e suore sono stipendiati? Chi paga?

Da: legge uguale per tutti . It

La prima distinzione da fare è tra preti e parroci. Nella nostra parrocchia ad esempio possono esserci anche più preti, ma di parroco (responsabile della parrocchia) c’è ne è uno solo. E i loro stipendi sono diversi. Lo stipendio di un prete si aggira attorno ai 1.000 euro per 12 mensilità, mentre ai parroci spettano circa 1.200 euro al mese.
Ma non è tutto. Non scordiamoci di vescovi, arcivescovi, cardinali e monsignori. Anche quella ecclesiastica è una carriera e nella scala gerarchica la loro posizione e il loro prestigio sono sicuramente più alti, così come la loro anzianità di servizio e i loro stipendi. Per questo le cifre percepite possono arrivare anche a livelli a dir poco astronomici: lo stipendio dei vescovi può raggiungere i 3.000 euro al mese; i cardinali arrivano anche a portarsi a casa 5.000 euro al mese più bonus. Insomma un bel gruzzoletto.
Tornando alla fascia operaia della chiesa, preti e parroci, se questi oltre alla loro attività principale, svolgono anche altri lavori, ad esempio insegnano religione, percepiscono un normale stipendio da insegnamento e poi gli verrà versata solo la parte mancante per arrivare all’intera cifra di reddito prevista per loro.
Le Le retribuzioni nel mondo ecclesiastico vengono pagate dall’Istituto centrale per il sostentamento del clero (Icsc): un organo della Cei il cui compito è appunto quello di gestire tutti gli stipendi di preti, parroci, cardinali, vescovi.
Funziona così:
  • la Cei regola tutta la materia e stabilisce le soglie di reddito che ogni persona che ricopre un ruolo ecclesiastico deve percepire. Al raggiungimento di questa soglia contribuisce ogni entrata (altri lavori, incarichi speciali, ecc) [1]. L’erogazione degli stipendi viene gestita invece dall’Istituto centrale per il sostentamento del clero (Icsc)
  • Ogni diocesi ha come riferimento un istituto locale speciale per il sostentamento del clero, che fa capo a quello centrale.
  • I sacerdoti comunicano ogni anno al proprio Istituto per il sostentamento locale competente tutti questi redditi. Il reddito viene stabilito sulla base di una dichiarazione che il sacerdote fa compilando un modello da consegnare all’Istituto per il sostentamento, in cui dichiara le sue attività e la sua anzianità di servizio
  • L’istituto locale trasmette questi redditi comunicati all’Istituto centrale per il 
  • sostentamento del clero (Icsc), che verifica tutta la situazione reddituale del sacerdote e, se il suo reddito è sotto la soglia stabilita dalla Cei, integra il reddito.
Le suore invece non sono colleghe dei preti, ma dei frati. E per loro non è previsto stipendio, a meno che questi non svolgano altri lavori. Insegnanti, infermieri o altre attività. In questo caso percepiscono uno stipendio normale, derivante dai contratti collettivi di lavoro, esattamente come ogni civile che lavori.
Ovviamente questo Istituto centrale per il sostentamento del clero si basa anche:
  • su donazioni libere dei cittadini
  • e su una percentuale di 8×1000
In pratica, una buona fetta dei proventi della Chiesa cattolica derivanti dall’8×1000 servono a finanziare le attività di questo istituto per il sostentamento del clero. Quindi una parte del nostro 8×1000 in dichiarazione serve a coprire gli stipendi di preti, vescovi e cardinali.

l’Istituto previdenziale dello Stato italiano. La nostra cara vecchia Inps si trova a dover gestire un apposito fondo pensionistico: il Fondo del clero, all’interno del quale confluiscono i contributi previdenziali trattenuti dagli stipendi dei preti e degli altri religiosi. È compito di questo fondo erogare le pensioni ai preti. L’Inps in pratica gestisce e amministra la parte previdenziale dei sostentamenti che la Cei tramite Icsc dà ai suoi ‘dipendenti prelati’.
Anche gli ecclesiastici hanno la loro pensione sociale, il minimo percepito da chi si trova nella parte più bassa della piramide religiosa (ad esempio le suore): la soglia corrisposta si aggira intorno a poco meno di 500 euro.

Fonte: laleggepertutti.it

venerdì 18 gennaio 2019

Competenza e serietà

In questi giorni ho riscontrato che ci sono anche persone serie e competenti.
Quindi, felicissima di aver testato con mano ciò, ritengo che questo paese ha la piena possibilità di tornare ad essere un paese migliore in cui persone poco professionali, poco serie, furbette, saranno allontanate dal poter fare ulteriori danni. Per far sì che ciò avvenga è chi guida il timone della nave che detta le regole e le fa ispettore. Finora è per lunghi anni ciò non è avvenuto facendo sì che chi agiva nel male mascherato da perbene potesse sfruttare soldi e posti pubblici per ledere il prossimo.

martedì 1 gennaio 2019

Buon 2019 a tutti 🥂💫

Auguri 🎉 con un Nuovo Anno che mette i fatti al primo posto. 
L’Anno che segna il Nuovo Inizio. 
Per cui anche io blog riporterà i fatti e non più solo le riflessioni. 🍾🥂