sabato 23 marzo 2019

In merito al rinvio a giudizio

Alcuni ora fa vi ho pubblicato un pezzo sul “Rinvio a Giudizio”, l’ho fatto di fretta, per cui non ho avuto tempo di scrivere i motivi per cui lo avevo postato. Lo spiego ora.

Ricordiamo che ad agosto 2018 mi recai in procura per capire che fine avesse fatto un’accusa del 2012, molto infamante, che mi fu mossa da un prete e da alcuni suoi strettissimi fedelissimi (di cui alcuni ad oggi risulterebbero essere stati “cacciati”).

Scoprirò in procura uno strano rinvio a giudizio fatto tipo in data 8 gennaio 2014 con udienza tipo al 14 gennaio 2014.
Ricordiamo quindi che ne io ne i miei legali dopo settembre 2013 riceveremo più alcuna notifica, meno che mai questa scoperta del 2018.

Faccio allora un passo indietro perché l’unica notifica e l’ultima ricevuta fu la chiusura indagini con la scritta del Gip che diceva al pm che rigettava la sua richiesta di prolungamento misura in quanto non essendo stata rinviata a giudizio nei termini di legge decadeva la stessa misura e ne finiva ogni effetto.

Ora io ero rimasta che dovevano notificarmi l’interrogatorio che io richiedi entro i 20 giorni dalla notifica della chiusura indagini (luglio 2013).
Non fu mai notificata. Così l’interrogatorio non fu fatto nonostante i miei legali lo sollecitarono proprio al pm  dopo luglio 2013. Segui solo la risposta del pm che indicava che dovevano interrogarmi i carabinieri da lui delegati e non in procura da lui con fonoregistrazione che io avrei voluto. Non mi piace che di riassumano le frasi perché possono cambiare il senso. Ed i dettati ancora non li fanno. Comunque pur volendo farlo fare si carabinieri avevo poi cambiato residenza quindi non me lo avrebbe più fatto la prima caserma dove non ero più di competenza territoriale.

Niente nessuna notifica e nessun interrogatorio.

Ecco la sorpresa che scopro ad agosto 2018:
A gennaio 2014 sarebbe stata fatta una richiesta di rinvio a giudizio immediato (MAI NOTIFICATO NE A ME, NE AiI MIEI LEGALI).

Inizialmente mi ero un po’ risentira poi leggendo ho scoperto come ho ho postato più sotto al pezzo “rinvio a giudizio” quello immediato viene chiesto per accuse lievi eppure quelle che mi avevano mosso e il modo con cui fu fatto, addirittura di tutte le prime pagine (TUTTE) delle più note testate giornalistiche in cronaca e al tg regionale tanto lieve non pareva.

Improvvisamente diventa un presunto reato lieve.
Due son le cose:
- O il pm si è reso conto che le accuse non erano proprio cosi reali;
- Oppure ha usato un metodo: senza notifica che ha fatto sì che quel procedimento avesse fatto il suo effetto sui giornali di screditamento verso la mia persona (esattamente lo scopo che volevano raggiungere quelli che hanno partecipato) ma non doveva arrivare assolutamente ad un processo vero. Perché li la verità esce e i plurimi reati di calunnia sono gravi, non lievi.
I motivi li ho spiegati innumerevoli volte in questi anni. C’è ne sono a dozzine.

Premesso che su questa vicenda agito senza ombra di dubbio.
Ha comunque portato a farmi aprire gli occhi su tutto ciò che mai credevo potesse essere fatto in un paese che si definisce civile. Così ho iniziato a seguire tutti gli errori che la stessa procura ha commesso verso altre persone e mai risolti.

La Croce nel sole non era ciò che mi accadde nell’immediato ma dove poi quella vicenda mi ha condotta ✌️👍✌️👍✌️👍 è stata proprio quella vicenda che se non fosse mai avvenuta non mi avrebbe portata a grandissimi successi risolvendo molte situazioni perché ormai le vedevo con occhi completamente diversi avendola vissuta sulla mia persona.
Devo ammettere che i Procura ci sono persone fantastiche, serie e corrette. A partire dal Procuratore Capo ed altri a lui vicini.  ✌️✌️✌️
Spero che chi prenderà il suo posto sarà altrettanto in gamba.

Ed ora la mia partecipazione ai convegni per approfondire le materie a me care: Crinologia dinamica;


mercoledì 20 marzo 2019

Il processo indiziario

Estratto da “il processo indiziario genera mostri”
Fonte in-giustizia.eu

... Il processo indiziario per sua natura crea sempre un ragionevole dubbio. Ergo l'intero meccanismo del processo indiziario è incostituzionale e lo è la carcerazione preventiva su base indiziaria. Bisogna, quindi, eliminare questo pericolosissimo e medioevale istituto che, pur di assicurare colpevoli alla giustizia, da procedura estrema ed eccezionale del nostro sistema diventa regola, al posto del legittimo e primario processo per prove, finendo col mettere dentro tanti innocenti e fondando la bellezza del 90 % delle nostre cause penali! I processi indiziari possono e devono essere fatti ma, se gl'indizi non si trasformano in prove fortissime, non si va a giudizio! Soprattutto le prove fortissime devono fondare la restrizione cautelare ad evitare che si rimanga dentro per mesi se non per anni per poi venire assolti. ...
Il sistema indiziario italiano contrasta, soprattutto per le conseguenze intermedie (carcerazione su base indiziaria), con la presunzione di non colpevolezza (art. 27 Cost.) dell'imputato e col principio della libertà personale inviolabile (art. 13 Cost.). Contrasta di fondo con l'esigenza di certezza del diritto e col principio secondo cui la condanna deve avvenire "al di là di ogni ragionevole dubbio"...

Rinvio a giudizio

RINVIO A GIUDIZIO

Concluse le indagini preliminari il P.M., se non chiede l’archiviazione, fa notificare l’avviso di conclusione indagini (art. 415 bis C.P.P.) all’indagato e al difensore, nonché -per i reati di maltrattamenti e stalking- alla persona offesa e/o al suo difensore, con l’invito all’indagato ad esercitare specifiche facoltà (chiedere interrogatorio, presentare memorie, chiedere nuove indagini, depositare gli atti di
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investigazione difensiva, ecc.).
Trascorsi i termini di cui all’art. 415 bis C.P.P. (20 giorni dalla notifica dell’avviso) il P.M. esercita l’azione penale come segue, a seconda del reato contestato:
1) Per i reati più gravi, di competenza del Tribunale Collegiale o della Corte d’Assise, nonché per gli altri reati che prevedono la celebrazione dell’udienza preliminare, formula l’imputazione e chiede al GIP il rinvio a giudizio dell’indagato, che da questo momento diventa imputato (art. 416 C.P.P.).
2) Per i reati più lievi, cioè contravvenzioni o delitti puniti con pena massima non superiore a 4 anni di reclusione o con la sola multa, nonché per altri reati espressamente indicati dall’art. 550 C.P.P., il P.M. formula l’imputazione e cita direttamente l’imputato in giudizio dinanzi al Tribunale Monocratico.
Con la formulazione dell’imputazione viene esercitata l’azione penale e l’indagato diviene imputato (con formazione del cosiddetto “carico pendente”).
Nella prima ipotesi il Giudice che riceve la richiesta del P.M. ed il fascicolo con gli atti di indagine fissa L’UDIENZA PRELIMINARE, che si tiene in Camera di Consiglio, con la partecipazione di tutte le parti (per la prima volta la parte lesa può costituirsi parte civile, secondo le formalità previste dal Codice).
Nell’udienza preliminare si discute -sulla scorta degli atti di indagine, anche integrati da quelli delle parti private- la fondatezza della notizia di reato in funzione della celebrazione del dibattimento pubblico (idoneità degli elementi di prova acquisiti a sostenere l’accusa in giudizio).
Il Giudice può dare ordine al P.M. di integrare le indagini, se incomplete; può anche disporre d’ufficio l’assunzione di prove decisive al fine di pronunciare una sentenza di non luogo a procedere (proscioglimento).
Nell’udienza preliminare può essere modificata l’imputazione.
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Esaurita la discussione il G.U.P (Giudice dell’udienza preliminare) può:
a) emettere sentenza di non luogo a procedere (art. 425 C.P.P.) perché il reato è già estinto; perché l’imputato non è punibile; perché il fatto non è (più) previsto dalla legge come reato; perché risulta che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso, o che il fatto non costituisce reato. Analogamente se gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l’accusa in giudizio.
La sentenza di non luogo a procedere (N.L.P.) può essere impugnata in Cassazione dalle parti e/o revocata dal G.I.P., su richiesta dal P.M., se sopravvengano o si scoprano successivamente nuove fonti di prova utili per il rinvio a giudizio.
Fino alla conclusione dell’udienza preliminare l’imputato può proporre richiesta di giudizio abbreviato o di patteggiamento.
b) emettere il decreto che dispone il giudizio dinanzi al Tribunale o alla Corte d’Assise (secondo il tipo di reato, che determina la competenza dell’uno o dell’altro organo giudicante).
Al decreto che dispone il giudizio, così come alla citazione diretta a giudizio, segue il dibattimento.
Nel caso di citazione diretta dinanzi al Tribunale Monocratico l’imputato può chiedere il rito abbreviato o il patteggiamento fino all’apertura del dibattimento. N.B. Nel 2014 è stata abrogata la norma che consentiva di giudicare l’imputato in contumacia. Oggi l’imputato che risulti essere a conoscenza del processo e dell’udienza ma non si presenti senza addurre giustificazione, viene dichiarato assente e rappresentato a tutti gli effetti dal difensore.
Per l’imputato che risulti “irreperibile”, invece, il processo viene sospeso e rinviato fino a che lo stesso non venga raggiunto dagli atti necessari per la conoscenza
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dell’imputazione e del giudizio.
Queste regole si applicano fin dall’udienza preliminare.

Fonte: Ordine dei giornalisti . It

Prescrizione

L’istituto della prescrizione nasce, oltre che per la tutela di diritti, anche e soprattutto per evitare che il cittadino venga sottoposto ad un processo penale infinito e che resti in balia della legge per una vita intera. 
Possiamo dire, quindi, che la prescrizione, in campo penale, si prefigge principalmente lo scopo di evitare che l’imputato (colui che è accusato di aver commesso un presunto reato e che per questo sia sottoposto ad un procedimento penale) possa essere sottoposto ad un processo senza limiti di tempo: 
decorso un certo termine, infatti, il reato dovrà essere dichiarato estinto (per intervenuta prescrizione), a prescindere dall’accertamento giudiziale circa la innocenza o la colpevolezza del soggetto processato 

Fonte: la legge per tutti

giovedì 14 marzo 2019

Dato interessante - memoria *

Dunque ad agosto 2018 svolto che a gennaio 2014 il pm avrebbe chiesto il rinvio a giudizio immediato mai notificato ne a me, né ai miei legali, e scompare la precedente richiesta di rinvio a giudizio del 2013 in cui si doveva attendere il passaggio del Gup.
Ricordiamo che fra il mese di luglio e agosto del 2013 venivo chiamata per una notifica che non mi fu però consegnata poiché, dissero che dovevano inviarla ai miei legali (non a me) che però mai la ricevettero. In quella notifica che ebbi modo di leggere al volo, il pm autorizzava l’interrogatorio da me richiesto nei termini di legge, (i miei legali invieranno subito appresso un fax al pm) quindi non notificando quel documento l’interrogatorio non si è mai concretizzato.
Da qui in poi non ci saranno più notifiche di alcun genere. Eppure spuntano altre attività.

* lo scritto è a memoria di punti importanti da approfondire.