mercoledì 20 marzo 2019

Rinvio a giudizio

RINVIO A GIUDIZIO

Concluse le indagini preliminari il P.M., se non chiede l’archiviazione, fa notificare l’avviso di conclusione indagini (art. 415 bis C.P.P.) all’indagato e al difensore, nonché -per i reati di maltrattamenti e stalking- alla persona offesa e/o al suo difensore, con l’invito all’indagato ad esercitare specifiche facoltà (chiedere interrogatorio, presentare memorie, chiedere nuove indagini, depositare gli atti di
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investigazione difensiva, ecc.).
Trascorsi i termini di cui all’art. 415 bis C.P.P. (20 giorni dalla notifica dell’avviso) il P.M. esercita l’azione penale come segue, a seconda del reato contestato:
1) Per i reati più gravi, di competenza del Tribunale Collegiale o della Corte d’Assise, nonché per gli altri reati che prevedono la celebrazione dell’udienza preliminare, formula l’imputazione e chiede al GIP il rinvio a giudizio dell’indagato, che da questo momento diventa imputato (art. 416 C.P.P.).
2) Per i reati più lievi, cioè contravvenzioni o delitti puniti con pena massima non superiore a 4 anni di reclusione o con la sola multa, nonché per altri reati espressamente indicati dall’art. 550 C.P.P., il P.M. formula l’imputazione e cita direttamente l’imputato in giudizio dinanzi al Tribunale Monocratico.
Con la formulazione dell’imputazione viene esercitata l’azione penale e l’indagato diviene imputato (con formazione del cosiddetto “carico pendente”).
Nella prima ipotesi il Giudice che riceve la richiesta del P.M. ed il fascicolo con gli atti di indagine fissa L’UDIENZA PRELIMINARE, che si tiene in Camera di Consiglio, con la partecipazione di tutte le parti (per la prima volta la parte lesa può costituirsi parte civile, secondo le formalità previste dal Codice).
Nell’udienza preliminare si discute -sulla scorta degli atti di indagine, anche integrati da quelli delle parti private- la fondatezza della notizia di reato in funzione della celebrazione del dibattimento pubblico (idoneità degli elementi di prova acquisiti a sostenere l’accusa in giudizio).
Il Giudice può dare ordine al P.M. di integrare le indagini, se incomplete; può anche disporre d’ufficio l’assunzione di prove decisive al fine di pronunciare una sentenza di non luogo a procedere (proscioglimento).
Nell’udienza preliminare può essere modificata l’imputazione.
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Esaurita la discussione il G.U.P (Giudice dell’udienza preliminare) può:
a) emettere sentenza di non luogo a procedere (art. 425 C.P.P.) perché il reato è già estinto; perché l’imputato non è punibile; perché il fatto non è (più) previsto dalla legge come reato; perché risulta che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso, o che il fatto non costituisce reato. Analogamente se gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l’accusa in giudizio.
La sentenza di non luogo a procedere (N.L.P.) può essere impugnata in Cassazione dalle parti e/o revocata dal G.I.P., su richiesta dal P.M., se sopravvengano o si scoprano successivamente nuove fonti di prova utili per il rinvio a giudizio.
Fino alla conclusione dell’udienza preliminare l’imputato può proporre richiesta di giudizio abbreviato o di patteggiamento.
b) emettere il decreto che dispone il giudizio dinanzi al Tribunale o alla Corte d’Assise (secondo il tipo di reato, che determina la competenza dell’uno o dell’altro organo giudicante).
Al decreto che dispone il giudizio, così come alla citazione diretta a giudizio, segue il dibattimento.
Nel caso di citazione diretta dinanzi al Tribunale Monocratico l’imputato può chiedere il rito abbreviato o il patteggiamento fino all’apertura del dibattimento. N.B. Nel 2014 è stata abrogata la norma che consentiva di giudicare l’imputato in contumacia. Oggi l’imputato che risulti essere a conoscenza del processo e dell’udienza ma non si presenti senza addurre giustificazione, viene dichiarato assente e rappresentato a tutti gli effetti dal difensore.
Per l’imputato che risulti “irreperibile”, invece, il processo viene sospeso e rinviato fino a che lo stesso non venga raggiunto dagli atti necessari per la conoscenza
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dell’imputazione e del giudizio.
Queste regole si applicano fin dall’udienza preliminare.

Fonte: Ordine dei giornalisti . It