mercoledì 24 aprile 2019

Per gli affitti sono molti a presentare buste paga e cud falsificati forse perche la legge non punisce?

Da un dialogo su fb (vicenda oggetto di denuncia penale) accaduta ai primi di aprile 2019.

Angelo Fiumara per i furbi c’è il processo purtroppo non è detto che possano essere anche condannati. Ma lo scopriremo molto presto. Considera che c’è tanta gente che non si fa scrupoli di infrangere la legge.

Una tizia voleva affittare un mio immobile da 168 mq porta sfacciatamente i documenti richiesti buste paga e cud l’agenzia la rispedisce a casa ma non mi avverte.

Io inizio a ricevere molte telefonate da un ufficiale giudiziario che chiamava per un suo collega che raccomandava questi.

Questa non si sa da dove abbia preso il mio numero (agenzia non glielo ha fornito non può per legge resta ufficiale giudiziario, uno dei due) mi chiama e io non essendo stata avvisata dall’agenzia che già l’aveva mandata via la incontro e mi porta i documenti, andava di fretta asserendo che la casa le serviva subito, quando mettono fretta c’è qualcosa che puzza.

O uno sfratto in corso o una sola o entrambe.

Mi prendo alcuni giorni per verificare i documenti, il giorno dopo scopro che la partita iva della ditta della busta paga è inesistente, il codice fiscale invece esisteva. Telefono al numero riportato in busta paga che doveva essere di uno studio medico del Lazio mi risponde un gestore sala bingo di trieste. Verifico su internet ed effettivamente quel numero era di trieste non del Lazio.

Allora chiamo la ditta il cui numero lo trovo in rete e mi dicono che la tipa è stata licenziata nel 2016. Quindi la busta paga portata il 31 marzo 2019 in agenzia era falsa, anche perché era la busta paga di marzo e prima del 5 aprile i privati non le emettono.
Solo i ministeri le emettono prima.

Per scrupolo controllo quella del marito con un part time al 75% operatore pulizie e vedo un netto in busta paga di 1797,00 al che dico alla signora dove mai lavori il marito dato che se me lo dice vado anche io li, considerando che faccio lo stesso lavoro e quelle cifre sono follia pura.

Nel cud si scordano di taroccate un dato o meglio non ci sono trattenute segno che il cud non supera il reddito minimo quindi altro che 1797,00 in realtà era una busta paga che non arrivava a 500 euro al mese. E l’altra falsa.

Quando glielo ho detto ha continuato ad insistere con il “ma che non ti fidi?”

Cioè abbiamo gente del genere e si spaventano del penale secondo te?

sabato 20 aprile 2019

Il baule

Torno di qualche anno indietro.

Se un dirigente di una municipalizzata ti chiede una cortesia di andargli a ritirare una cosa ordinata e saldare in contanti (totale 5mila euro) tu gli dici “scusa ma te con la tua bella macchina e autista non puoi andarci” e lui “non ho proprio tempo fammi sta cortesia” e te con la metro vai a ritirare sto pacco ingombrante assai, entri nel negozio di fama e ti trattano come un’appestata finché non capiscono per cosa sei entrata e ti stendono i tappeti rossi, ti chiedono se ti possono chiamare un taxi e se vuoi favorire un caffè biscottini ecc (guarda un po’ come cambiano)... esci con sto baule e a piedi vai a consegnarlo al dirigente. Poi ci pensi come i cornuti per anni.  Perché mando’ me?

venerdì 19 aprile 2019

Acea Roma il contatore che si rifiutano di distaccare

A me Acea (energia Roma) si è impuntata a fatturarmi consumi di un contatore, solo che il contatore che dicono non è posizionato sul mio pod.

Dopo 37 bollette non pagate (da giugno 2013) ancora si rifiuta di distaccarmelo.

Premesso quello mio vero è depotenziato a 00,1 dal 2016 ma ancora fatturano letture reali (del contatore non mio) per circa 200 euro a bimestre.

Ora la querela penale.
Sono 6 anni che mi tengono indebitamente bloccata attività commerciale.

Sarebbero la società quotata in borsa che a Roma ha il monopolio della rete e del cambio contatori nella Capitale d’Italia. Pensate in mano a chi siamo.

martedì 16 aprile 2019

Trasparenza: mail inviata ora 16/4/19 ore 13,45 al dipartimento competente in materia del comune di Roma

Per trasparenza si pubblica la mail e l’eventuale risposta che ci potrebbe essere.

Buongiorno dott Xxxxx,
Credo sia abbastanza inutile chiederle se il comune di Roma dopo quasi 3 anni dall’occupazione abusiva abbia proveduto allo sgombero dell’abusiva?

Perché mi chiedo se li il comune paga a società privata indennità di occupazione in quanto il contratto risulta cessato ormai da anni?

È diventato una barzelletta questo comune, mi creda. Avere strumenti e non usarli perché non ci sarebbero fondi per i servizi “sociali” (assistenziali) fa tristemente ridere.

Ridere perché poi si nota che per la politica (assessori e quant’altro) i fondi non mancano mai.
Cordialmente Monia Lustri

Ovviamente si nota anche che per pagare a società privata un affitto (indennità di occupazione) per lasciare dentro occupanti abusivi i fondi non mancano.
La politica e le amministrazioni fanno scelte così “intelligenti” e “logiche” che nemmeno la gallina del mio pollaio farebbe.  

martedì 2 aprile 2019

Sentenza di assoluzione

                                                                                                                                 N. xxxxx/xx Sent.

(nomi e cognomi sono di fantasia)

                                           TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA
                                           IN COMPOSIZIONE MONOCRATICA 
                                                 SEZIONE XXXX PENALE

                                                   REPUBBLICA ITALIANA
                                            IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale di Roma, xxxx Sez penale, in persona del Giudice monocratico dott. xxxxxx, alla pubblica udienza del xx/xx/xxxx ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo, la seguente
                                                                  SENTENZA
nella causa penale di primo grado
                                                                   CONTRO
VERDI GIUSEPPE
difeso di fiducia dall'Avv. Xxxxx Xxxxx
                                                                                                                               Libero presente
                                                                  IMPUTATO
del reato di cui agli artt. 81 comma 1 e 336 cp. perché, nell'ambito di un medesimo contesto temporale di azione, profferendo all'indirizzo dell'assistente Ciccarello Paolettino, appartenente al Commissariato di PS Xxxxxxxx Xxxxx, al fine di impedirgli di compiere atti relativi ai doveri del suo ufficio, le seguenti frasi:
"adesso vi spiego come funziona, vi faccio trasferire d'ufficio perché siete incompetenti… chiamo il magistrato e vedete voi vi denuncio e poi vediamo", cosi facendo usava minaccia nei suoi confronti
In Roma, il xx xxxxxx xxxxx

                                                                 CONCLUSIONI
Pubblico Ministero: assoluzione perché il fatto non costituisce reato.
Difesa: assoluzione perché il fatto non sussiste, ovvero applicazione art. 393 bis cp. ed assoluzione perché il fatto non costituisce reato.

                                                    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO




Con decreto ritualmente notificato VERDI GIUSEPPE è stato tratto in giudizio davanti a questo Giudice per rispondere del reato ascrittogli in epigrafe.
Al dibattimento, è stata acquisita la documentazione prodotta, meglio indicata a verbale, e si è proceduto all'esame dell'assistente capo di PS Ciccarello Paolettino, dell'imputato e della sig.ra Marica Livotti.
All'esito della discussione, il Pubblico Ministero e la Difesa hanno formulato le conclusioni trascritte a verbale.
Le prove acquisite conducono ad un giudizio di assoluzione dell'imputato dal reato lui ascritto per insussistenza del fatto.


(…..)

Sulla scorta delle esposte risultanze, si ritiene di dover pervenire ad un giudizio di assoluzione per insussistenza del fatto.
E' bene premettere che la frase "vi faccio trasferire d'ufficio" riveste astrattamente gli estremi di minaccia, ma non è emersa piena prova che il Verdi l'abbia rivolta ai pubblici ufficiali, essendo stata riferita dall'assistente Ciccarello, negata dall'imputato ed esclusa dalla sig.ra Marika Livotti.

Ad ogni buon conto, a prescindere dalla valutazione sull'attendibilità delle rispettive ricostruzioni, è certo che i pubblici ufficiali si recarono presso il luogo dove era il sig. Verdi per un controllo e non costatarono violazioni di alcun tipo alle prescrizioni imposte, sicché nessun ulteriore atto d'ufficio avrebbero dovuto compiere.

L'assenza tra il nesso tra l'eventuale minaccia e l'atto da compiere non consente dunque di ritenere integrato il reato contestato, che ha la finalità di tutelare la libera formazione della volontà del pubblico ufficiale, proprio perché non vi erano ulteriori atti da compiere, essendo stata constatata la presenza del Verdi.

Ove pure volesse riqualificarsi il fatto sub art. 612 cp in relazione all'espressione "vi faccio trasferire d'ufficio", certamente essa non integrerebbe l'ipotesi grave di cui al secondo comma, tenuto conto dell'obiettivo tenore della stessa e della pronuncia delle parole da parte di un soggetto che non avrebbe avuto potere di far trasferire nessuno; il reato sarebbe dunque perseguibile a querela di parte, nella specie non presentata, avendo l'operante riferito di essersi limitato a redigete un'annotazione di servizio.

Si aggiunga che le espressioni pronunciate dal Verdi all'indirizzo degli operanti appaiono piuttosto una manifestazione di sfogo per le incomprensioni sorte in merito alla natura delle prescrizioni da osservare, cui certamente l'imputato intese attenersi ove si consideri che si recò alla ASL per ritirare i risultati delle analisi e che per ben 12 volte contattò telefonicamente il personale del Commissariato - che nemmeno lo cercava - allo scopo di comunicare il suo rientro.
Alle esposte considerazioni segue l'assoluzione dell'imputato dal reato a lui ascritto con la formula di cui al dispositivo.
                                                                           PQM


visto l'art. 530 cpp.,
assolve VERDI GIUSEPPE dal reato a lui ascritto perché il fatto non sussiste.
Roma xx/xx/xxxx

                                                                                                                                          Il giudice











Iniziamo a raccontare l’azienda acea e la gestione romana di energia elettrica.

La situazione è questa:

1) Il contatore che hanno intestato in bolletta a noi non è quello realmente presente;
2) Il contatore realmente presente secondo loro non esiste e sarebbe stato rottamato dalla società loro appaltatrice che faceva i cambi di contatore;
3) Il contatore che fatturano e che non è da noi istallato serve qualcuno che non paga utenza elettrica da almeno 14 anni, ma Acea di questo non si preoccupa poiché nonostante averglielo mostrato continuava a fatturare a noi come se fosse una cosa normale fatturare il contatore che non c'è e che serve qualche sconosciuto.
4) Fossi stata in Acea per prima cosa sarei andata a verificare nell'immediato e quindi nel 2014 e avrei subito risolto il disagio provocato all'utente; poi avrei aperto una questione con la rete di competenza e la relativa società che doveva cambiare contatori e preteso da questi ben motivate spiegazioni;

La storia viene di seguito descritta:

A luglio 2012 inizio a chiudere l’ufficio e l’azienda per cui tempo di sistemare alcuni documenti e metterli negli archivi, non vi era più motivo di usare il contatore di energia elettrica.

Qualche mese dopo, cessate le operazioni non più quotidiane, il locale non avrà più motivo di essere utilizzato salvo per prelevare qualche documento ancora li presente.

Nel 2013 non avendo ancora disdetto l’utenza arriva la solita bolletta e la pago, arrivava da anni sempre sui 200,00 euro a bimestre.
Non avevo mai notato che il consumo era decisamente esagerato.
Arriva la seconda bolletta del 2013 e la pago, arriva la terza e la pago MA alla quarta ho iniziato a chiedermi quanto mi stessero facendo pagare?

Me lo chiesi poiché erano ormai mesi che non utilizzavo più il locale e quindi il consumo doveva per forza diminuire vertiginosamente EPPURE così non era.

Così non pago quella bolletta anzi per ovvie ragioni non le pago proprio più. Telefono e chiedo spiegazioni ma non si trova una risposta.

Arriva il 2014. La società dove lavoravo ed a cui venivano fatturati quei consumi, non era più in affitto da noi. Cancellazione di affitto comunicata regolarmente all’Agenzia delle Entrate.

Così, quando arriva l’ennesima bolletta con un conto salato, sempre fissa dai 190,00 ai 200,00 a bimestre, richiamo per l’ennesima volta il call center di Acea e chiedo, pretendo spiegazioni, così la signorina mi chiede di verificare assieme e di leggere il contatore.

Il mio contatore riportava un totale lettura di più di 64000
mentre quello in bolletta ne segnava sui 25000.
Beh qualcosa non quadrava.

A quel punto la signorina mi chiede di verificare se quello sia il mio contatore e controllo tutti gli altri, si era il mio quello. Lo stacco per provare e va via la corrente al mio negozio. Assodato è lui.

Così mi chiede di leggerle il numero del misuratore e quando lo leggo anche se il numero gli somiglia non è quello che fatturavano alla società per cui lavoravo.

Assodiamo quindi che il contatore che lei mi dice dovevano installare nel 2004/2005 non è MAI STATO  posizionato al mio negozio.

Quello che hanno lasciato è invece il mio storico contatore che in teoria dovevano togliere e rottamare. Invece era lì e nel 2004/2005 e non era mai stato sostituito.

A quel punto faccio sia la raccomandata ad Acea Energia che ad Acea Distribuzione e faccio anche il deposito al loro protocollo a piazzale Ostiense.


Da questo deposito e dalla raccomandata mi aspettavo da parte di ACEA un celere interessamento e che risolvessero immediatamente il problema che loro stessi mi avevano creato.
Inoltre contestualmente chiedevo di rifarmi tutti i conteggi fra il mio pagato e le reali letture del contatore vero che serviva la mia utenza e rendermi la parte pagata in più.

Non arriverà mai alcuna risposta. Continuo a sollecitare e scrivere. Nulla. (FANNO SEMPRE COSI PURTROPPO)

Nel 2016, improvvisamente, quel mio contatore viene depotenziato ma non mi consentono di fare alcuna voltura disdetta, nulla, quindi già dal 2014 il mio negozio non potrò più ne affittarlo, né venderlo e dopo il depotenziamento nemmeno utilizzarlo.  (SEQUESTRO)

Il mio locale commerciale completamente bloccato per anni dalla loro totale negligenza.
Sollecito e continuo a fotografare il mio contatore, gli invio le foto ma non vengono a visionarlo.

Nulla, eppure io continuo a non pagare dal 2013/2014, ma nonostante tutto fino al 2016 continuano a fatturare circa 200 euro a bimestre fregandosene letteralmente delle molteplici segnalazioni che avevamo inviato.

Il mio contatore nel frattempo non era in uso. Il locale commerciale era chiuso. Fino a che non mi risolvevano il problema.

Nel 2016 depotenziano il mio contatore e mi scoppia tutto, per aprire la serranda essendoci i motori e non funzionando debbiamo aprire in tre la serranda a mano che trancia infili e scoppia tutto.
Chiamo di corda il fabbro e faccio togliere i motori almeno si può aprire a mano e faccio riparare la serranda che per forzarla si era storta.

La sorpresa arriva quando sono costretta a denunciarli sul piano civile e lì scopro che hanno
continuato a fatturare sempre circa 200 a bimestre fino ad almeno l’anno 2018
ma è pacifico che le fatture siano a tutt’oggi in corso,non mi hanno dato risposta a questa domanda

La domanda sorge spontanea: se il mio contatore sta a potenza 0,01 quella corrente a chi la stanno regalando fatturandola a noi? E facendoci danni immani?

Un locale commerciale bloccato/sequestrato illegittimamente da 5 anni, un conto che non ci compete che continuavano a pretendere; ed un disinteressamento a risolvere il problema che fa paura.

Specie quando arriva da una società  che detiene pieno monopolio sulla rete elettrica.


Scoperta la continuazione della fatturazione, ravviso più reati penalmente rilevanti, guardandosi bene da farcelo sapere infatti le bollette dal 2016 non ci arriveranno mai più e lo scopro perché mi viene girata una mail a febbraio 2019 mail datata gennaio 2018  ma che invieranno non alla residenza della sottoscritta ma al locale chiuso dove evidentemente sono certi che nessuno mai la riceverà, quindi ora oltre la denuncia per i danni procedo con la denuncia penale sperando che la procura faccia luce su una situazione che personalmente ritengo oltremodo grave.

Personalmente inizio a vederci molto penale non più solo civile.

Le fatture che ho scoperto ieri 2/4/2019 continuate a emettere a me e non a chi usa la corrente avendo loro sbagliato istallazione da 14 anni (scoperto da me d’accordo 5 anni)

Spunta anche quella datata marzo 2019 per cui utenza nonostante nostra richiesta del 2014 di essere  disattivata continua a servire serenamente qualcun altro per cui mi chiedo se abbiano una difficoltà a togliere la corrente a colui a cui la stanno dando accollandola a noi da ormai decenni?
Qualsiasi romano sa che se non si pagano tre bollette la corrente la staccano e qui non avviene?
Strano no?


Fattura nr. 10118005248815 08/01/2019 176,00 Fattura nr. 10118004223329 02/11/2018 232,09 Fattura nr. 10118003336053 03/09/2018 178,30 Fattura nr. 10118002534708 06/07/2018 178,66 Fattura nr. 10118001532613 02/05/2018 189,50 Fattura nr. 10118000713848 16/03/2018 193,21 Fattura nr. 10117005424196 08/01/2018 178,35 Fattura nr. 10117004652087 13/11/2017 176,97 Fattura nr. 10117003433273 28/08/2017 180,34 Fattura nr. 10117002358918 26/06/2017 178,47 Fattura nr. 10117001555795 02/05/2017 178,53 Fattura nr. 10117000639902 06/03/2017 182,27 Fattura nr. 10116000482129 30/12/2016 188,17 Fattura nr. 2062016004639909 07/11/2016 193,69 Fattura nr. 2062016003670414 07/09/2016 181,05 Fattura nr. 2062016002699221 07/07/2016 185,03 Fattura nr. 2062016001712588 09/05/2016 129,17 Fattura nr. 2062016000704547 09/03/2016 194,82 Fattura nr. 2062015005935594 07/01/2016 189,91 Fattura nr. 2062015004912414 09/11/2015 197,65 Fattura nr. 2062015003910080 31/08/2015 176,86 Fattura nr. 2062015002837100 07/07/2015 186,29 Fattura nr. 2062015001761101 07/05/2015 195,05 Fattura nr. 2062015000687721 06/03/2015 190,45 Fattura nr. 2062014006635677 05/02/2015 72,37 Fattura nr. 2062014005614201 09/12/2014 182,93 Fattura nr. 2062014004544148 17/10/2014 179,16 Fattura nr. 2062014003455797 18/08/2014 160,55 Fattura nr. 2062014002394846 16/06/2014 187,48 Fattura nr. 2062014001277720 07/04/2014 183,99 Fattura nr. 2062014000209068 10/02/2014 190,31 Fattura nr. 2062013004968095 09/12/2013 171,55 Fattura nr. 2062013002924277 16/08/2013 181,58 Fattura nr. 2062013001852135 19/06/2013 181,81
TOTALE PAGAMENTI NON PERVENUTI 6.122,56 euro

Aggiornamento del giorno 2 aprile 2019.